ANCHE LA GAZZETTA DELLO SPORT SPIEGA A GHIRARDI COSA FA BERTA ALL’ATLETICO MADRID…

(gmajo) – Come vi avevo preannunciato ieri, nell’articolo in cui riportavo il contenuto della lunga telefonata di Tommaso Ghirardi a Bar Sport, stigmatizzando la sua infelice uscita sull’ex dirigente (nonché ex amico personale) Andrea Berta (“Non facciamo confusione, anche perché dire che Berta è all’Atletico Madrid mi sembra esagerato, credo sia lì a fare qualcosina, non so neanche cosa…”), la Gazzetta dello Sport, nell’edizione in edicola oggi, mercoledì 19 febbraio 2013 ha celebrato il tanto discusso ex dirigente del Parma –spesso a quei tempi e non solo parafulmine del Ghiro – con un articolo firmato dall’autorevole esperto di mercato Carlo Laudisa, il quale ha provveduto (così come ieri il prestigioso quotidiano spagnolo El Confidencial, che aveva rivelato persino dell’inusuale inserimento di una clausola rescissoria di ben 2.000.000 di euro!) a spiegargli che Berta all’Atletico Madrid non è affatto una figura marginale e certo non si trova là per caso, come aveva voluto imagefar credere lui ai telespettatori, sminuendo la figura professionale del suo ex collaboratore. Il titolo della Rosea è inequivocabile: “Un italiano va forte a Madrid: è il talent scout Berta”; l’occhiello occhieggia che il manager dell’Atletico, 42enne bresciano, lavora nella capitale iberica dall’aprile dell’anno scorso, mentre il catenaccio sintetizza la carriera (“Dal Carpenedolo al Parma con Ghirardi, poi al imageGenoa”) spiegando che “adesso Gil conta su di lui: l’ha blindato sino al 2017 dopo il no a Thohir”.  Insomma, Laudisa riferisce ai suoi lettori, incluso il presidente del Parma, che il ruolo di Berta è  di “direttore sportivo per il mercato internazionale dei colchoneros. Nell’efficiente macchina organizzativa del club presieduto da Enrique Cerezo (con il 25% delle quote) l’ha voluto Miguel Angel Gil, il maggior azionista grazie a una partecipazione del 68%. L’erede di Jesus Gil in questi anni ha allestito un affiatato staff manageriale: accanto al direttore generale Villaverde e al d.s. José Caminero ha voluto affiancare una figura tecnica con rodate esperienze all’estero”. Laudisa, quindi, ripercorre quella che è stata “l’ascesa di Berta”, che ritiene “davvero particolare: Nato a Orzinuovi, frequenta da ragazzo l’idolo locale, Cesare Prandelli, ma soprattutto il cugino del commissario tecnico: Lorenzo Moneta. Ed è lui a segnalarlo a Tommaso Ghirardi nel 2002 per il Carpenedolo, allora in Eccellenza. Andrea, che a quei tempi lavora in banca, a 30 anni è già dirigente del Rodengo, dopo la gavetta nei tornei serali del Bresciano. Con un budget di 2.000 euro per volta prende sempre i migliori e vince. Anche per questo Ghirardi gli dà carta bianca: il Carpenedolo arriverà fino ai play-off in Seconda Divisione. E non finisce qui. Nel 2007 l’imprenditore bresciano rileva il Parma e lo chiama. Il sodalizio dura fino al settembre 2009 quando l’idillio finisce anche per l’arrivo di Pietro Leonardi.L’anno successivo Preziosi gli propone una nuova avventura stimolante al Genoa. In due anni pesca un bel po’ di giocatori: Kucka, Birsa, Veloso, Grandqvist e Antonelli, a conferma che predilige i colpi da importazione. Anche in casa rossoblù ci sono troppi andirivieni: così a metà 2012 rifà le valigie. L’incontro Nasce nel frattempo il feeling con Miguel Angel Gil, anche se il rapporto può essere formalizzato solo nel 2013”. Il giornalista della Gazzetta dello Sport approfondisce, quindi l’esperienza all’estero dell’ex ds crociato: “A Madrid Berta si trasferisce con la famiglia e l’aria della capitale spagnola gli fa subito bene. In estate c’è un solo acquisto dall’estero: il terzino belga Alderweilerd, mentre per sostituire Falcao si punta sul low cost David Villa, arrivato per un milione dal Barça. Più movimentato il mercato di gennaio. Per il centrocampo si tratta Hernanes con la Lazio: il brasiliano viene valutato 13 milioni, mentre ai biancocelesti sarebbe destinato Insua per 4,5. Alla lunga, però, ha la meglio l’Inter, come sappiamo. Allora l’Atletico ripiega su una nostra vecchia conoscenza, l’ex juventino Diego. Anche lui arriva a scadenza a costo zero e ora si tratta il rinnovo”. Laudisa, però, rivela che Berta avrebbe avuto anche l’occasione per tornare in Italia: “A novembre Erick Thohir fa un sondaggio per il manager bresciano e informa i vertici dell’Atletico. Ma lo stop è immediato. Anzi, arriva il prolungamento di contratto sino al 2017. Milano ha il suo fascino, ma l’esperienza spagnola lo sta gratificando oltre ogni aspettativa. A prescindere dai successi di Simeone l’Atletico ha fondamenta solide. E un futuro importante”. Come chiosavo ieri, Vanni Zagnoli, autore di una domanda per me infelice, ha gettato per terra una buccia di banana  sulla quale Tommaso Ghirardi è malamente scivolato, mostrando il dente avvelenato che ha ancora nei confronti dell’ex amico e collaboratore. Il caso, poi, ha voluto che proprio dopo quell’esternazione le cronache nazionali ed internazionali esaltassero le qualità di chi lui aveva poco prima prima sminuito. Quando si dice il contrappasso… Gabriele Majo

