CALCIO & CALCIO PIU’ / GIORNALISTA SPORTAL VEDE DONADONI IN PREMIER, MA MAJO E’ SCETTICO: “DESTABILIZZAZIONI”. IL SALTIMBANCO DONA IL TULLOSAURO AL MUSEO DEL PARMA

DSC01569(Evaristo Cipriani) – TIFOSO ARRABBIATO – Nello studio di Calcio & Calcio Più ieri sera, ospite del conduttore Michele Angella, insieme agli opinionisti fissi Gabriele Majo ed Enrico Boni, c’era il tifoso abbonato di curva nord Francesco Mannella, detto “Il Manno”. Presenza ad hoc visto che il giovane sostenitore crociato è tra quelli che domenica al Tardini sono andati su tutte le furie per la prestazione della squadra: lui non aveva però fischiato, perché aveva deciso di lasciare gli spalti una decina di minuti prima della fine: “Ho preferito andare a fare un giro al Barilla Center, visto che stavo assistendo allo schifo” ha dichiarato, senza mezzi termini, lo stesso Mannella, che per l’occasione sfoggiava una camicia modello Texas Ranger (non da meno quella di Majo che sembrava in procinto di recarsi a una festa di carnevale: ma il Variopinto non era Boni?).

imageSE MI FISCHIATE VADO VIA! – Roberto Donadoni sarebbe molto infastidito dai fischi subiti dalla sua squadra domenica contro il Catania e così starebbe addirittura valutando di lasciare Parma (e l’Italia) a fine stagione. E’ quanto ha rivelato ieri sera al telefono, in collegamento con lo studio di via Barilli, il giornalista del portale online  sportal.it Marco Venturini: “Donadoni è molto legato al progetto Parma, però se fino a domenica questo legame era granitico, adesso i fischi lo hanno infastidito e potrebbero fargli prendere in considerazione altre soluzioni”. Secondo Venturini “Donadoni piace molto in Inghilterra, soprattutto allo Swansea, ma anche a Totthenam e Sunderland”. Insomma Donadoni – sempre secondo la versione di sportal.it – se la sarebbe legata al dito e nel caso ci fossero altri episodi di contestazione sarebbe pronto a fare le imagevaligie. Venturini, incalzato da Gabriele Majo, ha riferito che si tratta di indiscrezioni provenienti da ambienti milanesi e bergamaschi (il tecnico, come noto, è di origine orobiche). Alla tesi di sportal.it non crede il nostro direttore, il quale ha obiettato in diretta: “Il giornalista che è intervenuto è di Bergamo, non vorrei che fosse in atto un’opera di destabilizzazione proprio alla vigilia, guarda caso, di Atalanta-Parma e dico questo con il massimo rispetto, ma conoscendo anche certi meccanismi giornalistici…”. La notizia diffusa DSC01560dal redattore del noto portale è stata accolta, invece, in maniera festosa dal Saltimbanco Enrico Boni il quale ha avvertito Venturini che se davvero Donadoni lasciasse Parma, lui sarebbe suo ospite in una serie di ristoranti del Parmense e per i bagordi dovrebbe addirittura modificare la taglia degli abiti!. Boni ha poi rincarato la dose nei confronti dell’allenatore ducale: “Donadoni è pagato anche per sopportare qualche fischio e qualche contestazione, civile naturalmente. Gli consiglio la prossima volta che sentirà qualche fischio di non farci caso, di rientrare nella propria abitazione, aprire il computer e attraverso l’home banking dare un’occhiata al proprio conto on-line, ritroverà sicuramente il sorriso…”. Angella ha ribadito quanto già affermato lunedì: “A me, che solitamente passo per ipercritico, i fischi stavolta sono parsi affrettati e DSC01565ingenerosi, certo che se anche a Bergamo l’atteggiamento dovesse essere quello di domenica scorsa, allora ci sarebbe da preoccuparsi, ma una partita la si può anche sbagliare”. Inflessibile invece il curvaiolo Mannella: “Proprio perché siamo in piena corsa per l’Europa non la dovesi fallire quella partita, abbiamo buttato via una grande occasione e poi io rivendico il diritto di manifestare il mio dissenso di fronte alle prestazioni della squadra e rivendico il mio essere vero tifoso. I tifosi che vogliono male al Parma sono quelli per i quali va sempre tutto bene e che non contestano mai”.

