TOMMASI (AIC) SUL CORSERA STRONCA IL MODELLO NOVA GORICA: “I SATELLITI? SERVONO SOLO PER SPOSTARE GIOCATORI O PER SISTEMARE UN BILANCIO”

image(gmajo) – Se pagina 58 del  Corriere della Sera  di oggi, come vi abbiamo riferito prima, può aver fatto sorridere Leonardi, che ha visto giustamente riconosciuti i meriti sportivi del Parma, quale squadra migliore del 2014, quella successiva, invece, la 59, potrebbe avergli causato un travaso di bile. Infatti, prendendo spunto dalla stretta attualità (alias la cessione del Cagliari e l’acquisto del Leeds da parte di Cellino), il Corrierone ha titolato: “La seconda squadra ultima moda italiana: solo per business” sintetizzando così il pensiero di Damiano Tommasi presidente dell’Assocalciatori, sconcertato da operazioni tipo quella del Parma con il Nova Gorica all’estero o il Gubbio e Savona in Italia, (anche se, come sottolineato dal giornalista Paolo Tomaselli nella sua inchiesta il fenomeno interessa anche la capostipite Udinese, con Watford e Koper; la Roma, che dopo aver fatto un sondaggio col Cadice, dove lavora Gaucci Junior sta definendo l’accordo in Serbia con il Curaricki; la Fiorentina ha cercato di farlo col Prato, scatenando l’ira del campanile accanto; l’Inter lo aveva fatto con una partecipazione societaria con lo Spezia, e Claudio Lotito, unico in Italia, proprietario di Lazio e Salernitana). “Queste operazioni non hanno nulla a che vedere con il modello di seconda squadra che proponiamo noi — ha dichiarato al  CorSera  Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori —, ma sono fatte per spostare giocatori o per sistemare un bilancio. La seconda squadra alla spagnola ha lanciato tecnici come Guardiola o Benitez, serve a formare allenatori e giocatori, dandogli tempo per crescere e occasioni per dimostrare il proprio valore: un calciatore può scendere in campo con la squadra B e poi, se serve, la settimana dopo può tornare utile alla prima squadra. Ma in Italia con tre Leghe professionistiche e tre presidenti diversi e tre politiche sui giovani, è molto difficile mettersi d’accordo».

DSCF2266Mercoledì sera, durante Calcio & Calcio Più, rispondendo alla domanda del nostro fedele lettore Gabriele, interessato a saperne di più, proprio sul fenomeno ribattezzato da Repubblica “pesca a strascico” e dal Daily Mail, “mercato delle vacche”, l’amministratore delegato Pietro Leonardi, che era ospite in studio per un filo diretto, ha risposto così: “Sono estremamente soddisfatto perché di questa nostra operazione si sono spese molte parole, anche a livello mondiale, con questo giornalista che non so neanche chi sia, che poteva farsi un giro a Collecchio, ci facevamo due chiacchiere, e io gli spiegavo il mio intendimento e il mio progetto. Questo lui non lo ha fatto, aveva parlato di mucche, di trattamento come le mucche, però le mucche ancora non danno produttività come i calciatori, quindi abbiamo continuato con i calciatori. Non c’è assolutamente nessuna valutazione economica di rilievo: sono un numero abbastanza importanti di calciatori, per l’80% quelli più giovani; abbiamo fatto una strategia per prendere dei calciatori anche di prospettiva abbiamo utilizzato i nostri canali, in riferimento ad assorbire delle logiche contrattuali che ci potevano permettere di prendere tutta una serie di calciatori che sono tra i più ambiti, per esempio della serie B; abbiamo una posizione di rilievo con il Nova Gorica, che ora abbiamo potenziato mandando là i vari Boniperti, Mastriani, Finocchio, Vidales, che arriva direttamente, perciò puntiamo anche lì ad arrivare ad una posizione di prestigio; chi lo sa: magari proprio lì potremmo arrivare in Europa League e se vinciamo il campionato lì possiamo arrivare in Champions League. Perciò anche qui il tempo dirà se è stata una strategia giusta: io sono molto fiducioso, perché attraverso questo percorso sono arrivati i Mendes, i Sansone, e gli altri giocatori presi in un certo modo. Ma quello che ci tengo a precisare è che non hanno assolutamente impatto di natura bilancistica, perché se no qui si vociferano cose importanti, che non hanno assolutamente valori in riferimento agli aspetti bilancistici. Poi, quando si vorrà sviscerare, sviscereremo pure questo fatto, perché è diventata una favoletta… E’ una scelta che anziché lavorare sulla qualità, si lavora sulla quantità”.

Mesi addietro il Plenipotenziario aveva spiegato la scelta del Parma di dotarsi di squadre satelliti proprio dopo il mancato accordo a livello di Lega sulla instaurazione delle seconde squadre, in quanto proprio il modello spagnolo era stato caldeggiato dal dirigente gialloblù cui si deve l’allargamento delle panchine fino a 23 calciatori a distinta per ogni gara di serie A.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “TOMMASI (AIC) SUL CORSERA STRONCA IL MODELLO NOVA GORICA: “I SATELLITI? SERVONO SOLO PER SPOSTARE GIOCATORI O PER SISTEMARE UN BILANCIO”

  • 8 Febbraio 2014 in 14:51
    Permalink

    Ma a pensarci bene se i soldi in piu’ dell’Europa arrivassero dal NG? E’ a un punto dalla’Uefa (che credo raggiungera’ ) e a 4-5 punti dalla champions. E li son soldoni utili al bilancio crociato

  • 9 Febbraio 2014 in 09:12
    Permalink

    Ovvio che Nova Gorica, Gubbio, Koper, Savona, Watford non sono come le seconde squadre del modello spagnolo! Queste sono squadre SATELLITI e le due cose son ben diverse! La seconda squadra prevede uno scambio libero dei giocatori con la prima, la squadra satellite no; il primo tipo è una via di mezzo tra la squadra giovanile e la prima squadra, il secondo tipo è una prima squadra a tutti gli effetti.

    • 9 Febbraio 2014 in 10:49
      Permalink

      Infatti Leonardi era favorevole all’inserimento della squadra B, poi, visto che la cosa non è passata, ha dato via al piano B, alias i satelliti.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 9 Febbraio 2014 in 12:18
        Permalink

        e ha ben preparato il Parma alla nascita della squadra B.

I commenti sono chiusi.

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