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

BAR SPORT / GHIRARDI SOGNA 20.000 TIFOSI AL TARDINI CHE ACCOMPAGNINO LA SQUADRA IN EUROPA, PERO’ SCIVOLA SULLA BUCCIA DI BANANA BERTA

GHIRARDI NON SA COSA FACCIA BERTA ALL’ATLETICO MADRID, MA EL CONFIDENCIAL SCRIVE CHE LO VOLEVA IL MILAN E GIL LO HA BLINDATO CON UNA CLAUSOLA RESCISSORIA DI DUE MILIONI DI EURO

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

18 pensieri riguardo “ANCHE LA GAZZETTA DELLO SPORT SPIEGA A GHIRARDI COSA FA BERTA ALL’ATLETICO MADRID…

  • 19 Febbraio 2014 in 15:22
    Permalink

    Curioso come si faccia la morale sugli altri sentendosi inattaccabile, quando poi però spesso si dimentica di aver dato giudizi affrettati come:”Ché il Sassuolo è una finta piccola: il potere di acquisto del signor Mapei il signor Ghirardi se lo sogna. Né mi stupirei se i neroverdi finissero per emulare le gesta di 20 anni fa del Parma di Calisto.” oppure “Stona che il primo possa andare al Sassuolo (una diretta concorrente non tanto per la salvezza, io non mi stupirei finissero davanti al Parma, giacché le potenzialità economiche sono superiori)” oppure ancora “E’ chiaro che il Sassuolo, indovinando questi due colpi, ma che non sono i soli della loro estate, non possa che strapparci il titolo di Ajax della via Emilia”

    • 19 Febbraio 2014 in 16:12
      Permalink

      Caro Claudio,

      tu sei un ragazzino giovane, quando avrai la mia veneranda età, forse, capirai che le inezie che tu e qualcun altro su una nota piazza virtuale, tirate fuori a proposito delle mie valutazioni sul Sassuolo sono solo quisquilie di bassa lega e di nessun interesse, alle quali non mi va neanche di replicare. Perché sono argomenti piccoli piccoli che non servono certo ad arricchire un dibattito o migliorare questo mondo.

      Se io ho fatto la morale a Ghirardi a proposito di Berta, è perché reputo grave che un presidente di una società di serie A, si esprima in tal modo nei confronti di un suo ex sottoposto che ha avuto la bravura e la fortuna di fare carriera nonostante si fosse diviso da lui, in circostanze sulle quali anche la magistratura sportiva si è espressa. Ghirardi, che tra l’altro sta vivendo il momento di massima gloria da quando è alla guida del Parma e quindi non è stressato come quando aveva lanciato il grido di dolore alla Feltrinelli, avrebbe fatto meglio ad essere più signorile nei confronti di Berta, glissando. Cercando di sminuire in malo modo i successi altrui ci ha fatto una pessima figura.

      Tornando al Sassuolo:

      non mi rimangio, nonostante i risultati non mi diano ragione, una delle mie affermazioni di questa estate. Ma non perché io ne sia particolarmente affezionato, quanto perché ho espresso il mio punto di vista, più o meno condivisibile che fosse. E rivendico il diritto di poterlo. E ai miei occhi fanno la figura dei poverini quelli che vanno a vedere il risultato del Sassuolo per poi dirmi hai sbagliato, o quello del Bologna per attaccare Zazzaroni.

