IL GALLO DI CASTIONE / DICE IL SAGGIO ERACLITO: “A VOLTE UNA PARTITA E’ COME UNA PRUGNA”. IERI ERA COSI’: SPERIAMO MEGLIO LE PROSSIME…

image(Il Gallo di Castione) – Ricominciamo con le solite notazioni storiche, ed in particolare con le domande che da scuola restarono insolute. Era più forte il Tirannosauro Rex o il Tirannosauro Zoppas? Ma da allora le domande si aggiunsero, sempre con un improbabile soluzione e con risposte sommarie. Come mai quando mescoli acqua e farina ottieni colla (come ti insegnarono nella mitica trasmissione Art Attack) e quando aggiungi anche uova e zucchero fai un dolce? Dove va a finire la colla? E venendo a ieri, possibile che una squadra di pallone un giorno decida di fare una partita imageorrenda, oppure meglio che ciò gli succeda senza un motivo? Perché il motivo non son mica i giardinieri che han bagnato il campo o non lo han mica asciugato, come il motivo della brutta partita non son mica i spettatori che fischiano (ma solo alla fine) perché non ci è mica piaciuto lo spettacolo, al quale hanno assistito allibiti. Ebbene si sono monotono. Ma il Tardini ha fischiato la stecca del tenore, anche se l’opera non è stata un completo disastro. Il direttore d’orchestra ha assistito impassibile all’orchestra che suonava da sola senza riuscire a dirigere né i primi violini ne gli archi o gli ottoni. Vedete, quando un tifoso di solito attento sbadiglia come un ippopotamo allora vuol dire che la partita è brutta. Quando un tifoso da quarant’anni, seduto al solito posto e di solito silente, se ne esce con quattro esclamazioni blaterando che la squadra lo faccia apposta, implorando che si smetta coi retropassaggi, insistendo che qualcosa deve cambiare, che l’impegno deve essere maggiore si capisce che la giornata è storta, ma peggio, la partita è irreale. Paragonando a una cena poco goduta e troppo pagata la partita di ieri diremmo che “Se il brodo fosse stato caldo come il vino, il vino vecchio come il pollo, il pollo grasso come la cuoca, la cuoca pulita come le mie tasche, sarebbe stata una cena impagabile.” Tornando al mio barbiere (che potremmo chiamare Guido il barbiere) quando è incazzato, (e dopo la partita che ha visto ieri è incazzato)  dicevo che quando è incazzato per farmi la barba sputa sul pennello, – beh, gli dico, io non c’entro mica con la partita di ieri. – Lo so, tu mi stai simpatico. Se c’entrassi con la partita o se tu mi stessi antipatico non sputerei sul pennello, ma direttamente in faccia. Ora sappiamo che il mio barbiere stava esagerando e che comunque al lunedì è chiuso e che al martedì ci è già passata, ma sicuro che lo spettacolo di ieri non è mica stato tanto bello.

DSC01272Non si capisce cosa mancasse al Parma, ma in alcuni momenti vedere tutti i giocatori fermi in campo con lo stadio in un silenzio irreale faceva una strana sensazione. Non il risultato, non un giocatore, la squadra che non giocava ha veramente deluso gli spettatori che son passati appunto da lunghi momenti di silenzio ad alcune laconiche considerazioni (non contestazioni, considerazioni). In realtà la partita mi è sembrata troppo brutta per essere vera. Ma il Parma aveva qualcosa di stonato. Marchino e Cassano, ieri, hanno sbagliato tutto lo sbagliabile, i passaggi più facili, gli appoggi laterali. Quelle poche palle capitate al nostro bomber sono state DSC01357mancate o spedite sul fondo. I cross del Biabia e degli altri pochi e sbagliati. Le penetrazioni finivano con un passaggio indietro. Sulla fascia sinistra Gobbi ha faticato (e si è salvato con mestiere e con una traversa) e da lì son passate tutte le azioni pericolose del Catania. Sulla fascia destra i giocatori si ostacolavano l’un con l’altro. Il pressing è mancato, i contrasti persi, la confusione tanta. Si è avuta la netta sensazione che ieri il problema non fossero gli avversari, ma che il Parma giocasse ad handicap. Impressionante che i tifosi non fossero arrabbiati, ma sconsolati: ma come si fa se l’allenatore annuncia che è stata una strana settimana e poi arriva una partita strana? Non possiamo nemmeno pensare che il Don dovesse effettuare dei cambi, perché adesso non sappiamo chi potrebbe entrare e dare una svolta alla partita. Mentre i giocatori ceduti non son per ora felici nelle nuove squadre (Sansone e Mendes non han giocato, Mesbah e Benny han perso, Rosi pure con infortunio) noi abbiamo il dubbio di avere una sola squadra possibile. Dopo aver subito una traversa e due occasioni sbagliate dal Catania nemmeno i tifosi sapevano cosa chiedere all’allenatore che attendeva i giri del cronometro come se il destino ineluttabile non si potesse sfuggire, come se nessun cambio tattico, nessuna sostituzione, nessun consiglio urlato ai suoi giocatori potesse cambiare le cose. Dal Pirandelliano “Così è se vi pare” prendiamo questo pessimo spettacolo. Consideriamo che il Leo visto lì sotto in panchina è sembrato aver accolto con sollievo il triplice fischio, credo perché conscio che sto risultato ci sta largo e che comunque possiamo spacciare un altro risultato utile consecutivo. Io vorrei uscirne con la saggezza di Eraclito, quello che “tutto scorre”, che andando a vedere una partita sentenziò, dopo attenta riflessione e dopo essersi lisciato la lunga barba canuta: “A volte la partita è come una prugna: fa cagare”. Noi speriamo meglio per le prossime.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.