A RADIO ANCH’IO LO SPORT L’EURO BENEDIZIONE DI SCALA AL PARMA CENTENARIO. GHIRARDI: “SE NON CI RIUSCIAMO QUEST’ANNO CI RIPROVEREMO IL PROSSIMO. LAZIO AVVERSARIA PIU’ TEMIBILE”

(gmajo) – Dopo aver a lungo dibattuto della crisi del Milan, acuita dalla larga sconfitta inferta proprio dal Parma ieri a San Siro, a Radio Anch’io lo sport, il contenitore del lunedì mattina di Radio Uno Rai a cura di Riccardo Cucchi e Filippo Corsini, nella sua seconda parte, si è occupato anche della squadra crociata, ospitando al telefono l’attuale presidente, Tommaso Ghirardi, e l’allenatore che per primo vinse in Europa con i ducali, Nevio Scala. L’indimenticato mister ha dato la sua benedizione: “Il Parma può e deve farcela: sono ottimista, perché vedo che ci credono presidente, allenatore e giocatori”. Ghirardi non si è tirato indietro: “Ormai siamo lì ed è inutile nascondersi. Se non ce la faremo quest’anno vorrà dire che ci proveremo il prossimo. La Lazio è l’avversario più temibile”. Importanti anche i passaggi in cui il presidente ha manifestato la volontà di voler blindare a lungo sia Leonardi che Donadoni, rinnovando eventualmente i loro contratti, anche se è realista e sa che se chiama qualche grande non può certo mettere il bastone tra le ruote, né sarebbe giusto arrestare la loro crescita professionale.

