IL GALLO DI CASTIONE / IL MIO BARBIERE, PER FARMI RIZZARE I CAPELLI, MI CHIEDE SEMPRE DI FELIPE, MA STAVOLTA IL SUO TENTATIVO DI AUTOGOL E’ FALLITO…

(Il Gallo di Castione) – Sto giro va tutto bene, così mi riprende la storia riveduta e corretta secondo un veneto trapiantato a Bologna che ci parla del Conte Ugolino.  Il conte Ugolino passò alla storia per essersi mangiato i figli. Li guardò in faccia: Anselmo il primo, Gaddo il secondo, Marco come contorno e se li mangiò.  Come sempre le mie citazioni fra il serio e il faceto son riprese da testi conosciuti (sto giro la Divina Commedia) così vi son familiari. Ma che ci entra uno che si mangia i figli per sopravvivere? Non sarà mica come una società di calcio che si vende la meglio gioventù per pareggiar bilanci? No, o forse, ma gli spettatori di Parma non fanno drammi e neanche contestazioni, alla fine basta che restino 14 o 15 giocatori che si fa la partita.

imageSabato sono andato dal barbiere e quello, come tutte le volte, mi ha chiesto se domenica giocava Felipe al centro della difesa del Parma. ‘Scolta, ci ho detto, ma vuoi proprio che cambi barbiere? Possibile che ogni volta che vengo qui a farmi i capelli mi chiedi di Felipe? Ed allora il barbiere (di San Lazzaro, non di Siviglia) mi ha spiegato che con quella domanda mi si rizzano i capelli e il suo lavoro è facilitato. Va beh, poi quando la dea bendata sta dalla tua parte anche un tentativo di autogoal fallisce, ma i capelli si son rizzati anche domenica. Voglio dire al Don, per via di  Mauri  e dei giornalai-giornalisti che son sempre lì a rompere che io, pur essendo un simpatico (mica a tutti, ma a qualcuno) affabulatore e mica di quella razza “nemica”, dicevo che imagea più riprese l’ho spronato a far giocare i giovani che è più facile perdonargli gli errori perché si spera che crescano. E poi magari ci son simpatiche sorprese (ma quel portiere che ha fatto fare il goal Merluzzo ad Amauri  scontrandosi col suo difensore non poteva mica essere meno attento su Mauri allo scadere?) che i tifosi godono molto, così per un beniamino che se ne va ecco che in due partite ne troviamo un altro.

Di questo strano mercato del Parma che ha dato via molti giovani della rosa (tolto Mesbah, se tiene botta, Acquah e la Primavera) i tifosi vorrebbero scorgere il futuro radioso dei prox anni, ma intanto si accontentano delle gesta del Capitano e di qualche soddisfazione dei soliti solidi trentenni. Così che io ce lo dissi e ora ce lo ripetessi al Don di inserire con grano salis in ambiente protetto qualche giovinastro a far curriculum. Attendiamo Cerri e Vergara nei prox cambi, che stranamente il Don ha effettuato ieri. Ma tornando a ieri che partita abbiamo visto! Cominciata con due ammonizioni poco plausibili ai danni di Parolo e Felipe poi l’arbitraggio è tornato su binari ordinari. Vero che un fallo su Gargano poteva essere diversamente sanzionato e che un solo turno di squalifica per Felipe è poco, per i miei gusti. Non si sa mai che il Don sia costretto a far esordire Vergara, ma da qui alla fine forse vedremo se il compositore della Cavalleria Rusticana può servire alla causa. E a proposito dell’opera or ora citata, mi giunge un simpatico nanetto da loggionisti, che a seguito di una nota stecca sulla romanza “Mamma, quel vino generoso è traditorr. Vado fuori all’aperto” han ribattuto al povero tenore: To su la cherta.

curvaOra non passò molto che paragonai gli spettatori del Pallone a Parma ai loggionisti, ovverosia critici con gli occhi (orecchi) aperti e non tifosi a prescindere. In realtà il peggio che succede al Tardini è il silenzio dalle curve (invero in uno stadio è surreale), ma fischi a un giocatore difficile. Domenica alla fine la curva cantava, come se avesse compreso che i protagonisti cambiano (vedi mercato in uscita), ma l’amore per la squadra resta. Visti i chiari di luna a Milano sponda Inter (per non citare gli accesi “tifosi” di alcune squadre del Sud) io ci penserei bene prima di stigmatizzare critiche all’acqua (senza h, perché quello con la h merita elogi) di rose per cessione di giocatori ai quali si iniziava ad affezionarsi. Mauri e i suoi fratelli saran fra tre partite i paladini (niente a che fare coi supermercati) della curva, innestati in una squadra che sembra digerire ogni cambiamento in positivo.

In attesa della trasferta di Roma, dove si ritroveranno i due geni del calcio, quel Totti che ha fatto leggenda con le sue imprese calcistiche e con le barzellette e il nostro Cassano, che per sua definizione è il genio della Nutella, e anche ieri ci ha fatto la magia di piazzare due volte in fronte al brasiliano il pallone, con conseguente goal vittoria.

Solo il finale un po’ in agrodolce, cari Don e Leo, capisco le esigenze di bilancio, ma dopo aver dato via il Benny, Rosi, Mendes spero che attenderete un attimo a dar via Paletta, perché Felipe e Marchionni, con tutta la buona volontà, lo stopper non lo san fare…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.