giovedì, Luglio 25, 2024
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AIUTO, MOGGI MI SEGUE…

image(gmajo) – No, non sto dando dello stalker a Big Luciano, il quale, peraltro, credo che abbia gusti più raffinati… Fatto sta, però, che nella mia folta (si fa per dire) teoria di seguaci, o follower, sul popolare social network Twitter (che io, peraltro, utilizzo pressoché esclusivamente per veicolare i titoli degli articoli di stadiotardini.it, e non per informare i miei pochi fans che ho appena terminato l’evacuazione) da qualche ora a questa parte annovero anche Luciano Moggi, il quale, mentre compongo, segue appena 470 persone, mentre è seguito da 30.200. Probabilmente al deposto Re del Mercato (o a chi gli cura il profilo ufficiale) erano fischiate le orecchie, nelle ultime ore, per via della querelle della sua foto assieme a Palladino, diffusa attraverso Twitter dal numero 17 crociato che era stato così felice della sua visita in ritiro a Torino (come ha informalmente spiegato oggi imageLeonardi, Big Lucky  abita a 500 metri circa dall’hotel nel quale alloggiavano i nostri eroi prima della partitissima con la Juventus). E così, bontà sua, ha deciso di seguirmi su Twitter, che, si sa mai, non capiti di nuovo che parli di lui. A pensarci bene ne sto parlando proprio in questo momento… Tra l’altro Moggi ha pure ritwittato il mio tweet con la notizia della rimozione della discussa foto dal profilo di Raffaele Palladino…

Non so se Lucianone ha la stessa memoria che ho io, però, noi due, avevamo avuto modo di dialogare insieme in diretta (lui era in studio, io collegato dall’Olimpico) qualche anno fa, per la precisione il 21 dicembre 2009, dopo la partita Roma-ParmaDon Luciano, temporibus illis, conduceva insieme a Paola Delli Colli su Gold Tv, diffusa via satellite sul canale 851 di Roma Sat una trasmissione: io, che ero nella capitale quale opinionista di E’ Tv, ero stato invitato a intervenire come ospite dal telecronista Francesco Goccia e non mi lasciai sfuggire la ghiotta occasione per imagestimolare interessanti rivelazioni moggiane sui consigli che egli avrebbe dato a Tommaso Ghirardi (magari durante la mitizzata cena al Gelopesca di pochi mesi prima):  "Io dò consigli un po’ dappertutto. Il presidente é un amico mio e, quindi, nel momento in mi ha chiesto qualche consiglio io gliel’ho dato. Siccome non é un reato dare consigli, ho parlato con lui, parlo con il presidente del Palermo, parlo con il presidente del Livorno, con il presidente del Siena … Parlo un po’ con tutti, anche perché faccio il giornalista per cui devo parlare necessariamente per sapere le cose … ". Quelle frasi di Luciano Moggi fecero, allora, un po’ il giro del mondo poiché ribattute dalle agenzie, e sui consigli che avrebbe dato a Ghirardi si parlò a lungo soprattutto in città. Si sentì perfino in dovere di imageintervenire il direttore della Gazzetta di Parma  Giuliano  Molossi, che firmò, un paio di giorni dopo, un editoriale d’apertura delle pagine sportive del suo giornale, in cui personalmente garantiva circa l’onestà e la trasparenza del presidente del Parma Calcio, dal titolo ‘Ghirardi non ha bisogno del signor Moggi’. “Perché é intollerabile questo affronto di Don Luciano a un patrimonio della Comunità Crociata perché lui, il direttore della Gazzetta, conosce "bene Tommaso Ghirardi, so che ha molti amici perché è una persona allegra, simpatica, intelligente, che ama la buona compagnia … Ma so anche che fra questi amici non c’è Luciano Moggi. Chi si occupa di calcio da qualche anno come Ghirardi non può non aver conosciuto Moggi. E quindi Ghirardi, come tutti gli altri presidenti, conosce Moggi e se per caso lo incontra lo saluta e può anche scambiare due parole con lui. Non c’è niente di male: Moggi non è un criminale, non è un mafioso che ha sciolto dei bambini nell’acido, è solo un ex dirigente accusato di aver alterato l’andamento di alcune gare sportive. E per ora è stato assolto per associazione per delinquere e condannato per violenza privata. Ma è atteso da altri processi. Tommaso Ghirardi non ha bisogno dei consigli di Moggi". Con la chiusa finale:" … Il calcio «alla Ghirardi» è un calcio onesto, pulito, trasparente. Il calcio di una persona perbene".

RIVEDI IL VIDEO DELLA CONVERSAZIONE MOGGI-MAJO DEL 21.12.2009 SU GOLD TV

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

6 pensieri riguardo “AIUTO, MOGGI MI SEGUE…

  • Con tutti i riscontri che ci sono stati la “cena-consulenza” la reputo un fatto storico. Ad oggi, vista la contemporanea sterzata sulla tipologia di organizzazione societaria, mi viene anche da dire per fortuna che c è stata.
    La lettura dell estratto dell articolo del direttore molossi mi risulta tutt ora stomachevole.

    • Sul fatto del “per fortuna che c’è stata” non mi trovi d’accordo. Anche perché è una considerazione che rientra in quel discorso del “vincere facile” che facevo l’altro giorno, per cui purché si vinca va bene tutto. Io non la penso così, pur rispettando, ovviamente, anche il pensiero degli altri.
      Cordialmente
      Gmajo

  • La mia era una ricostruzione “oggettiva”.
    Per quello che ne so (ossia poco) non posso dire se valga o meno il collegamento col vincere facile. Non credo infatti che Moggi sia così demoniaco da trasmettere automaticamente agli altri solo cose negative, ma come nel tuo caso credo che dalle opinioni altrui si possano anche ricavare aspetti interessanti o fattori ignorati

    • L’espressione che ho usato, cioè “vincere facile” forse non è la più calzante, ma resta nella mente per via del noto spot televisivo. Magari rende meglio l’idea il vincere fregandosi del come. Insomma il fine cioè il vincere, giustifica i mezzi. Io ho sentito decine di tifosi crociati e anti juventini dire “magari avessimo moggial parma”. Però se lavora per qualcun altro alle stesse persone dà fastidio. Insomma se si è contro um certo tipo di modo di essere o di fare dovrebbe valere sempre non quando fa comodo… cordialmente gmajo

  • L juve è antipatica,non la posso vedè,ma moggi ha fatto cose anche buone, quanto deve pagare ancora sto uomo?

    • Anche a me nn piacciono i linciaggi piu o meno mediatici, tuttavia per evitarli sarebbe sufficiente non esporsi nel piu totale dispregio delle regole e delle sentenze come fa big luciano e chi glielo concede. Se a questo aggiungiamo l’arlia tra le due tifoserie (anche se a me pare piuttosto unilaterale da parte nostra, ché loro se ne fregano) e l’esito della sfida di mercoledì si capisce bene come pissa essere scarsa la voglia di far fintadi niente su moggi e le sue foto con tesserati crociati in ritiro o la presenza allo stadio. Cordialmente gmajo

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