IL COLUMNIST / UN PARMA DA APPLAUSI, MA NON DA EUROPA: CHI CONCORRE PER CERTI OBIETTIVI NON PUO’ FARSI INCHIODARE SUL PARI SE IN VANTAGGIO DI UN GOL E DI UN UOMO

(Luca Russo – www.ilcolumnist.net) – Dobbiamo riconoscerlo: per una squadra di calcio doversela vedere con questa Fiorentina, formazione costruita per vincere attraverso il bel gioco, è un po’ come per un ciclista avere a che fare con lo Zoncolan. Sopravvivergli non è affatto semplice. Di più: è una vera e propria impresa. Di quelle di un certo rilievo e non alla portata di tutti. Ma solo di pochi eletti. Il Parma, evidentemente, è tra questi. E nel primo dei due posticipi del lunedì sera ce ne ha offerto una prova assai attendibile. Dopo aver resistito all’avvio bruciante degli uomini di Montella, desiderosi di annebbiare il ricordo dei ceffoni ricevuti dall’Inter poco più di sette giorni fa, quelli di Donadoni son riusciti a prendergli le misure e a imboccare la via del vantaggio grazie ad una mezza magia di Amauri ed alla puntualità quasi svizzera dell’ormai ritrovatissimo Cassano. Una gioia, quella sgorgata dal gol pescato in mezzo alla tormenta scatenata dagli ospiti, che è durata poco. Pochissimo. Due minuti più tardi, si era giunti al minuto quarantuno, Cuadrado, su invito di Matri, ha restituito equilibrio alla gara ed al parziale. L’1-1 di metà battaglia ci è apparso come un risultato tutto sommato giusto. In avvio di ripresa il copione della gara è stato ribaltato: Parma all’arrembaggio, Fiorentina sulla difensiva. E i risultati si son visti in meno di dieci minuti. Al 48’ Tomovic, nel bel mezzo dell’area viola, è entrato a gamba tesa su Biabiany: rigore sacrosanto, trasformato dall’impeccabile Amauri. Cinque minuti dopo, Diakitè, già ammonito, ha atterrato Cassano e si è guadagnato prematuramente, e con pieno merito, la via che conduce agli spogliatoi. A ‘sto punto i giochi sembravano fatti. E i tre punti già nelle mani di Paletta e soci. Ma…i Crociati non avevano fatto i conti con le sette vite di questa Fiorentina capace di restare aggrappata al treno Champions pur se martoriata da una lunga e venefica sequela di infortuni (prima Gomez, poi Rossi…tanto per fare due esempi) e discutibili decisioni arbitrali. I ragazzi di Donadoni hanno sprecato una ripartenza dopo l’altra. Gli ospiti li hanno puniti su calcio piazzato: da applausi a scena aperta la traiettoria con la quale Mati Fernandez ha beffato un Mirante di nuovo in formato Nazionale. Eccola l’unica insufficienza di quello che forse ricorderemo come il Parma più bello, divertente ed avvincente della stagione: non aver saputo gestire il 2-1 maturato all’inizio del secondo atto né la superiorità numerica sopraggiunta nei minuti immediatamente successivi al centro di Amauri. Per la serie: questa squadra merita gli applausi, ma non l’Europa. Del resto chi è in corsa per certi obiettivi, e vuole esserlo almeno fino ai titoli di coda, non può lasciarsi inchiodare al pari dopo aver giocato per quasi un tempo in vantaggio di una marcatura e di un uomo. Peccato: ieri sera i Crociati potevano diventare grandi, e invece… Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

19 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / UN PARMA DA APPLAUSI, MA NON DA EUROPA: CHI CONCORRE PER CERTI OBIETTIVI NON PUO’ FARSI INCHIODARE SUL PARI SE IN VANTAGGIO DI UN GOL E DI UN UOMO

  • 25 Febbraio 2014 in 09:10
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    purtroppo nel calcio bisogna correre anche senza la palla,anche se giochi con un uomo in piu’,se non ne hai piu’ riposati fatti un sonnellino e sogna l’europa

