BAR SPORT / GHIRARDI SOGNA 20.000 TIFOSI AL TARDINI CHE ACCOMPAGNINO LA SQUADRA IN EUROPA, PERO’ SCIVOLA SULLA BUCCIA DI BANANA BERTA

(gmajo) – Il generoso Tommaso Ghirardi, munifico presidente del Parma Centenario impreziosito dalla ciliegina Cassano, ieri sera ha festeggiato l’attuale sesto posto in classifica dei crociati con gli amici del Bar Sport. No, non quello di Carpenedolo, bensì quello in onda su Tv Parma, con una lunga telefonata, che, a causa della contestuale mia presenza nel salotto povero (di mezzi, ma non certo di idee) di Teleducato, non ho potuto ascoltare dal vivo, ma che ho rivissuto attraverso le trascrizioni in tempo reale del suo imageVerbo a cura degli evangelisti apocrifi di Parma Live (in particolare Vito Aulenti che ringrazio per la preziosa opera). Da Grillo Parlante non posso che stigmatizzare l’incresciosa caduta di stile del Ghiro allorquando si è messo a parlare del suo ex amico e collaboratore Andrea Berta (il rapporto rotto ha avuto strascichi giudiziari con la magistratura sportiva) dicendo di non fare confronti con Pietro Leonardi “altrimenti cado dalla poltrona, con tutto il rispetto. Non facciamo confusione, anche perché dire che Berta è all’Atletico Madrid mi sembra esagerato, credo sia lì a fare qualcosina, non so neanche cosa”. Su un punto sono d’accordo: i confronti vanno evitati. Sempre. Non solo quello tra Berta e Leonardi. Ognuno deve essere giudicato per quello che è, e non in rapporto a qualcun altro. Ad esempio il Parma di Scala giustamente va ricordato, ma il Parma di Ghirardi deve lasciare la sua impronta. E la sta lasciando. Prova ne sia il fresco record dei donadoniani, Però non è certo signorile, soprattutto quando si è nel punto più alto della parabola, tentare di sminuire i successi professionali altrui, anche perché se ancora non ha capito cosa Andra Berta stia facendo all’Atletico Madrid forse lo capirà domani stesso leggendolo su qualche organo di informazione a tiratura nazionale. Peraltro ricordo bene come le scelte determinanti del Parma che finì in B furono firmate in prima persona dallo stesso Tom Ghirardi e non dal suo ex dirigente, spesso suo parafulmine anche perché la stampa non aveva mai il coraggio di sparare al bersaglio grosso. Per esaltare, giustamente, Pietro Leonardi non c’è bisogno di fare confronti con Andrea Berta, soprattutto perché il peso decisionale dei due non è certo commensurabile. Non ho idea di chi abbia posto la domanda, però, senza dubbio, era fuori luogo tanto come la censurabile risposta del Ghiro. Più apprezzabile, invece, il tentativo del Presidente di far capire ai tifosi più superficiali cosa possa significare l’attuale sesto posto in classifica: “Se vedo la classifica, ci siamo noi dopo cinque big che hanno un monte ingaggi pazzesco, non dimentichiamolo. È giusto che i nostri tifosi le sappiano queste cose. Non bisogna esaltarsi o pensare che il nostro obiettivo sia l’Europa League, non dobbiamo dimenticare che dietro abbiamo Lazio e Milan”. Le Superpotenze, infatti, hanno decisamente investito più del Parma, che peraltro a propria volta non ha lesinato risorse, malgrado la difficile congiuntura, nel costruire una squadra attrezzata per migliorare il tradizionale piazzamento sopra il decimo posto, prendendo per la prima squadra giocatori maturi (e non giovani di prospettiva) già pronti per vincere. Verona e Torino, che al momento condividono la sesta posizione con i ducali, sono senza dubbio meno attrezzate rispetto al Parma di Antonio Cassano. Dopo un inizio un po’ tormentato la squadra di Donadoni ha iniziato a marciare come da programmazione e investimenti: uno squadrone del genere non poteva essere allestito solo per la salvezza e per i 40 punti dello stucchevole refrain pronunziato perché c’è sempre il terrore, la paura fottuta, che poi qualcuno rinfacciasse. Come spesso ripeto non sono i proclami, le parole, ad indicare l’obiettivo, quanto i fatti: e il Parma che ha avuto la forza di prendere FantAntonio, trattenendo sia in estate che in inverno tutti i pezzi più forti, ha il preciso dovere di puntare deciso al piazzamento Europa League, appunto sfruttando le favorevoli condizioni di questo mediocre campionato che ha fatto registrare diverse cadute degli Dei. Certo il campionato è ancora lungo e il rischio – da calcolare – è che possa capitare una di quelle fisiologiche crisi che prima o poi toccano tutti in una stagione, inclusi i più grandi. Ed ecco, quindi che Prudenzio Ghirardi mette le mani avanti: “Io non dico nulla, anche perché se poi arrivano tre sconfitte di seguito si dirà che ho volato troppo alto”. Le reali ambizioni di Ghirardi, però, vengono fuori prorompenti: “Non bisogna avere paura delle squadre che abbiamo di fronte, pur sapendo che si tratta di super-potenze del calcio italiano. Non credo di dare cinque gol alla Fiorentina lunedì, però mi metto comodo, mi guardo la mia partita e se vinco faccio festa, se perdo pace”. A Tom piacerebbe che lo scontro-diretto per la Champions League avesse una adeguata cornice di pubblico: “Io sogno veramente una partita con le 20mila persone, questo è l’ultimo regalo che chiedo a Parma. Sarebbe bello avere lo stadio pieno nelle ultime cinque-sei gare importanti che ci restano in casa. Con un Tardini tutto tinto di gialloblù, i