DSC01566SCHELOTTO TITOLARE? – A proposito della prossima partita Angella ha ipotizzato un assetto tattico nuovo, con Donadoni che starebbe pensando di far rifiatare Marchionni e sarebbe deciso a puntare su un 4-4-1-1 speculare al modulo di Colantuono, ossia: Mirante; Cassani, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Schelotto, Gargano Parolo, Biabiany; Cassano; Amauri. Formazione che ha però trovato lo scetticismo dello studio: “Donadoni è troppo conservatore – ha affermato scuotendo la testa Majopenso sia difficile vedere un cambio così netto, non si distaccherà dal 4-3-3 o 3-5-2”

DSC01558LA PRIMAVERA E CERRI – Nella seconda parte della puntata è stata aperta una finestra sulla Primavera impegnata al Torneo di Viareggio e trascinata da super Alberto Cerri. Angella, dopo aver elogiato il lavoro di Palmieri, responsabile del settore giovanile crociato, ha anche asserito: “Fa piacere che la Primavera stia facendo così bene anche perché sapere di poter contare su giovani di valore è confortante per il futuro, perché il prossimo anno molti degli attuali componenti della prima squadra andranno rinnovati o per questioni anagrafiche oppure perché saranno ceduti”. Majo, dal canto suo, ha invocato un maggiore spazio per Cerri: “L’obiettivo Europa League non è DSC01568inconciliabile con il lancio dei giovani, anzi Mauri e Cerri possono portare energia ed entusiasmo. Mauri ad esempio domenica avrebbe fatto meglio di Marchionni!”. Più cauto, curiosamente, Boni, che in altre occasioni si era dichiarato favorevole al “largo ai giovani”, che però si è detto contrario ad un eventuale prestito di Cerri e Mauri in B l’anno prossimo: “Quest’anno lasciamoli in Primavera, poi l’anno prossimo andranno gradatamente inseriti in prima squadra, ma guai a prestarli in B, sarebbe la loro rovina!”

DSC01562IL MUSEO DEL PARMA, I PENSIONATI E TULLO BARONI – In chiusura Angella ha rilanciato l’appello affinché la mostra sulla storia del Parma che ha appena chiuso i battenti in Ghiaia, trovi una collocazione permanente allo stadio Tardini: “Forse ci si doveva pensare prima, è mancata un po’ di progettualità” ha lamentato il giornalista. “Lo spazio ideale sarebbe al primo piano del Tardini dove ci sono adesso le aree dedicate all’hospitality, ma prima c’erano gli uffici e una sorta di prima bacheca dei trofei. A piano terra, infatti, dovranno essere allargati gli spogliatoi per renderli a norma con la creazione di quello femminile per gli arbitri donna, in ossequio ai nuovi regolamenti” ha specificato Majo. Più che d’accordo il tifoso “Manno”. Boni, ha concluso con un ulteriore appello e una battuta. Il primo: “Coinvolgiamo in questo progetto i pensionati che avevano prima il luogo di ritrovo in un prefabbricato sotto la curva nord e che sono stati sfrattati. Potrebbero essere anche loro ad occuparsi di tenere aperta la mostra e di sorvegliare nell’area dello stadio che ora, durante la settimana, è un deserto!”. La seconda: “Se verrà fatto il museo permanente posso annunciare che, come concordato con il direttore Ferraguti, Teleducato darà un proprio contributo: metterà a disposizione Tullo Baroni!”. Evaristo Cipriani