    • 25 Febbraio 2014 in 09:31
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      Al di là del fatto che il Parma non ne avesse più, il correre senza la palla, specialità nella quale i Crociati mi pare che non eccellino, è una mentalità che si acquisisce se l’allenatore te la inculca. Prendi il Bayern? I tedeschi di un anno fa non giocavano come i tedeschi di oggi. E il merito è di Guardiola che interpreta il calcio un po’ come se fosse il basket. All’allenatore iberico si attribuiscono chissà quali alchimie tattiche…e invece non fa altro che chiedere ai suoi giocatori di applicare uno dei concetti più in voga nel basket e che fa del basket uno sport di vero movimento: il dai e vai. Dai la palla e muoviti, smarcati per riceverla, eventualmente, di nuovo. Ecco come le squadre di Guardiola creano lo spazio laddove di spazio non ce n’è…ecco perché le sue formazioni possono permettersi di dire: il nostro attaccante è lo spazio.

  • 25 Febbraio 2014 in 09:36
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    Vedo che come sempre, siamo molto bravi a trovare i problemi anche quando non ci sono……………
    Ricordatevi che la Fiorentina oltre a giocare il più bel calcio d’Italia ha anche un monte ingaggio che è tre volte il nostro, e poi se anche hai un uomo in più, su una punizione messa all’incrocio dei pali puoi fare ben poco…..
    Svegliatevi dal sonnellino, noi ci crediamo !!!!!

    • 25 Febbraio 2014 in 09:50
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      Trovare i problemi, egregio Marchetto, contribuisce alla crescita. E nel suo pezzo O’ Columnist è stato anche troppo tenero per i miei gusti: la Fiorentina ha dimostrato di essere decisamente più forte del Parma, schiacciato per gran parte della partita nella propria metà campo (altro che calcio propositivo…) e con poca ricerca del gioco (anche perché non ce la faceva per la forza degli avversari).

      Quando si gioca una partita il monte ingaggi o la spesa di costruzione di una squadra non c’entra, perché, fortunatamente, alla prova sul campo contribuiscono molteplici fattori che vanno a limitare quando investito all’inizio da una società, come sanno bene le delusioni stagionali di quest’anno Inter, Milan e Lazio.

      Dunque se alla vigilia pareggiare con la Viola – che ha speso più del Parma, ma il Parma non è che abbia speso come il Chievo – sarebbe stato da firmare, al lume del vantaggio numerico e di gol aveva il dovere di portare a casa la partita. E la punizione sarà anche stata messa all’incrocio, ma se Gargano (che non è un prodotto del nostro vivaio ma un calciatore strapagato e fuori categoria per il Parma, un vero lusso che si poteva anche risparmiare) non avesse commesso una inutile corbelleria, il gol del pareggio si sarebbe evitato.

      Crederci è un dovere: prima di tutto per i calciatori. Ma la gara per l’Europa si vince se non si seminano punti per strada. Come quelli di ieri.

      Cordialmente

      Gmajo

    • 25 Febbraio 2014 in 10:16
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      Beh, Marco…bisogna tener presente che loro avevano giocato in Danimarca, non proprio dietro l’angolo, qualche giorno fa. Noi no. Non capisco in quale punto del mio pezzo sono stato ‘bravo a trovare problemi anche quando non ci sono’.

      Mi ripeto. Considerando che eravamo in vantaggio di un uomo e di un gol; considerando che loro avevano giocato in Danimarca pochi giorni prima; e considerando che noi eravamo reduci da una settimana libera da impegni infrasettimanali, la vittoria era un risultato alla nostra portata.

      Poi…che la Fiorentina sia un osso duro per tutti, l’ho scritto anche io: “per una squadra di calcio doversela vedere con questa Fiorentina, formazione costruita per vincere attraverso il bel gioco, è un po’ come per un ciclista avere a che fare con lo Zoncolan. Sopravvivergli non è affatto semplice. Di più: è una vera e propria impresa. Di quelle di un certo rilievo e non alla portata di tutti. Ma solo di pochi eletti. Il Parma, evidentemente, è tra questi”.

      Sul fatto che il Parma abbia deciso di chiudersi e giocare di rimessa, io non ci vedo nulla di male. Cos’altro vuoi fare contro un avversario così forte, caro Direttore?