      E poi: cosa avevo detto di male? Che Squinzi ha più soldi di Ghirardi. Bene: non è vero? Non eri forse tu ad avermi girato qualche settimana fa un sondaggio che mostrava che Ghirardi è il presidente di A “meno ricco”? E non è forse vero che il potere di acquisto di Squinzi è superiore? Durante il mercato invernale non ha forse rifatto completamente la squadra aggiungendo figurine su figurine, e in ciò, per disperazione, o nel tentativo di salvarsi, andando a tradire un progetto iniziale?

      Al netto del risultato sportivo, che è indubbiamente importante – ma con grande onestà intellettuale ho reso merito sia in tv che nella mia Opinione post Atalanta-Parma su stadiotardini.it, elogiando Ghirardi e Leonardi – non mi rimangio affatto il concetto espresso in estate per cui il progetto del Sassuolo era interessante, perché aveva il coraggio di puntare sui giovani. Così come, in prospettiva futura (ché a me interessa che il Parma abbia continuità, non che faccia un exploit e poi salti tutto) l’attuale squadra di over 30, chi potrà far crescere, valorizzare e piazzare sul mercato, secondo il modello che non io, bensì Leonardi ha sempre sostenuto, una società della taglia del Parma deve perseguire?

      Saluti

      gabriele majo

    • 19 Febbraio 2014 in 16:35
      Permalink

      Claudio, Majo si è limitato ad una analisi economica obbiettiva che conosciamo tutti……… Ghirardi secondo me si è lasciato invece prendere, magari x ruggine personale (è una mia ipotesi) e ci ha fatto una figura non troppo bella, perchè parlava di uno che in passato era suo amico e che oggi sembra stia facendo bene e in una società di prestigio. Poi secondo me non è stato neppure troppo furbo parlare così di uno che al Parma proprio lui aveva messo in posizione di dirigente.
      Cioè a parlare male dei tuoi dipendenti non si fa mai bella figura, specie se stanno facendo bene. E qui accade spesso………….

      • 19 Febbraio 2014 in 16:39
        Permalink

        Esatto. Qui che va via ha sempre torto. Ecco perché a suo tempo mi spesi a difendere Colomba, licenziato dopo aver salvato il Parma dal fallimento dell’operazione Marino.

        Gm

  • 19 Febbraio 2014 in 15:34
    Permalink

    E non stati gentili (o forse non sapevano) a non scrivere delle perplessità ghirardiane sul lavoro di Berta in Spagna.

  • 19 Febbraio 2014 in 17:03
    Permalink

    Ciao Gabriele, scusa, ma perchè domanda infelice?

    • 19 Febbraio 2014 in 17:12
      Permalink

      A parte che non ho sentito come l’hai formulata, quindi se avessi inteso male me scuso, però ritengo sbagliato paragonare Berta e Leonardi. Un conto è fare una domanda su Berta, un conto è fare una domanda su Leonardi: ma posta su entrambi, insieme, significa buttare la buccia di banana per terra e far scivolare chi risponde, specie se questi parla a ruota libera senza rendersi conto della portata di quel che dice.

      I presupposti di giudizio sono diversissimi: Berta era l’ex ds del Carpenedolo che Ghirardi, di sua sponte, ha trapiantato al Parma, poiché lui si fidava dei suoi uomini, ma era molto scettico su quelli che aveva trovato. Leonardi, a parte il diverso pedigree, l’ha scelto lui (o la sua famiglia): e una volta che lo ha preso si è fidato ciecamente di lui al punto da dargli dopo poche settimane la carica di AD. Berta, quando anche avesse dato buoni consigli, non lo ascoltava e faceva di testa sua; viceversa il Leo ha carta bianca.

      Sono due figure professionali “incommensurabili”: Berta è un talent scout al quale il Ghiro aveva sbagliato (ma aveva deciso lui di farlo) a inserirlo in uno spogliatoio, peraltro difficile, di serie A, con il carattere che ha/aveva; Leonardi è un dirigente a 360°, nato come DS, ma che si occupa tout court di una società sportiva. Diciamo che si potrebbero paragonare Berta e Preiti, che è “il tecnico” della squadra di Leonardi, se proprio lo si vuole fare.

      Ma è giusto giudicare ognuno per quello che è e non in confronto con qualcun altro.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 19 Febbraio 2014 in 17:41
        Permalink

        Io, pur avendo appreso della domanda solo da StadioTardini, penso che la domanda sia legittima. Non importa se hanno caratteristiche diverse, al Parma svolgevano le stesse mansioni e per questo è giusto sentire il parere del presidente che ha avuto o che ha ancora sotto contratto entrambi i dirigenti, poi era anche un’occasione per sentire come si poneva il Ghiro nei confronti di un suo ex dipendente che non si trova in un club da 4 soldi. Ovviamente, la domanda era anche “una buccia di banana”, come tutte le domande che non sono preparate: se uno non sta attento può sempre cadere.
        Più che altro, non è che c’è un collegamento tra l’articolo sulla GdS e la domanda?

