venerdì, Giugno 21, 2024
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L’OPINIONE DI MAJO DOPO LIVORNO-PARMA 0-3: “IL PASTICCIERE DONADONI E’ RIUSCITO A DIMOSTRARE CHE LA TORTA E’ BUONA ANCHE SENZA CILIEGINA”

(gmajo) – Prima della partita con la Sampdoria, in uno dei miei editoriali, avevo spronato il pasticciere Donadoni a farci sentire quanto fosse buona la torta anche senza la ciliegina: ebbene, dopo averla assaggiata in tre occasioni, penso che si possa indubbiamente affermare – con grande orgoglio dell’allenatore – che… la ciambella gli è riuscita col buco, in tutte e tre le occasioni, sia a casa della Sampdoria, e meglio ancora, in termini di risultato, in casa col Toro e nella temibile (per il tabù ora sfatato) Ardenza col Livorno. Ma il Parma può davvero fare a meno di Cassano? Indubbiamente FantAntonio, per i suoi atteggiamenti, continua a far girare gli zebedei (anche ieri, sul 2-0, ha lasciato la panchina ed è sceso negli spogliatoi, come sottolineato dalla radiocronaca di Radio Rai degli attenti Giovanni Scaramuzzino e Sara Meini), e imageanche per le reiterate e diaboliche dichiarazioni d’amore per la Sampdoria, ribadite anche a Striscia la Notizia, ma è un patrimonio che non può essere rottamato a cuor leggero. Io non sono così convinto, come si sono affrettati ad annacquare Di Marzio & Co., che l’esclusione di ieri – la seconda consecutiva del Discolo – dipendesse solo da un risparmio di energie (leggi turn over) in vista della sfida con la Lazio, tuttavia sarà interessante verificare se, davvero, il numero 99 sarà tra coloro che cercheranno, martedì sera, di fare l’impresa di accedere al turno imagesuccessivo di Coppa Italia, dopo la gara secca. Quel che è certo, però, è che il sistema di gioco tardivamente battezzato, alias il 4 3 3, si stia confermando il vestito più adatto per i crociati – o gialloblù a scacconi – indipendentemente dagli interpreti scelti da Roberto Donadoni, il quale – ed è piacevole sottolinearlo – sta tornando ad essere oltre che bravo, fortunato, nelle scelte, come all’inizio della sua avventura parmigiana, quando ogni sua decisione era premiata da Eupalla. A quei tempi chiunque subentrasse poi la buttava dentro: ora, invece, sono coloro che battezza titolari iniziali a premiarlo, sia pure quando le esclusioni sono clamorose, come potevano essere ieri quelle in imagesimultanea di Sansone e Cassano per concedere spazio al confermato Amauri e a Raffaele Palladino, giustamente celebrato da Settore Crociato, dal momento che l’ex Swarovsky (ex speriamo definitivamente), ha dimostrato che quando sta bene non è certo il brutto anatroccolo della nidiata. Anzi, tutt’altro. La concorrenza fa bene, certo, ma alle volte logora, e il confine è piuttosto labile, specie se si ha a che fare con FantAntonio, il quale è parso sì accettare di buon animo di accomodarsi in panca dopo aver tirato la carretta per l’intera parte iniziale della stagione, partendo sempre dall’inizio, fino alla famosa squalifica con la Samp, ma che non penso continuerà a godere a lungo dei successi dei suoi compagni facendo il comprimario, o manco quello, come ieri,  lui che ama essere al centro dell’attenzione. La variabile Amauri, poi, non so quanto possa essere di reale garanzia: sì, certo, ora Eupalla gli sta restituendo, con gli interessi, quanto gli aveva tolto prima, ma che di qui alla fine continui a segnare gollonzi o golloni sarà tutto da dimostrare. Al netto del mercato – chissà se il 1° febbraio saranno ancora entrambi al servizio di Donadoni – bisognerà vedere quanto questo “dualismo” Amauri-Cassano farà dare il meglio ad entrambi di qui alla fine, perché è difficile da ciliegine trasformarsi in fettina piccolina piccolina di torta. Certo, l’allenatore, con orgoglio è riuscito a dimostrare che anche l’orchestra è all’altezza del solista (anche nella conferenza stampa pre-Livorno aveva sottolineato come è importante che tutti ci si renda conto che anche gli altri giocatori nell’insieme sono all’altezza di chi inequivocabilmente ha qualità migliori individuali): e il primo destinatario del messaggio era il solista stesso, il quale, con questa telenovela Samp, è riuscito a rovinare tutto quanto di buono (ed era parecchio) aveva saputo fare prima ad ora. L’allenatore, escludendo Cassano per ben due volte di fila – e con i fatti che gli hanno dato ragione – ha dimostrato di “avere palle”, anche se ora dovrà star attento a non esagerare troppo con il rigore. Rigore: a proposito di penalty, ieri è arrivato il primo in stagione, dopo oltre un anno di astinenza. I colleghi di Radio Rai hanno stigmatizzato (a mio avviso con piena ragione) l’atteggiamento da bambini nel cortile di Amauri e Sansone che si contendevano (anzi, secondo loro litigavano, e hanno continuato a farlo anche rientrando negli spogliatoi) l’esecuzione della massima punizione. Queste sceneggiate (ricordate lo scorso anno Belfodil con la Lazio?) sarebbe meglio evitarle. Capisco che fosse ormai desueta l’abitudine a ricevere un calcio di rigore a favore, peraltro ininfluente, però il rigorista dovrebbe esser designato a priori, senza fraintendimenti, ed indipendentemente dal bisogno individuale di qualcuno di migliorare la propria classifica individuale tra i marcatori. Siamo in Serie A, tra l’altro in un anticipo, con le telecamere HD di Sky in funzione…Va sottolineato, poi, il merito di un difensore, Mendes, bravo a procacciare… l’evento storico: al di là di congiure che non esistono, come spiegavo ieri ai miei compagni di viaggio – una macchinata con Ivo Dallabona e al volante il simpaticissimo Massimo, che ha anche indovinato il ristorante per la cena – è anche il modo di giocare di una squadra che può favorire l’ottenimento del tiro dagli undici metri: ad esempio, nell’anno della Promozione riparazione, dopo i danni incalcolabili della retrocessione, fin che ha giocato titolare il buon Cristiano Lucarelli, il Parma aveva beneficiato di ben nove tiri dal dischetto da lui trasformati; dopo la sua auto-esclusione (peraltro aveva fiutato le scelte di Guidolin e giocato d’anticipo) e la promozione di Alberto Paloschi, di penalty ne avremmo avuti ben di meno (se non addirittura nessuno). E’ vero che si era sul campo dell’ultima in classifica, è vero che si era in pieno recupero, è vero che era un rigore che se anche non ci fosse stato assegnato non cambiava nulla ai fini del risultato, ma a me, quel rigore finalmente fischiato, è parso come una sorta di “premio” per la decisamente più incisiva impronta offensiva della squadra ducale.

