venerdì, Giugno 21, 2024
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L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-TORINO 3-1: “CASSANO DA CILIEGINA A FETTINA DI TORTA: BRAVO DONADONI, HA MOSTRATO PERSONALITA’”

(gmajo) – La presente sarà un’Opinione più breve del solito, poiché, essendomi dilungato con le mie considerazioni di carattere societario nel precedente post (l’intervista a Minuz, dopo le esternazioni di Leonardi iersera a Bar Sport), al contrario delle mie consuete abitudini, mi atterrò solo alle cose di campo. O quasi. Intanto va espressa lode alla personalità di Roberto Donadoni, il quale si è preso la pesantissima responsabilità (e lui stesso sa perfettamente quanto gli sia andata bene…) di escludere Antonio Cassano dalla formazione iniziale di Parma-Torino, dopo tutta la manfrina (leggi: la conferenza teatrino) dell’altro giorno. Mi ha un po’ ricordato l’affaire Sansone: quest’estate, dopo che Nicola venne tolto dal mercato, alla prima occasione utile venne mandato in campo per otto minuti (o giù di lì), esattamente come il Discolo ieri. Insomma, l’aziendalista Donadoni, di quelli che sono i pesantissimi sforzi economici della società sembra non tener conto quando fa scelte di carattere tecnico. E’ chiaro che ora che la partita è stata vinta dalla torta, senza la ciliegina, lui, Donadoni, appare il vincitore: ma se le cose fossero andate male sarebbe stata una bella gatta da pelare… Con le sue dichiarazioni post gara di ieri – interessante la lettura che ne ha dato la GdS stamani, che come me ha ravvisato un certo avviso ai naviganti – Donadoni ha fatto capire che il buon Cassano, nell’anno dopo il Centenario, non è più la ciliegina come prima, bensì una fettina di torta. Esattamente come gli altri. Ma la sfida più grossa è proprio questa: quanto Cassano accetterà di essere una fettina e non la ciliegina? E su questo si giocherà la futura serenità. Dando per scontato che rimangano tutti a disposizione e che non ci siano dismissioni: ma che salutino la compagnia uno tra Cassano e Amauri mi sentirei di escluderlo. Vedremo, invece, se a fine gennaio ci saranno ancora Biabiany e Sansone. Se Donadoni non si convertirà al mio amato 4-2-3-1 prevedo che la staffetta di ieri tra l’italobrasiliano e il mancato doriano di ritorno, possa rivelarsi indicativa di un dualismo per la posizione di centravanti, ovviamente interpretata in maniera differente dai due a seconda delle proprie caratteristiche. Donadoni asserisce che non ci sia differenza tra match interni ed esterni (e ci avrei scommesso che non avrebbe dichiarato il contrario…), tuttavia, a mio modo di vedere, è in effetti più funzionale un tridente con un “nueve” vero (Amauri) nelle partite in casa, e uno “finto” (Cassano), nelle partite esterne. Né l’uno, né l’altro dei due, invece, lo vedrei idoneo per stare all’ala. Anche se, per caratteristiche, quello che imagemeglio potrebbe adattarsi è indubbiamente FantAntonio. Dopo la promessa estorta dal Saltimbanco alla Goni (vabbè: sarò, onesto: la Francesca non ha dato il suo assenso alla boutade di Boni sullo striptease…) faccio il tifo perché Amauri possa raggiungere la doppia cifra: basterà poco più di un girone? Non lo so: certo è che anche l’anno scorso, dopo le vacanze natalizie, l’italo brasiliano si era ripreso il suo posto in pianta stabile, prima soffiatogli da Belfodil che si pensava lo avesse già rottamato. In realtà, i primi segnali di un suo ritorno in forma, si erano già registrati prima della sosta, a Genova, anche se io ero rimato meno entusiasta rispetto a Donadoni o a Piovani. Eh sì, perché il giornalista della GdP, in sede di vigilia, aveva rimarcato al tecnico la validità della prestazione dell’attaccante che aveva supplito all’assenza dello squalificato FantAntonio e che si sarebbe per questo meritato la riconferma. Diciamo che di solito non è l’ultima partita a determinare le scelte di Donadoni, quanto il lavoro in allenamento come spesso ci ripete (e lo sa bene quel mattacchione del Gallo di Castione, che ieri lo celiava per questo…): per cui è facile che abbia visto Amauri più sul pezzo rispetto all’amante blucerchiato e che per questo lo abbia preferito. Poi ci sono cose che non si possono ammettere pubblicamente: come, ad esempio, che abbia inteso in un qualche modo punire Cassano per le distrazioni arrecate all’ambiente per il suo ritorno di fiamma per la Samp. La reazione di FantAntonio, però, è stata da professionista: non ha dato in escandescenze, mostrandosi, al contrario, pezzo integrante della squadra, esultando come un bambino al gol del pari, e anche in quelli successivi, e scherzando amabilmente con Melli appena prima di esser buttato nella mischia come un ragazzino qualunque a pochi minuti dal termine. Certo, se fosse un po’ più paraculo (dalle nostre parti basta così poco per esser apprezzati) magari un tuffo sotto la Curva, come ha fatto, per la prima volta, perfino quel frigido di Donadoni, avrebbe anche potuto farlo, assieme ai suoi compagni: così, invece, si lascia lo stesso il modo di dubitare, e quindi parlottare, bisbigliare, mormorare. Sui fischi al suo ingresso, invece, non drammatizzerei: posto che non amo questo genere di esternazione sonora, trovo legittimo che chi non vuole passar per fesso lo possa manifestare. Poi noi a Parma abbiamo il cuore grande e la predisposizione per farci dominare: per cui in caso di corna non ricorriamo alla lupara…