        • 19 Febbraio 2014 in 17:58
          Permalink

          Io non avevo a disposizione la domanda, ma solo la trascrizione della risposta, ma poi, quando mi è stato riferito che era stata posta da Wanny, conoscendolo, mi sono fatto il film di come fossero andate le cose. Film confermato, però, dalla stessa testimonianza dello Zagnoli, postata nel commento di poco fa.

          Tutte le domande sono legittime, per carità, e io sono il primo a predicarlo, però nel caso specifico è stata importuna. Se lo scopo di vanni era far esaltare la figura di Leonardi che ha cambiato la vita a Ghirardi, bastava gli chiedesse delle plusvalenze, senza tirare in ballo Berta, magari oggetto di un’altra domanda differente.

          Anche perché, come spiegavo prima, non hanno fatto affatto lo stesso lavoro. Semmai Berta è commensurabile con Preiti, ma non certo con Leonardi. Il confronto è improponibile: stiamo parlando di situazioni lavorative diversissime.

          la buccia di banana, concordo, è sempre in agguato, se chi risponde non sta attento a quel che dice. Anche perché non è che sono gli altri che capiscono sempre male…

          Infine: per quanto ne so io Zagnoli non era al corrente dell’articolo che sarebbe uscito oggi sulla GdS.

          Cordialmente

          Gmajo

  • 19 Febbraio 2014 in 17:27
    Permalink

    Io vivo di confronti e li propongo regolarmente, non sapevo che il rapporto fosse finito alle vie legali. Fra l’altro avevo dimenticato di proporre il personaggio Berta, dove collaboro, per Milan-Atletico Madrid, lì sì sono scivolato su una buccia di banana. Sottolineavo, nella domanda, che Leonardi gli ha cambiato la vita, producendo plusvalenze in sequenza, rispetto a Berta. Ricordando peraltro che Berta è all’Atletico, in una struttura più articolata. Molto voleva essere su Leonardi, di cui ho parlato spesso, qui

    • 19 Febbraio 2014 in 17:44
      Permalink

      Io non sono d’accordo sui confronti. Ci stava la domanda sul personaggio Berta, che appunto si è valorizzato, ma non in confronto con Leonardi. Sono due mestieri diversi, oltre che due persone diverse. Mi piace esser giudicato per quello che sono e non in rapporto ad altri, e tendo a fare la stessa cosa io.

      Le plusvalenze di Leonardi sono un altro discorso rispetto alla ricerca di talenti che faceva Berta. E comunque il percorso professionale dei due è ben diverso. Che ne diresti se io facessi un confronto tra te e Padovan o tra te e Pacciani? Mi pare che siate ben diversi tra voi, con esperienze diverse tra di voi. E perché allora scegliere chi meglio o chi peggio?

      Poi la reale portata del lavoro di Pietro Leonardi sarà meglio compresa al termine della sua opera, quando non sarà più qui.

      Cordialmente

      Gmajo

    • 19 Febbraio 2014 in 17:49
      Permalink

      Anche perché, all’epoca del fenomeno delle plusvalenze, non si parlava. Mica Berta era conosciuto per le plusvalenze o Ghirardi lo aveva messo lì per quello. Per me fu un errore metterlo a fare il Ds, per via del suo carattere introverso, in uno spogliatoio dove serviva un altro tipo di domatore. Cos, maì come fu un errore della intera classe giornalistica parmigiana sparare a Berta non avendo il coraggio di sparare sul bersaglio grosso. C’era poco da fare delle plusvalenze: in quel tempo, anzi, si era sperso parecchio, ma non certo perché era Berta a volerlo. Lui si era opposto a prendere C. Lucarelli, che non a caso ad accoglierlo ci andò Di Taranto.

      Se il Leo ha cambiato la vita al Ghiro con le plusvalenze, poi, era sbagliato porre la domanda a Ghirardi confrontandolo con Berta. C’è modo e modo per esaltare le persone, senza per questo gettar fango su altri. Alla fine si è parlato più di Berta che non di Leonardi… Non gli hai certo fatto un favore…

  • 19 Febbraio 2014 in 20:23
    Permalink

    Comunque Ghirardi ha perso un’altra occasione per fare bella figura. Eviti queste dimostrazioni di arroganza. A Parma di Berta non gliene frega più niente a nessuno. La domanda era un po’ fuori luogo, ma la risposta poteva essere più signorile.
    Berta sta facendo un’ottima carriera? Buon per lui. A me interessano il Parma di adesso e i dirigenti di adesso. Godiamoci questo bel momento, sono d’accordo con Majo ed evitiamo cafonaggini gratuite.