Nell’Ubi Majo, in sede di vigilia, parlavo di prima interrogazione del nuovo esame di maturità: le due prossime interrogazioni ravvicinate (a parte la già ricordata Coppa Italia di martedì, che è un capitolo a sé) sono a casa del Chievo e in casa con l’Udinese: uscendone con il massimo dei voti il Parma potrebbe candidarsi (al netto del mercato) per vincere lo scudetto delle provinciali, che fin dall’inizio della stagione sembra essere ben stretto nelle mani del Verona. Io non credo in un crollo dei Mandorliniani, ma un rallentamento credo sia fisiologico possano averlo: sicché si tratterebbe di approfittarne.

Se a fine gennaio il Parma dovesse trovarsi, come adesso, in nobili posizioni di classifica, indubbiamente non sarebbe bello se venisse depauperato di qualcuno dei suoi migliori protagonisti. Qualcuno, tipo il nostro lettore Assioma, teme che ora che è virtualmente salvo, il Parma possa tirare i remi in barca come un anno fa. Evenienza che, a mio avviso, sarebbe un peccato capitale, perché, con l’organico che ha, il Parma ha il dovere, fino alla fine, di tener viva l’ambizione Europa. Senza l’obbligo di conquistarla, chiarisco ancora una volta, ma stare in corsa fino alla fine, evitando le “cadute libere”. Il materiale umano a disposizione di Donadoni, a mio avviso, è persino ridondante e quindi non credo che qualche cessione eccellente possa incrinare il funzionamento della macchina che ora sembra esser perfetto. Anche perché, al di là delle ambizioni, c’è sempre da fare i conti con la situazione economica: per una squadra della taglia del Parma, come ci hanno sempre spiegato Leonardi e Ghirardi, la valorizzazione e rivendita con plusvalenza dei calciatori è un must al quale non si può rinunciare se si vuole una gestione virtuosa. E i calciatori che si sono meglio valorizzati sono Parolo e Mirante… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

29 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO LIVORNO-PARMA 0-3: “IL PASTICCIERE DONADONI E’ RIUSCITO A DIMOSTRARE CHE LA TORTA E’ BUONA ANCHE SENZA CILIEGINA”

  • Comr avevo già detto tra i commenti di un altro articolo, il rigore doveva esser battuto da Sansone.

