IL COLUMNIST / NICULI’ CORE ’NGRATO

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – “Pecché me dice sti parole amare, pecché me parle e ‘o core me turmiente, Niculì? Nun te scurdà ca t’aggio date ‘o core, Niculi’…nun te scurdà! Niculì, Niculì che vene a dicere stu parlà che me dà spaseme? Tu nun ‘nce pienze a stu dulore mio, tu nun ‘nce pienze, tu nun te ne cure”. Per quei pochi che non ne siano al corrente, le parole in questione appartengono a Core ‘ngrato, canzone napoletana scritta nel 1911 da tale Alessandro Sisca (detto Cordiferro) e dedicata ad una certa Catarì. Il brano ci racconta di un amore deluso, non corrisposto. E io imageintendo dedicarlo ad una nostra vecchia fiamma, quel Nicola Sansone (da qui la necessità di convertire Catarì in Niculì) appena fuoriuscito dal Ducato ed emigrato a Sassuolo. Il perché è presto detto. Non mi sono piaciute per niente le parole con le quali ha fatto calare il sipario sulla sua esperienza parmigiana e dato il via a quella alla corte di Squinzi. Per la verità, sono risultate indigeste anche alla tifoseria Crociata. “E’ una scelta mia. Volevo andare via io e quindi sono pronto per Sassuolo. Volevo io questa soluzione. Per me è sempre importante cosa dice il mio cuore. Quindi: in estate pensavo ancora di poter giocare nel Parma. Di più. Ho giocato poco, e quindi imageadesso ero convinto di venir qua a giocare”. Detto che spetta a Donadoni stabilire chi e come deve giocare e che da Napoli in avanti il suo utilizzo è stato molto più frequente che nel primo scorcio di stagione (dunque, l’affermazione ‘ho giocato poco’ andrebbe quantomeno rettificata ed arrotondata per eccesso), vorrei ricordare a Sansone che ha tutto il diritto di essere scontento per le panchine collezionate tra agosto, settembre ed ottobre, ma non quello di mancare di rispetto all’allenatore, che poco più di due mesi or sono gli ha restituito la visibilità che gli aveva tolto a inizio stagione, e ai tifosi, che a più riprese – dando vita a barricate, sia pure solo virtuali, che non sono state allestite nemmeno per cessioni ben più illustri di quella dell’italiano di Germania – ne hanno ‘ostacolato’ la partenza. Ecco, caro Niculì: è naturale che a vent’anni uno abbia voglia di spaccare il mondo; è comprensibile che un calciatore, e specialmente un calciatore giovane, preferisca il campo allo starsene in panchina; non lo è il pretendere una maglia da titolare con così poche primavere alle spalle, ché a quell’età è già tanto stare tra i grandi e in serie A (sa quanti ragazzi della sua stessa età pagherebbero di tasca propria pur di vivere un solo minuto di massima serie?); ancor meno lo è l’andarsene via sbattendo la porta. Ed è stato proprio questo l’aspetto più triste della sua partenza, Sansone. Se ne è andato senza salutare quei tifosi che, anche se solo virtualmente e attraverso i social network, si sono spesi affinché Leonardi e Ghirardi allontanassero lo spettro della sua cessione. Peggio: se ne è andato senza neanche ringraziarli, come invece avrebbero meritato per il modo e l’impegno coi quali hanno cercato di sventare il suo addio. Nessuno le avrebbe impedito di farci capire, ma con garbo e discrezione, di essere insoddisfatto per alcune scelte operate, sul suo conto, da Donadoni; dubito che il Parma le avrebbe negato la possibilità di congedarsi dalla piazza con un comunicato in cui dirsi ‘gratificato dall’affetto che i tifosi mi hanno mostrato’; forse le sarebbe potuto bastare perfino un cinguettio di arrivederci per salvare le apparenze, sulla falsariga di quanto uscito dalla penna di Mendes (a proposito di uno che, pur essendo stato pochissime volte tra i titolari, sa cosa è l’eleganza). E invece niente. Ha preferito mandarcele a dire piuttosto che consolarci con un ‘grazie di tutto’. Se non è irriconoscenza, poco ci manca. Di sicuro le fa difetto lo spirito di osservazione. Chi conosce Parma come le sue tasche, chi ne sa interpretare gli umori, la personalità e i modi di fare, chi ci ha abitato per qualche mese, uno oppure due anni e ha saputo coglierne il carattere, sa che quella gialloblu è una piazza… come dire… freddina. Ma freddina in senso buono. Ti lascia lavorare in pace, non ti mette addosso troppe pressioni: l’ideale per un ventenne alle primissime armi. E difficilmente elegge a suo idolo questo o quel calciatore; ma quando succede, come è accaduto con lei, è perché ha buone ragioni per farlo. A Parma funziona così:  pagare moneta, vedere cammello. O meglio: per conquistare la nostra fiducia, devi far di tutto per meritartela. Veda, caro Sansone: i vari Asprilla, Osio, Melli, Crespo e Barbuti (solo per citarne alcuni), prima di diventare Asprilla, Osio, Melli, Crespo e Barbuti, di strada han dovuto farne tanta. Nel suo caso, al contrario, c’è stata una mobilitazione (ok, solo virtuale) per evitare che abbandonasse Parma, senza che lei avesse fatto chissà cosa per entrare nel cuore dei tifosi. Forse sarà stato quel gol a Bologna con tanto di esultanza polemica nei riguardi di Alino Diamanti a farle guadagnare consensi e popolarità presso la Nord e dintorni. Non ci è dato saperlo. Di sicuro era uno amato. E di sicuro lei non ci ha fatto caso. Altrimenti certe parole se le sarebbe e ce le avrebbe risparmiate. Intanto le faccio notare che a Milano quelli dell’Inter hanno alzato le barricate per frenare l’uscita di Guarin, e cioè uno che ha già raggiunto certi risultati e che, volendo, può permettersi di  puntare i piedi  e chiedere di giocare o cambiare aria; a Parma la tifoseria ha alzato la voce per ‘salvare’ lei, Sansone, ossia un ventenne che ha ancora tanto da dimostrare e che tutto avrebbe potuto fare, tranne che esigere da Donadoni una maglia da titolare. Non crede, Niculì, che, visto il bene che le hanno dato, ai tifosi gialloblu avrebbe dovuto indirizzare almeno un grazie? Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

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3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / NICULI’ CORE ’NGRATO

  • 25 Gennaio 2014 in 22:00
    Permalink

    nel parma, salvo qualche rara eccezione, si dice sempre quello che decide l’intoccabile onnipotente. meglio sarebbe avere gli attributi

  • 25 Gennaio 2014 in 22:02
    Permalink

    nel parma si dice sempre quello che decide l’intoccabile onnipotente
    e questo è il mio primo messaggio
    saluti a tutti

    • 25 Gennaio 2014 in 22:52
      Permalink

      Benvenuto. Speriamo sia il primo di una lunga serie di commenti. Cordialmente
      Gmajo

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