Oltre alla scelta di Cassano in panca, l’altra sorpresa è stata l’esclusione di Mesbah: anche in questo caso Donadoni si è preso un bel rischio. In effetti non credo proprio che neppure Ventura si aspettasse che fosse Felipe, dirottato a mancina, a supplire lo squalificato Gobbi (con un Mendes, un po’ più giù di tono rispetto alle precedenti uscite, promosso al fianco dell’encomiabile Capitan Alessandro Lucarelli. Meraviglioso). Capisco che con una splendida vittoria in rimonta star qui a far le pulci non sia il massimo, ma con un risultato (o solo una prestazione) differenti, per scelte così impopolari Donadoni poteva finire in croce. Tra le delusioni, oltre a un Parolo meno splendente del solito (che abbia sofferto l’assenza di Cassano? Dietro la sua esplosione ci sono grandissimi meriti del Discolo) anche Niki Sansone (meglio Biabiany, anche se ha fatto cantare un po’ di salmi in tribuna stampa e non solo). Starà fuori lui, a Livorno? Amauri merita la riconferma, una seconda panchina di Cassano potrebbe filar via meno liscia di quella di ieri… Più ci penso, e più mi viene voglia di 4-2-3-1. Ma mi rendo conto anch’io che escludere Marchino Marchionni dalla cabina di regia, per far spazio ai due mediani a supporto del trio delle meraviglie (Biabiany-Cassano-Sansone) alle spalle del ritrovato centravanti, dopo il suo gol di ieri, può sembrare una bestemmia…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

8 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-TORINO 3-1: “CASSANO DA CILIEGINA A FETTINA DI TORTA: BRAVO DONADONI, HA MOSTRATO PERSONALITA’”

  • Siberianhusky

    Donadoni e’ un allenatore molto bravo e spero che continui ad allenare il Parma per molto tempo. Senza alcuni gravi errori individuali ed un paio di fischi opinabili il Parma potrebbe avere 7-8 punti in piu’.

    • Al di là degli errori individuali dei calciatori, la mia sensazione è che nel non entusiasmante avvio di stagione ci abbia messo molto del suo l’allenatore, con scelte opinabili, cambi tardivi, ed ostracismi assortiti. Nonostante questo, però, al momento il Parma è tra le migliori delle mediocri (pur lontano dal Verona), con in vista alcune gare che potrebbero ulteriormente rimpinguare il bottino. Così poi se a fine gennaio dovesse andar via qualcuno non rischieremmo troppo…

      Cordialmente

      Gmajo

  • Caro Majo , quando parli di calcio sono completamente d’accordo con te, apprezzo i tuoi distinguo e le tue piccole punzecchiature. Un unico neo: non hai sufficientemente sottolineato l’ottima prestazione di Cassani nel 3-4-3 (reale) di domenica, in appoggio a Biabiany sulla destra , e forse questo spiega l’inconsueta prestazione opaca di Sansone sul lato opposto che non poteva godere dello stesso apporto da Felipe (mancando Gobbi).

    • Ciao Angioldo, senza gli occhiali della prevenzione potresti trovarti completamente d’accordo con me anche su altri temi che mi sono cari…

      Cassani, da quando gioca laterale della difesa a quattro, ha di molto innalzato il suo rendimento. Al punto che può essere considerata una sciagura (vabbè, non esageriamo…) la sua squalifica contro il Livorno, anche se la stessa favorirà il ritorno (salvo Donadoni non ci voglia stupire…) di Aleandro Rosi, il quale mi pare sia un po’ troppo trascurato da Donadoni (mi sa che stia pagando l’espulsione…).

