giovedì, Luglio 25, 2024
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CALCIO & CALCIO PIU’ / CASELLI SBOTTA: “FURTO GIGANTESCO, E’ UNA VERGOGNA”. CRITICO PALLINI: “NOI TROPPO PRESUNTUOSI. CHI E’ DI PARMA NON DEVE TIFARE JUVE”

image(Evaristo Cipriani) – CASELLI RISCHIA IL “BIP” DI CENSURA – Era ancora in corso la partita Juventus-Parma, ieri sera, alle 22.30, quando è iniziata la 26esima puntata di Calcio & Calcio Più, slittato in seconda serata proprio per concentrare l’attenzione sui commenti del post big-match di Torino. Lo studio ha così assistito in diretta al rigore negato al Parma in extremis dall’arbitro Banti per il contatto tra Parolo e Bonucci. Matteo Caselli, ospite in studio insieme al presidente dell’associazione I Nostri Borghi  Fabrizio Pallini  e all’abbonato di curva Nord Geremia Negri, ha trattenuto a stento la propria rabbia: nel vedere l’azione ha prima gridato al rigore, poi si è messo le mani dei capelli e infine sulla bocca… Tutto nel giro di pochi secondi, il bello e soprattutto il rischio della diretta. Meno male che il buon Caselli, sia per l’esperienza politica che per l’abitudine ad andare in tv, si è trattenuto, anche se poco più avanti ha parlato chiaro: “E’ un furto gigantesco – ha detto parecchio infervorato – il rigore era macroscopico, è una vergogna non averlo concesso e poi vogliamo parlare dell’espulsione di Amauri e della mancata espulsione di Asamoah? Il fatto è che i vantaggi arbitrali pro Juve non sono una notizia, è sbagliato sorprendersi e arrabbiarsi!”. Sulla stessa lunghezza d’onda Geremia Negri: “Un rigore al 94° contro la Juve non lo avrebbero mai dato, spiace dirlo, ma è così”.

clip_image001[4]PARMA PRESUNTUOSO PER PALLINI – Fabrizio Pallini, dal canto suo, ha puntato il dito contro le scelte iniziali di Donadoni: “Non si può fare turn over in questa partita, Donadoni non doveva cambiare assetto tattico, rinunciando allo schema che aveva fruttato tutti i risultati positivi raggiunti finora. In campo ci devono andare sempre i migliori e Cassani ad esempio in questo momento non va tenuto fuori”. D’accordo anche il conduttore Michele Angella: “O Donadoni ha considerato questa partita meno importante della prossima contro la Lazio, oppure ha voluto fare il fenomeno pensando che quest’anno qualsiasi cosa faccia tanto gli va sempre bene”. Lo stesso Pallini ha poi rincarato la dose: “Secondo me siamo stati un po’ troppo presuntuosi” ha affermato riscuotendo il consenso di Caselli: “Va bene avere clip_image001[6]personalità e giocare sempre la palla, ma nel primo tempo abbiamo esagerato, certe cose contro la Juve non si possono fare”. Critico nei confronti dell’undici scelto inizialmente da Donadoni anche Gabriele Majo intervenuto prima al telefono dalla sala stampa dello Stadium e poi dal pullman che riportava a casa i tifosi del Centro Coordinamento Giorgio Iotti, il quale ha preso la parola per contestare il posizionamento di Lucarelli da “terzino destro” e l’esclusione di Cassani.

IMPUTATO MIRANTE SI ALZI – Sul banco degli imputati è finito Antonio Mirante, soprattutto per il primo gol, quando, secondo le accuse avrebbe avuto una reazione tardiva. Geremia Negri ha riconosciuto che il portiere crociato non è stato esente da colpo temendo anche che quanto accaduto possa far perdere la convocazione al Mondiale al guardiano crociato. In difesa del portiere di Castellamare di Stabia si è invece schierato Pallini: “Secondo me non ha particolari responsabilità perché le colpe sono soprattutto della difesa, sul primo gol Tevez è arrivato in porta da solo e ci ha saltato come birilli e poi non si può valutare una convocazione per un Mondiale da una partita, non scherziamo”.

"ESSERE DI PARMA E TIFARE JUVE E’ UNA VERGOGNA" – Tantissime le telefonate, gli sms e i messaggi Facebook giunti ieri sera in diretta, anche da parte di juventini che non hanno risparmiato sfottò. Per i telespettatori parmigiani l’attenzione degli interventi si è concentrata sulle decisioni arbitrali. Solo un tifoso al telefono, Enrico (voce piuttosto assidua nelle trasmissione di Teleducato) ha posto l’accento sulla scarsa (a suo modo di vedere) partecipazione di tifosi a Torino: Siamo sesti in classifica, non perdiamo da 17 partite, andiamo a giocare contro una delle squadre più forti d’Europa e cosa succede? Andiamo in trasferta in 150  (in realtà i gialloblu al seguito secondo il referto ufficiale della società bianconera erano 250 su una capienza di 2.099, nda), non vorrei che prima o poi Ghirardi si stufasse e andasse a investire altrove”. “Lei ci clip_image001[8]chiama da casa o da Torino?” lo ha prontamente incalzato Angella, al che l’interlocutore ha risposto: “Io non posso andare in trasferta per questioni di età e di salute, ma ripeto che la nostra è una piazza che partecipa poco e non merita questi palcoscenici”. Pallini ha colto l’occasione per attaccare i parmigiani che tifano Juve: Chi è di Parma deve sostenere la squadra della propria città, in più dico che essere di Parma e tifare addirittura Juve è una vergogna!”. Evaristo Cipriani

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO PIU’ / CASELLI SBOTTA: “FURTO GIGANTESCO, E’ UNA VERGOGNA”. CRITICO PALLINI: “NOI TROPPO PRESUNTUOSI. CHI E’ DI PARMA NON DEVE TIFARE JUVE”

  • Parmigiano juventino sei più merda di quello di Torino!!

  • Se il sig. Enrico mi sostituisce al lavoro la prossima volta vado a Torino più che volentieri.
    La verità è che di questi turni infrasettimanali non se ne può più, anche perchè “falsano” il campionato. Non c’è nessuna alternativa? Se proprio non vogliono tornare alle 18 squadre almeno rinuncino a qualche giorno di vacanza e inizino prima come nel resto d’europa. Poi non meravigliamoci se le rose sono ampie e i costi lievitano

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