  • 19 Febbraio 2014 in 21:21
    Permalink

    Io l’unica cosa che ricordo di Berta fu un comportamento decisamente irrispettoso nei miei confronti,di cui tu,caro Gabriele, sei a conoscenza.In quella circostanza si dimostrò un “professionista” davvero poco illuminato.Mi auguro che negli anni successivi abbia migliorato i suoi atteggiamenti nei confronti della stampa…

    • 20 Febbraio 2014 in 08:07
      Permalink

      Adesso però vogliamo sapere tutto 😀

      • 20 Febbraio 2014 in 08:48
        Permalink

        Curiosone. Magari Luca Ampollini – che ringrazio per aver postato il commento su stadiotardini.it, augurandogli le migliori fortune per un ritorno in un qualche modo del format di Pronto chi Parma? – potrà, se lo desidera, esser più preciso di me e correggere eventuali errori nella ricostruzione: tuttavia, mi pare che egli, all’epoca collaboratore di Teleducato (conduceva lui Calcio & Calcio, quando Michele Angella era in “produzione”), si introdusse con una troupe al Tardini, Berta se ne accorse e mi ordinò di espellerlo. Io cercai di compiere quell’ingrato compito con il massimo della diplomazia, ma l’allora diesse, a un dato momento, iniziò a telefonare per snellire l’operazione, lasciandosi andare ad esternazioni non proprio urbane nei confronti del collega.
        Passato qualche tempo capitò che Ampollini e Berta si incontrassero a Collecchio, sulla soglia della palazzina degli spogliatoi, e l’attuale dirigente probabilmente accortosi di averla un po’ fatta fuori dal vaso, cercò di ristabilire in un qualche modo i rapporti con l’anchor man, cercando di scaricare le colpe dell’accaduto sul sottoscritto. Io, però, rischiando il licenziamento con qualche mese di anticipo, continuai a declinare la reale versione dei fatti, smentendo quanto asserito dal più alto in grado.
        Evadere la curiosità di Marcello, mi consente di chiarire che non è certo mia intenzione, in questa sede, fare l’apologia di Berta: i miei interventi dei giorni scorsi erano motivati dalla incresciosa scivolata di Ghirardi, il quale, anziché godersi il buon momento del suo Parma più forte, aveva cercato di sminuire i meriti del suo ex collaboratore. Una caduta di stile che un Grillo Parlante come il sottoscritto non poteva lasciar passare inosservata, intanto perché mi piacerebbe che il proprietario di calcio della squadra della mia città si atteggiasse in modo consono al ruolo che riveste (anche se certi suoi colleghi fanno pure di peggio, ma è meglio aver per modello quelli che fanno di meglio, o porsi come modello per gli altri) e poi perché, per senso di giustizia, non mi è mai piaciuto che Berta fosse il parafulmine delle malefatte ghirardiane, solo perché i giornalisti non avevano, e per certi versi non hanno, il coraggio di sparare al bersaglio grosso.
        Cordialmente
        Gmajo

  • 20 Febbraio 2014 in 12:39
    Permalink

    si’,la ricostruzione di Gabriele e’ fedele a cio’ che realmente accadde:noi entrammo nel “cortile” dello stadio Tardini , regolarmente aperto, per cercare di estorcere qualche dichiarazione a Hector Cuper,fresco di assunzione, dal momento che,di li’ a poco, avevamo intuito sarebbe arrivato,credo da Bologna.Ci fu impedito nel modo dettagliatamente riportato dal buon Gabriele,fui cacciato fuori,in modo decisamente poco elegante da Berta,cosi ritornai ,col mio cameraman in redazione senza le dichiarazioni di Cuper ,costretto a scrivere un pezzo per il Tg senza le prime parole del tecnico argentino,la cui esperienza in gialloblu e’ ricordata da tutti per i risultati davvero poco eclatanti.Il giorno dopo,in sede di presentazione successe piu’ o meno quello che ha riportato Gabriele, a cui faccio i complimenti per la memoria, sono passati ormai 6 anni, e me ne andai,a conferenza ultimata, piuttosto stupito…

  • 20 Febbraio 2014 in 12:41
    Permalink

    Mi sono dimenticato sopra di scrivere il mio nome,chiedo scusa,il commento e’ il mio

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI