L’ESCLUSIONE DI CASSANO / CAROLINA CINGUETTA: “WHY?”. E DONADONI SPIEGA IN CONFERENZA STAMPA: PREMIATO AMAURI. SI VA VERSO UN DUALISMO?

foto (4)(gmajo) – Quando Carolina Marcialis ha letto sulla distinta delle formazioni di Parma-Torino che il suo FantAntonio non era tra gli undici titolari si è chiesta quello che probabilmente si sono chiesti tutti i 12.514 del Tardini e un po’ tutti noi: perché? E lo ha cinguettato. In inglese: Why?!. A rispondere a lei, e a tutti i 12.514 e un po’ tutti noi, ma non attraverso Twitter, è stato dalla sala stampa Roberto Donadoni, l’autore della clamorosa esclusione, interrogato, prima di tutti, da Sandro Piovani della GdP. “Allora, te la faccio subito la domanda?” E Donadoni: “Allora faccio anch’io il giornalista…”. E Piovanoni: “E’ facile, eh?”. Un po’ di sorrisi bilaterali, e poi la domanda: “Cassano in panchina non ce lo aspettavamo…”. E di nuovo il tecnico, sempre sul filo dello scherzo: “Era proprio per quello, così vi frego, sperando che vada bene, perché se poi non va bene poi lo so che mi fregate voi… Al di là della battuta, che è una battura, chiaramente, la risposta è semplicemente perché Amauri aveva fatto bene, stava lavorando bene, e ci tengo appunto che uno, per quello che dimostra, abbia la possibilità anche di riconfermare la sua presenza. Sono contento che abbia fatto gol, ci ha dato il gol della tranquillità in una partita come quella di oggi che non era facile, però questo senza nulla togliere ad Antonio che veniva da una squalifica, da un interventino alla mano che aveva un po’ condizionato la sua continuità di preparazione, però adesso ci sarà spazio chiaramente per tutti, e la possibilità di giocare. E’ chiaro che se lo spirito è quello collaborativo, quello di chi rema dalla stessa parte di chi ha voglia e volontà di dimostrare attraverso il lavoro settimanale quella che è la sua possibile o probabile presenza, allora ne trarremo benefici tutti, perché questo deve essere il nostro spirito ed è quello che oggi hanno dimostrato i ragazzi in campo. E’ chiaro, con qualche difficoltà, anche se non abbiamo rischiato niente se non in occasione del gol, che ci ha subito messo in difficoltà, ma che ci ha dato la spinta caratteriale per reagire e per far uscire la partita come poi è stata, perché credo che poi alla fine i ragazzi abbiano meritato”. Secondo me il momento di svolta non è stato tanto il gol di Immobile, come sostenuto da Donadoni, quanto il pericolo corso col gol mangiato da Cerci: lì si è capovolto il tema della gara. Ma rimaniamo sul tema di questo servizio, alias l’iniziale esclusione di FantAntonio. Dopo un po’ l’argomento viene riaffrontato da Carlo Chiesa: “C’è stato qualche fischio all’ingresso di Cassano, poi le prime giocate e subito gli applausi, quindi i tifosi lo hanno già riabilitato dopo questa piccola dichiarazione d’amore alla Sampdoria. In realtà, personalmente, non sono così convinto che Cassano sia stato perdonato, anche perché, come scritto anche nello spazio commenti da qualche nostro lettore, non è passata inosservata la sua assenza nel tuffo finale sotto la Curva, che per la prima volta ha visto protagonista anche quel “frigido” di Donadoni. “Credo che Antonio abbia detto a chiare lettere quelle che sono le sue intenzioni, le sue motivazioni: è un ragazzo molto spontaneo che dice esattamente quello che è, e quindi adesso sono convinto che darà ancora un’ulteriore impronta a questa squadra, a questa società, perché ha questa possibilità e non credo voglia farsela scappare. Abbiamo, però, anche altri attaccanti, e quindi quello che io raccoglierò durante la settimana mi farà decidere in un modo o nell’altro; poi, chiaramente, adesso giochiamo sabato, quindi una partita ancor più ravvicinata; poi abbiamo subito martedì la partita di Coppa Italia, contro la Lazio, quindi c’è anche bisogno di dosare bene le energie, e quindi tutti torneranno utili, estremamente utili”. Piovanone, poi, torna all’attacco: “Senti, Roberto, provo a fare il giornalista: non è che è cambiato qualcosa dopo questa vicenda. Cioè: Cassano è sempre partito titolare, tranne quando non poteva giocare e di fatto non è mai stato messo in discussione, da questo punto di vista. Adesso dire che viene allineato agli altri e durante la settimana viene valutato: cambia qualcosa?” Ed ecco la risposta del tecnico: “Tutto