CALCIO & CALCIO / MAJO E GRIMALDESCHI ALL’UNISONO: “NON SI DEFINISCA IL PARMA UNA SQUADRA SORPRESA, PERCHE’ ERA STATA COSTRUITA PER VINCERE”

image(Evaristo Cipriani e Lorenzo Fava) – L’OCCASIONE SPRECATA – Puntata di Calcio & Calcio quasi interamente dedicata all‘analisi di Parma-Fiorentina quella andata in onda ieri sera su Teleducato con la diretta scattata pochi minuti dopo la fine del movimentato match del Tardini. A prevalere negli studi di via Barilli era l’amarezza per una vittoria sfumata nei minuti finali e per il mancato arrivo di 3 punti che avrebbero addirittura proiettato il Parma in ottica quarto posto. Oltre agli opinionisti DSC02091fissi Gabriele Majo ed Enrico Boni erano presenti l’arbitro amatoriale Matteo Agoletti (ex consigliere comunale e autore della rubrica  Cartellino Gialloblù su questo sito) e il giornalista pubblicista David Grimaldeschi (origini toscane, ma per nulla tifoso viola), segni particolari: piromane (dialetticamente parlando). Subito pungente nei confronti del tecnico crociato, Enrico Boni: “Non ci si può far rimontare con la Fiorentina rimasta in 10, nonostante la superiorità numerica ci siamo fatti mettere sotto. Donadoni rifletta!”. “Se Amauri si divora il gol del 3-1 non puoi dare la colpa al mister!” lo ha ammonito Angella che però non ha apprezzato il cambio di Cassano: “Il barese – ha affermato il conduttore del talk show – non andava tolto, perché è un giocatore in grado di tenere palla, di nasconderla, di tenere in apprensione da solo tutta la difesa avversariaDSC02097. Quando il risultato è in bilico, uno così non va mai tolto”. David Grimaldeschi, è apparso deluso dall’atteggiamento della squadra di Donadoni che – a suo dire – sarebbe stata in parte favorita anche da alcune decisioni del direttore di gara: “Partita comandata dalla Fiorentina dal primo all’ultimo, nonostante la Viola avesse un uomo in meno per tutta la ripresa… E proprio la decisione di Gervasoni di concedere il rigore per il fallo su Biabiany è apparsa generosa. Sembrava si fosse messo tutto per la piega giusta, invece ciò che è mancato è stato l’atteggiamento dopo il 2-1 e dopo l’espulsione di Diakitè: il Parma non ha avuto la lucidità di chiuderla”. La secca replica della giacchetta nera Agoletti: “Un fallo come quello di Tomovic su Biabiany va fischiato sempre!”.

DSC02106IL PARMA STENTA IN CASA: COLPA DEI TIFOSI? – “Perché nessuno ha il coraggio di chiedere a Donadoni il motivo per cui il Parma del Tardini non è lo stesso del Parma che gioca fuori casa e vince?” ha chiesto il Saltimbanco Boni a un certo punto della diretta di “Calcio & Calcio”. Gabriele Majo e il suo farfallino alla Vittorio Orefice (Boni dixit) hanno condiviso l’osservazione presa in esame dal vulcanico opinionista: “In effetti, in questo momento storico della stagione il Parma è più disinibito quando gioca fuori casa che non quado gioca tra le mura amiche del Tardini…”.  Una interpretazione destinata a far discutere l’ha avanzata l’incendiario Grimaldeschi: “Secondo me il Parma, in casa, avrebbe bisogno del sostegno dei propri tifosi, invece che dei fischi come contro il Catania. Anche stasera si sentivano solo i tifosi viola, io se fossi in un calciatore del Parma sarei infastidito. Se vai fuori è normale subire il tifosi altrui, ma in casa la cosa rischia di demoralizzarti: se vinci c’è freddezza, se non vinci ci sono fischi e inutili pressioni”.

DSC02095SORPRESA IL VERONA, NON NOI – Secondo Gabriele Majo non è corretto continuare a definire il Parma come squadra sorpresa della stagione, dal momento che le ambizioni di Ghirardi e Leonardi, in estate, – espresse più coi fatti che non coi proclami – erano proprio quelle di creare una squadra che potesse ambire a zone nobili della classifica: “Il Parma ha il dovere morale di provare a vincere ogni partita e rimanere in quelle posizioni di classifica. Era stato programmato che il Parma potesse essere lì, non è affatto una sorpresa, come possono essere considerate per certi versi Hellas Verona e Torino, che sulla carta hanno una rosa inferiore… L’Hellas è dall’inizio della stagione che occupa stabilmente la zona sinistra della classificato e, se ora il Parma si è avvicinato, questo è perché la serie utile di 13 partite senza DSC02100sconfitte dei crociati è coincisa con una periodo altalenante degli scaligeri. Ma è compito del Parma piazzarsi davanti alla squadra di Mandorlini a fine anno”. Una tesi condivisa sia dal conduttore Angella (che già in estate parlava espressamente di obiettivo sesto posto e che ieri sera ha ricordato come il Parma a differenza di alte altre provinciali si sia potuta permettere di prendere Cassano e Gargano) sia da Grimaldeschi secondo cui la squadra è stata costruita appositamente per l’obiettivo Europa League: “Se l’obiettivo dovesse saltare allora saranno dolori perché tu hai fatto una squadra vecchia ed esperta per vincere nel breve periodo e la dovrai rifare tutta senza nemmeno la soddisfazione di aver centrato il bersaglio”.