  • 25 Febbraio 2014 in 10:23
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    secondo te columist guardiola otterrebbe gli stessi risultati se al posto di iniesta xavi messi robben ribery allenasse marchionni gargano parolo amauri ecc?

  • 25 Febbraio 2014 in 10:52
    Permalink

    No, Davide. Ma magari Marchionni, Gargano, Parolo e Amauri riuscirebbero a rendere di più. Tu pensavi che Guardiola al Bayern fosse in grado di replicare le cose che ci aveva mostrato ai tempi del Barcellona (guarda che ha combinato con Lahm)? Io no, onestamente. Certo, il gioco del Bayern non è il copia-incolla di quello del Barcellona degli anni d’oro, ma ci si avvicina tantissimo.

  • 25 Febbraio 2014 in 11:35
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    il bayern lo scorso anno ha fatto il triplete senza guardiola quindi diciamo che sa scegliere bene dove andare e criticare donadoni dopo quanto sta facendo mi pare assurdo siamo il parma non il real marchionni cassani parolo amauri sono tutti giocatori che venivano dati per finiti e il merito se adesso sono tra i migliori del campionato di chi è di pinco pallino? sono sicuro che lo critichereste anche se vincesse lo scudetto perchè magari doveva vincerlo con 10 giornate d’anticipo

    • 25 Febbraio 2014 in 12:08
      Permalink

      Davide, non so con chi ti riferisci con quel “plurale”, ma le critiche a Donadoni espresse dal sottoscritto e dai suoi collaboratori, non sono “alla Saltimbanco” bensì motivate da fatti e misfatti del medesimo. Noi non abbiamo antipatie/simpatie per alcuno. Donadoni, ieri, ha sulla coscienza il peso del consueto immobilismo nei cambi. Decisamente meglio Montella. E dire questa cose non significa lesa maestà di qualcuno, ma solo essere obiettivi. Merce in esposizione sui nostri banconi.

      Saluti

      Gmajo

    • 25 Febbraio 2014 in 13:06
      Permalink

      Anche Tevez sembrava un giocatore finito. Anche Toni sembrava un giocatore finito. Anche Kakà sembrava un giocatore finito. Anche Roberto Baggio sembrava finito prima di rinascere al Brescia. Voglio dire che se un giocatore dato per finito incontra l’allenatore giusto, può ritornare ad esprimersi su livelli che gli competono. Dunque, mi pare che queste parole siano un modo per dare a Donadoni ciò che è di Donadoni. E proprio perché so riconoscerne i meriti, mi sento in diritto di poterlo criticare nel minuto in cui fa esprimere la squadra in un modo che al sottoscritto non risulta gradito. La mancanza di corsa e dinamicità son difetti che il Parma si porta dietro non da ieri sera, ma da un bel po’ di tempo. Segno che il tecnico non l’ha educata ad un atteggiamento del genere.

      Per chiudere, caro Davide cerca di essere meno prevenuto nei confronti di chi, come me, si sforza di essere obiettivo perfino nei riguardi della propria squadra del cuore. So che in Italia fa molti ascolti e vende numerose copie il giornalismo con la sciarpa al collo. Ma io me ne mantengo alla larga. E così come pretendo obiettività da chi si occupa di altre squadre, così cerco di esserlo io nei confronti della formazione per cui faccio il tifo. Se poi preferisci il giornalismo fatto alla maniera de Il Corriere dello Sport, beh…son gusti.

  • 25 Febbraio 2014 in 12:20
    Permalink

    io sicuramente credo che la prova di ieri sera che ci ha visti tutto il primo tempo nella nostra metacampo e la seconda frazione più o meno uguale sia dovuta alla forza dell avversario che faceva viaggiare la palla a velocità siderale,riuscendo a farci correre a vuoto al fatto che spesso nei duelli individuali sulle fascie in particolare ci vedeva in grave difficoltà…ecco su tutti in primis direi questo..poi sul 2a1 in vantaggio numerico bisognava aggredire da subito la fiorentina almeno provarci…ecco se vogliamo trovare una pecca….non è arrivato un cambio dalla panchina che potesse aumentare lo spessore offensivo ……per dare una sterzata ieri sera inserire uno come sansone sarebbe stato come il cacio sui maccheroni ….ma non voglio rivangare sansone non c è più e amen …..io mi accontento del punto di ieri nulla è compromesso
    saluti

