LIVORNO-PARMA 0-3, E ORA SI PUO’ SOGNARE – La cronaca di Orazio Vasta

slide cronaca livorno(Orazio Vasta) – Rivoluzione tattica per Donadoni che, nel 4-3-3, sembra aver trovato il modulo adatto per questo Parma. Tra infortuni e squalifiche il tecnico dei crociati deve fare i conti con le assenze, ma ai vari Paletta, Gargano, Cassani si aggiungono anche i nomi di Cassano e Sansone. FantAntonio anche oggi ha trovato posto in panchina e a sorpresa Donadoni opta per un attacco nuovo, composto dal dinamismo di Palladino e Biabiany, e lo strapotere fisico di Amauri.

Mossa azzeccata e al pronti, via il Parma passa in vantaggio grazie ai due esterni offensivi: Biabiany inventa, Palladino realizza.

La partenza dei crociati è fulminea, mette in grossa difficoltà i padroni di casa che faticano ad uscire dalla loro metà campo. Il vantaggio entusiasma gli ospiti e Palladino rischia di mettere a segno la personale doppietta dopo alcuni minuti.

La veemenza dei crociati, in occasione in maglia gialloblu, si spegne lentamente con il passare dei minuti. Nicola corre ai ripari e ridisegna la sua squadra al 24’, togliendo un centrocampista di quantità, Biagianti e inserendo un elemento di altissima qualità come Siligardi.

La scelta del tecnico toscano da verve ai padroni di casa che alzano il loro baricentro e cominciano a mettere pressione agli avversari. Sulla sinistra Gobbi subisce un po’ troppo gli affondi di Piccini, il più costante dei suoi, ma Donadoni capisce il pericolo e ridisegna la fase difensiva, con il duo Parolo-Palladino ottimi a coprire quella zona del campo quando il giocatore labronico decide di scendere sulla fascia.

Ottimo primo tempo per gli ospiti che non sbagliano nulla. Giocano in maniera ordinata e tranquilla e controllano senza alcun problema il match. Gli uomini di Donadoni svolgono al meglio i compiti del mister, con le due fasi che funzionano in maniera impeccabile. I tre in mediana supportano attaccanti e difensori, con Acquah e Parolo pronti ad addentrarsi in area alla ricerca dello spazio per i compagni. Vedasi il gol del vantaggio, e la successiva occasione di Palladino, con Parolo protagonista…

Nella ripresa però la partita cambia. Il Parma pensa di aver vita facile e sbaglia. Il Livorno preme e schiaccia gli avversari nella loro metà campo. Labronici più presenti e pressanti, con la difesa crociata che ha un bel da fare per evitare guai grossi.

Gobbi prova a complicarsi la vita in più di un’occasione, ma ad un monumentale Lucarelli oggi si è aggiunto un altrettanto mostruoso Acquah. Il centrocampista ghanese ha messo in campo tanta quantità. Ha corso in lungo e largo per tutto il campo, essendo addirittura indispensabile dietro. Non sempre perfetto nelle sue giocate, ma quanta forza dimostra di avere questo ragazzo. Non fa rimpiangere Gargano, anzi fa quasi pensare che l’uruguaiano è un qualcosa in più per questa squadra. Con il ghanese in campo Donadoni è riuscito a dare il giusto equilibrio alla squadra e lui, l’ex Palermo, partita dopo partita sta crescendo e sta disciplinandosi. Forse un giocatore più grezzo qualche tempo fa, adesso sta trasformandosi in un prodotto finito.

La sfida il Parma l’ha vinta sulle scelte dei propri tecnici. Donadoni si affida alla velocità e al dinamismo del duo Palladino-Biabiany, con il secondo che manda letteralmente in tilt Emerson e i difensori amaranto. Nell’uno contro uno il francese è imprendibile e il Livorno va in affanno dalla sua parte. Nella ripresa il Parma non riesce più a mettere in moto il suo velocista, e Donadoni opta per il cambio, magari nel tentativo di preservarlo anche per la sfida di Coppa Italia con la Lazio. Entra Sansone e non Cassano. Conservato fresco per la sfida dell’Olimpico? Chissà! Quello che emerge è che senza FantAntonio il Parma ha trovato una sua nuova identità. Due partite e due vittorie, ma soprattutto due prestazioni più che positive. Col Torino si era vista una certa crescita, oggi, a parte il solito calo del secondo tempo, che ha permesso al Livorno di crederci, si è visto un Parma più bello, più conscio dei propri mezzi e più efficace.

Il risultato finale va verso questa direzione. Lo 0 a 3 ottenuto pur giocando un secondo tempo appena appena sufficiente e di attesa dimostra che questa squadra adesso ha – forse – riempito l’ultimo tassello, è più cinica, sta crescendo in cattiveria e riesce finalmente a mettere la zampata vincente alla prima occasione. Il Livorno ha provato a metterla dentro, il Parma ha latitato per gran parte del secondo tempo, ma è bastata la fame di Amauri e la voglia di tutti di non mollare, per allungare il risultato, chiudere il match e portare a casa i tre punti.

Seconda vittoria di fila per i crociati, ottavo risultato positivo e uno spiraglio di ottimismo. Oggi la vittoria va scritta al tecnico, bravo e coraggioso, ancora una volta, a tenere in panca Cassano e costruire un Parma nuovo, ma vincente.

All’interno del bicchiere mezzo pieno c’è da addebitare al condottiero crociato l’ennesima gestione dei cambi. Togliere Acquah per inserire Gargano, ripresosi da poco da un infortunio, e metterlo in campo in un momento delicato del match poteva trasformarsi in un suicidio. Invece l’uruguaiano ha dato delle garanzie, si è dimostrato pienamente recuperato e pronto a lottare per riguadagnarsi una maglia da titolare. Stesso discorso va fatto per Paletta.

Alla fine tutto è andato per il meglio, il Parma ha vinto e convinto. Il Livorno dopo un primo tempo così così ha trasformato una sfida che poteva sembrare un allenamento, in una partita vera, aperta a qualsiasi risultato, con i crociati che non hanno ceduto e portato a casa l’intera posta in palio.

Se anche in qualche altra occasione il Parma avesse avuto la stessa fame di questa sera, la classifica avrebbe avuto ben altro aspetto. Ma va bene così, questo Parma sembra aver ingranato finalmente la marcia. Speriamo adesso di non doverci ricredere più Adesso la sfida è lanciata alla Lazio, contro i biancocelesti è necessario vincere per guadagnarsi l’accesso al quarto di finale di Coppa Italia. E con questo Parma sognare non è impossibile. Orazio Vasta

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.