CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / DIVULGAZIONE: ECCO COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO A PROPOSITO DELLA SOSPENSIONE PER IMPRATICABILITA’ DEL CAMPO

(Matteo Agoletti) – La ventiduesima giornata di serie A ha visto il Verona vincere in trasferta col nuovo Sassuolo targato Malesani e consolidare così il quinto posto in classifica in solitaria. Subito dopo troviamo con 33 punti l’Inter sconfitto allo Juventus Stadium e il Torino che ha pareggiato a San Siro col Milan nell’anticipo del sabato. All’ottavo posto c’è il Parma fermato dalla pioggia di Roma, sempre a tre punti dalla zona Uefa e con una gara in meno.

Riguardo Roma – Parma non ci sono chiaramente commenti tecnici o sulle decisioni arbitrali da approfondire, tuttavia vorrei portare una breve analisi ai lettori su quanto accaduto allo stadio Olimpico e su cosa prevedono regolamento e prassi in questi casi.  Capita infatti molto raramente di sospendere per impraticabilità di campo una gara di serie A, molto più spesso invece può succedere a livello dilettantistico e amatoriale e allora ecco che qualche informazione può risultare utile a giocatori e dirigenti.

Il direttore di gara, insieme ai propri collaboratori si presenta al campo di gioco ben prima dell’inizio della gara. Le direttive sull’orario di arrivo vengono date dall’organo tecnico di riferimento (provinciale, regionale, nazionale) a seconda della categoria. Di solito però si arriva almeno un’ora prima dell’orario fissato per iniziare. Arrivati al campo di gioco, dopo essersi presentati ai dirigenti e aver preso possesso dello spogliatoio, l’arbitro ed i collaboratori, non ancora in tenuta sportiva, effettuano un sopralluogo sul terreno di gioco per controllarne lo stato ed evidenziare qualche anomalia. Solitamente si verifica che le righe siano ben visibili, si controlla la distanza del dischetto del rigore, la presenza delle bandierine nell’area d’angolo, si verifica lo stato delle reti e in caso di pioggia naturalmente lo stato del terreno di gioco.

In caso di forti precipitazioni come ieri a Roma, l’arbitro può chiedere ai dirigenti della squadra ospitante di far praticare alcuni fori sul terreno per vedere di agevolare l’assorbimento dell’acqua del terreno.

In ogni caso l’arbitro entro l’ora di inizio dovrà comunque procedere al riconoscimento di tutti i giocatori e dei dirigenti autorizzati ad entrare nel recinto di gioco (il cosiddetto appello). Una volta pronti per l’ingresso in campo, all’ora stabilita, l’arbitro insieme ai capitani, non ai dirigenti o agli allenatori, dovrà verificare ufficialmente lo stato del terreno di gioco. Questa operazione viene effettuata sul terreno di gioco dove l’arbitro, insieme ai capitani, lascerà cadere il pallone per vedere se rimbalza oppure se il terreno allagato glielo impedirà. Se nella maggior parte del campo il pallone non rimbalza è chiaro che il campo risulterà impraticabile e allora, sentiti i capitani, si deciderà per il rinvio della gara. In alcuni casi è anche possibile attendere per vedere se col passare del tempo e col placarsi degli agenti atmosferici si possa dare inizio alla gara. Infatti è previsto un tempo di attesa entro il quale è possibile posticipare l’inizio della gara. Solitamente corrisponde alla durata di un tempo di gioco.

La scelta spetta comunque all’arbitro che ha però il compito di sentire i pareri delle due società per bocca dei capitani. Tante volte può capitare che per interessi particolari una squadra voglia giocare e l’altra no e quindi la responsabilità della scelta dipenderà esclusivamente dal direttore di gara. A livello dilettantistico e amatoriale tante volte subentrano fattori legati alla volontà di non rovinare il terreno di gioco e preservarlo, specie se questo ospita più gare di categorie diverse e viene utilizzato dal settore giovanile. Altre volte possono inserirsi questioni particolari legati allo stato di forma dei giocatori e alla volontà di non rischiare infortuni col campo pesante. Nel caso di gare di serie A e B la scelta dipende anche da fattori diversi quali l’ordine pubblico e la sicurezza dei tifosi sugli spalti.

Il consiglio che di solito gli arbitri più esperti danno ai giovani è che quando le società non si trovano d’accordo, una vuole giocare e l’altra no e l’arbitro decide per dare inizio alla gara, è di spiegarsi molto bene con la squadra che vuole giocare. Perchè se si inizia si porta a termine e non si deciderà per una eventuale sospensione in corso di partita magari con quest’ultima in svantaggio.

