L’OPINIONE DI MAJO DOPO LAZIO-PARMA 2-1: “NELL’ELIMINAZIONE IL CAMPIONARIO DI TUTTI I LIMITI STAGIONALI DEI CROCIATI E DEL SUO ALLENATORE”

(gmajo) – Eliminazione bruciante, certo. Ma tutto sommato meritata. Non tanto per quello che il Parma ha dimostrato all’Olimpico (dove c’è stato tanto, parecchio di buono), ma perché in questa sfida è sfilato il campionario di tutti i limiti stagionali dei crociati e del suo allenatore. L’altra sera, a Calcio & Calcio (a proposito: stasera, alle 21, andrà in onda il supplemento del mercoledì “Calcio & Calcio Più”) Michele Angella ha proposto il consueto pagellone dopo il girone d’andata, e tra i voti più contestati dal parterre c’è stato il 7 elargito, a mio modo di vedere, con una certa generosità a Roberto Donadoni. Il conduttore giustifica la buona votazione con il rendimento in classifica della squadra che al momento è settima con 26 punti nel carniere, altro aspetto, questo, rimarcato anche dal Tullosauro Baroni. Ma, a mio modo di vedere, sulla coscienza il tecnico ha quei 3-4 punti che lui stesso riconosce che al Parma manchino (in realtà, invece, secondo me, al lume di quanto dimostrato fino ad ora sono il giusto, se non addirittura troppi), anche se indubbiamente possono mancare per via di errori individuali dei suoi scolari. Proprio come ieri sera: marchiani errori sotto rete, e nella propria rete, ma anche indecisioni o decisioni fatali del tecnico. Come già rimarcato poco fa dal Columnist Luca Russo – portacolori di stadiotardini.it all’Olimpico, dove l’unico altro media parmigiano era la Gazzetta di Parma, rappresentata da Sandro Piovani, e in più c’era il familiare volto della traversetolese Monica Bertini, ora trapiantata nella capitale – le rinunce ad Amauri e a Mirante sono state un azzardo pagato a caro prezzo. L’attaccante baciato da Eupalla poteva, probabilmente, entrare a gara in corso, dal momento che strategicamente parlando era importante recuperare Cassano, ma rinunziare da principio al portiere titolare, che sta indubbiamente vivendo la sua migliore stagione da quando è a Parma, e che non mi stupirei partecipasse alla spedizione in Brasile, è stato un po’ masochistico. Come sostenevo nello spazio commenti, in risposta ad un utente di stadiotardini.it che difendeva il povero Bajza, un conto è scegliere il portiere di notte tra Bucci e Ballotta, un conto tra Mirante e Bajza (sarebbe già stato diverso fosse stato Pavarini), specie in una gara secca, in un impianto prestigioso come l’Olimpico, al cospetto della Lazio, pur presentatasi quasi in formato Primavera, e senza eccellenti big tra le proprie fila. Cercare di conquistare la Coppa Nazionale, nella stagione del Centenario, o per lo meno tentare di arrivare in finale, era un sorta di must, al quale si è venuti meno. Certo, con una buona dose di sfiga, se si considera quando ha segnato la seconda pera Perea, ma, appunto con una certa dose di complicità. Tra l’altro, Eupalla, aveva cercato di far capire a Donadoni che sarebbe stato meglio togliere subito dalla contesa Bajza, fattosi male al primo intervento: ma poi si è preferito puntare sul mantenere in campo il portiere contuso, anziché inserire a freddo Mirante, il quale aveva nel frattempo già svestito la tuta. La gestione delle sostituzioni, che è dall’inizio della stagione che sto contestando al mister, (quello del Parma, non quello di stadiotardini.it), anche ieri ha lasciato piuttosto a desiderare: come ha scritto nella sua cronaca a caldo il nostro Orazio Vasta (col quale faccio pubblica ammenda per averlo dimenticato nei miei ringraziamenti nell’editoriale di principio anno, ma, ahimè, la vecchiaia ogni tanto mi fa perdere qualche colpo… del resto anche l’alta sera a Calcio & Calcio mi è capitata una paurosa amnesia e ho dovuto ri-concentrarmi per farmi tornare in mente quel che volevo dire, tra una generale ilarità degli altri scrannati sulle poltroncine degli studi Tv di Teleducato), Donadoni ha risparmiato due cambi per dei supplementari che non si sarebbero mai disputati. L’inguardabile Lazio della ripresa (molto meglio nel primo tempo) ha avuto il merito di crederci fino in fondo, mentre il segnale lanciato dal tecnico – pur con un Cassani che da dieci minuti o un quarto d’ora stava chiedendo il cambio – era proprio quello di dire ai suoi prodi, resistete ancora, che poi tentiamo di giocarcela negli extra-time. Viceversa, sulla panca opposta, Reja ha pescato dal mazzo una sola pedina capace di impensierirci e metterci nei guai, quell’ex Candreva, autore del servizio per il golden-gol… Anche sulle scelte iniziali si potrebbe opinare: ad esempio schierare Felipe ogni volta di più pare un azzardo, specie se di fianco al convalescente Paletta, il quale, non poteva offrire le medesime garanzie di un anno fa (anche se non si può dire nulla sulla risposta sul campo). Venendo ai nostri eroi: al di là degli errori individuali di Bajza e Sansone, pesantissimi, certo, c’è la pessima abitudine collettiva di esprimersi ad alto livello per una sola frazione di gioco, quando le gare durano 90’ (e nella fattispecie, purtroppo, neppure 120’ come si sperava) e la totale assenza di killer instinct. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso, chiosava ieri sera con la consueta saggezza popolar-campagnola il buon Sandrone Piovani, intercettato a caldo dal nostro Luca Russo sui banconi dell’Olimpico. A furia di sciupare si finisce per pagare, come recita l’adagio “gol mancato, gol subito”. Da questo punto di vista ci era già andata bene, sabato scorso, a Livorno, dove, nel corso del primo tempo (anche là, come al solito, se n’è giocato uno dei due) i gialloblù non erano stati capaci di chiudere la partita, e non a caso come migliore in campo Paolo Grossi della GdP aveva individuato il portiere. Che era Mirante. Non Bajza… Io spero che la sconfitta di ieri non generi ripercussioni negative, anche perché dai prossimi due abbordabilissimi match mi aspetto sei punti. Non due. Sei. Perché come dice Donadoni per proseguire la serie positiva non bastano più i pareggi. Servono le vittorie. Per tenere alto il nome del Parma in classifica, onorando la stagione del Centenario, pur senza aver conquistato alcun trofeo. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO LAZIO-PARMA 2-1: “NELL’ELIMINAZIONE IL CAMPIONARIO DI TUTTI I LIMITI STAGIONALI DEI CROCIATI E DEL SUO ALLENATORE”

