LE BALLE DEI BOYS SULLA INTIMIDAZIONE E LA REPLICA DI MAJO

image(da www.boysparma1977.it) – Non vogliamo dilungarci su quello che è successo all’autogrill Tevere Ovest dove per la prima volta da anni a questa parte CCPC e Boys hanno pranzato insieme all’insegna del divertimento e della fratellanza.

Durante questa sosta un normale scambio di battute ironiche con un occupante dell’altro pullman, unito alla disponibilità  di pranzare assieme da parte nostra, si è trasformata in una critica espressa in toni accesi da alcuni ragazzi di noi, subito placata comunque sul nascere sempre da parte nostra, nonostante qualcuno continuasse a provocare, dopo di che in maniera riservata gli si è fatto notare quali fossero i punti e gli atteggiamenti contestati.

Noi non pretendiamo che i giornalisti scrivano bene di noi o peggio quello che vogliamo noi, ma se notiamo continue inesattezze volute, falsità  e provocazioni ci sentiamo in dovere di rispondere, magari in maniera decisa ma mai violenta o intimidatoria.

E’ bastato scrivere le parole aggressione ed intimidazione associate al nome dei Boys ed il risultato qual è stato? Dare visibilità a personaggi la cui apparizione mediatica parrebbe giovare parecchio. Pensate che delusione se apparisse un filmato dove si vede un normalissimo battibecco.

Esternare disapprovazione per continue provocazioni non è aggressione come non cercare altre fonti o testimonianze pensiamo non sia giornalismo corretto.

Noi non ragioniamo contro le categorie, non siamo contro i giornalisti, molti di voi hanno imparato a conoscerci, venite alle nostre feste, agli eventi che organizziamo, alcuni sono stati ospiti da noi in sede, siamo però contro ai disonesti, ai denigratori, agli esibizionisti che vogliono trarre profitto personale dalla causa comune chiamata Parma.

Chi parla al plurale con noi non avrà  mai problemi, chi ragiona al singolare dovrà risponderne alla comunità.

Vorremmo concludere invitando tutti quei ragazzi che seguono il nostro pensiero ad eliminare qualsiasi tipo di rapporto con questo personaggio, ignorandolo completamente, visto che una chiacchierata può diventare un’aggressione, non salutiamolo nemmeno in modo che un ciao non si riveli un insulto!

(gmajo) – Sopra avete sentito suonare la campana (stonata) dei Boys. Ribadisco totalmente la mia versione dei fatti, consapevole di non aver mai – ribadisco MAI – in tanti anni di carriera inventato o distorto notizie di cui sono stato testimone o protagonista, come ad esempio dovrebbe ricordare bene uno dei miei aggressori di domenica, da me scagionato da una accusa infamante che lo aveva visto arrestato ingiustamente, e che mi ha messo le mani addosso solo perché glielo avevo ricordato.

Le balle di cui sopra vanno ad infangare il buon nome dei Boys peggio di un qualsiasi articolo onesto, pulito e ricco di verità che possono fare male a chi ha la coda di paglia, uscito dalla penna del sottoscritto. Se poi dà fastidio che sia circoscritto il fenomeno Boys a massimo 200 persone purtroppo non so cosa farci. E se anche dà fastidio l’ironia di qualche titolo, questo non giustifica affatto il ricorso a quello che eufemisticamente è stato descritto come “un normale scambio di battute ironiche”. Un normale scambio di battute ironiche che, nella mia bontà, non auguro a nessuno di loro. Perché durante questo simpatico rendez vous due persone mi hanno preso per il bavero e colpito al costato, prima che una terza decidesse di affrontarmi verbalmente da solo.

Il famoso filmato, a cui accennano, se saltasse fuori, dovrebbe contenere l’intera durata del simpatico e amichevole sketch, non solo gli “high lights” delle fasi per loro salienti. Troppo comodo.

L’intimidazione c’è stata, l’aggressione c’è stata e con questo comunicato i Boys hanno perso, per l’ennesima volta, l’occasione di fare una bella figura.

