LEONARDI: “L’EUROPA LEAGUE? E’ UN SOGNO, MA NON VOGLIO ILLUDERE NESSUNO. PERCHE’ NON FAR NOTARE CHE DOMENICA AVEVAMO CINQUE PRIMAVERA IN PANCHINA?” video terza parte conferenza

image(gmajo) – Di Pietro Leonardi, oggi, ho anche apprezzato l’onesta disamina a proposito delle non negate possibilità di raggiungimento del traguardo finale della Europa League da parte del Parma Calcio. Così come mi ha fatto piacere capire che per la sua psicologia, ai calciatori preferisce inculcare un obiettivo alla volta, convinto, così, di trarre il massimo profitto da loro. Ogni metodo, se porta risultati, è sempre lecito ed apprezzabile. Lo scorso anno, ad esempio, ci fu una caduta libera, nel girone di ritorno che poteva derivare da molteplici fattori, come, secondo me, l’indebolimento della squadra a mercato di gennaio, la sensazione di aver già raggiunto l’obiettivo stagionale etc. etc. A tutto questo, poi, a mio modo di vedere va sommata la maniacale attenzione mediatica del Plenipotenziario, che mi ha portato a sostenere di recente, anche in diretta a Calcio & Calcio, che lui abbia dei freni inibitori a parlare di obiettivi più alti della salvezza, per il timore che poi qualcuno (tipo noi terroristi…) glielo possano rinfacciare. Orbene: io credo che per fissare un obiettivo realistico, non servano tanto parole o proclami, quanto le azioni. E se una società come il Parma in estate si era svenata per andare a prendere non solo la ciliegina Cassano, ma anche per allestire una torta di calciatori già pronti per vincere, trattenendo tutti i pezzi più forti, beh, era evidente, al di là delle parole non dette, che c’era la volontà di lasciare il segno nella stagione del Centenario. Da parte nostra (mia e di Angella) lo sprone Europa League non è agitato per poi, alla fine, sputtanare la società ove non lo raggiungesse: ma è una sorta di invito a star sempre sul pezzo, facendo cullare un sogno ai tifosi, senza che questi possano rimanere profondamente delusi, come un anno fa, durante il tunnel durato nove gare senza vittoria.

Oggi, come dicevo, Pietro Leonardi, rispondendo ad una domanda di Paolo Emilio Pacciani, capo servizio della Gazzetta di Parma, ha parlato di queste cose in un modo un po’ diverso rispetto al solito refrain, facendo inaspettate (ma benvenute) inedite affermazioni…

“Su questo tema voglio essere chiaro ancora una volta, per l’ultima volta. Quando io parlo di 40 punti ritengo che si tratti di qualcosa di estremamente stimolante, per i nostri calciatori. Perché i nostri calciatori, come quelli di altre squadre, devono avere uno stimolo per volta. Perciò il fatto della prima invenzione che ebbi di mettere la lavagna con i punti era come una sfida che avevo nei riguardi dei calciatori, perché, anche quando mancava un punto, l’anno di Guidolin, scrissi –1, quando, magari, mancavano ancora tipo 10 giornate, non mi ricordo con precisione, e poi iniziai a scrivere +2, +4 e via andare e questo era il senso della cosa.

E’ lampante, siamo coscienti che deve venir fuori l’ira d’iddio perché il Parma possa rientrare nel vortice della retrocessione. Si calcola, ad oggi, 38 punti, potrebbero essere 40 e dunque ci mancano 11 punti… Allora, partendo da questo, dobbiamo, però, essere coerenti, perché la coerenza mi dice che bisogna andare a verificare quello che fanno gli altri club. E’ vero che noi siamo a tre punti dal Verona e dall’Inter, ed è vero che io dico che siamo all’altezza di recuperare il Verona, con tutto l’affetto e la stima per il Verona, però dobbiamo anche considerare che abbiamo alle spalle a due punti la Lazio e a cinque il Milan, e provate a guardare il percorso del Milan del girone d’andata dell’anno scorso e vedete poi quello del girone di ritorno…

Allora: per andare in Europa League significa arrivare quinti. Arrivare sesti, quest’anno c’è il rischio: guardatevi il tabellone della Coppa Italia: questo vi dovrebbe far riflettere su quanto io sia ambizioso. Siccome io l’ho studiato, tutti voi cominciate a fare il tifo per la Fiorentina, che deve arrivare in finale, perché dall’altra parte di quel tabellone, qualsiasi altra squadra che arrivi in finale, noi dobbiamo arrivare quinti, perché sulla carta non ci arrivano. Ci sono Milan, Udinese, Siena, etc, guardatelo… Tanto è vero che ieri sera, Roma-Juve, fuori Juve. Quindi bisogna arrivare quinti, per arrivare quinti bisogna riprendere il Verona e riprendere l’Inter. E perciò, partendo da questo presupposto, ritengo che di strada ce ne sia da farne.

