L’OPINIONE DI MAJO DOPO ATALANTA-PARMA 0-4: “UNA ECCELLENTE DIMOSTRAZIONE DI FORZA E AUTORITA’. E DEL SORRISO DI EUPALLA NON CI SI DEVE VERGOGNARE”

(gmajo) – Assistendo dalla cabina di  Radio Rai dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia, ospite di Emanuele Dotto, autore ieri dei collegamenti in Tutto il Calcio Minuto per Minuto di Atalanta-Parma, ho avvertito, per la prima volta, un piacevole senso di sicurezza, grazie alla eccellente dimostrazione di forza e di autorità espressa dai crociati sul campo dove la Dea, l’ultima volta, aveva strapazzato nientepopodimeno che il Napoli. Piacevole sensazione avvertita ben prima che il Parma dilagasse nel finale e che avevo condiviso con il noto radiocronista, il quale aveva convenuto con me che, una volta passato in vantaggio alla prima occasione utile con Molinaro dopo un inizio di immane sofferenza, il Parma stava legittimando i tre punti che alla fine sarebbero finiti nel carniere. Ciò non vuol dire che il Parma non abbia avuto dalla sua i favori di Eupalla e del Sig. Tommasi, ma, al lume della prova imagecorale dei Donadoniani, credo che questi possano solo essere considerati un piacevole occasionale addendum ai propri meriti. Addendum dei quali non bisogna certo vergognarsi – ché Eupalla poi si offende e ti volta le spalle – ma saper riconoscere con onestà ed obiettività, che a noi cronisti non debbono mai venir meno, né nella gioia, né nel dolore. Reputo, tuttavia, limitativo giustificare il largo successo dei crociati solo con le circostanze estremamente favorevoli materializzatesi all’Atleti Azzurri d’Italia. E’ indubbio che se il fischietto di Bassano del Grappa avesse sanzionato con il giusto calcio di rigore l’intervento di braccio di Alessandro Lucarelli quando ancora non era stato completato un giro di lancette, l’inerzia della partita avrebbe potuto risultare diversa, anche considerato il veemente incipit dei padroni di casa e il timido approccio dei nostri portacolori, ma nel calcio tante volte capita che certe episodi risultino determinanti per una diversa evoluzione dei fatti, e non si può certo dire che dal 10’ al 90’ più recupero il Parma non abbia saldamente avuto nelle sue mani le redini dell’incontro, appunto dando quella piacevole dimostrazione di forza e autorità cui accennavo prima, e che a me è parso un inedito, giacché in diverse altre occasioni, pur risultando alla fine vincente, non era stato altrettanto convincente, lasciando adito a qualche se e a qualche ma. Anche stavolta c’è stato chi imageha posto qualche se e qualche, io, però, nell’economia della gara, reputo il successo meritato, anche con questa rotondità di punteggio, ché, addirittura, avrebbe potuto esser più largo ancora. Certo, nei momenti nevralgici il Parma ha dovuto fare ricorso ad un Mirante in formato Nazionale ma, come si suol dire, anche il portiere fa parte della squadra. Il secondo episodio fortunato per i nostri è stato lo sciagurato autogol infilato da Benalouane, che ha di fatto chiuso la contesa: da quel momento in poi, infatti, sarebbe scattato il tiro a segno. Ma, sempre per via di quella piacevole sensazione di forza e autorità, anche prima di quel dono dell’ex, io non ho mai temuto che il Parma potesse tornarsene a casa senza i tre punti. E’ chiaro che c’è stata una congiunzione assai favorevole, in imagequanto, come ben sintetizzato nella intervista esclusiva che  Emanuele Dotto ha rilasciato a stadiotardini.it  se al Parma è andato tutto benissimo, all’Atalanta tutto è andato male, ma lo stesso neutrale radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto ha pure sancito che gli orobici sono stati nettamente dominati dai ducali. Alle volte capitano delle giornate no: ad esempio, ai nostri, era