PARMA-CATANIA 0-0, il tabellino e la cronaca di Orazio Vasta: “Chi ha fischiato non vuole il bene del Parma”

image(Orazio Vasta) – Una squadra che lotta per l’Europa e una per non retrocedere. Una che sta a ridosso delle grandi, ai piani alti della classifica, una invece che sta lì, in fondo, a chiudere la graduatoria della Serie A.

Parma e Catania legate da un filo sottilissimo. La prima troppo in forma per fermare la propria corsa fatta di imbattibilità e punti, l’altra tra alti e bassi che cerca di lottare domenica dopo domenica, avversario dopo avversario per sopravvivere nel massimo campionato.

Alla luce di quanto detto la sfida tra i crociati e gli etnei poteva avere un risultato già scritto, un vincitore. Lo dimostrano i fischi piovuti sul Parma al termine della gara, appunto perché i tifosi si aspettavano la vittoria, i tre punti contro l’ultima della classe, la squadra ormai spacciata.

In un quadro teorico del calcio può starci, ma a mio avviso, quei fischi piovuti sulla formazione crociata sono parecchio ingenerosi.

Non serve andare tanto lontano nel tempo, a campionati fa, ma spostare i ricordi alla prima tornata di questo campionato. Il Parma non aveva la mentalità che ha acquisito adesso, non giocava con tranquillità e spesso e volentieri alla prima difficoltà si faceva superare dall’avversario, qualunque esso fosse.

Oggi poteva essere una sfida del genere, con una squadra, quella emiliana, che avrebbe potuto cedere centimetri e punti ad un avversario più motivato.

Reputo quei fischi ingenerosi, perché il Parma fin qui ha fatto un ottimo campionato, ha trovato la giusta strada e anche dopo una partita pareggiata 0-0 con l’ultima in classifica, ci può essere qualcosa di buono.

Il Parma non ha perso. E’ questo è già un dato importante. Non ha preso gol, e tutto sommato, considerando la pressione messa in campo dall’avversario, Mirante non ha corso grandi pericoli e non si è dovuto esaltare con interventi prodigiosi.

I padroni di casa hanno risposto bene alla grinta degli etnei. Hanno giocato una vera partita di calcio, contro un avversario che non è venuto nel Ducato per barricarsi e difendere lo 0-0 iniziale.

Il Catania ha subito mostrato gli artigli, cercando di colpire gli avversari, provando a portare a casa l’intera posta in palio.

Senza Paletta in difesa questa partita avrebbe potuto prendere un’altra piega. Il difensore argentino è stato monumentale questo pomeriggio, e di fatto ha evitato alla propria squadra di capitolare sotto i colpi degli avanti rossazzurri. Il centrale del Parma non ha concesso un centimetro negli ultimi sedici metri, le sue entrate sono sempre state precisi e puntuali. Questo fa capire quanto è mancato nella prima parte di campionato a questo Parma. Accanto a lui Lucarelli è tornato un giocatore normale, e non è più costretto agli straordinari.

Il centrocampo ha fatto meglio in fase d’attacco che di difesa. Parolo e Marchionni due stantuffi, che hanno creato, e provato a dare qualche grattacapo alla formazione avversaria.

L’attacco così così. Cassano non è riuscito a brillare. Le sue giocate non da campione lo hanno relegato a comprimario, e tra uno scatto e l’altro si è visto qualcosa di buono da Biabiany e l’ennesima grande prova di Amauri che si è battuto da solo in mezzo ai difensori etnei. L’attaccante del Parma ha provato a scuotere il match, ma un po’ per sfortuna, un po’ per imprecisione dei lanci a lui indirizzati non è riuscito a confermarsi cannibale da area di rigore.

E’ vero, il Parma ha rischiato di andare sotto, di prenderle da una squadra con l’acqua alla gola, ma le motivazioni degli ospiti erano decisamente superiori a quelle dei crociati.

