IL MISTER / GARGANO E SANSONE SCIUPANO I SERVIZI DI CASSANO E GOBBI. FANTANTONIO NEL LIMBO

foto 3 (13)(Il Mister) – Come preannunciato, Roberto Donadoni ha riportato Cassano nell’undici titolare mantenendo l’intelaiatura della squadra vista da un paio di mesi a questa parte. 4-3-3 e lato-b della formazione titolare opposta con successo a Torino e Livorno. Dall’ossatura Lucarelli-Acquah-Amauri si è passati a quella Paletta-Gargano-Cassano, il trio dei titolari. E la risposta mi è parsa più che buona, nonostante l’esito negativo della partita e la conseguente eliminazione. La squadra, scontato un avvio di match negativo, ha giocato a viso aperto, meritando a tratti il successo. Decisiva, sotto questo punto di vista, la scelta di invertire Biabiany e Sansone intorno al ventesimo del primo tempo. Con Sansone a destra e soprattutto Biabiany a sinistra, il Parma ha creato le occasioni migliori della prima frazione, arrivando al gol del momentaneo pareggio. Nato dell’ennesimo cross dalla destra di Cassani e propiziato anche da un buco impressionante di Konko. Il Parma avrebbe potuto anche vincerla, se soltanto Gargano e Sansone avessero concretizzato le due clamorose occasioni create da Cassano al 49’ e Gobbi al 69’. E, soprattutto, se Bajza non avesse commesso una topica clamorosa nell’occasione del primo gol di Perea (malissimo nelle trattenute, in quella nello specifico) e altrettanto non avesse fatto Marchionni sul gol decisivo al 91’ (deviazione decisiva a spiazzare Paletta e Cassani).

Si scrive sconfitta, ma si legge prestazione buona. Nel limbo Cassano. Molto cercato dai compagni e a tratti importante per il gioco. Ma, nel complesso, l’impressione è che il Parma possa camminare con le proprie gambe e non dipenda più esclusivamente dalla vena di FantAntonio. Il barese, per il resto, mi è parso non brillantissimo a livello atletico, lacuna dimostrata soprattutto nel finale, quando la squadra ha avuto modo più volte di ripartire. Mi sarei infine aspettato di più dall’ingresso di Palladino per Biabiany al 67’, invece l’uomo che ha ispirato lo 0-3 di Livorno non ha mai saltato l’uomo. Ma, forse, sarebbe stato meglio impiegarlo a sinistra e non a destra, come del resto accaduto sabato scorso.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.