    • Non sapevo, filippo, che sansone fosse il rigorista designato o che tu fossi… l’allenatore…
      Ciao
      Gmajo

      • Gennaio 2014 sono l’allenatore ombra del Parma, sono io che ho tenuto in panchina Cassano. Scherzi a Parte, se ero io l’ allenatore del Parma(per davvero), non avrei fatto battere il rigore ad Amauri per dare l’opportunità del goal anche a un terzo giocatore. Poi questo calciatore poteva essere Sansone (che io avrei scelto perché mi sembra che sia sempre sottovalutato da Donadoni e il goal gli avrebbe dato più fiducia), Lucarelli, Paolo, Mendes, Paletta o Mirante.
        Comunque questo discorso lo si è fatto giá con Amauri e la punizione con il Bologna, perché non rifarlo per aiutare Sansone a segnare?

        • Non mi sembra che Sansone sia in crisi di astinenza come lo era Amauri (che è anche il centravanti della squadra) prima della grande abbuffata delle ultime due partite, nelle quali, specie l’ultima, tutto gli è andato per il verso giusto – in termini realizzativi – ricevendo un adeguato indennizzo da Eupalla, la medesima Dea che è tornata a sorridere a Donadoni come nei bei tempi andati e quando si voltava e pescava qualcuno dalla panchina questi immantinente segnava…

          Pur essendo romantico, e piacendomi l’idea di premiare volta per volta un calciatore meritevole, credo che i calci di rigore, merce così rara dalle nostre parti (e secondo me, come scrivevo nell’Opinione è più specchio del modo di giocare del Parma che non per complotti arbitrali o di Palazzo), non debbano essere lasciati al caso o alle sceneggiate in campo, ché non siamo all’oratorio, tra i candidati a trasformarli.

          A me non è piaciuta la competizione tra Amauri e Sansone e non parteggio per nessuno dei due. Mi piacerebbe però, memore degli antipatici precedenti dello scorso anno con Belfodil, che non ci si permettessero troppi individualismi, ricordando che il calcio è uno sport di squadra.

          Cordialmente

          Gmajo

  • parmigianoreggiano

    Ciao Gabriele, concordo con te nell’elogiare Donadoni che lasciando Cassano in PANCA ha dimostrato di avere DUE PALLE DI GRANITO: per questo al primo va DI DIRITTO il soprannome PALLEDIGRANITO e al secondo PANCANTONIO.

    • Bentornato parmigiano…
      Palledigranito, va bene, purche’ il buon donadoni poi non ecceda… un po’ di pancantonio gli fa bene, ma attenzione a non tirare troppo la corda…
      Cordialmente
      Gmajo

  • Ho la sensazione che i primi ad essere contenti di un trasferimento di Cassano alla Samp o chi per essa siano gli stessi giocatori. Per dimostrarlo mettono quel qualcosa in più per far capire che possono fare anche senza i servigi del fantasista. L’anno scorso una partita cosiddetta della maturità l’avrebbero sicuramente toppata. Quest’anno (almeno fino a ieri) stanno dimostrando che il tanto sospirato “salto di qualità” è possibile. Anche senza Cassano. Badate bene. Non sto parlando di cose tecniche ma caratteriali.Così come in Nazionale Cassano avrebbe logorato i nervi di tutti i convocati con comportamenti “discutibili” e così per le altre società in cui è stato (Milan – Inter per citare solo le ultime) tanto da escluderlo su volere dei giocatori anche a Parma in pochi mesi avrebbe già colmato il vaso. Non c’è niente da fare. Non c’è società che lo possa conservare per più di qualche mese. Ha la scadenza come il latte della Centrale. Curta !!!
    Lp

    • Interpretazione plausibile. La lezioncina di donadoni al discolo potrebbe essere proprio questa: tonino stai calmino che possiamo cavarcela anche senza di te…
      Cordialmente
      Gmajo

  • parmigianoreggiano

    Vedrai che PALLEDIGRANITO invece non avrà alcuna SUDDITANZA PSICOLOGICA nei confronti di PANCANTONIO: infatti SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA, per cui anche martedì metterà Cassano IN PANCA e darà ancora fiducia all’UNDICI TITOLARE. Se poi le cose non dovessero andare per il giusto verso allora si potrebbe VALUTARE di metterlo in campo. Questa infatti è solamente la COERENZA che PALLEDIGRANITO esige da parte di TUTTO lo spogliatoio e i giocatori questo LO SANNO BENE: è per questo che ogni volta in cui Cassano è andato in PANCA loro hanno SPUTATO L’ANIMA.

