LA GDF HA SEQUESTRATO IMPIANTI LED PER LA PUBBLICITA’ BORDO CAMPO NEGLI STADI RITENUTI NON CONFORMI ALLE NORME DI SICUREZZA

image(ANSA) – MILANO, 18 FEB – La Gdf di Brescia ha sequestrato in diversi stadi di calcio di serie A e B i pannelli led che durante le partite trasmettono messaggi pubblicitari e che sono ritenuti non conformi agli standard di sicurezza. I moduli led ‘bordocampo’ – che non rispetterebbero le norme europee sulla compatibilità elettromagnetica – sono stati realizzati, riferisce la Guardia di Finanza, da aziende bresciane fra il 2010 e il 2012 utilizzando schede preassemblate prodotte in Cina. Ai rappresentanti legali delle società che li hanno prodotti e distribuiti sono contestati i reati di frode nell’esercizio del commercio e immissione sul mercato di prodotti pericolosi. (ANSA).

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “LA GDF HA SEQUESTRATO IMPIANTI LED PER LA PUBBLICITA’ BORDO CAMPO NEGLI STADI RITENUTI NON CONFORMI ALLE NORME DI SICUREZZA

  • 19 Febbraio 2014 in 08:47
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    Chi sono le aziende bresciane?

    • 19 Febbraio 2014 in 19:01
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      Prima di rispondere alla sua domanda, informato, la informo (perdoni il gioco di parole), che ieri la GdF, di buon mattino, era al Tardini per sequestrare le attrezzature, e c’è rimasta fino al pomeriggio. Ergo, mi viene da pensare che in qualche modo la concessionaria G Sport, che peraltro è bresciana, possa in un qualche modo essere coinvolta nella vicenda. Ho cercato di contattare i referenti, ma purtroppo non ho avuto risposta.

      Per evadere la sua curiosità, dunque, mi avvalgo di quanto pubblicato oggi da Brescia Oggi. L’articolo di Mario Pari al completo lo trova al link sotto riportato. Sotto troverà la sintesi delle parti salienti.

      Cordialmente

      Gmajo

      http://www.bresciaoggi.it/stories/dalla_home/651579_display_dalla_cina_negli_stadi_italiani_indaga_la_finanza/?refresh_ce&scroll=55

      Ieri mattina sono entrati in 38 stadi di serie A e serie B. Al centro delle indagini della Procura di Brescia, della Guardia di Finanza e di diversi reparti del Corpo sul territorio nazionale i pannelli led collocati a bordocampo. In diversi casi, per l’accusa, sarebbero stati realizzati non rispettando gli standard di sicurezza. I pannelli, a quanto si è appreso, non sono stati rimossi, ma affidati in custodia giudiziale ai proprietari.

      Bresciano non è solo l’epicentro dell’attività investigativa, ma anche la sede di società coinvolte nelle indagini.
      Si tratta, secondo l’accusa, di pannelli che non sono conformi alla direttiva europea «E.M.C.» (compatibilità elettromagnetica) e a cui mancherebbe la prescritta certificazione di conformità. Per questo non avrebbero potuto essere immessi in commercio.

      Le società sono risultate estranee a questa inchiesta.

      I moduli led in questione sono stati prodotti dalle società bresciane coinvolte dal 2010 al 2012. La produzione è avvenuta ricorrendo a schede preassemblate di produzione cinese che sono poi state innestate in strutture metalliche.

      I legali rappresentanti delle aziende coinvolte, sia produttrici che distributrici sono accusati di «frode nell’esercizio del commercio» e di «immissione sul mercato di prodotti pericolosi».

      Problemi dai moduli led non regolari, secondo gli inquirenti, potrebbero derivare per la vista. Ma si pone anche un problema di leale concorrenza tra i produttori e i distributori.

      Nel pomeriggio di ieri Alessandro Giacomini, titolare di Italtelo, un’azienda bresciana che produce i pannelli bordocampo collocati in molti stadi e che è coinvolta nella vicenda ha dichiarato all’Ansa: «Siamo tranquilli perchè abbiamo tutte le certificazioni in regola». Giacomini ha quindi confermato quanto già aveva anticipato la Guardia di Finanza:«Domenica i pannelli saranno regolarmente a bordo campo nei principali stadi».

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