UN MERCATO DA PAPERONI, ALTRO CHE SOCIETA’ IN CRISI: OBIETTIVO EUROPA? – Editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

(gmajo) – Ci sono ancora 12 ore, giacché il mercato chiuderà alle 23 di stanotte – e proprio in questi minuti si stanno incontrando i due Plenipotenziari di Milan e Parma Adriano Galliani e Pietro Leonardi per definire i contorni del passaggio di Biabiany in rossonero, con il ritorno in gialloblù di Zaccardo, il probabile arrivo di Saponara (almeno in prestito) e un po’ di milioni da spartirsi con la comproprietaria Sampdoria (l’accordo trovato nelle ultime ore, secondo Pedullà, vedrebbe il riscatto della loro metà per due milioni di euro) – ma fino a questo punto le operazioni portate avanti dal club crociato sono da Paperoni e non certo da squadra in crisi, così come era stata pitturata da alcuni autorevoli mercatologi nazionali, secondo cui la mission era soprattutto quella di incassare perché ce n’era assoluta necessità. Probabilmente, facendosi forti di queste indiscrezioni, alcuni top club hanno provato a portare a casa qualcuno dei big a prezzo di saldo, ma Ghirardi e Leonardi sono riusciti a resistere fortemente e al momento, a meno di clamorosi colpi di scena in queste ultime ore, il Parma è riuscito non solo a trattenere tutti i suoi gioielli, o rimpiazzare qualcuno con qualcun altro, ma, se le cose si dovessero concludere secondo gli attuali scenari ne verrebbe fuori probabilmente potenziato dal punto di vista tecnico. Senza dimenticare che lo spogliatoio è stato completamente “ripulito” degli scontenti (anche se ne sono arrivati degli altri potenziali).

E’ un mercato che – lo dico onestamente – sta fino a questo punto spiazzando anche le mie previsioni, poiché, sia pure con motivazioni diverse rispetto a chi vedeva il Parma alla canna del gas, io stesso avevo messo in preventivo che ci potesse essere almeno una, se non due, cessioni eccellenti, con arrivo di soldi liquidi e non contropartite tecniche. La mia valutazione verteva sul fatto che – Belfodil a parte, ma quella operazione, a mio modo di vedere “pareggiava” l’entrata straordinaria di Cassano, tanto è vero che le cifre in questione combaciavano alla perfezione – d’estate il Parma non aveva fatto altre cessioni, ma al contrario aveva speso parecchio per allestire la rosa del Centenario senza avere il braccino corto. Movimenti in controtendenza rispetto ai virtuosismi del recente passato che avevano consentito, tra una forte plusvalenza e l’altra, di tirare avanti la baracca, grazie alle nozze coi fichi secchi celebrate da Don Pietro Leonardi. Il mio assioma era: se non avevi incassato d’estate, incasserai d’inverno. Teorema consolidato dallo stesso Ghirardi che sul Monte delle Vigne aveva indicato la strada: il Parma deve auto-sostenersi senza che la proprietà infonda ulteriori risorse. E per farlo l’unica via è il così detto “player trading”.

Probabilmente, non avendo avuto la possibilità di incassare quanto avrebbe voluto, il GhiLeo ha varato un piano B: quello di rafforzare la squadra per tentare di raggiungere l’Europa. Non tanto per accontentare quei tifosi che l’hanno invocata a gran voce anche l’altra sera in via Confalonieri, ma per allargare, con un alto piazzamento, la prossima torta dei diritti tv nazionali, oltre che quelli derivanti dall’eventuale partecipazione alle Coppe. Non penso, infatti, che il mantenimento, anzi potenziamento tecnico – a discapito di quello economico – serva per racimolare quegli otto-dieci punti che mancano alla salvezza con davanti un intero girone. Probabilmente visti gli stenti delle altre, e che la macchina affidata a Donadoni da qualche giornata a questa parte sta filando che è un piacere, la società ha deciso di rilanciare, rimandando, semmai, eventuali incassi per i big a fine campionato, sperando che nel frattempo la valorizzazione di Paletta e Parolo continui a crescere.

