CALCIO& CALCIO PIU’ / LE PERPLESSITA’ DI MAJO SUL NUOVO CORO DELLA NORD: “SPROVINCIALIZZIAMOCI”. E IL MANNO CRITICA IL COMUNE: “TROVATI I SOLDI PER IL PALASPORT, MA NON PER IL TARDINI”

DSC04377(Evaristo Cipriani) – L’EURO-CAMICIA DI MAJO – Il Parma vuole andare in Europa e Gabriele Majo vuole esportare in continente le sue camicie pianforiniane sempre più di tendenza. Il nostro direttore si è presentato negli studi di Calcio & Calcio Più, ieri sera, per la 25esima puntata del programma di approfondimento del mercoledì sera di Teleducato, con un altro esemplare multicromatico, definito dal conduttore Michele Angella “capo di stile europeo, dell’Europa dell’Est in particolare, area balcanica”. In studio c’erano anche il giornalista di calcionews24.com e parmalive,com Daniele Longo e il tifoso abbonato di Curva Nord (da 20 anni consecutivi) Francesco Mannella, detto “il Manno”, che a propria volta (come già era accaduto in occasione della sua precedente apparizione) sfoggiava una camicia fantasia – sia pure meno fantasiosa di quella di Majoproveniente dal negozio  di tendenza di Piazza Ghiaia.

DSC04368TIFOSI NO-EURO A proposito di tifosi, se da un lato Mannella ha invocato un Tardini “incazzato” (o forse meglio “cazzuto”) domenica contro il Genoa, nel senso di pubblico bollente e caldo per sostenere al massimo la squadra (temendo che qualcuno consideri la partita di scarso interesse e vada altrove), dall’altro Majo ha colto l’occasione per esprimere tutte le sue perplessità sul nuovo coro della curva Nord, quello che da qualche settimana viene proposto sia in casa che in trasferta. Ecco le parole del canto ultras: “Non ti lascerò, sempre al fianco tuo sarò, quando imagescendi in campo m’agito, t’amo, t’amo e t’amerò! Guarda che squadra , che abbiamo presidente, non ce ne frega niente  dell’Europa League. Giriam l’Italia, veniamo dall’Emilia , bruciamo Reggio Emilia , a noi piace così!”. Al nostro direttore non piace che venga snobbato, sia pure goliardicamente, il traguardo europeo: “Ghirardi ha speso un sacco di soldi per costruire questa squadra, ha progetto ambiziosi e poi deve DSC04385sentire i tifosi gridare che dell’Europa League non gliene frega niente? Ma scherziamo?! Ma che sprone è per gli stessi calciatori, sempre ammesso che questi stiano ad ascoltare i cori durante la partita?”. Secondo Majo il tifo ducale dovrebbe “sprovincializzarsi”, e come dargli torto considerando che il club ha un forte appeal anche all’estero e fuori dai confini del Ducato. Lo stesso direttore ha colto l’occasione per ribadire anche in Tv, come aveva già scritto negli ultimi giorni su stadiotardini.it, che la società dovrebbe organizzare qualche iniziativa per cercare di attrarre all’Ennio i nuovi parmigiani, cioè gli immigrati, gli stranieri che vivono nel Parmense, che si sono radicati nel territorio: “Perché lasciare che tifino per  Milan, Juve o Inter?”

DSC04371CASSANO REGISTA? CASSANO A RIPOSO? – Ad essere dibattuto nel corso della trasmissione anche l’assetto tattico di domenica contro il Genoa alla luce delle assenze dei due registi del gruppo, Marchionni e il giovane Mauri e con ogni probabilità anche di Gargano (che regista non è, ma è adatto a giostrare davanti alla difesa). Da casa c’è chi ha ipotizzato, attraverso un sms, Cassano più arretrato, in regia. Una tesi sposata da Majo: “Basta mettere alle sue spalle due incontristi, a fare da diga e a correre e arretrare leggermente il suo raggio d’azione”. Secondo Angella e Longo invece la soluzione più DSC04372probabile è l’impiego di Obi con compiti di impostazione. Ruolo che il giovane nigeriano aveva già ricoperto nell’Under21 del suo Paese e all’Inter con Gasperini in panchina. Tutti in studio hanno scartato l’ipotesi avanzata da un altro telespettatore via sms di un Cassano lasciato a riposo domenica per poi averlo fresco contro la Juventus mercoledì prossimo nel turno infrasettimanale.