Questo Parma avrebbe anche potuto vincerla la partita, bastava il guizzo, la giocata giusta, quel tocco sotto porta non c’è stato, ma che non può essere contestato alla squadra.

Torno a quei fischi. Ingiusti, immeritati, forse troppo esagerati.

Le partite si vincono in campo e non prima di averle giocate. Ci può stare mezzo passo falso. Ci può stare il non aver vinto contro l’ultima in classifica. Ci può stare il manifestare il proprio dissenso, ma prima di fasciarsi la testa bisogna aspettare che sia rotta. La partita di oggi ai punti l’avrebbero vinta gli avversari, ma la sfida col Catania, sofferta, dominata per lunghi tratti dagli ospiti ha dimostrato che il Parma è vivo e c’è. Ha dimostrato che i dieci, oggi undici, turni di imbattibilità non sono un caso. Ha dimostrato che la squadra è cresciuta ed è quadrata, rispetto a qualche mese fa. Ha dimostrato che Parma e la sua squadra di calcio può togliersi delle soddisfazioni a partire proprio da questa stagione.

Se l’obiettivo è tornare ai fasti di un tempo, bisogna remare tutti nella stessa direzione, conseguire un unico obiettivo.

Se i fischi erano solo d’amore, allora accettiamoli, ma se qualcuno ha pensato bene di non gradire prestazione e punto, il cammino fatto dal Parma, l’imbattibilità che continua, allora qualcosa non torna, o forse quelli che hanno fischiato non vogliono il bene del Parma.

La strada in campionato è ancora lunga, aspettiamo Maggio prima di tirare somme o giungere ad inutili conclusioni, con annessi malumori o contestazioni.

La quinta vittoria è mancata, ma non per questo bisogna farne un dramma. Adesso bisogna riprendere il lavoro e pensare alla prossima sfida in casa dell’Atalanta, per continuare la striscia positiva e il sogno chiamato Europa. Non bisogna mollare proprio adesso. Orazio Vasta

PARMA-CATANIA 0-0, il tabellino

Parma (4-3-3) – Mirante; Cassani, Paletta, Lucarelli, Gobbi (42′ st Molinaro); Marchionni, Gargano (16′ st Acquah), Parolo; Biabiany, Amauri, Cassano (29′ st Palladino)
A disp.: Bajza, Rossini, Felipe, Coric, Galloppa, Munari, Mauri, Schelotto, Pozzi
All.: Donadoni

Catania (4-3-3) – Andujar; Peruzzi, Bellusci, Rolin (31′ st Alvarez), Spolli; Izco, Lodi, Rinaudo; Barrientos (44′ st Plasil), Bergessio, Castro (44′ st Fedato)
A disp.: Ficara, Gyomber, Legrottaglie, Biraghi, Capuano, Monzon, Keko, Boateng
All.: Maran

Arbitro: Sig. Giacomelli

Ammoniti: Marchionni, Paletta, Bellusci, Peruzzi, Lodi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 pensieri riguardo “PARMA-CATANIA 0-0, il tabellino e la cronaca di Orazio Vasta: “Chi ha fischiato non vuole il bene del Parma”

  • 9 Febbraio 2014 in 18:41
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    oh l’unica cosa che condivido e’ la fine ..orazio basta dir di stupidedi

      • 9 Febbraio 2014 in 18:46
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        si e’ firmato orazio basta 🙂

        • 9 Febbraio 2014 in 18:52
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          Ops… Avevo sbagliato io aggiungendo la firma. Lui manda solo il pezzo, poi aggiungo io le firme… Si vede che il mio inconscio voleva stopparlo 🙂

          Cmq ora ho corretto. Grazie per la segnalazione. E scusa ad Orazio Vasta… Del resto di E basta ce n’è abbastanza di Rinaldo…

          Cordialmente

          Gmajo

  • 9 Febbraio 2014 in 18:45
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    si fa presto a parlare quando di partite del parma ne vedi una o due e ti pagano anche,lasciamo perdere i miei 145 euro ma se penso che c’e’ della gente che ne spende 2 o tremila…..e si permette persino di fischiare ,incivili !