Anzi, l’hanno fatta, per l’ennesima volta, fuori dal vaso diffamandomi e calunniandomi dandomi del “disonesto, denigratore, esibizionista che vuole trarre profitto personale dalla causa comune chiamata Parma” e raccontando balle perché a quelle che a me sembrano delle normali verità (nel caso non lo fossero sono pregati di replicare entrando nel merito e circostanziando, e troverebbero, come tutte le persone civili, piena ospitalità)  e non “continue inesattezze volute, falsità  e provocazioni” loro hanno risposto, come ammettono, in modo deciso, ma anche, come negano, in maniera “violenta e intimidatoria”, come purtroppo accaduto all’area di servizio Tevere Ovest domenica scorsa, al parcheggio dello stadio Olimpico di Roma tre anni fa, come allo stadio Marassi di Genova. In altre occasioni c’era stato lo scambio di battute ironico, cui accennano, al quale non mi sono mai sottratto, accettandolo: nelle tre occasioni pocanzi ricordate, invece, c’è stato il ricorso a mezzi di dialogo che non condivido e stigmatizzo con tutte le mie forze, e in ogni sede.

Circa l’accusa di spettacolarizzazione, rimarco come il sottoscritto sia stato il primo ad intervenire su dei colleghi che avevano esagerato nel riportare i fatti distorcendoli ed attribuendo un virgolettato non vero ai miei aggressori. Questo nel rispetto loro, dei miei lettori, della verità, e del mestiere di giornalista che mi onoro di praticare da anni nel pieno rispetto della deontologia professionale, da sempre la mia strada maestra. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

17 pensieri riguardo “LE BALLE DEI BOYS SULLA INTIMIDAZIONE E LA REPLICA DI MAJO

  • 5 Febbraio 2014 in 12:36
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    Non mi meraviglia ne la replica in sè, nè il fatto che ci abbiano messo tre giorni nel partorirla, nè che concludano “invitando” i ragazzi “che ci seguono” a non salutare, conclusione degna di chi fa degli ordini e della censura (altrui) il proprio modo di fare abituale.
    Sulla questione del filmato credo infine che un bambino di cinque anni avrebbe trovato un argomento più credibile.
    Come sempre tutte opinioni strettamente personali

  • 5 Febbraio 2014 in 13:26
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    “nonostante qualcuno continuasse a provocare” scrivono i cari Boys. Cioè sta a vedere che sarebbe stato un giornalista a provare e quindi intimidire gli ultrà. Certo Majo è il classico tipo che vuole attaccare briga cn gli ultrà…. Tutta brava gente, da quello che so il gruppetto era composto da quell’ultrà che aveva menato anni addietro (verso L’ALBA DI UN’IDEA) il direttore di Settore Crociato, da uno con vari precedenti penali, da un altra persona già diffidata più volte. Tutti bravi ragazzi, tranquilli, che i media devono ascoltare x bene. Ovviamente quando hanno avuto i loro ‘problemini’ la colpa è sempre stata: dei giornalisti, della polizia, della digos, del sistema, etc, etc, etc
    Xchè loro parlano e rispondo “magari in maniera decisa ma mai violenta o intimidatoria” si vero vero, sono tipo dei monaci buddisti ULTRA’. Tipo quando venivano a parlare con i ragazzi di altri piccoli gruppi della curva, che o facevi quello che ti dicevano loro o s’incazzavano di brutto. Come ad Ancona anni fa, o quando tiravano schiaffoni a chi non cantava, o tutte le buie che abbiamo visto in curva nei vari anni, come lei ha visto con gli spallini in ritiro. SANTI, QUESTI SONO SANTI, senza precedenti penali, che non bevono e non si drogano…. un esempio x i vostri figli…..
    I loro argomenti sono sempre gli stessi, rispondere con la violenza a ciò che gli da fastidio, specie se vero. Gli brucia che abbia documentato che hanno fatto la tessera, cm l’hanno fatta e cm l’hanno avuta. Dopo anni di prediche sul no alla tessera.
    Valuti una denuncia anke x diffamazione, visto che la accusano di essere un disonesto. Nn si possono scrivere cose del genere.
    Trarre PROFITTO personale dalla causa comune chiamata Parma? Sono un problema tutte le persone che lavorano occupandosi del Parma (quindi prendendo uno stipendio, cm prendono loro x lavorare) o solo quelle che scrivono delle VERITA’ e dei FATTI perchè gli danno fastidio?
    Cari Boys sarete capaci di fare delle buie ma non avete neppure le palle x dire la verità e assumervi le vostre responsabilità. Metteteci la faccia MA UNA SOLA.
    Gli ultrà, se proprio li volete fare, andateli a fare con gli ultrà della ROMA, mica con un giornalista di Parma. LEONI.
    Ma poi credete che in giro la verità non si sappia? La gente nn parla in pubblico (x omertà) ma in privato si.
    Solidarietà a Majo anche per questi squallidi attacchi.

