venerdì, Giugno 21, 2024
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LAZIO-PARMA 2-1 / DONADONI HA CONSERVATO DUE CAMBI PER I SUPPLEMENTARI CHE NON SI SONO GIOCATI. La cronaca di Orazio Vasta

image(Orazio Vasta) – Eliminazione beffa per gli uomini di Donadoni, contro una Lazio sulle gambe per tutto il secondo tempo e che ha trovato il gol qualificazione all’ultimo giro d’orologio, con Perea. Biancocelesti davvero fortunati, in una serata che ha visto brillare il baby fenomeno capace di batter per ben due volte il portiere crociato, apparso per quasi tutta la serata piuttosto insicuro.

Donadoni opta per il solito modulo, tridente anche in Coppa Italia, ma con protagonisti diversi. Ritrova il campo Cassano (ma il Parma non ritrova il miglior FantAntonio). In difesa spazio alla coppia Felipe-Paletta e in mezzo al campo minuti anche per Gargano, di certo il più deludente dei suoi.

Il primo tempo non regala molte emozioni, con i crociati bravi a rispondere al gol del vantaggio dei padroni di casa, e riacciuffare il pari con Biabiany, letteralmente dimenticato in area dalla difesa romana. Buono lo spunto di Cassani che pennella una gran palla in area di rigore, con l’esterno francese lesto a controllare e battere il portiere laziale. Se consideriamo che qualche istante prima aveva perso l’equilibrio ed era stramazzato al suolo, il gol assume ben altro valore.

Come sempre l’esterno transalpino si conferma il fiore all’occhiello dello schema tattico donadoniano, e le sue scorribande mettono in apprensione i difensori di turno. Contro il Livorno fece venire il mal di testa ad Emerson, questa sera ha messo in grossa difficoltà Radu.

Nella ripresa, però, il tecnico dei crociati decide di concedere proprio a Biabiany un po’ di riposo, mandando in campo al suo posto Raffaele Palladino. Il suo Parma, tuttavia, ha dimostrato di aver iniziato al meglio la seconda metà di gioco, riuscendo a mettere con le spalle al muro fin da subito gli avversari.

Più Parma nel secondo tempo, con Sansone che getta al vento, per ben due volte, l’occasione del vantaggio.

Come già detto Cassano non incide più di tanto sul match, e le sue giocate non sono sempre precise. Ma quando si ha un talento del genere in campo a goderne sono i compagni. Tutte le volte che il numero 99 riceve palla, i giocatori laziali si preoccupano a raddoppiare su di lui, creando spazio per gli avversari. Così Cassano può sentirsi libero di svariare e inventare per i suoi, anche se – come anticipato poche righe su – non sempre ci riesce.

Da un’azione piuttosto rocambolesca arriva la vera grande occasione dell’incontro. Giro palla del Parma, serie di passaggi al limite dell’area, cambio lato verso Gobbi, che entra in area e dalla linea di fondo mette un tracciante rasoterra che basta spingere nella porta sguarnita, Sansone arriva però in maniera troppo precipitosa e spedisce il pallone lemme lemme tra le braccia di Berisha.

Occasionissima da gol per i crociati gettata malamente al vento dal pupillo della tifoseria gialloblù. Qualche istante dopo, su assist di Parolo, dalla parte opposta, Domenico Nicola si getta come un kamikaze in spaccata, ma questa volta a risolvere la bega ci pensa il duo Ciani-Konko, col primo che miracolosamente tocca quanto basta per evitare il tocco da parte dell’attaccante ospite.

Nel suo momento migliore il Parma non riesce a segnare e la Lazio tira più di un sospiro di sollievo . Gli uomini di Reja, che intanto ha effettuato tutti i cambi, provano a spingere più per orgoglio che per organizzazione o forza fisica e spesso non riescono ad essere mai incisivi.

La partita sembra bloccata sul pareggio, Donadoni prende tempo per effettuare altri cambi, in modo da avere giocatori freschi per i supplementari e tutto sembra scivolare senza troppe emozioni verso il triplice fischio dell’arbitro.

Ma la beffa è dietro l’angolo. La legge mai scritta del calcio dimostra ancora una volta di essere veritiera. Dopo le occasioni non finalizzate dagli ospiti e gli errori sotto porta arriva il gol della squadra avversaria.

Ancora una volta il giovanissimo Perea si trova da solo, a tu per tu con Bajza ed è freddo a batterlo in pallonetto.

La Lazio porta a casa una vittoria che non meritava e che gli spalanca le porte dei quarti di finale. La formazione campione in carica resta in corsa, mentre il Parma torna a casa e getta al vento una ghiottissima occasione.

La Coppa Italia poteva davvero diventare un obiettivo dei crociati; poteva essere il valore aggiunto di un’annata storica e speciale. La squadra ci ha creduto, ma forse non c’ha provato fino alla fine.