  • 15 Gennaio 2014 in 14:15
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    abbordabilissimi prossimi macht? a verona con il chievo ed in casa con l’udinese?bè molto ottimista…cmq non ci sono piu commenti da parte di quella volpe di zazzaroni che ci vedeva in B per motivi ancora oggi nascosti?…mistero..

    • 15 Gennaio 2014 in 23:53
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      Il mistero, gio, era Cassano. Lo Zazza aveva avuto antipatici precedenti con FantAntonio, e quindi si aspettava che prima o poi potesse diventare un problema per il Parma.

      Detto questo: se non sono abbordabilissimi i prossimi due match di campionato, mi chiedo dove risiedano le ambizioni dei calciatori, della società e della tifoseria parmigiana. Se non si fanno sei punti con Chievo e Udinese (che mi pare abbastanza chiaro abbiano non pochi problemi), con chi vogliamo fare i punti per cercare di rimontare il Verona e strappargli il tricolorino delle provinciali?

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Gennaio 2014 in 14:34
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    Bajza ha sbagliato, ma meritava di giocare. Meritava di avere la sua occasione, dopo tutto lui è il secondo portiere e, come ha sempre fatto il Parma, anche il titolare in coppa Italia. Se la coppa Italia è troppo importante, allora diamo un po’ di spazio allo Slovacco in campionato e Mirante più in coppa. È troppo acerbo per il Parma? Via in prestito e dentro una riserva più esperta.
    Però alla fine di tutto il problema della partita non è stato Bajza, sono i goal e i cambi non fatti che non ci hanno fatto qualificare. Cassani(il migliore) sofferente per un infortunio? Fuori e dentro Rosi (da romanista avrebbe voluto far male alla Lazio!). Paletta non era al top? Fuori e dentro Mendes o Lucarelli. Non arrivava il goal? Fuori Cassano dentro Amauri.
    Ho letto molte critiche (su internet e nello spazio commenti degli altri articoli di StadioTardini.it) , giustissime, per Sansone che ha sbagliato più volte il goal. E Cassano? Dov’era il calciatore trattato da re? Ha dato il tutto per tutto per provare a segnare, come ha fatto Nicola Sansone?