  • 5 Febbraio 2014 in 15:18
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    Mi sembra che la risposta dei boys alla fine verte sul fatto che …non ci sono testimoni ( combinazione “lo scambio di vedute” si è svolto tra due pullman mi pare)e che tutto può essere il contrario di tutto quello che viene detto….e in virtù di questo l invito finale di non rivolgere alcun saluto a Gabriele Majo sia un invito a schierarsi ” o con noi o contro di noi”…..mi sembra una caduta di stile che non cancella quanto di buono da loro fatto in passato,e il loro impegno per il sostegno della squadra in ognidove ma siccome non si vive di rendita ed è assurdo pretenderlo e inelegante che ci venga ripetuto in ogni occasione(la beneficenza e la solodarietà valgono di più se fatte in manuera silenziosa)…….. ciò non li assolve per questo deprecabile episodio e raccolgo il loro invito a schierarmi…..benissimo io sto con Gabriele Majo………
    Filippo Melegari ( filippo1968)

  • 5 Febbraio 2014 in 15:32
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    Gabriele, adesso però si sta scadendo nel RIDICOLO. Lo scambio di accuse è come le TIRITERE dei bambini dell’ASILO: “Sei stato tu il primo!” ” No, é colpa tua!”. Uno STRACCIO di testimone che ha assistito alla scena esiste o no? Metti dunque la parola FINE a questo TEATRINO e fa’ si che ognuno si assuma le proprie responsabilità SPORGENDO QUERELA per l’aggressione ricevuta.

  • 5 Febbraio 2014 in 15:40
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    E’ ora di individuare chi li foraggia, chi gli paga gli striscioni, chi li sponsorizza per le trasferte, solo allora sarà possibile capire cosa vogliono che obiettivi hanno e soprattutto sarà possibile farne una cernita…badate bene non ho detto eliminarli, ben vengano i BOYS ma aiutiamoli a fare un po’ di pulizia al loro interno ( e nelle immediate vicinanze). Angioldo

  • 5 Febbraio 2014 in 15:41
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    Carissimo Gabriele Majo,

    mi spiace degli atti di ostilità fino all’aggressione ad opera di teppisti. Questi non sono tifosi, non sono sportivi.

    Mi spiace che si tratti della terza aggressione

    Sono però contento che tante persone abbiano espresso la loro solidarietà a cui mi associo.

    Cordialità e complimenti per la sua serietà ed il suo impegno come giornalista e come sportivo.

    prof. Manfredi Saginario
    specialista e libero docente in Neurologia-Psichiatria-Neuropsichiatria Infantile-Psicoterapeuta

  • 5 Febbraio 2014 in 15:43
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    La cosa più sconcertante è che i rappresentanti del tifo organizzato non abbiano ancora espresso pubblicamente una condanna per quello che è accaduto, eppure l’episodio è avvenuto di fronte non solo ai Boys, ma anche a un club del Coordinamento. Possibile che nessuno abbia visto niente? Erano tutti distratti? Stavano tutti facendo altro? Passi per i Boys che per spirito corporativo devono sostenere l’insostenibile, ma gli altri abbiano il coraggio di esporsi!
    Solo un battibecco? Come no, del resto Ruby è la nipote di Mubarak no?