  • 25 Febbraio 2014 in 12:21
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    primo punto e facile fare decisamente meglio quando hai in panchina giocatori di un certo livello secondo io mi riferivo al fatto che luca russo ha detto che guardiola avrebbe fatto rendere di più i vari marchionni amauri parolo e compagnia e che sarebbe stato capace di insegnargli a fare il gioco del barcellona e questo mi pare assurdo

    • 25 Febbraio 2014 in 13:14
      Permalink

      Dunque…Donadoni ha il merito di aver fatto rinascere i vari Marchionni, Parolo, Amauri e Cassano – ed io glielo riconosco – ma poi non posso permettermi di criticarlo se, secondo il mio modestissimo parere, non ha saputo educare la squadra alla corsa e al movimento senza palla? Quindi bisogna solo elogiarlo e non se ne possono mettere in mostra le pecche? Bene. Non mi stancherò mai dirlo: gli italiani si meritano esattamente il giornalismo fatto alla maniera di GdS e Corriere dello Sport.

      Un saluto, Davide.

      • 25 Febbraio 2014 in 13:25
        Permalink

        Non lo avevi già scritto? Ti eri dimenticato GdS? Dammi retta: lascia perdere quel che fanno gli altri giornali. Pensiamo ad offrire noi quello che riteniamo possa esser il prodotto migliore. Non facciamo come Ghirardi che per elogiare Leonardi attacca Berta. La nostra offerta si differenza da altri? Rimarchiamolo pure, ma senza star lì a denigrare la mercanzia altrui, più o meno scadente che sia…

  • 25 Febbraio 2014 in 14:10
    Permalink

    Ripensando alla partita a mente fredda, credo che si potesse vincere e che per quanto bravo il Fiorentino ha avuto in quella punizione bravura e fortuna. Su 10 punizioni solo un paio gli riuscirebbero così, quindi i nostri giudizi after partita sono influenzati dal risultato. Se avesse portato in porto il 2 a 1 saremmo perlomeno stati più teneri sulla mancanza del gioco in superiorità numerica ed avremmo apprezzato il”cinismo da squadra matura” capace di amministrare il risultato. Però ammettiamolo, la prova superlativa ieri è stata in difesa, che ci regala quella sicurezza che è base importante per poter costruire un risultato. Avanti.

    • 25 Febbraio 2014 in 14:19
      Permalink

      Come scrive il Gallo, China, coi se non si fanno i tre punti. So anch’io che se Mati Fernandez non avesse spedito il siluro nel sette avremmo fatto altri ragionamenti, appunto, perché, ove avessimo portato a casa il risultato saremmo stati cinici da grande squadra (come nel primo tempo a passare in vantaggio da Banda Bassotti alla prima occasione) e capaci di portarlo a casa. Ma, appunto, non siamo stati cinici, e la Viola ci ha negato due punti che ci possono costare l’Europa. Ché, se proprio vogliamo raggiungerla, non possiamo permetterci di lasciarne per strada. Specie se Gervasoni aiuta i viola a schierarsi col sistema migliore (IL 4 2 3) dopo averli lasciati in dieci, con un rigorino che ci starà anche, come dice il nostro Agoletti, ma che a parti invertite ci avrebbe fatto imbufalire non poco.

      Né sono d’accordo sulla tenuta difensiva, specie nel giorno in cui è volata via l’imbattibilità di Mirante, così celebrata nell’ultima settimana.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 25 Febbraio 2014 in 17:12
    Permalink

    Caro Majo,
    secondo Lei il rigore non c’era??? Ma era allo stadio ieri sera????
    Credo che un rigore come quello sarebbero obbligati a fischiarlo anche contro la Juve. Tornando all’argomento del monte ingaggi, è vero che per fortuna vanno in campo i giocatori e non il monte ingaggi, ma è anche vero che se il tuo centrocampo è formato da marchionni gargano e parolo e contro hai borja valero aquilani e pizzaro se ti va bene giochi per non perdere…. e poi scusi majo ma che il sig. Gargano sia diventato per lei un super giocatore e con questo non si possa permettere di fare un fallo a 30 metri dalla porta non posso essere d’accordo. Penso abbia ragione Ghirardi che l’Europa rimane un sogno e che forse a qualcuno non basterebbe neanche la Champions.