quello che è il mio modo di ragionare, il mio modo di atteggiarmi, il mio modo di scegliere, non cambia. Non cambia nulla: non è che Cassano ha avuto dei privilegi nel passato. Se l’è guadagnata. Se l’è guadagnata e sono convinto che se la guadagnerà ancora. E per sue parole, per sua personale ammissione, vuole fortemente fare ancora meglio di quanto ha fatto, quindi noi siamo qua pronti ad accogliere questa sua volontà e questo vorrà dire tanto bene per lui e tanto bene per la squadra, però è anche chiaro che ho una rosa importante, una rosa di giocatori di altrettanto valore, per un motivo o per l’altro, e quindi cercherò di… Il mio più grande dispiacere è di non dare spazio a tutti: adesso Acquah si sta ritagliando un ruolo importante, però lo sappiamo che ci sono fuori giocatori altrettanto importanti: non c’è Paletta, non c’è Gargano, oggi Cassano non è partito, quindi, insomma, questi sono giocatori di primo livello. Dobbiamo essere bravi, tutti quanti insieme, con la consapevolezza e la coscienza che se si fa una scelta non la si fa perché non si vuole fare dispetto a nessuno, ma solo perché si pensa di fare il bene della squadra”. Ho preso quindi il microfono io, per esprimere il concetto che forse per la gare casalinghe è in effetti meglio, nel tridente, un vero “nueve” e non un falso… Ma nella risposta che Donadoni mi ha dato ha fatto capire (come immaginavo) che lui non ama distinguere tra partite fuori o dentro le mura amiche: “No. Secondo me non c’è uno schema che sia adatto. Secondo me ci sono giocatori che hanno delle caratteristiche. E quindi non c’è un ‘nueve’ vero o falso: c’è un ‘nueve’ che gioca in un modo e un ‘nueve’ che gioca in un altro. Conta solo il fatto che ci sono delle caratteristiche. E se pensiamo di far fare 4, 5 o 6 colpi di testa, come ha fatto Amauri, a Cassano, saremmo tutti dei perfetti folli; Cassano, però, è uno che a differenza di Amauri mette 3,4 o 5 volte il compagno davanti alla porta. Avercene di questo tipo di soluzioni, anche perché è più complicato per l’avversario, ma non è assolutamente una questione di giocare in casa o giocare fuori casa: perché mi piacerebbe veramente andare sabato a giocare a Livorno e avere questo atteggiamento qui. Non solo perché troveremo un ambiente caldo, difficile e complicato avere un atteggiamento diverso. L’atteggiamento che noi dobbiamo avere è questo, con l’aggiunta, e secondo me il vantaggio, di trovare una squadra che può avere delle difficoltà, ma le difficoltà che può avere la squadra avversaria non devono ritorcersi contro di noi; devono essere assolutamente, ripeto, a vantaggio”. D’accordo, grazie. Ma il mio naso mi dice che potrebbe esserci in vista, mercato permettendo, un dualismo Cassano-Amauri. E il manifesto è la staffetta odierna. Chissà se FantAntonio saprà accettare di essere a totale servizio della squadra, trasformandosi da ciliegina in fetta di torta… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “L’ESCLUSIONE DI CASSANO / CAROLINA CINGUETTA: “WHY?”. E DONADONI SPIEGA IN CONFERENZA STAMPA: PREMIATO AMAURI. SI VA VERSO UN DUALISMO?

  • 6 Gennaio 2014 in 21:17
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    Con squadre chiuse tipo Toro la presenza dentro l’area di un muscolare come Amauri e’ indispensabile perche’ quando non trovi spazio la butti in mezzo e lui qualcosa puo’ fare. Con squadre anche importanti che padroneggiano il gioco le qualita’ di Cassano possono fare invece la differenza. Il problema e’ che temo fortemente che Cassano voglia fare la semplice fetta di una discreta torta.

  • 7 Gennaio 2014 in 12:10
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    carolina…..basta rompere i coglioni con twitter dailà!!!………why??….lo sai perchè ….non cè bisogno di continuare con il teatrino prima :non succede ma ae succede….poi a comando : felici di stare qui…..Ieri :why??…….non spiccate propio per intelligenza tu e tuo marito…..detto questo io lo avrei fattoi giocare….sono uno dei pochi disposti ad accettare il rapporto professionale tra il cassano dipendente del parma fc società e tifosi

  • 7 Gennaio 2014 in 14:21
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    Suo marito non sa neanche l’Italiano e lei scrive in Inglese? Avrebbe dovuto scrivere: ” A pecché?”, era più coerente! 🙂

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