CARMINA PARMA / I CROCIATI HANNO FATTO 13: UNA BELLA SCHEDINA DI ANIME

(Luca Savarese) – Quando impazzava il Totocalcio, Bisteccone Galeazzi annunciava nel corso di Novantesimo minuto, il montepremi. "Agli undici vanno…, ai dodici vanno…, ai tredici vanno…", e compagnia cantante. La schedina che esce fuori dal Tardini, dopo Parma-Fiorentina, è di quelle belle, anche se il montepremi è solo di un punto, che mette in archivio un record, mai visto a queste latitudini. Tredici risultati utili consecutivi. A quanto ammonta la vincita? Un due a due, stesso punteggio dell’andata, ma con una differenza abissale: al Franchi ci stavamo formando le ossa, ora siamo una signora squadra, di sostanza e di idee, di spirito e di corpo, forma e materia di un sogno,senza più veli, chiamato Europa League. Nello scenario insolito del lunedì pre-serale, nell’ora destinata al solito agli aperitivi, il Parma stava per mangiarsi la Viola, che con un orgoglio quasi dantesco, ha poi raggiunto il pareggio. Giusto, considerato l’andamento veloce, il ritmo forsennato che i gigliati avevano impresso alla partita nella prima mezzora del primo tempo. Poteva del resto la Fiorentina accogliere con una sconfitta il giorno del sermone di presentazione al foto slide carminasenato del toscano e tifosissimo viola Matteo Renzi? Scherzi a parte, è stata una partita vera, a tratti spettacolare, una lotta dura e senza paura, nessun calcolo, niente remore di sbagliare, all’indolenza si è fatta preferire la veemenza di lasciare il segno. Amauri e FantAntonio tornano improvvisamente a cantare ad essere la Coppia più bella del mondo, imitando il molleggiato anche nell’essere rock,  un assist ed un gol per l’italo brasiliano, un gol per il imagenumero 99, portando a cinque e a nove, il computo delle loro rispettive biografie stagionali. La squadra di Montella, di contro, è grande corazzata, gioca divinamente in mezzo al campo, magari a volte si dimentica di difendere, ma quando offende, si salvi chi può. A volte certe gare durano però un intero girone, il 2 a 2 dell’andata acciuffato all’ultimo secondo dalla cabeza di Gobbi, è tornato anche a distanza di quattro mesi e chi di Zona Cesarini ferisce, di Zona Cesarini  perisce, ed il  Folletto (non centra niente il nostro main sponsor, che ieri ha omaggiato di un aspirapolvere robot non solo i ducali, ma anche gli ospiti…) imageMati Fernandez cileno, si ricorda di essere di mamma argentino e inventa una punizione che somiglia a quelle di Diego Armando Maradona nei giorni di grazia. "Mannaggia" o "Che sfiga", o "Proprio ora", queste le espressioni del momento, momenti di delusione che non superano però la gioia di aver fatto una gara ruspante, contendendo l’armata gigliata dai piedi dolci e a volte mettendola anche, con le spalle al muro. Schedina comunque ricca anche senza il sovrappiù dei tre punti, anche senza l’intera posta presa. Non si tratta però di una schedina tradizionale, numerica, una tabella con 1 x e 2, ma si è vista una schedina corale di anime che giocano per giocare, perché ci credono e vogliono mostrare chi sono e cosa desiderano. Schedina di volontà, schedina di idee. Schedina di impegno, la prima schedina che ha una vincita che si ritira non una volta per tutte, ma di partita in partita, di minuto in minuto, di azione in azione. Il simbolo di tutto questo? Cassani Mattia, che scende alla Roberto Carlos e penetra nelle retroguardie altrui con sicurezza e confidenza (prova ne sia una percussione nella ripresa conclusa con un sinistro violento respinto da Neto, sul quale Amauri stava per far tap-in) e che visto anche il non proprio brillante momento di Abate e l’infortunio di De Sciglio, potrebbe tornare utile alla causa azzurra e che sta giocando alla Zaccardo formato crociato. Ed alla fine, nel complesso, senza farsi prendere dalla rabbia per quel bolide di Mati Fernandez (che ha fatto gol nella stessa porta dove lo scorso anno segnò l’argentino Roncaglia, si vede che i sudamericani viola al Tardini, tirano solo mine che si scagliano precise in porta), la felicità per aver fatto una buonissima figura al cospetto di chi ci precede in graduatoria e vola verso un posto in Champions, non può andar in panca come una qualsiasi riserva. Certo loro in dieci hanno saputo farci male, ma pazienza, l’interrogazione l’abbiamo gestita bene ed abbiamo scritto un pezzo di storia prezioso, monito per tutti i Parma che verranno e che non vuol finire. Lo scorso anno non riuscivamo ad essere dentro la prestazione come stiamo provando a fare da alcune partite a questa parte. La semina di Donadoni, la disponibilità a d ascoltarlo e ad accoglierne i dettami dei ragazzi, si vedono e si sentono. Vincere magari ci avrebbe fatto montare la testa, ora invece la testa occorre tenerla ancora bassa e molto concentrata, ma con gli occhi che desiderano continuare a vivere più che sopravvivere, mettere fuori la testa piuttosto che chiudersi in antiche trincee. Ed allora mentre il vento dell’altissima classifica soffia benevolo su Juve e Roma, in pochi pensavano che questo Parma potesse fare come la canzone di Arisa vincente a Sanremo, Controvento, ed imboccare un sentiero inedito quello della continuità, del tenere in sede di mercato di riparazione Cassano ed Amauri, di prendere Molinaro che sembra che sia nel Ducato da parecchi anni, di abbandonare via via i panni della mediocrità per provare a cucirsi addosso abiti di caratura ben più nobile. Il viaggio dalla carrozza stupore, prosegue. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.