    Cordialmente.

    • 25 Febbraio 2014 in 17:34
      Permalink

      Caro Marchetto,

      non apprezzo quando qualcuno, come lei sopra, riporta il mio pensiero in modo distorto o difforme. Io ho scritto testualmente: “… un rigorino a favore (io non sono d’accordo con chi lo ha giudicato netto, poiché, pur essendoci gli estremi, quel tipo di penalty quando te lo assegnano contro ti fa girare gli zebedei)” , che è ben diverso dal mettermi in bocca, come fa lei, il concetto (che io non ho espresso) che il rigore non ci fosse.

      In gergo giornalistico chiamasi rigorino quel penalty che può essere concesso o negato. Io contesto chi lo definisce “netto”, poiché in quel modo sarebbe una decisione che non lascia adito a discussioni. A parti invertite sono convinto che sarebbero girati gli zebedei come ieri sera a Montella e ai tifosi viola.

      Non sono d’accordo con l’assioma per cui se abbiamo Parolo, Gargano e Marchionni contro Borja Valero, Aquilani e Pizarro bene che vada non si perda. Ieri, infatti, il Parma, si era trovato nella condizione di portare a casa l’intera posta in palio, trovando il gol del vantaggio grazie al rigorino di cui sopra, concesso da Gervasoni (che se me lo avessero detto alla viglia mi sarei messo a ridere), e se non l’ha portata a casa è perché Amauri si è mangiato il possibile 3-1 (e solo per questo reputo esagerato il 7 che gli ha dato Paolo Grossi sulla GdP) e perché Gargano – che non sono io a rendere campione, quanto lo stipendio che percepisce e il percorso professionale compiuto – ha commesso una corbelleria.

      Buttando via i punti così l’Europa rimane un sogno. Perché l’impresa è improba e difficile e può riuscire solo sfruttando gli errori degli altri, certo (mi riferisco a quelli delle grandi, anche se per ora inseguono), ma senza commetterne in prima persona.

      Detto questo: come ho più volte predicato in televisione o scritto su stadiotardini.it, il Parma ha il preciso dovere di provarci, non di riuscirci. E mi fa piacere che, finalmente, la stessa società abbia deciso di venire allo scoperto, sia pure parlando di sogno o di obiettivo non programmato. Io non sono d’accordo sul fatto che il Parma sia una sorpresa giacché era stato costruito apposta per vincere a breve. Cosa che non sto dicendo oggi, ma che dicevo fin da prima che il campionato iniziasse soppesando la rosa a disposizione.

      Dunque non so se si riferiva a me quando sosteneva che a qualcuno non basterebbe neppure la Champions: per quanto mi concerne mi basta che si evitino due/tre mesi di noia gettando al vento opportunità, come successo un anno fa, e che si stia in corsa fino all’ultimo. Poi se sarà E.L: tanto meglio.

      L’appetito, come si suol dire, vien mangiando: come scrivevo nell’articolo, a bocce ferme tutti avrebbero firmato per il pari con la Fiorentina. Io lo avrei firmato anche dopo il primo tempo, in cui ci avevano asfaltato sul piano del gioco (anche se loro stessi hanno commesso l’errore di non esser concreti, dunque la superiorità era sterile), per il pari: ma a fine partita, dopo che si era passati in vantaggio e con l’uomo in più, non posso che ribadire che abbiamo buttato via due punti. Anche se è innegabile che ne abbiamo aggiunto uno…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 26 Febbraio 2014 in 03:13
    Permalink

    Schierando contemporaneamente Gargano e Marchionni il Parma soffre le squadre che corrono tanto o che fanno correre velocemente il pallone. Dato che la Fiorentina aggiunge alle due cose la tecnica individuale notevole di diversi elementi le difficoltà incontrate lunedì si spiegano. La bravura dell’avversario e’ una componente del gioco. Peccato fosse squalificato Acquah che poteva essere molto utile per spezzare il gioco dei viola.

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