Donadoni avrebbe potuto evitare di impiegare qualche giocatore, e non avrebbe dovuto pensare di aver già conquistato i tempi supplementari.

La partita poteva cambiare, poteva essere gestita dalla panchina in maniera diversa. Alla luce di quanto successo resta una eliminazione parecchio immeritata, una ciliegina (Cassano) che sembra sempre meno funzionale alla torta e due cambi che il tecnico porta con sé al triplice fischio e non farà mai.

Serviva più coraggio e più audacia da parte di Donadoni, anche perché le partite finiscono al 90° (più recupero) e le scelte vanno fatte entro tale limite.

Un’occasione gettata al vento contro una Lazio certamente non irresistibile. Peccato. Perché il Parma avrebbe potuto pensare di fare più strada possibile in questa competizione, anche perché una finale avrebbe regalato una qualificazione in Europa.

Al Parma non si può dire altro che “ritenta, sarai più fortunato”. La tua avventura finisce all’Olimpico, a passare turno è la Lazio di Reja. Adesso testa al campionato, la strada per l’Europa da quella strada è lunga e molto tortuosa. Per la Coppa Italia appuntamento alla prossima stagione. Orazio Vasta

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

5 pensieri riguardo “LAZIO-PARMA 2-1 / DONADONI HA CONSERVATO DUE CAMBI PER I SUPPLEMENTARI CHE NON SI SONO GIOCATI. La cronaca di Orazio Vasta

  • Questa squadra è una delusione…. Donadoni fa l’allenatore per raccomandazione, poche balle, comunque una squadra normale oggi avrebbe vinto 3-4 a zero contro quei cadaveri della Lazie, ma noi siamo il Parma, dobbiamo stupire in negativo, come sempre… Mai una gioia.

  • Siberianhusky

    Personalmente trovo che gli errori individuali in fase difensiva e quelli in area avversaria siano stati molto più determinanti delle scelte dell’allenatore . Sul piano dell’impegno la squadra ha dato tutto, purtroppo gli errori si pagano. L’unica cosa che secondo me poteva fare Donadoni di diverso era cambiare uno tra Gargano e Marchionni con Acquah quando , verso il 60′ , le squadre iniziavano ad allungarsi e una maggiore fisicita’ avrebbe aiutato. Magari era una cosa che voleva fare nei supplementari. La sconfitta e’ immeritata, ma se la si metabolizza nel giusto modo può dare le motivazioni per provare ad entrare in Europa .

    • Il messaggio trasmesso alla squadra, con quell’immobilismo tattico, era appunto quello di accontentarsi di aspettare i supplementari. Mentre l’inguardabile Lazio della ripresa ci ha beffato al fotofinish, peraltro dopo il cambio determinante di Reja (quello sì) che ha inserito Candreva, autore dell’assist.

      Indubbiamente, però, pesano di più gli errori nell’economia di una partita nella quale il Parma avrebbe meritato più degli avversari.

      Non so quanto la sconfitta potrà essere metabolizzata. Tuttavia, come direbbe Lapalisse, non è mai bello perdere… specie se beffati così…

      Cordialmente

      Gmajo

  • Lorenzo Fava

    Perea, da solo contro 11, stende il Parma 2-1.
    Un ingresso, nell’ultimo quarto d’ora, di un certo dinamismo (Rosi, Acquah) avrebbe fatto la differenza.
    Bastava solo dare il colpo del k.o. a un pugile (la Lazio) che a malapena si reggeva in piedi, e invece ci siamo fatti impietosire: ma quante occasioni sta buttando via questo Parma? Non sarà ricordata come la stagione del Centenario, ma come la stagione dei cento rimpianti…
    Sui singoli, Bajza e Felipe male male, rimandato l’impreciso Gargano e Sansone, beh, è riuscito nella difficile impresa di divorarsi un gol già fatto.
    Lorenzo Fava

  • Bisognava mandare in campo il Parma migliore. Niente fronzoli o signorine. La difesa aveva bisogno di cagnacci, bisognava mettere paura ai due ragazzini della Lazio, non confezionare loro i gol qualificazione. Il nostro portiere non ne ha presa una, e la nostra difesa ha sonnecchiato, con l’unico Paletta che ha mostrato qualcosa di buono. Cassani era stremato, era necessari farlo uscire e non tenerlo in campo ”acciaccato”. Qualsiasi cambio sarebbe potuto andare bene, avrebbe dato vitalità all’unica squadra in campo. Serviva il colpo del KO ad un avversario palesemente in difficoltà e alle corde. Candreva da solo ha svegliato i compagni che sembravano morti. Perché non giocarsi il tutto per tutto nel nostro momento migliore?
    Oggi possiamo analizzare una buona prova, ma che ha portato all’eliminazione. Cosa ha fatto la Lazio più di noi, oltre ai due gol per meritare il passaggio del turno?

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