INCHIESTA PUBLIC MONEY / E’ ARRIVATA LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER GHIRARDI: L’ACCUSA E’ CONCORSO IN PECULATO

image(Maria Chiara Perri, da Parma.Repubblica.it) – Il PM Paola Dal Monte ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Pietro Vignali, dell’editore Angelo Buzzi e dell’ex manager della holding comunale Stt Andrea Costa coinvolti nell’inchiesta Public Money. La notizia è stata divulgata oggi dal procuratore capo Gerardo Laguardia. Stessa richiesta è stata avanzata nei giorni scorsi per tutti gli altri indagati per i quali l’inchiesta è stata chiusa a inizio dicembre, eccetto che per Lara Ampollini per cui il pm ha chiesto l’archiviazione delle accuse. La giornalista era stata iscritta nel registro degli indagati per presunto peculato, ma nel corso dell’inchiesta è emerso che le sue prestazioni professionali per holding comunale erano regolari. La decisione sull’archiviazione spetta al gip, ma comunque l’accusa non intende procedere nei suoi confronti.

LE ALTRE RICHIESTE.
Chiesto il rinvio a giudizio per il reato di corruzione per il patron della Parmacotto Marco Rosi, accusato di aver pagato a Vignali un soggiorno a Forte dei Marmi da mille euro per ottenere il via libera al dehor dell’Antica Salumeria Rosi in via Farini.
Per il presidente del Parma Fc Tommaso Ghirardi l’accusa è di peculato in concorso con l’ex capo ufficio stampa del Comune Alberto Monguidi. Aldo Torchiaro, giornalista, è indagato per una presunta consulenza fittizia ad Alfa di 12mila euro. Emanuela Iacazzi deve rispondere di peculato in concorso con Vignali perché avrebbe percepito 67mila euro dal Comune per promuovere l’immagine del sindaco, ad esempio accompagnandolo nelle uscite pubbliche come le prime al Regio.
La Procura intende procedere per peculato nei confronti dell’ex presidente di Tep Tiziano Mauro, che avrebbe ricevuto denaro distratto da Alfa. Stessa accusa per Alfonso Bove, ex amministratore di Publimedia, che avrebbe concorso con Vignali, Costa e Buzzi a far fuoriuscire 98.400 euro per gli stipendi dei giornalisti del quotidiano Polis. Mirko Dolfen, ex legale rappresentante della società Macello di Parma, avrebbe concorso a una distrazione di 900mila euro da Metro Parma e da Alfa. Infine, sempre peculato è l’accusa a carico di Riccardo Ragni, Antonio Cenini, Danilo Cucchi, consulenti accusati di aver intascato denaro pubblico tramite incarichi fittizi a società partecipate del Comune. Tutti dovranno affrontare l’udienza preliminare.
L’ex sindaco Vignali dovrà rispondere di dieci capi d’imputazione per peculato e due per corruzione, Andrea Costa di dieci ipotesi di peculato. Angelino Buzzi, per l’affaire Polis, è accusato di peculato e corruzione.

VERSO L’UDIENZA PRELIMINARE
. Ora per i quattordici indagati si prospetta l’udienza preliminare, che sarà fissata nei prossimi giorni. Potranno decidere se avvalersi di riti alternativi, come rito abbreviato o patteggiamento, oppure se affrontare un possibile rinvio a giudizio. In quest’ultimo caso, il processo dibattimentale sarà riunito a quello di Luigi Giuseppe Villani già in corso presso il tribunale di Parma. La prossima udienza è fissata il 29 maggio. Non sono ancora state chiuse le posizioni di altri indagati coinvolti anche nell’indagine Green Money 2 come Emanuele Moruzzi, Carlo Iacovini, Gian Vittorio Andreaus e Tommaso Mori. (Maria Chiara Perri, da parma.repubblica.it).

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “INCHIESTA PUBLIC MONEY / E’ ARRIVATA LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER GHIRARDI: L’ACCUSA E’ CONCORSO IN PECULATO

  • 14 Febbraio 2014 in 20:25
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    Ma cosa avrebbero fatto Ghirardi e a Monguidi?

  • 15 Febbraio 2014 in 08:39
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    In effetti per tutti è ben specificato mentre per Ghirardi e Monguidi c’è scritto solo che sono indagati per peculato…..

    • 15 Febbraio 2014 in 13:40
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      Rispondo per comodità solo al quesito del Manno, unendo al suo anche quello di altri lettori, come Marcello e Assioma, che pure chiedevano cosa avrebbero fatto Ghirardi e Monguidi per aver richiesto il PM il rinvio a giudizio, che era l’atto formale per l’effettivo avvio del procedimento giudiziario nei confronti degli indagati dell’inchiesta Public Money, a due mesi dall’avviso di conclusione delle indagini. Secondo quanto scrive stamani la redazione cronaca della Gazzetta di Parma, “nell’elenco dei rinviati a giudizio figura anche il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, indagato per peculato insieme a Vignali e al giornalista Alberto Monguidi. La vicenda è quella relativa ai circa 21 mila euro non versati al Comune per la concessione dello stadio Tardini, perché avrebbero coperto una parte dello stipendio di Monguidi, passato dall’ufficio stampa della società di calcio a quello in municipio”, viaggio di ritorno, aggiungo io, rispetto a quello di andata che aveva visto transitare Monguidi dagli uffici di Piazza Garibaldi a quelli nel ventre del Tardini. Vedremo, appunto, quali saranno i risvolti penali della vicenda, certo è che per una questione di secondaria importanza, per un importo relativamente modesto, il nome di Ghirardi è finito accostato a quello dell’ex sindaco Vignali (tra i due, comunque, c’è sempre stato un rapporto di reciproca stima e persino amicizia, ricordando, per lo meno, quelle che erano le esternazioni che entrambi facevano, e non sembravano di facciata), nel quadro di una inchiesta che ha richiamato l’attenzione dei media nazionali ed internazionali per la gravità dell’accaduto e delle conseguenze.
      Cordialmente
      Gmajo

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