CAM00114BRAVO MIRANTE, MA IN BRASILE VA PERIN – In collegamento telefonico è intervenuto la firma del sito web pianetagenoa1893.net  Federico Santini, opinionista molto popolare sotto la Lanterna. Santini ha espresso parole di apprezzamento nei confronti del Parma, invitando la società Genoa a prendere esempio da quanto fatto in Emilia: “Il Parma ha una squadra molto forte, la scorsa estate si era capito subito che c’erano piani ambiziosi con la conferma dei DSC04386migliori giocatori e con gli innesti di Cassano, Gargano e Cassani in particolare. Il Parma è una società modello e spero che il Genoa prenda esempio dal Parma a livello di gestione”. Santini ha anche parlato del dualismo Mirante-Perin in vista delle convocazioni Mondiali: “Mirante dà più garanzie – ha affermato – però credo che in Brasile andrà Perin per una questione di prospettiva. E’ giovane e sarà lui il futuro numero 1 azzurro”.

DSC04374MANNELLA VS COMUNE – Nel finale di trasmissione il conduttore Angella ha proposto uno stralcio dell’intervento dell’assessore allo sport del Comune di Parma  Giovanni Marani, ospite la sera prima negli studi di Teleducato a Parma Europa.  Marani nell’occasione, aveva parlato, insieme al sindaco e ad altri esponenti della giunta, di tematiche amministrative, ma aveva anche fatto riferimento alla questione stadio Tardini, rimarcando come le risorse del Comune per mettere a norma l’impianto siano limitate. Sul punto si è espresso con decisione l’abbonato di Curva Nord Francesco Mannella: "Il Comune ha trovato 2 milioni per interventi al PalaSport, ma non sembra disposto a intervenire sul Tardini. Ma chi è il padrone di casa? Chi prende i soldi dell’affitto? Il Comune risolva il problema dei tubi innocenti del Tardini! E’ inammissibile che nessun Sindaco si sia mai posto il problema dei distinti e della loro sicurezza e adeguatezza". Evaristo Cipriani

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “CALCIO& CALCIO PIU’ / LE PERPLESSITA’ DI MAJO SUL NUOVO CORO DELLA NORD: “SPROVINCIALIZZIAMOCI”. E IL MANNO CRITICA IL COMUNE: “TROVATI I SOLDI PER IL PALASPORT, MA NON PER IL TARDINI”

  • 20 Marzo 2014 in 15:26
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    Sinceramente se ai tifosi della nord importi o no l’Europa League bisogna scoprirlo vivendo la curva, non ascoltando un coro che è stato fatto in occasione della partita a Reggio. Anche perchè ai tifosi del Parma che hanno il palato guastato dai fasti di Tanzi credo che non gli faccia così schifo un’Europa League. Spesso i giornalisti dicono che i tifosi del Parma sono ambiziosi e rimasti al vecchio Parma glorioso, mentre invece ora si dice che sono provinciali. Secondo me questo coro serviva solo per caricare l’ambiente e accompagnare la squadra e la tifoseria a Reggio Emilia. Vivendo la partita in curva nord credo che il traguardo europeo sia l’obiettivo non solo dei dirigenti ma anche dei tifosi.

    • 20 Marzo 2014 in 16:33
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      Ciao Paolo,

      il coro di cui stiamo parlando è stato reclamizzato ieri da un paio di siti internet molto vicini alla tifoseria, oltre che sui social network, per cui, evidentemente, è piuttosto rappresentativo del pensiero corrente in Curva Nord, se no non sarebbe né stato intonato (e non solo a Reggio, come dici tu, ma anche a Milano, come si può evidenziare dal video tratto su youtube che abbiamo linkato), né così ampiamente diffuso.

      In questa era di dominio assoluto della Rete, in certi casi si può evitare di essere live in un posto per giudicare, poiché si è presenti attraverso quanto riportano le nuove tecnologie. E i filmati spontanei della base (la clip è stata girata dagli stessi protagonisti e gli stessi protagonisti l’hanno inserita on line) mi pare riportino chiaramente il messaggio all’origine della mia riflessione.