  • Come dicevasi qlc mese addietro; siamo sicuri che serviva la ciliegina? Oppure il peso della ciliegia era tale da defirmare tutta la torta?
    Il ritorno al sistema dello scorso anno (punta centrale di peso e due abili laterali) ha ridato vigore al Parma.
    Il problema adesso sara’ gestire la ciliegina.

    • Onestamente, però, Alfredo, il primo vigore al Parma lo aveva dato il falso nueve Cassano, dopo il ritorno sull’out mancino di Sansone…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Vero ma Cassano costringe ad arzigogoli tattici forse un po’ troppo complicati per una squadra di media lecatura

  • e se rimandassimo gargano al mittente ? visto che anche ieri mi ha fatto girare le balle quando e’ entrato ?

    • Assioma, una volta tanto sei tu a copiarmi. L’idea di rispedire Gargano al mittente vanta il mio copyright, avendolo sancito sia nell’Opinione che in altri articoli, oltre che a Calcio & Calcio, già da qualche puntata. Anche perché, come già sostenevo all’epoca, io non lo avrei affatto preso, cercando di valorizzare qualche giovane.

      E’ stato lodevole il tentativo della generosa proprietà di irrobustire la rosa con gente di esperienza, ma io avrei preferito una sola ciliegina del Centenario (volendola proprio prendere), ergo Cassano, ma evitando di invecchiare la rosa con altri elementi di esperienza e costosi, specie Gargano.

      Ovviamente è una questione di punti di vista. Ma certi giocatori ti rimarranno sul groppone a vita, oppure, se riuscirai a darli via, difficilmente ci ricaverai delle plusvalenze. E allora dove sta la valorizzazione dei prodotti da vendere?

      Cordialmente

      Gmajo

      • questo qui doveva essere il ruba palloni ,per il momento li perde spesso e volentieri con un atteggiamento che tira le pattone all’orba,mi ha fiaccato e’ buono solo a tweettare stupidate

        • Io credo che la sua permanenza finora sia stata impalpabile. E per dirla tutta non ho mai capito l’innamoramento collettivo di una certa parte della Curva per lui dopo la prima partita, nella quale non mi sembrava avesse fatto chissà che cosa. Innamoramento men che meno capibile al lume (come scriverebbe Luca Russo, a proposito di plagi…) delle sue cinguettate d’antan, e del proposito, a mio modo di vedere piuttosto anacronistico, e rispettato solo quando fa comodo, di non sostenere i singoli, ma solo il gruppo.

          Certo se dovessero andar via insieme sia Parolo che Gargano potrebbe, forse, essere un po’ troppo, poiché – Acquah a parte – si cambierebbero 2/3 del centrocampo titolare, mantenendone solo uno, Marchionni, che per età è quello più a rischio di tracollo nella seconda parte di stagione. A questo punto, indipendentemente dall’aspetto tecnico e pensando alle casse, dovendo proprio scegliere, preferirei una buona plusvalenza per Parolo che il risparmio dello stipendio di Gargano.

          Cordialmente

          Gmajo

          • io penso che al massimo se ne andranno munari e mesbah,e speriamo di vedere obi almeno 5 o 6 partite in stecca,mi risulta che si alleni ancora a parte …ormai e’ cronico

  • parmigianoreggiano

    Pare che ieri PALLEDIGRANITO durante la partita recitasse RIPETUTAMENTE il seguente SCIOGLILINGUA per mantenere la concentrazione: “Cassano in PANCA e il Parma CAMPA, Cassano in CAMPO e il Parma CREPA”.

  • E’ stata una vittoria stupenda, bravo Donadoni nelle scelte e nei cambi, finalmente pare che guardi piu a ciò che si vede in campo che non alle sue convinzioni iniziali.
    Comunque i tempi di “vogliamo 11 Gargano” e di Cassano quale unico attaccante a segno non sono molto datati, durante la stagione tutti sono soggetti ad alti e bassi, specie se ci sono infortuni di mezzo.
    Adesso speriamo nel rientro a tempo pieno di Paletta

    • Mah, Gabriele, io ci andrei piano con i trionfalismi, senza nulla togliere al Parma, capace, per una volta, di fare risultato non tanto all’Ardenza (i tabù esistono per essere sfatati) quanto con una “piccola”, giacché, fino ad ora, gli esami di maturità di questo tipo non era stato in grado di superarli.