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

11 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO PIU’ / GIORNALISTA SPORTAL VEDE DONADONI IN PREMIER, MA MAJO E’ SCETTICO: “DESTABILIZZAZIONI”. IL SALTIMBANCO DONA IL TULLOSAURO AL MUSEO DEL PARMA

  • 13 Febbraio 2014 in 14:09
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    non esiste posto al mondo dove si fischia cosi’ poco come a parma,e lui lo sa benissimo

  • 13 Febbraio 2014 in 15:08
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    In fatto di permalosità siamo da Champions: abbiamo una triade (ghiro-leo-don) che è imbattibile, in Europa

  • 13 Febbraio 2014 in 15:55
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    Ribadisco che si fischia l’atteggiamento, non il risultato o la classifica. Domenica la squadra è apparsa svogliata, demotivata, molle, meritava di perdere. Poi è opportuno evidenziare che i fischi ci sono stati (solo) alla fine, giusto per evitare altre giustificazioni. Un calo fisico ci può stare ma non di motivazioni e impegno

  • 13 Febbraio 2014 in 15:59
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    Gentile direttore, siamo perfettamente consapevoli del fatto che conosci ‘certi meccanismi giornalistici’ avendo gestito la comunicazione del Parma per alcuni anni ma ti segnaliamo che sarebbe insensato per un portale come il nostro cercare di destabilizzare l’ambiente gialloblù alla vigilia della gara con l’Atalanta, come hai alluso dopo l’intervento telefonico del nostro Marco Venturini nella trasmissione condotta dall’ottimo Michele Angella. Noi, fornendo i contenuti ai principali media italiani (Msn.it, Libero.it, Virgilio.it, Ansa.it, Tiscali.it, Today.it, Gazzettadiparma.it e altri ancora), ci guardiamo bene dal trasformarci in ultrà della tastiera. Se poi mister Donadoni resterà, comunque, al Parma, ne saremo ben lieti. Ciò non toglie che fosse nostro compito dare l’indiscrezione, come tu ci insegni da quando non sei più nella stanza dei bottoni del Parma e ti infuriavi nel momento in cui ti scavalcavamo e intervistavamo il sempre disponibile presidente Ghirardi.
    Un caro saluto
    Mauro Corno
    Editor in Chief
    Sportal.it

    • 13 Febbraio 2014 in 23:14
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      Caro Mauro,

      nel pronunziare il mio “sproposito” devo aver evidentemente attinto alla mia proficua esperienza di capo ufficio stampa del Parma, da Te cortesemente ricordata: infatti è solo stando all’interno di una società di calcio che si partoriscono siffatte dietrologie delle quali chiedo umilmente venia per averle pronunziare nel salotto televisivo che mi stava ospitando. Del resto, però, non ho resistito al proposito di fare quell’uscita infelice dopo aver ascoltato il tuo collaboratore riferire di aver attinto le info per il suo documentatissimo pezzo in territorio bergamasco (dove ha avuto i natali e domenica c’è Atalanta-Parma) e milanesi. Anziché sparare la dietrologica corbelleria – avete referenze tali da non esser per nulla scambiati per degli ultrà della tastiera – avrei dovuto limitarmi a bollare solo per una bufala quella che vorrebbe Donadoni in partenza da Parma per i fischi di una piccola parte del pubblico di domenica. Curioso, poi, che sarebbero ben tre i british-club che si sarebbero tuffati contemporaneamente sul british-allenatore: fosse stato uno soltanto sarebbe risultato più credibile, nonostante, comunque – a mio modesto avviso e sia detto senza offesa – il vostro teorema non sta comunque in piedi perché un allenatore che sta da Dio in una piazza (anche perché è trattato da Dio), non molla tutto per quattro sporadici fischi. Piuttosto siamo noi cronisti a non doverli scambiare per fiaschi. Nel rispetto non solo dei lettori e dei protagonisti, ma anche dei network committenti. Ne va della propria credibilità.
      Poi voi ve ne state a Milano (o a Bergamo), mentre noi siamo a Parma e ci tocca poi sorbire la solita predica (già ascoltata più volte) di Donadoni che si lamenta per il comportamento dei giornalisti.
      Il piccolo incidente diplomatico spero non vada ad influire sul proficuo rapporto professionale che abbiamo da anni e sull’amicizia che mi lega al vostro editore (o chief per voi anglofoni che porterete Donadoni in Inghilterra) Marco Gabbi.