Nell’intervista esclusiva che la prima voce di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, nonché capo redattore sport del Giornale Radio Rai, ha concesso ieri a stadiotardini.it al termine di Milan-Parma 2-4, era emerso il suo auspicio: “Auguro ai crociati un ciclo come quello degli anni ‘90”: e così, costruendo la trasmissione di stamani, non poteva che creare un ponte tra il grande Parma di allora e quello di oggi, chiamando al telefono Nevio Scala e Tommaso Ghirardi, al quale, in apertura, Riccardo Cucchi ha subito chiesto se è possibile agli attuali gialloblù ripetere le imprese di allora: “Stiamo facendo un grande campionato e siamo molto contenti. Stiamo crescendo anno per anno e questo è frutto della programmazione. Certo quest’anno stiamo facendo qualcosa di eccezionale, Sono contento o orgoglioso di questi ragazzi e dello staff che li sta portando a livelli importanti. Se possiamo migliorare? L’amico Nevio aveva abituato la piazza troppo bene: è difficile rifare tutto quello che ha fatto lui. E’ un grande mister: Io mi sono sempre ispirato al suo calcio, e non penso che il suo ciclo possa essere ripetibile con i risultati che ha ottenuto, ma è un modello a cui ispirarsi, perché sono partiti dalla B, sono andati in A, ha lanciato grandi giocatori  senza dispendio di risorse o capitali importanti come poi sarebbe avvenuto nel secondo periodo del Parma. Per cui l’ambizione è di ripetete il percorso sportivo di quel periodo, ma senza la pretesa di raggiungere gli risultati anche perché il campionato oggi è diverso da allora, ci sono maggiori difficoltà economiche, ma lo spirito e l’ispirazione è quella”. Riccardo Cucchi, che si è scusato perché a Nevio Scala si è rivolto dandogli del tu, dal momento che si conoscono da tempo immemorabile, gli ha chiesto se esistano punti di contatto tra il suo Parma e quello di Donadoni: “E’ difficile fare paragoni, ma mi riallaccio al discorso del presidente, che ringrazio di cuore, anche perché le sue parole mi emozionano. Però, nell’esporre il suo pensiero, ha sbagliato una cosa: e cioè quello di credere che oggi non si possano ripetere i risultati che avevo raggiunto io con la mia squadra. Dico questo perché le caratteristiche di allora e di oggi sono le stesse, come l’umiltà  e il senso del dovere, per cui non dovrebbe essere difficile ripeterne i risultati anche se, come dice lui, i tempi sono cambiati. Però l’importante è non vendere fumo e io sento che Donadoni e i suoi calciatori non lo fanno, né tanto meno il presidente che ieri ho visto sorridente in tribuna. E questo è un ottimo viatico per riprendere un grande obiettivo”. Si inserisce nel discorso il co-conduttore Filippo Corsini secondo cui il Parma degli anni 90 era inserito tra le sette sorelle del campionato: in realtà commette un falso storico, poiché il Parma delle sette sorelle lo sarebbe stato quello della successiva grandeur dopo il passaggio di mano di Pedraneschi-Pastorello e Scala e il nuovo ciclo con Stefano Tanzi al timone. Corsini aggiunge che, anche se alla fine a vincere erano sempre le stesse, il campionato, allora, era più equilibrato di quello di oggi, con tutte le soddisfazioni che il Parma si sarebbe tolto nelle Coppe. Insomma, tecnicamente, il campionato di oggi è ben diverso da quello di 20 anni fa. “La considerazione è veritiera – gli risponde Scala – adesso c’è solo la Juve che si stacca, ma poi rimangono Inter, Roma, Napoli, Fiorentina, che sono squadre di ottimo livello. Il Parma deve credere di avere la possibilità di arrivare con loro sotto la Juve. E’ un Parma che è stato costruito dopo alcuni anni di sofferenza, durante i quali io e il presidente Ghirardi abbiamo avuto dei contatti importanti, le cose non si programmano in un anno o in pochi mesi e questo è il vizio che abbiamo noi italiani, quello, cioè di volere tutto e subito. Ghirardi ha fatto un ottimo lavoro. E ha ragione a dire che da solo non può far niente, ci vuole una dirigenza, uno  staff tecnico e calciatori disponibili e anche una città come Parma”. Segue l’intervento di Italo Cucci che ricorda come, nel calcio di una volta, esistessero presidenti di squadre di calcio di serie A pitturati da Italo Allodi con l’indimenticabile definizione di ricchi scemi, bravi nelle loro aziende, ma incapaci nel calcio: “Lei è un bravissimo presidente, è indiscutibile, ed è anche un uomo d’affari abile, capace. La mia curiosità è questa: tutti vogliono comprare un pezzo di Parma, ad esempio portarle via Leonardi: da imprenditore cosa medita?”. Ghirardi risponde così: “Io posso dire solo una cosa: io ho avuto la fortuna  di avere dei genitori che mi hanno fatto prendere decisioni importanti da giovane, perché da 19 anni fino a 23 sono stato amministratore delegato dell’azienda di famiglia. E in questi anni ho avuto la possibilità di commettere tanti errori, così come errori, dovuti alla giovane età, li ho fatti anche nel calcio con il Carpenedolo, in Promozione, in Eccellenza e in Serie c… Sbagliando si impara, e io ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno lasciato decidere. Per crescere bisogna sbagliare: se uno prende decisioni solo a 50 anni è difficile che abbia una maturità per decidere in azienda. E questa è stata la mia fortuna. Anche se mi risulta difficile parlare di me, meglio se ne parlano altri”. Cucchi gli ricorda la seconda parte della domanda di Cucci: conserverete i vostri gioielli? “Per me è un motivo di orgoglio quando realtà importanti cercano i nostri gioielli, come li chiamate voi. Leonardi è la risorsa più importante è con me da 5 anni, e ha un contratto che scade tra 4 anni, ma che cercherò di prolungare ancora. Pietro seguirà questo progetto assieme a me ancora a lungo, peccato perché è un dirigente importante e io sento accostati nomi di altri a quelli di grandi club ma io devo fare i miei interessi, per cui cerco di tenerlo stretto”. L’ex arbitro internazionale Paolo Casarin, anni dietro inserito nell’organigramma del Parma, dice a Ghirardi che è giusto blindare un dirigente con contratti pluriennali, ma per per fare grande una squadra dopo questo meraviglioso periodo, per fare un nuovo Parma serve anche l’allenatore e l’impressione è che lui abbia dato semaforo verde a lasciar partire Donadoni qualora partire. Quindi d’accordo il presidente, d’accordo il direttore sportivo che fa la squadra, ma serve anche un allenatore che confermi questo tipo di gioco, senza dimenticare l’ambiente positivo. “Si – replica Ghirardi – stavo proprio aggiungendo questo. Credo che l’altra anima importante sia Donadoni, un mister che sta dando un equilibrio importante per la crescita non solo tecnico e tattica della squadra, ma anche dell’ambiente Parma. In questa città prima non vedevo la mentalità giusta per raggiungere certi livelli. Io gli farei ancora un anno di contratto, o anche 4-5, però non non posso tarpare le ali alle sue ambizioni di raggiungere altissimi livelli. Io farò di tutto per trattenerlo, ma sono anche realista: se arriva un grandissimo club a dargli la possibilità non mi metterò di traverso”. Filippo Corsini vira sull’argomento Cassano: dopo le incomprensioni legate al flirt con la Sampdoria ora è completamente ritrovato: “E’ un calciatore che va coccolato, o viziato: esiste un piano Cassano per il futuro? Avete promesse particolari in base agli obiettivi raggiunti? “Noi stiamo gestendo bene Cassano – sostiene Ghirardi – ma lui non sta facendo nulla di strano, anzi si comporta da professionista ed è legato alla città. C’erano state delle  incomprensioni durante il mercato di gennaio perché aveva ricevuto telefonate che lo avevano un po’ scosso, ma come ho già detto migliaia di volte lui ha nel cuore Genova e la  Sampdoria perché sua mamma e la famiglia di sua moglie abitano là e quindi ha un debole per quella città e per quella società. Però ha capito che anche qui ci sono dei valori, parlo di Parma e della nostra società, per cui adesso vuol restare a lungo a Parma e non l’ho più sentito parlare di Sampdoria. E’ un calciatore particolare e un talento per il quale bisogna condividere appieno le scelte. Finché rimarrà farà la differenza, ma noi non lo forziamo”. L’ascoltatore Antonio ha chiesto a Scala e a Ghirardi se il Parma è pronto per l’Europa League e se è l’Inter l’avversario più temibile per un posto in Europa. Ecco la risposta di Nevio Scala: “Se il Parma ci crede l’obiettivo è raggiungibilissimo, anche se mancano ancora 10 partite, il cammino è lungo ed irto di difficoltà; però la cosa fondamentale è crederci e il presidente, Donadoni e i giocatori ci credono. Il Parma ha sicuramente la possibilità di andare in Europa e io glielo auguro di cuore.” E questa quella di Tommaso Ghirardi: “Vogliamo provarci: siamo consci di essere in questa posizione di classifica. Il competitor numero 1 è la Lazio, perché in Europa League vanno 6 squadre se la Fiorentina resta tra prime 5. Quindi, al momento, la più pericoolosa è la Lazio. Si tratta di grandi squadre, grandi realtà, ma bisogna crederci ed è ovvio che chi non crede non fa parte del gruppo. Speriamo di fare qualcosa di importante, semmai ci ripeteremo l’anno prossimo…”

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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