      Però difende “stupenda” una vittoria che si è allargata solo nei minuti finali, ma che è stata in bilico per gran parte del match, mi pare un po’ esagerato.

      Hai ragione – come hai scritto in un altro commento postato sotto l’articolo del Columnist Luca Russo – a sancire che non sarebbe stato scandaloso se Palladino segnava il 2-0 in un primo tempo dominato in lungo e in largo, ma, come spesso ricordato, le partite dovrebbero durare 90′ e non solo 45′. Il fatto di non aver chiuso prima la partita è stato, indubbiamente, un grosso limite per il Parma, che nella ripresa ha messo a repentaglio l’esiguo vantaggio, salvandosi grazie a un paio di strepitosi interventi di Mirante, non a caso ritenuto da Paolo Grossi il migliore in campo. Il che la dice lunga. Quindi: capisco l’entusiasmo del tifoso, ma io da frigido e razionale osservatore preferisco non esaltarmi più di tanto, tenendo anche in debita considerazione lo spessore degli avversari e il sorriso di Eupalla.

      Non sono altresì convinto di tutta questa bravura di Donadoni nei cambi, anche se nelle scelte iniziali i fatti, in effetti, gli hanno dato ragione. Però, come al solito, ha giocato le sue carte a match praticamente concluso, senza cercare di sopperire prima alla grande sofferenza dei suoi che avrebbero potuto anche capitolare. Capisco che ci fosse il desiderio di riprovare i convalescenti Paletta e Gargano, ma io ho trovato piuttosto rischioso l’inserimento intanto di due calciatori non ancora al top e a rischio ricaduta, in una fase, comunque, delicatissima del match (anche se mancava poco alla fine); e ancor meno il fatto che si trattasse di due calciatori di contenimento e non di offesa, quando era dall’inizio della ripresa che gli avversari ci avevano costretto ad abbassare il baricentro.

      Quindi capisco che un 3-0 esterno favorisca i trionfalismi, ma ciò non toglie che non vadano dimenticati altri particolari. Fosse finita 1-1 non so se saresti venuto a dirci che Donadoni ha azzeccato formazione iniziale e cambi. Certo, escludendo Cassano, ha dimostrato di avere le palle (Palledigranito, come chioserebbe Parmigianoreggiano) e di amare il rischio. Certo, la fortuna aiuta gli audaci, ma se Palladino non avesse segnato al 2′, e fossimo tornati a casa con un modesto 0-0, o peggio una sconfitta il tecnico sarebbe stato crocifisso.

      I tempi degli “11 Gargano” io non li ho mai capiti, perché, anche al netto degli infortuni, io non ho ravvisato da parte dell’uruguagio un apporto tale da giustificare quel tipo di sostegno da parte di una tifoseria che, teoricamente, non riserva cori personalizzati. Lasciamo perdere che io Gargano non lo avrei certo preso, puntando più sulla valorizzazione di Chibsah (che mi pare ieri sia stato schierato titolare a Sassuolo e che abbia fatto bene) e di Acquah. Anche come operazione di prospettiva.

      Come ciliegina del Centenario bastava (e per certi versi avanzava) Cassano, e non sentivo il bisogno di ultra-trentenni in rosa, costosi e non certo di prospettiva.

      Se Mendes (e non Fepipe) e l’eterno Lucarelli proseguiranno nell’alto rendimento sin qui dimostrato, Paletta potrebbe anche esser ceduto tranquillamente. Ché quegli infortuni lì sono piuttosto noiosi…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Ciao Direttore,
        la mia analisi si riferiva unicamente alla partita di sabato. A me la squadra è piaciuta molto, per convinzione, concentrazione e personalità. Chiaramente essere in vantaggio sin dalle prime battute ha reso la strada in discesa ma credo che soffrire 20 minuti in trasferta sia inevitabile e accettabile. Gli anni scorsi abbiamo perso e male a Pescara e Novara, partite che possono a mio avviso essere paragonate a quella di Livorno.
        Ho criticato spesso Donadoni sia per il modulo che per gli uomini, stavolta i fatti gli hanno dato ragione e credo sia giusto elogiarlo. Se diciamo che è tutto figlio del risultato e degli episodi allora valeva lo stesso anche quando i medesimi erano negativi e ci lamentavamo.
        Gargano a mio parere ha sempre fatto buone partite, poi si è infortunato. Sul suo acquisto so bene come la pensi ed anche io avrei preferito un giovane ma credo sia obiettivo riconoscere che non è venuto qui a svernare ma a dare una mano, e ormai è un nostro giocatore..
        Infine, ti chiedo se hai qualche notizia sui due sudamericani che alcuni tuoi colleghi accostano al Parma (Vidales e .. non ricordo). Grazie come sempre