GHIRARDI E IL FUTURO DI CASSANO Nella battute conclusive della trasmissione, il conduttore Angella ha interrogato i suoi opinionisti in merito alle esternazioni del presidente del Parma Tommaso Ghirardi, ospite a “La Domenica Sportiva” due sere fa, riguardo il futuro di Cassano. Secondo Angella, il messaggio che il Ghiro avrebbe lasciato passare sarebbe quello che, se il giocatore trovasse un accordo a fine stagione con l’amata Sampdoria, il Parma non opporrebbe più di tanto DSC02094resistenza. Gabriele Majo ha sostenuto che, anche se così fosse, non ci sarebbe da fasciarsi la testa: “Se anche dovesse andare via, niente drammi. Storicamente Cassano rende bene la prima stagione. Sappiamo che la sua specialità non sono gli amori lunghi…”. Categorico Grimaldeschi, secondo il quale FantAntonio non farà più parte della rosa del Parma 2014/2015: “Sono convinto che il prossimo anno Cassano non sarà più a Parma. Fa bene Ghirardi a non chiudere le porte…”. Il Saltimbanco Boni, invece, ha invitato l’amico Tommy (così come lo chiama lui) a rivedere le proprie posizioni e a tenersi ben stretto il proprio gioiello: “Mi auguro che Ghirardi ripari al mal fatto, dicendo che Cassano ha altri 2 anni di contratto. Two years. Cassano è un valore aggiunto. Noi ci abbiamo guadagnato economicamente e tecnicamente”. Evaristo Cipriani e Lorenzo Fava

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO / MAJO E GRIMALDESCHI ALL’UNISONO: “NON SI DEFINISCA IL PARMA UNA SQUADRA SORPRESA, PERCHE’ ERA STATA COSTRUITA PER VINCERE”

  • 25 Febbraio 2014 in 15:16
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    Era stata costruita per provare ad arrivare in EL: ci sono almeno sei squadre più forti di noi sulla carta. Anche con la rosa attuale dovessimo arrivare in EL sarebbe una sorpresa. Inter, Milan, Juve, fiorentina, Napoli e Roma sono decisamente più forti di noi.

    • 25 Febbraio 2014 in 16:05
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      Il bello del calcio è che qualche volta non vincono i più forti, e nel caso specifico di questo campionato è palpabile una certa sofferenza di alcune delle storiche grandi. Ecco perché il Parma, costruito in estate “per vincere” – attraverso una sontuosa campagna acquisti, di cui Cassano è la ciliegina – ha il preciso dovere di provarci fino in fondo. Poi, oltre al traguardo più o meno raggiunto, conterà anche il cammino percorso. Rispetto a un anno fa sta andando decisamente meglio, poiché il Parma è ancora in corsa, mentre un anno fa, a questo punto, eravamo in pratica già fuori da tutto, lontani dieci punti dal Catania. Il Parma, per come è stato costruito, dovrebbe tenere alle spalle tutte le medio-piccole e sfruttare i passi falsi delle grandi decadute.

      Se il Parma non avesse messo la EL nel mirino perché avrebbe trattenuto tutti i più forti, permettendosi calciatori di fascia superiore? Rendiamoci conto che un conto è stata la campagna acquisti del Parma, un conto quella del Chievo. I fatti contano più delle favolette dei 40 punti, o della EL che non era un obiettivo, ma ora perché non provarci…

      Preciso, infine, che io non ho scritto/detto che non sarebbe una sorpresa se il Parma andasse in EL. Ho soltanto specificato che il Parma non può ritenersi una sorpresa del campionato, appunto perché è stato costruito “per vincere”, con calciatori maturi per questa bisogna. Il Verona, invece, da matricola, è la vera sorpresa. O magari anche il Torino.

      Essere consapevoli della propria forza significa saper ammettere senza paura quelle che possono essere l proprie potenzialità, senza scadere nell’arroganza, o nella tracotanza, certo…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 25 Febbraio 2014 in 16:14
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        Se diciamo che il Parma è stato costruito PER PROVARCI son d’accordissimo con la consapevolezza che si sono sei squadre notevolmente superiori di noi come organico e forza economica. L’obiettivo del Parma è “essere lì” sino alla fine. Se arriva l’EL è qualcosa di grandioso, se non dovesse arrivare è lo stesso se restiamo in zona EL sino alla fine.

        • 25 Febbraio 2014 in 16:25
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          Stiamo sostanzialmente dicendo la stessa cosa. Forse, come organico e forza economica, ci potrebbe anche essere un’altra squadra davanti, però quel che conta è il campo e il Milan, ad esempio, al momento è alle spalle. Il Parma, costruito con grande sfarzo da Ghirardi, ha tuttavia il dovere morale (proprio nei confronti della munifica proprietà) di chiudere davanti a Verona e Torino. Se poi continueranno gli stenti di Inter e Milan (oltre che della Lazio) questo potrebbe significare Europa League.

          Ciao

          Gmajo

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