  • 9 Febbraio 2014 in 18:52
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    di la verita’ maio e’ stato un lapsus freudiano il tuo…per scrivere orazio basta

  • 9 Febbraio 2014 in 19:22
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    Tralasciando la posizione in classifica degli avversari,oggi la prestazione è stata assolutamente mediocre.
    Pochissimo movimento senza palla,tanta imprecisione nei passaggi,almeno 2 calci d’angolo(vado a memoria) battuti senza senso.
    Il tutto si è tradotto in zero tiri in porta.
    Io non so se sia giusto fischiare,so solo che io mi incavolo quando la squadra non sputa tutto il furore e la rabbia agonistica.
    Oggi a me è parso così…

  • 9 Febbraio 2014 in 19:30
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    oh poi ci sta che chi pensa di poter arrivare in E.L. all’improvviso si debba risvegliare fischiando il ponte sul fiume kwai,come ci sta di sentirsi dire prima della partita che c’e’ un ambiente da precampionato e poi si lamenta che ci sia anche sugli spalti,troviamo un senso a questo campionato da qui in avanti altrimenti il clima diventera’ da ritiro esivo

  • 9 Febbraio 2014 in 20:11
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    Credo, da abbonato della curva, che FISCHIARE sia il contrario di APPLAUDIRE. Quindi più che legittimo quando si vede una partita così e soprattutto un atteggiamento così!! Qualcuno in curva diceva “speriamo che il Catania abbia comprato la partita, sarebbe la spiegazione che più farebbe pensare bene per il futuro del Parma!

    • 9 Febbraio 2014 in 20:19
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      Gli illeciti sportivi non sono mai augurabili.

  • 9 Febbraio 2014 in 21:02
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    “Se i fischi erano solo d’amore, allora accettiamoli, ma se qualcuno ha pensato bene di non gradire prestazione e punto, il cammino fatto dal Parma, l’imbattibilità che continua, allora qualcosa non torna, o forse quelli che hanno fischiato non vogliono il bene del Parma”. Credo che la gente debba leggere bene prima di commentare.
    Nel calcio molte volte si dimentica un concetto importante, il rispetto verso l’avversario.
    Prima della partita il Catania era già un avversario battuto, la quinta vittoria in campionato… in campo ha dimostrato ben altro e avrebbe meritato ben altro.
    I fischi andrebbero rivolti a chi ha pensato che la partita fosse facile, che il Parma doveva vincerla a tutti i costi.
    Dal mio punto di vista, da uno che non guarda due o tre partite del Parma (ed evito di entrare in altre discussioni…) questo può essere un punto da mettere in classifica senza troppe recriminazioni. Lo considero mezzo passo falso, senza volerci vedere dentro un “disegno machiavellico”.
    Se poi c’è dell’altro in mezzo, lo si vedrà solo col tempo, e il tempo darà ragione ai tifosi. Ma mi spiace, questa volta io sto con Donadoni, ho espresso il mio pensiero prima ancora di sentire le dichiarazioni del mister.

  • 9 Febbraio 2014 in 21:32
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    secondo me non hai ascoltato nenache quelle di ieri ma fa lo stesso,di machiavellico nel parma non c’e’ nulla al limite di kafkiano

  • 10 Febbraio 2014 in 14:51
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    il record …il punto …e va bè!! vedere il bicchiere di vino mezzo pieno va bene …..ma magari considerare che se il bicchiere è mezzo pieno poteva starcene dell altro di vino quello sì……ecco non bisogna essere troppo negativi.. ma ieri era lecito pretendere di più…..tutto qui! …i fischi vanno anche interpretati dagli addetti ai lavori senza essere permalosi come sempre capita al tardini…….ma forse l altra metà del bicchiere di vino l ha bevuta donadoni prima di andare in conferenza….si vede che non lo regge

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