successo con il Catania appena sette giorni fa, ma – segno che è l’anno buono – abbiamo limitato i danni pareggiando; alla Dea, invece, è toccato subire sul bel volto uno schiaffo a quattro dita, finendo profanata per la terza volta agli Atleti Azzurri d’Italia, fortino sino a ieri violato solo da Juventus e Fiorentina. Oltre ad esaltare giustamente i calciatori sul campo, non si possono tacere i grandi meriti che ha avuto l’allenatore Roberto Donadoni sia in fase di preparazione della partita, che di gestione. Quest’ultimo particolare risulta assai confortante, in quanto, spesso, (l’ultima volta sette giorni fa) ci eravamo lamentati del suo immobilismo in panchina: stavolta, invece, non ha esitato a fare addirittura un doppio cambio all’altezza del minuto numero 23 della ripresa, rimettendo in gioco Marchionni (inizialmente escluso per Acquah: e qui dobbiamo dar merito a Michele Angella di aver azzeccato almeno l’esclusione iniziale del numero 32, lui che era partito da questo punto per teorizzare uno speculare 4 4 1 1, con Schelotto dentro sin da principio) ed inserendo El Galgo per Palladino, inizialmente preferito ad Amauri, con il ritorno di Cassano falso nueve. Io non capirò nulla di tattica, come sostiene il conduttore di Calcio & Calcio (meno male che ci sono lui e il Saltimbanco, se no il livello della trasmissione, fosse solo per me, sarebbe davvero  infimo…), però che il problema del Parma fosse il dualismo Amauri-FantAntonio nel 4 3 3 – con uno che non può imageche escludere l’altro – ero stato il primo ad evidenziarlo. Nel suo pezzo di ieri il nostro Mister, quello di stadiotardini.it, ha bene evidenziato come il Discolo di Bari Vecchia risulti penalizzato dall’agire assieme all’italobrasiliano con un attacco a formula tre: “A Bergamo Cassano ha completato 48 passaggi su 58 (83% di precisione), ricevendo 61 palloni dai compagni. DSC01654Contro il Catania ne aveva completati soltanto 11 su 23 (48%), ricevendo 32 passaggi dal resto della squadra. Amauri si era fermato a 8 su 14, con 21 palle ricevute. Il conto è fin troppo facile. Contro l’Atalanta, il solo Cassano ha giocato più palloni di Amauri+FantAntonio contro il Catania. E, di conseguenza, la squadra ne ha notevolmente beneficiato”. Motivazioni per cui ritengo che il 6 attribuito dallo stitico Paolo Grossi della GdP al numero 99 sia un po’ troppo penalizzante: meglio il mezzo voto in più riconosciutogli dalla Rosea. Chissà se il tifosissimo pluri-direttore Giuliano Molossi gli tirerà le orecchie o se ci penserà l’esperto in pagelle Ettore Guerra, i quali si erano stracciati le vesti per il 6,5 che la prima firma aveva tributato a Cassano dopo la prova del San Paolo, agli albori della striscia da record di 12 risultati utili consecutivi dei crociati. Grossi ha anche dato la sufficienza all’arbitro Tommasi, mentre Binda sulla Gazzetta Nazionale gli ha dato l’insufficienza, per via del rigore non dato per il braccio galeotto di AleLucarelli. A proposito di tiratine d’orecchie: a me il campo di ieri non è parso in perfette condizioni e i giardinieri, con i rastrelli, si sono dovuti prodigare non poco per far sì che le zolle saltassero il meno possibile: ciò non toglie che il Parma abbia potuto… esondare… vincendo 4-0. Probabilmente, ieri, cambiando bel tre effettivi rispetto ai deludenti undici col Catania, Donadoni ha attuato con una settimana di ritardo quello che gli poteva esser frullato nella mente prima del match interno con i siciliani, quando non ebbe, però, il coraggio di cambiar qualcuno, nonostante avesse avvertito che qualcosa non fosse quagliato in quella strana settimana di allenamenti dopo l’inaspettata vacanza con la Roma. Come ha osservato sempre il nostro Mister (quello di stadiotardini.it): “Tre