        • Sul mercato ti consiglio di seguire stasera Calcio & Calcio, ché ci sono dei colleghi più sulla notizia di me…

  • mamma mia c’e’ gervasoni !

    • C’è anche Galloppa (tra i convocati): è una sorta di in bocca al lupo indiretto al povero Pepito Rossi…

  • E Obi ancora fuori. Ma che ha sto ragazzo?

    • E’ un po’ acciaccato, poverello. Un po’ come Mariga…

  • Albertino

    “Quindi capisco che un 3-0 esterno favorisca i trionfalismi, ma ciò non toglie che non vadano dimenticati altri particolari. Fosse finita 1-1 non so se saresti venuto a dirci che Donadoni ha azzeccato formazione iniziale e cambi.”

    Certo, se fosse finita 1-1 i commenti sarebbero stati diversi. Anche se avessimo vinto a Verona i commenti sarebbero stati diversi. E se mio nonno avesse avuto le ruote?

    Albert The Coward

    • Spiritoso.

      Se ti cavassi quei brutti ed inestetici occhiali neri, sapresti cogliere il significato di quello che uno dice o intende dire.

      Quindi lasciamo stare gli avi e le ruote, che tanto che quando si commenta di pallone dovremmo sempre tirarli fuori.

      Il senso del mio ragionamento è che sarebbe meglio non essere figli del risultato. Abbiamo riconosciuto meriti a Donadoni, perché giustamente ha vinto e ha segnato Palladino (che era in campo mentre Cassano no). Ma Donadoni sa meglio di tutti noi quanto è labile il confine tra essere preso per un eroe ed essere preso per un coglione (grande Banfi).

      Cordialmente

      Gmajo

  • Nessun trionfalismo, ma una legittima soddisfazione per una vittoria larga (in trasferta non è mai scontata) avevo visto il Livorno una settimana fa con la Fiorentina e mi era sembrato competitivo. Credo cghe Parolo resti in quanto le squadre in grado di pagarlo cash, non gli garantirebbero la maglia da titolare e Lui ha bisogno di visibilità per essere convocato in Nazionale (se disputasse il mondiale, a parte l’orgoglio per noi tifosi, il suo valore di mercato sarebbe maggiore). Gargano non è il tipo di giocatore che desta entusiasmo tecnicamente ma soprattutto in trasferta è molto evidente il suo apporto tattico ed agonistico, se non sbaglio è fuori dalla partita con l’Inter quando usci per infortunio nel primo tempo,la partita di Livorno non fa testo, Paletta con la sua prolungata assenza ha favorito l’esplosione di Lucarelli e ci ha fatto apprezzare un buon Mendes, e tre centrali per due posti sono indispensabili, tra infortuni e squalifiche qualcuno manca spesso. Auguri al rientrante Galloppa che potrebbe dare un po’ di respiro a Parolo. Una piacevole sorpresa è stato Palladino (non tanto per il goal fatto e quello sbagliato) quanto per la personalità e sicurezza nella gestione del pallone in zona d’attacco. L’unico che a Livorno non mi è piaciuto è stato Rosi apparso svogliato, approssimativo nell’apporto al gioco e spesso fuori posizione , non regge il paragone con l’ottimo Cassani degli ultimi tempi.Per chi commenta la partita guardando i tabellini la doppietta di Amauri è uno specchietto per le allodole, in realtà la sua prestazione volenterosa e vigorosa come sempre, non può essere criticata ma se capitasse l’occasione di trovare un centravanti che parli il linguaggio tecnico dei compagni di reparto……la finestra del mercato invernale capita a proposito…una triangolazione Amauri-Pozzi-Abel Hernandez, sarebbe favorevole economicamente ed anagraficamente….ma questo è un campo”minato” cui noi tifosi accediamo solo metaforicamente con la fantasia!!!

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