imagenostri ragazzi potrebbero esaltarsi e fare il miracolo”. Ultimo regalo che chiedo a Parma? Che il Ghiro abbia intenzione di lasciare col botto? Niente paura: la Gazzetta di Parma, infatti, come titolo sulla sua edizione on line circa la telefonata di ieri sera al talk show della sorella Tv Parma, ha titolato: “Ghirardi: ‘Non lascio il Parma’”, con specifica nel sottotitolo: “smentisce le voci d’addio il presidente crociato”. Era stato un SMS di un telespettatore preoccupato ad aprire il programma con la sicura risposta del Pres, che non ha alcuna intenzione di mollare il club specie ora che “siamo al vertice del calcio italiano”. Ma torniamo al tema numero di tifosi all’Ennio: mentre Tommaso esprimeva i suoi desiderata a Bar Sport, contemporaneamente a Calcio & Calcio Matteo Caselli lanciava una proposta: perché non fare dei mini-abbonamenti a prezzi promozionali per le ultime gare di campionato? Potrebbe esser un modo per richiamare gente al Tardini, giacché gli ultimi favorevoli risultati potrebbero far tornare la squadra crociata di moda. Anche se il Presidente è parso consapevole di che tipo di piazza è Parma quanto tifoseria: “Io i miei 11-12mila tifosi me li sento addosso, me li sento sulla pelle e sono sicuro che anche loro sono legati a me… Io sono super felice: credo di essere uno dei pochi ad aver ricevuto più di quanto ha dato nel calcio, lo dico con orgoglio. Parma ha un tifo tiepido rispetto a piazze come Verona e Genova? Verona e Genova sono due città molto più grandi di Parma. Il Verona ha fatto 11 anni in Purgatorio, non so se vi rendete conto di quello che significa. Noi abbiamo fatto un anno in B e sembrava fosse arrivata la Guerra Mondiale, se ne avessimo fatti 11-12 ci sarebbe stato bisogno del doppio Tardini, penso. Genova è una città di tradizione diversa, però, ripeto, ogni città ha la sua storia. Noi abbiamo una tifoseria più familiare, vengono i ragazzini, le signore, ed è più difficile per loro fare le trasferte. Il ragazzo di 20 anni che fa l’ultrà vuole cantare, urlare, portare lo striscione, ma la signora di 60 anni che vuole andare al terzo anello a San Siro…”. Rimane il fatto che la Società può e deve fare di più per coinvolgere le persone: soprattutto, come spiegavo ieri sera a Calcio & Calcio (e non capisco sinceramente perché in una certa piazza virtuale, che ha sempre da ridire a prescindere su qualsiasi cosa io dica, mi abbiano dato del matto a proposito di questa mia osservazione), c’è da impegnarsi in tutti i sensi per riuscire a portare più gente in trasferta, poiché i numeri attuali sono assai penalizzanti. I Boys dei circa 130 nuovi tesserati con l’away, riescono a portarne poco meno della metà in giro, risultato eclatante se confrontato ai circa 50 che mediamente il CCPC trasporta pur potendo pescare su un bacino di utenza potenziale di 12.000 vecchi tesserati. D’accordo la crisi economica, ma, a mio modo di vedere, ben poco si è fatto per trasmettere questo gusto a seguire la squadra anche in altre città o regioni. Sul tifo interno, invece, interessante questa annotazione di Tommaso: “Ho visto le presenze allo stadio di Bergamo e c’erano neanche 10mila spettatori, perciò siamo anche sopra alle medie di quelli che sono gli stadi più caldi d’Italia. I nostri tifosi, i nostri fedelissimi ci sono sempre e dimostrano grande attaccamento alla squadra. Siamo al vertice del calcio italiano, e ciò è possibile anche ai nostri tifosi, al nostro progetto e alla passione che tutti ci stanno mettendo in questo Parma”. Infine chiuderei questa miscellanea sulla ghirardiana esternazione di iersera ricopiando tutta la parte dedicata al progetto-Parma, incluso quando Tom è inorridito alla domanda di qualcuno: “Ma che tipo di progetto è?”. Indubbiamente i risultati stanno pagando, è innegabile, e gliene va reso merito, ma la programmazione non sempre è parsa univoca.  “Sono molto contento, perché è un risultato veramente eccezionale quello che stiamo ottenendo. Penso a sette anni fa quando ho comprato la società, mi ricordavano tutti i record e mai avrei pensato di poter entrare nella storia superando un record così importante, perciò c’è molta gioia. Sono molto contento per tutto il nostro gruppo di lavoro, dall’allenatore ai fisioterapisti. Sebbene in un periodo difficile, tutti stanno lavorando con molta passione e attaccamento. Sognavo di costruire qualcosa di importante e penso di starci riuscendo. La squadra ha un gioco, una sua impostazione, è messa bene in campo. Un dato importante è che tutti coloro che vengono inseriti nella squadra, danno ottimi risultati, basti pensare a Molinaro e Schelotto. Ciò significa che c’è caparbietà nel voler dimostrare di essere importanti, anche se impiegati meno, e voglia di far parte di questo progetto. Non voglio essere ripetitivo, però a volte sento sciocchezze enormi sul progetto. Ma come ‘che progetto c’è’?! Qui c’è un gruppo di persone che lavorano insieme da sette anni. Abbiamo vinto il campionato con gli Allievi, Cerri ha vinto il Golden Boy e il titolo di capocannoniere del Viareggio, siamo usciti dal torneo contro una squadra importante solo per un autogol, i Giovanissimi Nazionali sono primi in classifica, gli Allievi secondi, la Primavera sta facendo bene, e la Prima Squadra è al sesto posto in classifica”.