  • 5 Febbraio 2014 in 17:08
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    Scusate, ma questa sembra la sede dove un sacco di isterici sfogano i propri rancori (non si sa da dove provenienti) contro i boys.
    Al di là di ogni aspetto che non conta niente (beneficienza, diffide ecc.) nel caso in questione il sig. Majo sostiene una aggressione e colpi al costato; i boys li negano.
    Il sig. Majo non offre prove eppure qualcuno vicino ai pullman ci sarà stato.
    Magari un battibecco dai toni un po’ alti può esserci stato, ma allora perché non sporgere querela e fare accertare i fatti se no potrebbero sembrare davvero parole al vento che senz’altro una cosa hanno fatto: farmi conoscere il sig. Majo e il sito stadiotardini che fino ad oggi non sapevo nemmeno che esistessero-

    • 5 Febbraio 2014 in 17:30
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      Salve Luca,

      e benvenuto su stadiotardini.it.

      Successivamente mi riprometto di pubblicare un nuovo articolo sulla questione perché anche a me dà fastidio che qualche lettore, specie quelli a me più vicini, possa servirsi di quanto accaduto per sfogarsi contro i Boys. Io sono contrario ai muro contro muro da qualsiasi parte lo si veda. E non mi piace il “o con me o il contro di me”, materia, peraltro, nella quale sono appunto specialisti i Boys, come appare evidente anche ad una sommaria lettura del loro comunicato odierno.

      Per quanto riguarda sporgere querela mi riserbo – come mio diritto di libero cittadino – di farlo nell’arco temporale previsto dalla legge. Gli estremi ci sono tutti, dal momento che sono stato colpito, sia pure in modo leggero come realisticamente ho sempre spiegato nella mia denuncia, ed intervenendo sui colleghi che avevano spettacolarizzato troppo la cosa riportandola nel suo alveo naturale.

      Prendere per il bavero, spintonare, e colpire (sia pure in modo tenue) al costato caratterizzano una aggressione di carattere fisico, benché – e io sono stato il primo a rimarcarlo – non sia stato preso a botte.

      Ho sopportato aggressioni verbali in molte altre occasioni rispetto alle tre fisiche di cui ho parlato nell’articolo. E comunque non si è trattato di ironiche conversazioni: quelle, con il signor Ruffini, le ho avute in millanta occasioni nell’antistadio del Tardini. Ed erano state anche piacevoli, se devo dirla tutta. Ma non certo nell’episodio che con il loro dispaccio “chi ragaz” cercano di sminuire o derubricare.

      Quanto alle testimonianze: chi era presente, se non era cieco, non poteva che vedere quanto stava accadendo, almeno per quanto concerne le mani al bavero. Situazione che ha spinto uno di loro, con un po’ di buon senso, mi riferisco al signor Colombi, detto Soragna, a togliermi dalle grinfie dei suoi compagni per catechizzarmi vicino ad una pompa di benzina.

      Cordiali Saluti

      gabriele majo

    • 5 Febbraio 2014 in 17:40
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      Luca il problema è l’OMERTA’. C’è OMERTA’ quando hai a che fare con dei delinquenti. I Boys negano di essere dei delinquenti, guarda caso, ma i precedenti delle persone coinvolte sn significativi. Così ho seri dubbi che Dane e Coordinamento osino esporsi per poi magari subire lo stesso trattamento riservato a Majo, così come in passato al direttore di Settore Crociato (per limitarci ai giornalisti).
      Non sai da dove proviene il rancore verso i Boys? Be ad es dal fatto che aggrediscono, intimidiscono e menano le persone in disaccordo con loro. Cmq la lista è lunga…
      Non so se Majo ha voglia di querelarli, visto quello che hanno scritto ci sta anche x diffamazione.

  • 5 Febbraio 2014 in 17:12
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    In ogni caso apprezzo il coraggio del sig. Majo che comunque ci ha messo la faccia.