Questo è: poi, che l’appetito vien mangiando… Pensate che a me dispiaccia? Alle volte non vengo letto, o magari passa in secondo piano. Ma prima della partita con il Torino il nostro motto era ‘andiamo a prenderli’, e prima della partita con l’Udinese, il nostro motto sarà di andare a prendere il Verona o l’Inter. E’ normale che guardo avanti, perché mi hanno insegnato che se guardo dietro, e sto per raggiungere una cima, poi casco di sotto. Io non guardo mai dietro. Guardo avanti, è normale…”

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 pensieri riguardo “LEONARDI: “L’EUROPA LEAGUE? E’ UN SOGNO, MA NON VOGLIO ILLUDERE NESSUNO. PERCHE’ NON FAR NOTARE CHE DOMENICA AVEVAMO CINQUE PRIMAVERA IN PANCHINA?” video terza parte conferenza

  • 22 Gennaio 2014 in 17:36
    Permalink

    Qualcuno mi spiega il discorso per il quale il 6° posto diverrebbe disponibile per un piazzamento in Europa solo qualora la Fiorentina raggiungesse la finale di C.Italia?
    Non vigeva la regola per cui una squadra in finale di C.italia e fra le prime 5 in campionato liberasse il 6° per l’Europa?
    Saluti

    • 22 Gennaio 2014 in 18:33
      Permalink

      Salve Mark

      Ho chiesto una precisa consulenza a Luca Bertelli, voce di Parma Channel, in quanto oggi, al termine della conferenza stampa di Pietro Leonardi – in cui il Plenipotenziario aveva detto che in questo senso, se vogliamo avere speranze di andare in Europa, dobbiamo tifare Fiorentina in Coppa Italia – mi era parso molto ferrato in materia.

      Ecco, quindi, la sua risposta:

      La regola è questa: in Europa League vanno la quarta, la quinta e la vincente della Coppa Italia. Se quest’ultima è una formazione già inclusa nelle prime cinque, allora va la finalista di Coppa Italia. Qualora anch’essa fosse tra le prime cinque classificate, l’ultimo posto spetta alla sesta del campionato.

      Quindi, venendo a noi: se una tra Milan, Siena, Udinese (parte alta del tabellone, con la Fiorentina) o Lazio (parte bassa, con Napoli e Roma) arrivasse in finale, il Parma dovrebbe arrivare quinto. Oppure sperare che una di queste squadre – impossibile per il Siena, difficilissimo per l’Udinese, molto difficile anche per Milan e Lazio – arrivi quinta e il Parma subito sesto, facendosi sì sorpassare dalla “eletta” ma scavalcando Inter e Verona. L’ideale sarebbe, ad oggi, una finale Fiorentina-Roma o Fiorentina-Napoli. Se i viola non arrivano in finale, si complica tutto.

      Spero di essere stato esauriente

      Luca Bertelli

    • 22 Gennaio 2014 in 18:34
      Permalink

      La vittoria della coppa Italia comporta l’accesso diretto all’Europa League, qualora la vincente sia nelle prime cinque il “diritto europeo” va all’altra finalista, quella perdente. Nel caso in cui anche quella perdente sia nei primi 5 si libera il 6 posto in campionato valido per l’Europa. Allora se da un lato del tabellone siamo sicuri che arrivi una squadra già nelle prime 5 dall’altro lato dobbiamo sperare che la fiorentina (che presumibilmente arriverà nelle prime 5) arrivi in finale: il principale pericolo è il Milan che gioca stasera con l’Udinese mentre la viola gioca col Siena. Diciamo che in una ipotetica semifinale Viola-Milan dobbiamo assolutamente gufare gli strisciati. Spero di essere stato chiaro 😉

  • 22 Gennaio 2014 in 18:36
    Permalink

    Ops mi ha anticipato Majo ma il concetto è quello forza viola maremma buaiola

    • 22 Gennaio 2014 in 18:45
      Permalink

      Ti ho anticipato di un solo minuto, ma debbo ringraziare sia te che Luca Bertelli per le risposte alla domanda di Marco

      Cordialmente

      Gmajo

  • 22 Gennaio 2014 in 19:06
    Permalink

    Altre precisazioni interessanti su domande intelligenti, quando comunicano è tutto più semplice.
    Se non ho capito male la cosa più rilevante, ahinoi, è che se dovesse arrivare un offerta importante per un big e quest’ultimo dovesse accettarla (ipotesi quasi scontata) partirà. Speriamo non arrivi. L’altra sera avevo capito che avesse detto che i big ormai non sarebbero partiti.
    Su Saponara mi pare invece che abbia dribblato.
    Se accetterà gli inviti di teleducato in futuro, senza argomenti scottanti in ballo, sarebbe bello chiedergli di chiarire il discorso della pesca, ultimamente era fuori luogo.

    • 22 Gennaio 2014 in 19:29
      Permalink

      Grazie Gabriele. Il fatto è proprio quello: cercare di fare una comunicazione dando delle spiegazioni, rispettando gli interlocutori. Il Leonardi di oggi, come quello intervenuto a Calcio & Calcio in diretta qualche mese fa, mi è piaciuto. Meno quello che alza il telefono per lamentarsi. Non mi scandalizzo che alzi il telefono (anche se è inusuale), se, però come oggi in conferenza, mantiene il rispetto per gli interlocutori, cercando di esaudire le legittime richieste o curiosità. Che per altro non sono del giornalista che è un medium, ma dei tifosi di cui spesso si fa portavoce.

      Cordialmente

      Gmajo

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