IL GALLO DI CASTIONE / LEONARDI FELICISSIMO AL GOL DI AMAURI, MA SONO SICURO CHE FESTEGGERA’ IN GRANDE STILE ANCHE QUANDO FELIPE FORNIRA’ UNA PRESTAZIONE ESENGATTE

(Il Gallo di Castione) – Oggi mi son perso. Ero là in tribuna nel primo tempo e mi son perso nelle memorie scolastiche. A me mi piaceva la storia del Medio Evo, come per esempio le dinastie dei re tipo Pipino detto il ‘Breve’, sposò Ermengarda detta la ‘Delusa’ e insieme misero al mondo Pipone detto il ‘Solitario’.  E poi, invece, al goal di Immobile mi è venuto in mente Chichibio. Prima che mi scambiate per un saccente dedito alle citazioni vi racconto la storia di Chichibio, tratta dal Decamerone (lo ha scritto il Boccaccio e ce lo hanno rifilato a tutti nella scuola, così che forse la citazione non vi è oscura), ve la racconto così forse anche a voi vi viene in mente qualcosa che avete visto oggi pomeriggio (più o meno alla rovescia, ma funzia). Quel cuoco lì del racconto ci aveva cucinato per il suo padrone tal Currado una gru, ma cucinandola non ha mica resistito e si è mangiato la coscia sinistra, così che la gru è rimasta monca da quella parte. Quando Currado ci ha chiesto perché non c’era mica la coscia, il cuoco ci ha di risposto che la gru ha una sola gamba. Poi ci ha il suo continuo e la sua morale, ma andate a rileggerla se vi interessa come finisce, io quando ho visto il Parma nella prima mezz’ora mi son chiesto perché avesse una sola fascia. Ma poi quando abbiam preso il goal mi son chiesto chi era che si è fatto infinocchiare permettendo il cross radente la piccola area che ci ha portato in svantaggio. Ed allora mi è tornata in mente quella pubblicità sulla merendina “la morale è sempre quella, fai merenda con girella”. Voi mi direte: ma in una giornata in cui si è vinto non ci ha mica di senso far polemiche. Beh, ci avete di ragione, ma ormai “ne ha fatte più di Bertoldo” (e questa memoria risale a un modo di dire del nonno-bello). Subito dopo la replica del Toro sulla sinistra, come un sinistro presagio, per fortuna senza conseguenze, ma quella fascia là non offendeva e non difendeva, era terra di conquista per il Torino. Ora il geniale condottiero sembra non volerne sentire ragioni e continua impavido a schierare i suoi prodi seguendo le ragioni del cuore, che la mente non conosce. Così chi si impegna molto in settimana gioca la domenica. Un po’ la capisco sta teoria e guardando il viso scavato di Amauri in un intervista devo pensare che lui si impegna il doppio, il triplo, ed anche in partita ce lo ha detto che gioca col cuore, col suo pugno sul petto. Goal a parte, nel secondo tempo, soprattutto, è entrato nella legione dei vecchietti terribili che ci han fatto passare una bella giornata. Anche se troppo spesso il suo furore agonistico non porta i frutti sperati. Oggi si, in una giornata fortunata il brasiliano fuoriclasse (parlo ovviamente di Lucarelli e del suo goal di tacco) e il proletario operaio e combattivo Amauri si sono uniti al Marchino (ma voi ci pensate alla grande intuizione di chi lo ha preso a parametro 0) per farci striscione centenariopassare una bella giornata. Stonato lo striscione di contestazione uscito dalla Nord nell’intervallo (foto) del quale faccio fatica a capir bene i motivi. E quando il Discolo di Bari vecchia si è preso la sua bordata di fischi (e noi non prendiamo fischi per fiaschi, i fiaschi erano prima ad accompagnare un pranzo sublime) mixati con gli applausi scroscianti che accompagnavano fuori Amauri dopo il goal, io ho pensato alle ragioni del Don, che per non perdere alla sua causa i giocatori in difficoltà insiste a farli giocare. Molto contento del goal di Amauri leonardi al gol di amauri(vedi foto) anche il Leo, che son certo festeggerà in grande stile anche quando Felipe fornirà una prestazione esengatte. Sragionando senza ragioni (certe cose non le so brisa, son come le sensassioni aleatorie che son colte nell’aree) mi pare quasi che il Don stia facendo giocare quelli che restan qui nel futuro, costruendo già ora la squadra del dopo-mercato, di Gennaio o Giugno che sia. Nell’insieme direi che qualcosa la fortuna ci ha reso di quello che ci aveva tolto in altre partite, che se Immobile avesse raddoppiato o se non avessimo segnato quel goal bellissimo del Capitano ma non certo facilmente ripetibile, allora per l’ennesima volta staremmo a raccontarci di una squadra che il gioco si ce l’ha, però non finalizza. Sbloccato Amauri potrei persino sperare in un futuro goal del Biabia, ma questa è un’altra fola, non abusiamo della divina provvidenza. E’ più facile trovare un ago in un pagliaio che la paglia in un agaio. Ma oggi come con l’Atalanta abbiamo visto goal bellissimi, era una bellissima giornata e ci siamo anche divertiti, alla fine parlando del gioco del pallone diciamo che ce n’è a basta.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.