  • 5 Febbraio 2014 in 17:44
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    Vorremmo concludere invitando tutti quei ragazzi che seguono il nostro pensiero ad eliminare qualsiasi tipo di rapporto con questo personaggio, ignorandolo completamente
    HAHAHAHAH

  • 5 Febbraio 2014 in 19:35
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    Questi sono deliranti, ma avete letto questo passaggio: “Chi parla al plurale con noi non avrà mai problemi, chi ragiona al singolare dovrà risponderne alla comunità”…??? ma che cazzo vuol dire??? quale cazzo di comunità rappresentano???
    Sembrano i comunicati delle organizzazioni armate anni 70 che erano un’accozzaglia di supercazzole e di paroloni come sovrastrutture borghesi o accumulazione collettiva…
    No beh se riprendono le loro riunioni e le mettono su youtube fanno il record di cliccate, diventano una sit-com

    • 5 Febbraio 2014 in 19:52
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      Tra l’altro questa curiosa teoria del singolare e del plurale mi era stata illustrata da uno dei miei aggressori, il più ragionevole, quello che non era ricorso alle vie dirette, ma che anzi aveva avuto il buon senso, vista la mala parata, di togliermi dalle sgrinfie degli “incazzati”.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 5 Febbraio 2014 in 22:19
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    “Chi parla al plurale con noi non avrà mai problemi, chi ragiona al singolare dovrà risponderne alla comunità.”

    questa proprio mi ispira, mi allineerò al pensiero comune perchè questa storia di ragionare con la propria testa e per di più esternare quello che essa genera mi sembra poco dignitoso nonchè faticoso, Farò il burattino e se necessario darò volentieri anche la caccia a quelli che ragionano al singiolare per indicarli alla comunità di modo che vengano regolati.

    P.S. se i Boys hanno anche un elenco esaustivo di persone a cui devo togliere il saluto sarò più che fiero di rispettarlo.

  • 5 Febbraio 2014 in 22:37
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    Viva i danè, mi immagino già le orde di tifosi del Parma che andranno in trasferta, perchè loro sono “perbene” santi e giusti che possono giudicare tutto e tutti, le feste del centenario non vanno bene, l’away non va bene, il settore disabili non va bene, mi sembra che nei “processi” ci sia un accusa ed una difesa, però stiamo parlando dei Boys allora facciamoli fuori, Majo ha qualche segno? qualche prova? qualcosa che dimostra che è nel giusto?… solo perchè c’è un “giornalista” che si reputa onesto, invece dall’altro lato ci sono “i seguaci del Parma” che sono delinquenti, da galera! forse chi dice questo non è mai stato negli stadi di Napoli, Roma, ecc. ecc. perchè qua è facile fare i moralisti con 50 parmigiani… però sono gli altri che dividono i buoni e cattivi, in amici e i nemici, non è mai colpa nostra, eppure le provocazioni sono arrivate proprio da qui, quando pur essendoci un comunicato firmato, qualcuno ha preferito fare il regista facendo film e scrivendo articoli, però visto che a Parma vige il clima del terrore, perchè quando è stato fatto qualche “striscione” non condiviso da tutti, nessuno si è ribellato? Allora spero che qualcuno dei BOYS mi legga, che lascino il Tardini per 3-4 partite, lasciandolo ai Danè e ai Majo della situazione, oppure ai Marcello, ai “giusti”… solo allora potremo dire di essere tali e quali ai caldi tifosi del Chievo… Comunque in questo commendo non ho fatto riferimento a nessuno, ho solo cercato di rispondere un po a tutti quelli che avevano scritto qui sopra.

    • 5 Febbraio 2014 in 23:05
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      Claudio, come spesso succede, non mi pare tu abbia le idee chiare.

      Intanto che cosa c’entrano i Danè, che non sono intervenuti ad alcun titolo, né privato, né pubblico sulla questione e che a me risulta siano in splendidi rapporti con i Boys?

      Nessuno dei Danè è intervenuto su stadiotardini.it o altrove (per quanto sappia) condannando alcunché dei Boys, dei quali, peraltro, alcuni autorevoli componenti sono una emanazione?

      Proprio i Danè, e il loro leader Simone Burani, si erano dati appuntamento in quell’autogrill per mangiare una fetta di salame insieme, come hanno scritto i Boys, cosa che non accadeva da parecchio tempo.