Sicuramente una gara giocata su un campo ai limiti della praticabilità porterà un minor spettacolo per il pubblico, un maggior rischio infortuni per i giocatori e il rischio che i contrasti di gioco possano essere accentuati dal terreno di gioco non idoneo.

Nella gara di ieri a Roma è singolare il fatto che il sig. De Marco, arbitro di grande esperienza – da quest’anno non più internazionale, abbia deciso di iniziare la gara, per poi fermarsi dopo soli 8 minuti di gioco. Quando di fatto ha proceduto alla verifica della praticabilità con i capitani Totti e Lucarelli come sopra descritto.

La mia impressione è che la direttiva che arbitro e società hanno inizialmente seguito fosse quella di giocare indipendentemente dal maltempo, ma poi verificata l’impossibilità di poter proseguire, con i capitani attaccati a De Marco come francobolli per tutti i minuti giocati – a segnalare l’impossibilità di proseguire – abbia portato alla prima sospensione e poi al rinvio.

Infatti una volta constata l’impraticabilità si è deciso per una sospensione momentanea, ma il perdurare del maltempo, ha fatto poi propendere per la sospensione definitiva.

Decisione che reputo saggia e corretta anche se ovviamente dispiace per i tifosi crociati presenti all’Olimpico che hanno dovuto fare ritorno a Parma senza aver visto la gara. Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / DIVULGAZIONE: ECCO COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO A PROPOSITO DELLA SOSPENSIONE PER IMPRATICABILITA’ DEL CAMPO

  • 3 Febbraio 2014 in 17:19
    Permalink

    Sulla sospensione definitiva anzichè temporanea mi è parso che abbiano inciso le due persone, pare riconducibili alla Lega Calcio (se non ho capito male), che a un certo punto sono sbucate dal tunnel.
    Nel regolamento da lei giustamente citato non mi pare che vi siano riferimenti alla Lega.
    Per me era giusto non giocare ma, come spesso accade in questi casi, la faccenda è stata gestita male.
    Come sempre complimenti per la precisione

  • 3 Febbraio 2014 in 18:04
    Permalink

    Gent.mo Gabriele,
    concordo con lei che molto probabilmente la decisione della sospensione definitiva sia per buona parte imputabile alla Lega Calcio e probabilmente alle persone da lei citate. Il regolamento del gioco del calcio infatti alla regola 1 “Il terreno di gioco” nella parte Decisioni FIGC al punto 3 dice testualmente “Il giudizio sulla impraticabilità del terreno di gioco, per intemperie o per ogni
    altra causa, è di esclusiva competenza dell’arbitro designato a dirigere la gara”.
    Qui si tratta di serie A dove troviamo molteplici interessi riguardanti le società, l’ordine pubblico, i diritti tv e quindi ritengo che il buon senso dell’arbitro abbia portato alla sospensione momentanea, poi diventata definitiva con l’assenso di tutte le parti in causa a cominciare dalla Lega Calcio.
    Effettivamente ieri non si poteva giocare e con qualche attenzione in più si sarrebbero potuti evitare tanti disagi, soprattutto per i tifosi.
    La ringrazio molto per i complimenti che sono molto graditi.

  • 4 Febbraio 2014 in 13:01
    Permalink

    Quando hai il biglietto e vai allo stadio speri sempre che giochino anche con il diluvio universale o con la tempesta perfetta, specialmente se in trasferta.

    Le volevo chiedere se è vero che, come ho letto in altri siti, quei 8 minuti sono bastati a far scontare le squalifiche ai calciatori; perché se così fosse trovo il tentativo di iniziare abbastanza squallido, l’unico beneficio è stata la pulizia degli squalificati. Un arbitro, in un’occasione come questa, non dovrebbe vigilare su questi (possibili) secondi fini?
    Attenzione, io non sto accusando la Roma di barare, anche se la possibilità di avere Nainggolan con la Lazio non è poco, perché per la società giallorossa (a quanto mi risulta) non voleva nemmeno iniziare: è stato il Parma a voler almeno tentare di giocare (e a ridare l’indonesiano a Garcia per il campionato)

    • 4 Febbraio 2014 in 15:47
      Permalink

      Il meccanismo è esattamente quello: i calciatori squalificati hanno iniziato a scontare la squalifica in quegli otto minuti, e poi termineranno di scontarla quando sarà recuperata.

      Cordialmente

      Gmajo

I commenti sono chiusi.

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