Se i tifosi possono legittimamente sorridere per questa situazione – si è passati dall’incubo dello smantellamento alla gioia per il mantenimento/rafforzamento della squadra al momento sesta in classifica – un plauso va fatto alla proprietà che, ancora una volta, dovrà mettere mano al portafoglio per sostenere le spese correnti. Ad esempio il 15 febbraio ci saranno da pagare gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre, e non sono certo bruscolini…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “UN MERCATO DA PAPERONI, ALTRO CHE SOCIETA’ IN CRISI: OBIETTIVO EUROPA? – Editoriale di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.it

  • 31 Gennaio 2014 in 11:23
    Permalink

    complimenti!concordo in tutto!

  • 31 Gennaio 2014 in 11:55
    Permalink

    anch’io concordo in tutto …e mi preoccupo… 🙂

  • 31 Gennaio 2014 in 12:33
    Permalink

    Un Parma in crisi ? Mai pensato. Io dissento e son sereno. Il tifo è come una clessidra. Quando si riempie il cuore si svuota il cervello. Ma il Leo ha fatto (aspettiamo la firma col Milan ma a prescindere) quadrare i conti senza indebolire la squadra. Con Saponara e Zaccardo avremmo risolto anche la mancanza di alternative in attacco e in difesa. Solo un appunto. Abbiam preso 4 giocatori che non han giocato o han giocato poco. Sarei contento di vincere due scommesse su 4. Tocca al Don. Con effetto Marchionni o con effetto Sansone. E via verso nuove scoperte.

    • 31 Gennaio 2014 in 12:52
      Permalink

      Che non abbia indebolito la squadra l’ho riconosciuto anche nel pezzo, ma che il Leo sia riuscito a far quadrare i conti, in questa sessione di mercato, direi proprio di no. O meglio: i conti possono anche tornare, anche perché è abilissimo nel gioco delle plusvalenze, e delle scritture contabili, ma se la priorità era introitare liquidità l’obiettivo non è stato centrato. Oppure, per scelta o per necessità, è stato rinviato a tempi migliori.

      Per esempio, a mio modo di vedere, il Leo avrebbe preferito di gran lunga la soluzione cinese (e mi sa anche che ci fosse stata qualche forzatura in questo senso, vedesi le dichiarazioni di ieri del Pleni e dei Biabiany che non mi sembravano esattamente in sintonia e il pressing dell’amico Di Marzio arrivato in soccorso) a quella rossonera, poiché nel primo caso i soldi sarebbero arrivati freschi freschi (sempre fossero arrivati, ché dei dubbi ce ne avevano anche a Bologna, che, pur avendo bisogno di quattrini, non gli han mollato Diamanti), mentre nel secondo un po’ di denaro entra (ed esce per la metà doriana), ma soprattutto è una operazione in cui prevale l’aspetto tecnico su quello economico.

      Probabilmente vista l’impossibilità di raggiungere le cifre sperate, i big sono stati trattenuti (ma se ne uscisse uno andare a sera io non mi stupirei di certo…), virando su un piano B che indubbiamente ai tifosi può piacere di più: tentare di stare il più in alto possibile e raggiungere una migliore futura spartizione dei diritti tv, e magari l’Europa.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 31 Gennaio 2014 in 12:51
    Permalink

    Tutto bloccato.
    Il Milan lo vorrebbe in prestito e in cambio ci darebbe solo Zaccardo, non Saponara.

    Secondo me Biabiany farà la fine della siora Cecila…

    febbredacalcio

    • 31 Gennaio 2014 in 12:53
      Permalink

      Ma non era Cassano la “siora Cecilia”?

      Cordialmente

      Gmajo

  • 31 Gennaio 2014 in 13:50
    Permalink

    Se Biabiany dovesse rimanere sarei davvero contento.Se dovesse andare al Milan me ne farei una ragione ma ci può stare se prendiamo 2/3 mln, Zaccardo e Saponara (che sostituisce proprio Biabiany).

    Zaccardo diventerebbe la prima alternativa alla coppia Paletta-Lucarelli ma anche a Cassani.In caso di difesa a 3 potrebbe anche riprendersi il posto proprio di Cassani che ha fatto decisamente meglio da terzino.

    Saponara potrebbe finalmente mettersi in mostra e accrescere il proprio valore con la maglia ducale.

I commenti sono chiusi.