      Quindi su questo punto mi sembri ampiamente fuori pista,

      Poi se altri utenti di questo spazio virtuale intervengono criticando su away, centenario etc. hanno libero accesso e libertà di espressione esattamente come mi pare ce l’abbia tu. Quindi rispetta le idee degli altri.

      Così come le idee degli altri dovrebbero rispettarli quelli dei Boys che l’altro giorno mi hanno aggredito, appunto perché ho espresso idee e concetti non codificati alla loro linea di gruppo, distinguendomi come singolo (basta leggere il farneticante comunicato di oggi che lo conferma).

      Le tre persone che mi hanno aggredito – di cui due colpendomi anche fisicamente – rappresentano i Boys, facendone parte del direttivo. E agendo in quel modo dissennato, per usare un linguaggio loro caro, si sono buttati addosso un sacco di merda da soli. Perché il problema non sono io che do notizia di un fatto, peraltro da parte lesa, ma loro che lo hanno impunemente compiuto.

      Se tu avessi acceso il cervello nel leggere la mia ricostruzione dei fatti avresti senza dubbio letto che sono stato il primo a dire che non ho ferite da mostrare o segni, perché sono stato colpito in modo leggero, se Dio vuole, e perché uno di loro – Soragna – che mi ha trascinato via dagli altri piuttosto fumantini.

      La divisione in buoni e cattivi non la faccio certo io, ma chi pretende che si ragioni di gruppo e le teste singole vanno mozzate. Io, invece, sono per la politica del dialogo.

      Poi, caro, Claudio, dovresti sapere che i tuoi cari Boys hanno lasciato ai Danè (i Majo non c’entrano perché Majo non è un tifoso, ma un giornalista) – e meno male che c’erano – per tre lunghi anni il monopolio del tifo caldo in Curva, avendo fatto la scelta liberamente di preferire la lotta alla tessera del tifoso al sostegno alla squadra. E non penso che si debbano incazzare tanto se uno lo dice o lo scrive, perché mi pare un evidente dato di fatto. Così come è un dato di fatto che la tanto odiata tessera del tifoso alla fine l’hanno accettata, giacché l’away è la medesima cosa della TdT original, e chi la sottoscrive si sottopone ai medesimi controlli e il tanto vituperato articolo nove non è mai stato applicato.

      Poi il fatto che ci sia qualcuno che sfrutta la mia disavventura di domenica per dare dei delinquenti ai Boys dà fastidio anche a me. Certo, le differenze rispetto ad altri ultrà ci sono tutte e sono ben evidenti, e io stesso, che me la sono cavata (stavolta) con qualche spintone, colpetto al costato e presa per il bavero, posso testimoniarlo, se no, come mi ha detto qualcuno di loro, avrei potuto avere due buchi del culo col quale cagare. Però, anche se in miniatura, questi episodi di violenza vanno stigmatizzati. Ma non perché è toccato a un onesto giornalista, perché è lo stesso chiunque ci sia di mezzo. Avversari inclusi.

      Gabriele Majo dice no alla violenza. E questi sono focolai (piccoli fin che si vuole), ma che vanno spenti.

      Poi cosa cazzo c’entra il settore disabili? Mi pare che fai troppo di tutta l’erba un fascio. Un conto sono le sacrosante critiche, sempre motivate, mosse alla società, un conto sono le aggressioni che uno subisce, da parte dei membri del direttivo dei Boys.

      Poi sei curioso: prima vieni qui ad esprimere solidarietà a me e ai Boys, poi da altre parti (chissà perché) solo ai Boys. Non mi pare che tu abbia molto le idee chiare.

      Chiudo ribadendo un concetto già espresso oggi: non mi va e non accetto in modo più assoluto il clima da muro contro muro, che certo è stato favorito dal comportamento indecente avuto dei capetti domenica nei miei confronti, ma che ha visto dividersi gli schieramenti pro Boys e contro Majo o pro Majo e contro Boys. A me questa cosa non piace. Basta muro contro muro.

      Cordialmente

      Gmajo

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