      Io, domenica, non ho avuto la sensazione che il Parma fosse schierato con il 3 4 3, come dici tu, quanto con il 4 3 3. Trovo conforto, per questo, non solo nel tabellino del tattico della GdP Paolo Grossi, ma anche del mio Mister, quello di stadiotardini.it, che mi ha confermato che si trattava di 4 3 3. Poi va da sé che i sistemi di gioco non siano statici, ma dinamici, per cui, magari al cospetto di due punte avversarie, diventa fisiologico disporsi a tre, specie se il terzino sinistro è uno “stopper” (Felipe), e così quello destro aveva più licenza di avanzare. In particolare “Il Mister”, mi ha spiegato: “Nel secondo tempo poteva sembrare un 3 4 3, però non sono proprio certo… Diciamo che spingeva solo Cassani. Il modulo, però, secondo me era il solito, che poi è un 4 5 1, in fase difensiva.. Anche nel secondo tempo era uguale, però in fase offensiva poteva sembrare un 3 4 3”.
      In particolare io ho avuto la sensazione che potesse somigliare più ad un 3 4 3 dopo l’ingresso di Palladino al posto di Sansone, il quale, a mio avviso, ha giocato peggio del solito di suo e non per la mancata collaborazione di Felipe. Come scrivevo nel pezzo, io trovo stravagante questa scelta di Donadoni: non fosse stato premiato dal risultato si sarebbe beccato non poche critiche non dico tanto da noi cronisti, quanto dai tifosi. D’accordo che Mesbah è sul piede di partenza e aveva avuto la febbre in settimana: ma perché strologare Felipe a mancina anziché far le cose semplici semplici? Però Donadoni ha vinto e quindi, in questo giro, è un eroe…
      Cordialmente

      Gmajo

  • Condivido anche io la tua analisi. Amauri in condizione se la gioca con gli altri e credo che possa giocare anche con Cassano.
    Stavolta, sempre rimanendo in tema parma – torino, voglio fare un plauso ad Aquah, giocatore rivelatosi prezioso in un momento non semplice vista l’assenza di Gargano. Non ti fa vincere la partita ma con questo assetto consente di mantenere più facilmente i giusti equilibri.
    Speriamo di poter complimentarci a breve anche con Obi, che reputo un buon giocatore

    • Ringrazio per l’assist Gabriele che mi consente di ricordare come l’anno scorso in tanti mi prendevano in giro poiché rimpiangevo Acquah dopo la sua cessione. Appena ha avuto modo di giocare con continuità, quest’anno, ha saputo non far rimpiangere Gargano, che continuo a ritenere un investimento superfluo per il Parma.

      Nell’anno del centenario io mi sarei accontentato della ciliegina Cassano, senza andare a prendere altri calciatori costosi, perché di nome, tipo Gargano. Per me il Parma, in estate, ha fatto il passo più lungo della gamba.

      Io avrei preferito risparmiare sul suo ingaggio, cercando di valorizzare appunto Acquah o Chibsah.

      Obi? Il problema è solo la tenuta fisica. Terrà? Boh.

      Su Amauri, invece, appartengono alla categoria dei prudenti. E anche nel suo caso non posso certo rimangiarmi, dopo il primo gol stagionale, quanto ho asserito fino ad ora, e cioè che era stato poco lungimirante prolungargli il contratto fino al 2016. Si tratta di essere coerenti…

      Cordialmente

      Gmajo

  • Sai quanto da fastidio prendere del prevenuto….cmq pazienza!!
    Quando si giudica quel che si vede in campo, è facile stabilire dei parametri di valutazione oggettivi, quando gli argomenti sono spifferi di spogliatoio o voci dell’ambiente……è più difficile constatarne valenza ed autenticità………..Quanto al 3-4-3 lo ho definito “reale”proprio per la presenza di tre marcatori puri dietro, un play,un interditore puro(bravissimo Aquah), un incursore un po’ frenato (Parolo) ed una costante spinta sulla destra (l’ottimo Cassani ). Poi con Palladino in campo si è accentuato il possesso palla a scapito del contropiede e quindi lo schieramento era ancor più chiaro, diventando 3-5-2 nel finale quando sono entrati Obi e Cassano.

    • Sapessi come dà fastidio che delle oneste valutazioni debbano essere sempre viste con sospetto e prevenzione, e dunque mancanza di rispetto per la professionalità e serietà di chi le formula…

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