giovedì, Giugno 13, 2024
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QUANDO CON NAKATA ERA IL PARMA AD ANDARE IN HONDA… LUCA SAVARESE RACCONTA IL SUO SAMURAI CROCIATO

(Luca Savarese) – Due gol pesantini se non come macigni, almeno come sassi, a Torino, nello stesso stadio, il fu Delle Alpi, ora Juventus Stadium. Finale di andata di Coppa Italia, il Parma perde, ma Hide la tiene in vita, e grazie a quella firma, al ritorno Junior ci regala ad oggi l’ultimo trofeo, nel maggio 2002, la Coppa Italia. Stessa spiaggia, anzi stessa mole e stesso mare, anzi stesso stadio e stesso anno il 2002, stagione seguente, questa volta siamo a fine settembre, per l’esattezza il 28: nella vigilia di San Michele, Gabriele e Raffaele. Forse anche San Hide, anche se il ragazzo professa usanze orientali e non propriamente agiografiche cattoliche. Juve-Parma: 2-2. Segna il gol dell’uno a zero, prologo di un match che avrà un epilogo dalle tinte furbescamente juventine: Del Piero, prima di andare a depositare in rete il gol del 2 a 2, tocca visibilmente, nemmeno fosse un novello Lucchetta, la palla di mano. Il gol, ovviamente, viene dato. Poi fu anche espulso Lamouchi nei minuti finali. Il mio Nakata ha il sapore di un libro di storia prestato ad un compagno di classe in vista della simulazione della terza prova: anno di grazia 2002-2003, in modo tra il ridanciano ed il canzonatorio dico “Se Nakata segna contro la Juve ti presto il libro”, segna ed io che aspetto sotto casa tale parma_nakataDefe, ancora sprovvisto del libro di testo a fine settembre, per dargli Nuove Prospettive Storiche di Gentile, Ronga, Salassa. Hide non ha scritto la storia, ma ha giocato a Parma, alcuni paragrafetti della sua carriera, mentre io mi accingevo all’ultima tornata di emozioni liceali. La sua vita oggi non centra più tanto col pallone; infatti dopo il ritiro a soli 29 anni, avvenuto nel 2006, al termine del mondiale tedesco (il suo terzo) ha allestito la sua seconda partita: ha lasciato un pallone e ha preso uno zaino sulle spalle, si è fatto crescere la barba e ha iniziato a girare il mondo: Asia, Medio Oriente, Sud America ed Africa con una valigia interiore desiderosa di esplorare usanze e sapori, climi e paesaggi. Rinunciando ai servizi fotografici su GQ, ai macchinoni, e ritrovando il gusto di un tramonto immerso nella natura. La metafora di un giocatore che ad un certo punto si è stufato dei fotografi ed è diventato lui macchina fotografica, come dire che il business va bene, ma fino ad un certo punto… E’ tornato alla leggerezza, un po’ come fece Taribo West, il difensore nigeriano ex Inter e Milan, che una volta messe le scarpe al chiodo, prese una grande e lunga veste, ed iniziò a predicare; personaggi stravaganti, che non hanno amato essere solo un’icona, ma sono diventati un viaggio, una ricerca di un’emozione nuova. Il  mio  Nakata aveva i piedi buoni e mi faceva venire voglia di sushi. Anche se alla fine, fu solo un vasetto di salsa di soia, effimera ma intensa. Mi accompagnò idealmente alla maturità, i due pesciolini rossi che vinsi alla festa dell’oratorio, feci pressione a mia sorella per battezzarli Hide e Toshi, dividendo il suo nome quasi fosse un pezzettino di sashimi da tagliuzzare. 5 gol crociati, ma anche il ducato può dire di aver subito l’effetto del calciatore giapponese. Certo lo stuolo dei giapponesi che si portano dietro i pedatori nipponici è impressionante, oceanico, ma forse fa capire che, per una cultura diversa, celebrare ogni mossa dei loro compatrioti è quasi un rito irrinunciabile, per già vista loro non si perdono uno scatto, dando importanza a tutto, magari esagerando, ma portando in braccio i loro piccoli-grandi eroi. Credo che Zaccheroni  abbia dato al popolo giapponese il giusto equilibrio, evitandone i riscontri da fenomeno da baraccone ,e donando consonanze più europee. In Brasile ci saranno ed anche Hide il viaggiatore, proverà a tifare perché i nipponici facciano una buona figura al cospetto della Grecia Costa d’Avorio e Colombia. Lunga vita al mio Hide crociato, piccolo vademecum verso la mia maturità classica. Poi quelli che segnano alla Juve, mi stanno sempre simpatici. Un uomo in due maglie: Giappone ed Italia, con una bella manica vestita di Parma. A proposito, a tra poco per Un uomo in due maglie, che ci farà iniziare a respirare Livorno-Parma, e che sarà… chi vivrà vedrà… Luca Savarese

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IL COLUMNIST / GIAPPONESI D’ITALIA, DA NAKATA AD HONDA

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".