cambi sono solitamente il massimo cambiamento da una partita all’altra per il tecnico gialloblù, che opera soluzioni del genere quasi soltanto quando si giocano tre match in una settimana. Questa volta non era il caso, ma la mossa ha pagato eccome”. Agendo così, il coach ha giustificato gli ulteriori sforzi al mercato invernale della società, che anziché smantellare, come avrebbe potuto, e per certi versi dovuto, considerate le impellenze economiche, ha trattenuto tutti i pezzi migliori, aggiungendo altri elementi che alla prova sul campo, che è poi quella che conta, hanno dimostrato di poterci stare e fare parte integrante di questo gruppo, e mi riferisco a Schelotto, arrivato tra lo scetticismo generale, e lo stesso Molinaro, che per me era un ulteriore spreco di risorse economiche, anche considerando quella generale tendenza conservatrice dell’allenatore, il quale è sempre parso poco propenso a cambiare sia in partenza che a gara in corso (non è un caso che il Parma sia la squadra che abbia utilizzato di meno i sostituti e che annoveri tra le proprie file il maggior numero di calciatori con zero minuti di minutaggio, come certificato da TMW la scorsa settimana). E se Mesbah non aveva mai trovato spazio se non nelle emergenze (anzi, una volta il tecnico gliu ha preferito perfino Felipe), Molinaro, dopo l’assaggio in Parma-Catania è riuscito a scalzare (almeno stavolta) l’inamovibile Gobbi, da sempre un grande equilibratore dei gialloblù. La partita di ieri ha dimostrato la validità del teorema leonardiano (proclamato a Calcio & Calcio Più) secondo cui un punto di forza del Parma è l’imprevedibilità delle scelte dell’allenatore, che danno competitività al gruppo. Diciamo che, fino ad ora, non era stato proprio così, ma il segnale di ieri è confortante. Così come è importante che qualsiasi sia l’orchestrale inserito la musica nel complesso non cambia: segno che nel Parma c’è una proficua alchimia che è alla base della inedita prova di forza di ieri. La serie aurea di dodici risultati utili consecutivi, mai raggiunta neppure dal Parma di Scala (record che raggiunto a questo punto della stagione vale decisamente di più della sterili sette perle di fine stagione 2011-12), è la migliore dimostrazione della strategia iniziale societaria di dotare la rosa del Parma Centenario di calciatori “maturi”, in grado di vincere, anche se dispiace che per esigenza di cassa ci si sia dovuti privare, a cammino in corso, di un giovane come Nicola Sansone: del mercato invernale mi aveva lasciato perplesso la valutazione tecnica della società di lasciarlo partire poiché c’era piena fiducia nei ritrovati Amauri e Cassano (Leonardi dixit in Calcio & Calcio Più), dimenticandosi dell’importanza che ha avuto nella decisiva svolta del 4 3 3, con cui è iniziata la serie aurea. Certo in organico è rimasto Palladino che lo può sopperire largo sulla sinistra, oppure Biabiany, come accaduto ieri, con Schelotto sull’out destro. Confortante il debutto con gol dell’ex di turno, anche se non mi sono piaciute le circostanze che hanno fatto maturare il suo cartellino giallo: capisco la voglia di segnare nell’ostile Atleti Azzurri d’Italia, ma non aver sentito il fischio dell’arbitro, e non aver visto assieme alla bandierina alzata dell’assistente gli avversari fermi, non mi pare il massimo. Bello, invece, il colpo di tacco di benvenuto. Così strutturato il Parma, anche considerate le favorevoli circostanze di un campionato singolare con le grandi che stentano, ha il dovere di andare fino in fondo nella conquista dell’Europa. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO ATALANTA-PARMA 0-4: “UNA ECCELLENTE DIMOSTRAZIONE DI FORZA E AUTORITA’. E DEL SORRISO DI EUPALLA NON CI SI DEVE VERGOGNARE”