LA TRASCRIZIONE DELLA TELEFONATA DI GHIRARDI A BAR SPORT NEI SERVIZI DI PARMA LIVE

Tv Parma – Ghirardi: "Non lascio Parma. Mirante? Merita la Nazionale"

Tv Parma – Ghirardi: "Berta e Leonardi due mondi opposti. I tifosi? Li sento sulla pelle"

Tv Parma – Ghirardi: "L’Europa? Non illudiamoci. Parma, ho un sogno: vorrei che…"

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “BAR SPORT / GHIRARDI SOGNA 20.000 TIFOSI AL TARDINI CHE ACCOMPAGNINO LA SQUADRA IN EUROPA, PERO’ SCIVOLA SULLA BUCCIA DI BANANA BERTA

  • 18 Febbraio 2014 in 15:39
    Permalink

    A me, di principio, fa piacere quando presidente e/o AD rilasciano dichiarazioni alle emittenti locali.
    Il presidente mi è sempre parso molto “umorale” e anche le dichiarazioni di ieri credo siano figlie del buon momento della squadra.
    Che rimanga al Parma è la notizia migliore, ha fatto anche bene ad evidenziare che è in corso un progetto. Gli errori poi ci possono stare, ne sono stati fatti e ne si faranno altri, ma le cose non mi pare vengano fatte a casaccio come altrove.
    Le dichiarazioni su Berta mi ricordano quelle di Conte su Capello.. era meglio non farle per una questione di ruolo e opportunità, ma ha detto quello che pensano in molti e che alcuni hanno scritto su questo spazio commenti

    • 18 Febbraio 2014 in 15:46
      Permalink

      Il problema è che in questo spazio commenti si esprimono dei tifosi o dei semplici lettori, caro omonimo, mentre il presidente di una società di calcio dovrebbe mantenere un certo decoro nelle risposte che dà in diretta tv. Soprattutto ben ricordando le responsabilità personali dirette che ebbe nell’annata della retrocessione certo non imputabili a Berta. E comunque, al netto della domanda (che mi hanno nel frattempo riferito esser stata formulata da Wanny Zagnoli, e avrei dovuto capirlo da solo senza il suggerimento…) da evitare, come ho scritto nell’articolo, la risposta avrebbe dovuto esser di diversa natura. Soprattutto nel momento in cui hai dalla tua dei risultati positivi che dovrebbero renderti sereno.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 18 Febbraio 2014 in 16:04
    Permalink

    Abbiamo detto la stessa cosa.. ho solo aggiunto che se vogliamo dirla tutta non ha riferito nè cose inesatte ne offensive ed è in linea col pensiero di pensiero di molti. Magari in un ambiente meno famigliare si sarebbe posto in modo più professionale e consono al ruolo che ricopre. Poi di chi fossero le colpe o chi ne avesse di più non lo so, la retrocessione però la ricordo bene

I commenti sono chiusi.

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