L’EURO-ARRAMPICATA DEL PARMA SECONDO LA GAZZETTA DELLO SPORT

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – Il Parma vola. E lo sta facendo ad una velocità di crociera degna di un Boeing o di un catamarano da offshore. Il bello, soprattutto per noi tifosi, è che di fermarsi o prepararsi all’atterraggio proprio non vuole saperne. Con soli due punti da recuperare sulla sesta piazza e ad appena tre lunghezze dalla quinta poltrona occupata (con pieno merito, va detto) dall’Inter di Mazzarri, sognare l’Europa è il minimo che si possa fare dalle parti del Ducato. Così come ci appare assolutamente logico e naturale che la formazione di Donadoni sia finita sulla bocca di tutti e sulle prime pagine (insomma) dei principali quotidiani sportivi italiani. A tal proposito segnaliamo un articolo firmato da Matteo imageBrega e apparso stamani sulla Gazzetta dello Sport. Eccone uno degli estratti più significativi: “Nei primi 45 minuti il Parma avrebbe totalizzato 42 punti, ancora una volta un passo da Champions League. Davanti, irraggiungibile anche in questo frangente, la Juventus (51). Il resto, è lì: Roma 44 e Napoli 45. Come avvitata in una metamorfosi inspiegabile, la squadra nei secondi tempi innesta il freno a mano”. Per la serie: se le partite durassero solo 45 minuti, altro che Europa imageLeague…saremmo in corsa per la coppa dalle grandi orecchie. Ma il passaggio che reputo più interessante, è quello dedicato al Discolo di Bari Vecchia: “Antonio, prima punta sul finire del 2013, prima spina a inizio 2014, quando confidò la voglia di tornare alla Sampdoria. Nessun problema: due turni di tribuna (???). La squadra non sbanda, si arrocca sulle sue intime necessità e ne trae il massimo”. Ecco, tra le numerose scommesse vinte fin qui da Donadoni, al quale va conferito e riconosciuto anche il merito di aver recuperato giocatori dati per finiti o bolliti altrove (Marchionni, Cassani, Gargano e Molinaro, tanto per fare i primi nomi che mi passano per la testa), ce n’è una dalla quale ha incassato una gran bella vincita, di quelle di cui ci si vanta con gli amici o con i semplici conoscenti: quando il tecnico bergamasco ha deciso di mettere in castigo Cassano, in pochi immaginavano che la squadra potesse sopravvivere facilmente alla sua assenza; ed erano ancor meno quelli disposti a scommettere un solo centesimo sul pieno recupero e reintegro in rosa del talento pugliese (compreso il sottoscritto che, sbagliando in modo evidente, ne aveva suggerito e reclamato la cessione). E invece…e invece senza Fantantonio, o utilizzandolo per pochissimi minuti, il Parma ha dato una sterzata alla propria annata, conquistando vittorie pesantissime sia in ottica salvezza che in chiave europea. Di più: dopo aver assaggiato la panchina contro il Torino (per 80 minuti) ed il Livorno (per l’intera durata dell’incontro), Cassano è ritornato a interpretare la parte della ciliegina sulla torta magistralmente confezionata da Pietro Leonardi. Nelle cinque partite successive alla guerra fredda scoppiata tra la fine di dicembre e l’inizio del 2014, il barese ha realizzato la bellezza di 3 reti e confezionato nientemeno che 2 assist. Oggi Antonio è la marcia in più di una squadra che, malgrado sia reduce dallo striminzito pari subito in rimonta nello scontro diretto con la Fiorentina, ancora spera di poter vincere il Gran Premio d’Europa. E il merito è tutto di Roberto Donadoni. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)