IL GALLO DI CASTIONE / LA DEA BENDATA NON APPREZZA CHI NON APPROFITTA DI UN RIGORE E UN ESPULSIONE A FAVORE IN DUE MINUTI

image(Il Gallo di Castione) – Che cosa ci posso fare, farò come il neo-Milanese piagnone e me la prenderò con gli arbitri. Del resto chi è senza peccato scagli la prima pietra, qualcuno anche un macigno. Perché Gervasoni iersera ha dato una grossa mano alla Fiorentina consentendole di trovare il suo assetto migliore (un 4 2 3) e di mettere il Parma in grossa difficoltà senza che il nostro allenatore trovasse le giuste contromisure. Va beh, lo so anch’io che se non trovavano quella perla su punizione (ed accusare Mirante sarebbe puerile, un missile terra aria non si ferma con la retina da farfalle) probabilmente non avrebbero mai trovato il pareggio, ma coi se non si fanno i tre punti. Succede poi che la famosa dea bendata guardi la partita e non apprezzi chi non approfitta di tanta manna, tipo un rigore e un espulsione in due minuti. Fatto ne è che ho visto un buon Parma, messo in campo per fare ’na gran figura e l’ha fatta, almeno sino a quando il rozzo terzino non l’ha rifatto sulle caviglie del FantAntonio ( il terzino non si preoccupi dell’astuzia: lui non è a rischio contagio) e ha abbandonato la partita. Lì è finita la bella partita e si è visto il solido Parma ripiegare per conservare il vantaggio. E qui, anche se non c’entra niente, mi verrebbe la tentazione di riportare un brano del corano, Ma ometto. Però ho visto il Parma ripiegare senza idee e con quel Cassano che sulla fascia risultava inutile, nullo in fase difensiva e in una posizione avulsa dal gioco. Ora chiedere ad Amauri di fare di più di quello che ha fatto (lo stopper, il mediano e anche a tempo perso il centravanti) non era più possibile, quindi un buon stratega avrebbe toppato la falla sulla sinistra e messo Cassano al centro con dietro un mediano per fargli comandare il gioco e a far partire il contropiede al quale la Fiorentina inevitabilmente si esponeva. Vabbè, Don, sai motivare la squadra, sai costruire la partita ma non riesci, proprio non riesci a cambiare le cose a gioco in corso. Cosa mi direbbe se consigliassi all’allenatore di cambiare due giocatori tutte le partite, così quasi per obbligo, prima della mezz’ora del secondo tempo?  Credo che mi risponderebbe con una battuta al vetriolo tipo “ma sfigurati”. Eppure dopo tanto correre può succedere che il centravanti o il regista ormai incespicano sul pallone, son stati bravi però ora … infine per vincere una partita è meglio se attacco io e che riparto in contropiede, perché anche se la difesa tiene può succedere che un rimpallo, una punizione dal limite, può sempre succedere che … quella traiettoria a parabola che ci ha punito per la troppa inerzia mi ricorda la parabola del buon samaritano, che ti dice di amare il tuo prossimo rosso come te stesso (San Giovese 31-2). La sfida fra Chianti e Lambrusco finisce quindi come all’andata, un pareggio inaspettato con delle parabole (ricordate lo strano cross del Biabia?) che sanno di bontà evangelica, di doni preziosi come l’oro, l’incenso e la mirra. Per lunghi anni io ho pensato al Re Magio etilista con la birra da regalare al bambino, poi quando ho capito l’errore son rimasto con la domanda: ma che piffero è sta mirra ? Ed infine un amara constatazione in tempi di crisi : siamo tutti uguali davanti a Dio, ma non davanti a un bancomat.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “IL GALLO DI CASTIONE / LA DEA BENDATA NON APPREZZA CHI NON APPROFITTA DI UN RIGORE E UN ESPULSIONE A FAVORE IN DUE MINUTI

  • 25 Febbraio 2014 in 13:29
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    Dimenticavo di rimarcare che mi son molto divertito allo stadio e così anche gli altri spettatori. Che abbiamo applaudito per dimostrare che ci è piaciuto e che eravamo in tanti. Niente a che vedere con l’ultima partita al Tardini.

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