      Un abbraccio

      Gabriele Majo

  • 13 Febbraio 2014 in 20:56
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    Sghignazzo al pensiero di Donadoni che al lunedì legge le pagelle sui quotidiani e si accorge che gli hanno dato 5 o 4…mamma mia come si arrabbia…meglio leggere solo la GdP e giocare sempre in trasferta!?!?!?!?!

  • 14 Febbraio 2014 in 01:36
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    Vorrei ribadire due semplici concetti: il Don prepara bene la squadra ma manca di decisionalita’ e determinazione durante la partita. Quindi riesce spesso a far giocar bene i ragazzi ma se vanno in difficoltà il Don sembra tentennante. Se si offende per due fischi gli consiglio di esaltarsi per gli applausi. Che arriveranno quando la squadra giocherà bene. Don ci puoi contare. Anzi domenica se ci fai divertire saremmo lieti di dimostrartelo

  • 14 Febbraio 2014 in 11:07
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    Il Don non lascerebbe Parma per i fischi, ma li sfrutterebbe come scusa per lasciarla; per me a giugno potrebbe lasciare.

    • 14 Febbraio 2014 in 11:27
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      Io, con tutto il rispetto per la redazione di Sportal – dalla quale abbiamo spesso tratto articoli interessanti e viceversa – credo che siamo di fronte ad una palese bufala. Poi mi genufletterò sui ceci in caso contrario, cospargendomi il capo di cenere, ma a me quella del Donadoni che vuol lasciare per i fischi pare una mera invenzione giornalistica. Lasciamo perdere che lo abbia scritto un giornalista bergamasco nella settimana di Atalanta-Parma, che ammetto essere dietrologia allo stato puro, però i timidi fischi di domenica, già da lui sanzionati con la tiratina d’orecchie, non posso essere all’origine della decisione o meno di rompere un contratto con una società di calcio. Così come non ha senso che i colleghi, sia pure fornitori ufficiali dei più importanti portali italiani, ci parlino di ben tre piste inglesi tutte interessate a Donadoni. Fosse stata una sola sarebbe stato più credibile. A parte che il cronista intervenuto a Calcio & Calcio ha parlato di una pista verificata e una no. Per me stiamo facendo uno tsunami in un bicchiere d’acqua. La stagione è ancora lunga e ogni verdetto è possibile. Se il Parma dovesse andare in Europa, logica vorrebbe che fosse Donadoni a guidare la squadra anche l’anno successivo, peraltro come da contratto. Se i risultati dovessero essere negativi si potrebbe arrivare alla conclusione di un ciclo: la squadra è piuttosto attempata, per cui facilmente potrebbe essere smantellata. Diverso in caso di raggiungimento del traguardo europeo, a mio modo di vedere. Ma che Donadoni lasci per i fischi, o semplicemente si serva dei fischi come scusa, mi pare altamente improbabile. Oltre che offensivo per lo stesso Donadoni, il quale non ha certo bisogno di questi sotterfugi per prender cappello. Per me siamo solo di fronte ad una infelice sparata giornalistica.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 14 Febbraio 2014 in 23:56
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    Donadoni e’ la persona giusta per condurre il Parma verso obiettivi di crescente importanza che possono essere concretamente raggiungibili se lo si mette nella condizione di lavorare ad un progetto almeno quinquennale.

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