    • 15 Gennaio 2014 in 23:50
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      Io, Filippo, non giudico Bajza, ma chi ha scelto di farlo giocare. Come ho già scritto più volte un conto se il secondo portiere che gioca in Coppa è Ballotta (con Bucci titolare), un conto se Bajza, all’Olimpico in una gara secca con la Lazio (peraltro presentatasi molto dimessa). Queste gerarchie scritte a tavolino valgono il tempo che trovano. Andare avanti in Coppa era un obiettivo che è stato fallito, anche per il piccolo particolare che il secondo portiere (peraltro infortunatosi nella prima azione e poi tenuto in campo, pur dopo che a Mirante era già stato ordinato di entrare) ha precise responsabilità in entrambe le segnature. Razionalmente viene da pensare che con il portiere titolare tra i pali l’eliminazione poteva essere scongiurata (visto l’altissimo rendimento stagionale). La proposta di farlo giocare in campionato mi pare improponibile: specie se si tratta di scalare la classifica e tentare di stupire, come sarebbe doveroso fare nella stagione centenaria.

      Sulla gestione dei cambi già mi sono espresso e sostanzialmente concordo con le tue osservazioni.

      Su Cassano non mi sento di fare il forcaiolo: ha fatto una partita da 6. Ma, come diceva mentre annotava quel voto sul registro dopo una mia interrogazione: “Queste mediocrita!!! E FantAntonio dovrebbe esser tutto meno che mediocre.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 16 Gennaio 2014 in 09:54
        Permalink

        Giocare in campionato no, giocare in coppa no allora è inutile tenerlo acerbo in panchina. Mandiamolo in prestito al Nova Gorica e riprendiamoci Codaz come secondo

  • 15 Gennaio 2014 in 15:54
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    Ma come fate a dire che il parma poteva vincere la coppa non capisco e il napoli la roma e la juve secondo voi il parma avrebbesconfitto la juve in semifinale? Ma per favore questo era l’unico turno passabile e poi si è mai vista una squadra di metà classifica vincere lacoppa italia? A me non risulta

    • 15 Gennaio 2014 in 23:42
      Permalink

      E chi l’ha detto che il Parma poteva vincere la Coppa? Certo si trattava di provare ad arrivare fino in fondo. E invece ci siamo fatti eliminare dalla Berretti della Lazio, e non certo da Juve, Napoli (che peraltro a domicilio avevamo battuto in campionato, per cui nulla è impossibile…) o Roma.

      Era l’unico turno passabile, come dici tu: peccato non averlo passato.

      Squadre di metà classifica che vincono la Coppa Italia? Beh, il Parma ne ha vinte tre e non mi pare abbia vinto lo Scudetto. Così come i detentori (la Lazio) è da un pezzo che non si aggiudicano il Tricolor…

      Comunque nelle cose basta crederci: io, ad esempio, ero stato l’unico pirla a sbilanciarsi (pubblicamente) prima di Napoli-Parma dicendo che si poteva vincere. E se negli anni di Nevione avessimo pensato che non avremmo mai battuto la Juve, non avremmo iniziato a vincere la Coppa Italia e di lì in poi tutti gli altri trofei, incluso Wembley.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Gennaio 2014 in 15:58
    Permalink

    giusto! alla fine ieri sera è stata soltanto colpa nostra per questa sconfitta, non ci siamo impegnati abbastanza da riuscire a segnare il secondo goal e purtroppo questo capita spesso al Parma…si fanno tante azioni promettenti che però non portano a nulla, i calciatori hanno un po’ l’atteggiamento “se non segniamo adesso di sicuro segneremo dopo” e pensando in questo modo alla fine fanno goal gli altri 🙁 …non bisogna impegnarsi soltanto quando siamo in svantaggio, di questo passo non riusciremo mai a lottare davvero per tornare in europa ed è un vero peccato perchè noi tifosi ci meritiamo di festeggiare qualcosa in più del solito posto a metà classifica 😉 ciao!!

    • 15 Gennaio 2014 in 23:38
      Permalink

      Ciao Piccola Serena.