  • 17 Febbraio 2014 in 13:04
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    Adesso e’ facile salire sul carro dei vincitori…. Non era stata un’operazione senza senso vendere SANSONE (INGUARDABILE anche ieri) MENDES (Altri due goal presi) e ROSI (Ieri assente per squalifica) per quei balordi di schelotto e Rossini. Non era meglio tenere benalouane e mesbah che prendere un ex giocatore come Molinaro…. Non dovevano essere arrivati nuovi scontenti???? Io invece vedo un grande gruppo un grande allenatore e una grande società. Il passato non mi interessa e penso soli al presente. E penso sia anche ingrato di parlare di fortuna dopo 12 partite utili consecutive. Diamo merito a chi ha costruito questa squadra e difendiamola almeno noi che la amiamo. Majo adesso basterebbe dire che il plenipotenziario come lo chiama Lei, ha una marcia in piu’. E quando se ne sarà andato forse dovrà fare degli articoli sulle partite del giovedì di Boni e baroni….. Cordialmente forza crociati!!!!!

  • 17 Febbraio 2014 in 13:39
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    Dear Luca. Per quanto mi concerne nessun carro dei vincitori. I complimenti al Leo li fequi in tempi non sospetti e rinnovati ieri. I complimenti al Don li faccio appena è possibile e ti aggiungo che forse ho criticato troppo la partita col Catania che ha dimpstrato ieri di aver cambiato marcia. Tuttavia se parlavo di sfiga è legittimo e dovuto che parli di fortuna cosi come se parlavo dei torti devo parlar dei favori
    L ingratitudine sarebbe non veder che succede e per quanto mi concerne sarebbe non cogliere i lati sarcastici del calcio che per quanto mi concerne resta un gioco del pallone, nulla di sacro sul quale non si possa scherzare.

  • 17 Febbraio 2014 in 13:51
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    Come si può’ negare che a Bergamo oltre ai meriti c’è stata anche buona sorte?

  • 17 Febbraio 2014 in 14:17
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    Il Dg rimane il Number One. Il valore aggiunto della intera società’. Chapeau. L’importante e’ ricordarselo anche nei momenti difficili

  • 17 Febbraio 2014 in 14:44
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    insomma la fortuna ce la siamo meritata stavolta…..capiterà che da qui alla fine ci volterà le spalle magari sotto forma di svista arbitrale….ricordiamoci che la ruota gira per noui e per altri …..l importante è che la squadra non perda la convinzione che ha mostrato ieri,ha fornito una prova autoritaria che in trasferta raramente ho potuto vedere…CON L ATTEGGIAMENTO DI BERGAMO POSSIAMO VERAMENTE LOTTARE FINO IN FONDO ..E CON POSSIBILITà DI SEUCCESSO ANCHE …VA Mò Là !!…poi lasciamo perdere mendes e sansone l operazione è…e rimane discutibile se consideriamo il fatto che mendes era un ottimo prospetto e che in difesa con la sua partenza felipe diventava la prima alternativa ai due centrali titolari…e che quella di sansone lo è perchè se si doveva fare cassa era meglio darlo via a giugno e perchè ci ha relegato ad una coppia fissa amauri cassano che se non funziona come contro il catania…..non può essere variata in modo convincente ……..poi che i fatti dicano che schelotto e molinaro hanno fatto bene ( E NE SONO FELICE SIA CHIARO…..LUNGI DA ME PRENDERE POSIZIONI A PRIORI ) e segnato e che gli altri due a sassuolo stanno facendo male ….sono fatti inconfutabili ….MA PERCHè RIVANGARE SI CIò……ora pensiamo solo ad entusiasmarci per questa squadra e poi vedremo

  • 17 Febbraio 2014 in 15:17
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    Giocar bene a Sassuolo con Malesani sarebbe un impresa epica che verrebbe declamata dai menestrelli
    Il buon Squinzi ha sbagliato il manico e noi ce lo ricordiamo bene. Forza Leo Don Ghiro e chi più ne ha più ne metta. Come disse Rocco Sigfredi

  • 17 Febbraio 2014 in 15:34
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    Riesumare le scelte di mercato dopo atalanta – parma mi pare inutile tanto quanto lo fu dopo parma catania.
    Dopo i primi cinque minuti pensavo a tutto tranne che a una larga vittoria. Gli episodi sono stati favorevoli ma la squadra ha saputo legittimarli con il giusto atteggiamento, credo che il successo sia meritato.
    Le scelte a sorpresa (almeno per me) di Donadoni hanno pagato e i cambi pure.
    D’altronde sulla preparazione della partita raramente si è avuto modo di sollevare contestazioni, è la gestione che ha lasciato spesso perplessi.
    La classifica è molto buona, bisogna tentare il tutto per tutto in ogni partita perchè di squadre certamente superiori al parma ce ne sono poche

