CARMINA PARMA / TETRALOGIA DELLE SORPRESE

(Luca Savarese) – Il gol più bello? Il quinto, quello che realizza Roberto Donadoni in conferenza stampa, quando fa capire di essere un uomo innamorato del presente e che va bene questo numero 12, nuova cifra che santifica e sancisce un primato, ma che lui, non è un uomo delle statistiche, quasi che questo grande record proprio perché appena vissuto e tagliato, è già passato, pronto ad essere migliorato,verso l’infinito ed oltre. Al di là se l‘oltre coinciderà con l’Europa ritrovata o meno, due piccole coppe che rimarranno nella historia crociata le ha già alzate Roberto imageDonadoni: dopo le sette vittorie della fine del torneo 2011-2012, ecco ora, fresco fresco, im magnifico striscione delle dodici partite utili consecutive: tanta, tantissima roba, meraviglie, sciccherie, traguardi da grande allenatore. I suoi compagni, Costacurta in testa, nel Milan degli Invincibili, lo chiamavano Osso, ma pare un osso pieno di sana polpa dentro ed intorno, e ieri questa polpa, è stata godibilissima, un bell’arrosto mangiato da tutti, e bene. Tutto inizia dall’atteggiamento: appena l’Atalanta mette la quinta nei primissimi minuti, invece che cadere, nello spirito avviene qualcosa, si osa e non ci si chiude, si matte la testa fuori e non si chiude la serranda: il gol di Molinaro dice tutto questo desiderio del Parma di invertire una tendenza iniziale che sembrava essergli sfavorevole. Qui la squadra ha attuato la rivoluzione copernicana fondamentale per andare a prendersi il bottino pienissimo: il soggetto ed i soggetti al centro, mica la paura di cedere da un momento all’altro. Acquah, Parolo e Gargano insieme sono la terra che gira intorno al sole triforme con Cassano, Biabany e Palladino, ma il grimaldello, il cielo vero e proprio che fa di questo sistema astronomico parmense una delizia per gli occhi ha i guantoni e ed i balzi di Mirante Antonio.La parata nel primo tempo su Moralez quando l’orologio batteva il minuto numero 24, oltre a salvare la porta dal pari atalantino, fa un gol di sicurezza, altra scintilla dopo il gol scaccia pensieri di Molinaro. Ad inizio ripresa il portierone stabiese si ripete togliendo dalla sua porta con la mano sinistra un pallone più che insidioso. Mirante, poi, non usa solo le mani per parare, ma anche la voce per urlare, come quando sul risultato di tre a zero ormai acquisito,appena vede ripartire l’Atalanta, urlando striglia i suoi, in cerca di un’attenzione totale che non deve abbassare la guardia nemmeno un secondo. In un cielo così chiaro, allora, anche la terra del centrocampo ed il sole offensivo, possono stare tranquilli e così gran parte del secondo tempo diventa una sorta di De tranquillitate animi di Seneca. Che dire della piccola magia firmata Antonio Cassano, che forse le sirene o arpie doriane si stanno accantonando come i geloni alle prime luci primaverili? Il quattro a zero (quattro sorpresone, compresa il regalo dell’ex Benalouane, al quale forse mancava il Parma…) dà nettezza e potenza all’opera, certo si poteva arrivare al record del numero 12 ugualmente, ma arrivarci in modo così squillante concede alle proprie coronarie le carezze di una domenica da incorniciare e mette paura a chi considera questo il Parma condomino non più anonimo di questo torneo, posto di destra della classifica non più prenotato ad interim. Il Parma è diventato grande, ieri si è compiuto quel famigerato salto di qualità che si attendeva invano in questi anni, si una partita non basta per decretare le cose e tirare le somme, ma il pieno di benzina della mentalità che viene fuori da una gara così, garantisce lunghe gittate d’entusiasmo e di rosea resa,sia chiaro con una vigilanza costante su un raccolto adesso così prezioso. La Domenica Sportiva, in apertura, ha concesso spazio al Parma, del quale si è parlato per alcuni minuti con tanto di titolone in grande: Ciclone Parma. Si, anche il vento, in un sistema astronomico così armonioso, non è un venticello qualsiasi, ma un ciclone di quelli forti ed impavidi. Ritmo alto anche nei cambi:i  primi due insieme, dentro Marchionni e Schelotto e fuori Acquah (quanto è bravo il ghanese!) e Palladino (ieri si,finalmente sul pezzo) mossa che denota una voglia di riempire i minuti della giusta freschezza e del giusto mordente. Denti che stringe anche Schelotto, era difficile entrare in campo dentro quella tempesta di fischi e quegli insulti poco ortodossi, ma El Galgo, è stato un vero signore, prima le mani levate in alto in preghiera, poi una partita senza mai rispondere per le rime, con un autocontrollo da uomo, il gol a suggello della tetralogia, la terra gira intorno al sole, il Parma attorno ad un pallone, finalmente suo e delle sue idee e di nessuna paura o di nessun inferiority complex. Roberto Vecchioni, nerazzurro, ma non dei colori dell’Atalanta bensì dell‘Inter, nella sua Sogna ragazzo sogna, dice ad un certo punto Sogna ragazzo sogna, non lasciarlo andare, sogna fino in fondo. Sogna Parma sogna, non lasciarlo andare nemmeno un momento questo tuo sogno, ma il modo migliore per sognare, è continuare ad essere così concretamente realista. 36 punti in 24 giornate e tante gare ancora da vivere. Caro Parma, il regalo dei tuoi cent’anni te lo stai facendo tu stesso: bravo e continua a stupire. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “CARMINA PARMA / TETRALOGIA DELLE SORPRESE

  • 17 Febbraio 2014 in 12:06
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    il gol piu’ bello lo ha segnato benalouane,uno che quando era qua qualcuno si lamentava non giocasse….meno male.se devo spezzare una lancia delta in favore di donadoni posso dire che di calciatori ne sa piu’ di me sicuro e non e’ poco 😀

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