      In effetti credo che la cosa più frustrante sia quel “potrei ma non ci riesco” tipico delle ultime annate crociate…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Gennaio 2014 in 16:28
    Permalink

    Hai ragione nel dire che è stata la riproposizione di tutti gli errori commessi in questi campionato. Per rubare l’espressione di un tuo collaboratore due gol da merluzzi.
    Non sono invece d’accordo su Bajza, credo fosse giusto dargli l’opportunità di giocare. L’errore, non so se decisivo, mi è parso il cambio di Biabiany, che dei tre davanti era il più intraprendente, avrei tolto Cassano o Sansone, che dovrebbe imparare che il pallone si può anche passare ai compagni.
    L’eliminazione è giusta per i troppi errori ma la squadra come organizzazione e collettivo mi pare in crescita. Io ho lo stesso timore manifestato da Assioma, ossia che una volta passata quota 30 si ripetano le prestazioni modello scampagnata dello scorso anno. Non è una questione di zona Uefa, decimo o ottavo posto, ma di rispetto verso i tifosi

    • 15 Gennaio 2014 in 23:20
      Permalink

      Ciao Gabriele,

      quoto in pieno la tua valutazione a proposito del cambio di Biabiany: del resto, come scrivevo poco fa rispondendo ad Alfredo, io ho sbagliato a non rimarcare questo punto in sede di editoriale. Del resto, però, volevo dimostrare il mio teorema della riproposizione in 90′ (e non 120’…) dell’intero campionario di problematiche stagionali.

      Su Bajza, come dicevo poco fa a Calcio & Calcio Più, le principali responsabilità sono dell’allenatore: sappiamo quanto sia perfezionista Donadoni e come curi il minimo particolare, persino sulla tosatura dei campi. Ecco: da un perfezionista così uno non si aspetterebbe che lasciasse nella porta del Parma, in una gara secca a turno unico, su un campo difficile come l’Olimpico, un ragazzino alle prime armi, anziché Mirante che sta attraversando un magic moment (al punto che se fossi il Berlusca lo vorrei al Milan). un contro era preferire Ballotta a Bucci come bello di notte, un conto, invece. Bajza a Mirante.

      Il timore di assioma io non lo voglio neppure considerare: mi auguro che la lezione di un anno fa sia stata capita. Non sarebbe tollerabile una caduta libera come quella. Mi aspetto, dunque, sei punti nelle prossime due partite alla portata del Parma. Anche per farsi perdonare questa bruciante eliminazione dalla Coppa Italia.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Gennaio 2014 in 21:52
    Permalink

    I soliti limiti di squadra e di mister. La partita di ieri lascia interdetto. Il mister mette in campo una squadra pressoche’ titolare e mette in porta un ragazo senza esperienza col rischio di bruciarlo. I cambi non si fanno e spesso si fanno sbagliate. Ieri perche’ mai togliere Babiany? Un’assurdita’!! E perche’ mai non inserire Amauri ell’ultima mezzora per trovare almeno un minimo di killer instinct in area?

    • 15 Gennaio 2014 in 23:11
      Permalink

      In effetti nel mio editoriale ho tralasciato il punto della sostituzione di Biabiany: anche questo mi è parso un errore capitale di Donadoni. Già fa pochi cambi, e nel caso specifico l’unico che ha fatto l’ha fatto per togliere il migliore? In effetti anche Amauri, che sta attraversando un magic moment, avrebbe potuto tornare assai utile.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Gennaio 2014 in 21:57
    Permalink

    Per me non approfittare del vuoto totale di questo campionato sarebbe un delitto… Tolte le prime 4 posizioni (gobba, Roma, Napoli e viola) che fanno un campionato a sè c’è spazio per tutti, basta avere un minimo di continuità basta crederci… Forse 6 punti non penso proprio riusciremo a farli ma già 4 sarebbero buoni, ho idea che siano fondamentali i prossimi match che sono abbordabili per dare slancio, entusiasmo e un senso al girone d’andata

    • 15 Gennaio 2014 in 23:06
      Permalink

      Quoto in pieno Federico: ma niente sconti. I punti da fare sono 6. Poche balle. Sono squadre all’altezza del Parma che ha già smarrito in precedenza altri punti alla propria portata. Accontentarsi penso che sia un peccato capitale sia del Parma che dei suoi tifosi.

      Cordialmente

      Gmajo

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