  • 17 Febbraio 2014 in 15:53
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    esatto gabriele …come si pretende massima concentrazionee grinta da parte dei nostri “portacolori” sul campo…..anche noi tifosi dobbiamo focalizzarci sul fatto che quest anno l europa league……è alla portata e che la squadra è attrezzata punto…….la squadra sembra aver capito di potercela fare, vediamo di dargli un ulteriore spinta con fiducia e ottimismo…..senza fare le pulci ad ogni minimo passo falso ,anche se ..fanno arrabbiare perchè quando vedivpartite come quella col catania ..ti chiedi come sia possibile…..ma la risposta è molto semplice …nel calcio ci stà! ( per dirla un pò alla tullo baroni) capita….l importante è non cercarsi del freddo per il letto noi tifosi ,..e anche gli addetti ai lavori( donadoni) con scuse assurde a caldo e dettate probabilmente dalla stessa delusione provata da noi tifosi domenica scorsa….cerchiamo tutti di andre avanti serenamente senza

  • 17 Febbraio 2014 in 16:42
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    Quest’anno la squadra è forte e in più tutto sta andando da Dio. Si sa che a volte i grandi risultati sono accompagnati dal culo. Non siamo stati assistiti solo ieri, io ricorderei anche il gol di Lucarelli-Puggioni col Chievo, il regalo di Neto a Firenze, la partita con il Sassuolo in casa… Ci sono stati anni in cui andava tutto storto, ora prendiamoci l’aiuto della dea bendata e speriamo che ci possa spingere in Europa!!!

  • 17 Febbraio 2014 in 17:10
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    Trovo banale sminuire una vittoria con 4 gol di scarto su uno dei campi più ostici d’Italia, però qua siamo a Parma, dobbiamo sempre trovare il pelo nell’uovo…. Comunque se si parla d’Europa quella che mi preoccupa di più è il Milan che a forza di rigori e miracoli vari riesce sempre a passare.

  • 17 Febbraio 2014 in 18:54
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    lunedì prossimo…..chi lo avrebbe mai detto ?….è uno scontro diretto!!!!…….

    • 17 Febbraio 2014 in 19:33
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      con la fiorentina che giovedì in settimana gioca in Europa e le si son infortunati il miglior difensore Gonzalo Rodriguez, Vargas e addirittura Cuadrado….

      toccandomi le balle ossessivamente dico che dobbiamo approfittarne…

    • 17 Febbraio 2014 in 19:39
      Permalink

      Vincendo andremmo a meno 5 con una partita da recuperare, quindi si tratta proprio di uno scontro diretto.

  • 17 Febbraio 2014 in 19:37
    Permalink

    Anche Donadoni ha sminuito i 4 gol di scarto, beninteso la partita è stata bella e il Parma l’ha giocata bene, togliendo i primi 10 minuti in cui tutto girava male. Aggiungo che giocando con questa intensità e con questa voglia i risultati continueranno ad arrivare, ma prova a divenire per un attimo un tifoso Bergamasco oppure a ricordare la partita (una che mi viene in mente) contro l’Udinese o il Verona. Non sempre si raccoglie ciò che si merita, a volte invece anche di più

  • 17 Febbraio 2014 in 22:43
    Permalink

    ce la giochiamo con torino e verona milan e lazio credo che abbiano problemi difficilmente superabili quindi abbiamo la possibilità di poter guardare solo davanti…..e allora visto che anche l inter non è certo irresistibile e dovrà venire al tardini …..io dico che se dobbiamo segure il volere di leonardi ovvero essere ambiziosi e voler stupire dobbiamo puntare l inter e il quinto posto….dai!!…..io lo confesso non ci pensavo minimamente ad inizio campionato e anche nel proseguo ero piuttosto cauto,…….dopo bergamo ci sono dei segnali precisi e ora ci credo anch io e la cosa mi piace molto …mi piace sapere che lotteremo fino in fondo

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