      Poi se c’è una dicotomia tra i cantautori e le ambizioni del resto della tifoseria è un altro discorso e se ne può parlare. Così come credo sia lecito che io possa esporre educatamente e garbatamente come ho fatto il mio punto di vista: per me quello è un coro da provinciali e da perdenti. E anche un po’ da leccasederi. Capisco che si possa emulare, a proposito di coppe Europee, la famosa e mitizzata Festa di Squalificazione, ma prima di dire “grazie lo stesso”, si aspetti, almeno la conclusione del campionato. Dire che non ce ne frega niente dell’Europa a 10 giornate dalla fine è irrispettoso nei confronti di Ghirardi che ha speso un treno di soldi per cercare di andarci. E in più come reputavo poco stimolante per i calciatori che si insistesse con l’obiettivo dei 40 punti, parimenti è per un coro dove emerge troppo lo spirito da provinciali quali siamo, che cozza con la realtà del Parma Calcio, squadra che ha molti estimatori anche al di fuori degli angusti confine del Ducato.
      Secondo me, nel lodevole tentativo di parmigianizzare la proprietà bresciana e la dirigenza laziale, si è perso di vista il fatto che Parma sta mutando: i nuovi parmigiani, a breve, potranno superare i parmigiani nativi, per cui, pur tutelando e difendendo i nostri valori come il dialetto, si tratterebbe di sapersi aprire anche agli altri, cercando di essere accoglienti davvero e non solo per riempirsi la bocca.
      Il fatto, poi, di essere affetti dalla sindrome della grandeur, per via degli antichi fasti con Calisto, non credo c’entri molto con il mio invito a saper guardare un poco più in là del nostro naso, perché il mondo non finisce a Reggio Emilia. Per questo vorrei che fossimo un po’ meno “provinciali”.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 20 Marzo 2014 in 15:49
    Permalink

    Grande Manno, concordo in pieno. La questione stadio è prioritaria (licenza uefa o meno) e a mio avviso è già rimasta troppo tempo in freezer.
    Grazie infine per aver trascritto il nuovo coro perchè dal vivo si sente solo l’ultima parte. Non credo comunque che “il tifoso del Parma medio” sposi quella filosofia

  • 20 Marzo 2014 in 21:21
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    Beh, io comincerei a ringraziare volentieri ma avrei intenzione di vedermi altre 5 (in casa) belle partite come le ultime, e anche un paio in trasferta. Nel caso invece che, e credo che come me tanti, allora vado al mare. Che il mare d’inverno (oggi è l’ultimo giorno) delle volte si gode. Ma invece no, combatteremo sino in fondo ed allora si, che a prescindere del risultato potrò ringraziare la squadra per la bella annata del centenario.

  • 20 Marzo 2014 in 22:23
    Permalink

    La cantina di squinzi Ghirardi l’ha pulita per andare in Europa league !

    • 22 Marzo 2014 in 16:18
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      Col senno di poi siamo tutti degli eroi; per il senno di prima bisogna avere il coraggio di esporsi.

  • 21 Marzo 2014 in 00:10
    Permalink

    Su Canale 5 per il commento del dopo Napoli ho contato 6 volte fortuna e 7 volte sfortuna. Per fortuna che non esistono. Per un nulla il Napoli ha sbagliato 5 o 6 goal. Tutti grami i Napoletani. Se li avessero segnati tutti bravi.

  • 21 Marzo 2014 in 17:19
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    Sul provincialismo concordo con Majo. Che in questo caso ha fatto una corretta osservazione e si è dimostrato un simpatico topolone.

    • 21 Marzo 2014 in 17:28
      Permalink

      Grazie. Avrai un bicchiere di “popolare” pagato al Ciukito…

  • 21 Marzo 2014 in 18:29
    Permalink

    io giovane e ingenuo ho perso la testa, sian stati il libri o il mio provincialismo ……..

  • 22 Maggio 2014 in 14:29
    Permalink

    Secondo me il provincialismo finisce dove inizia l’ironia. Il “non ce ne frega niente” ci vuol poco a capire che è ironico (wikipedia “uso deliberato di una locuzione che afferma l’esatto opposto della verità”). A tutti frega che la squadra abbia il miglior risultato possibile questo mi pare che sia chiaro. Il fatto che il tifoso inciti la squadra sia in momenti positivi che negativi (e non solo negativi) con la formula del “grazie lo stesso” implica un fortissimo attaccamento, significa dire che si ama la squadra sia quando i risultati sono buoni sia quando le acque sono meno tranquille. Se il presidente si offendesse perchè ha cacciato tanta grana il problema sarebbe suo perchè non avrebbe capito il significato di quella frase. Come non l’ha capita il buon Majo, che ha detto tante cose sensate in passato su Boys e mondo ultras, ma che in questo intervento non ha centrato il punto.

    • 22 Maggio 2014 in 15:34
      Permalink

      La ringrazio per il suo intervento e per la delicatezza che mi ha usato, tuttavia, pur apprezzando solitamente l’ironia, trovo infelice quella degli autori di questa “hit”: come spiegavo a suo tempo nell’articolo, fin che la cantavano a Reggio Emilia poteva anche aver un senso, per via della nota arlìa, ma poi riproposta a getto continuo in questo finale di campionato, tra cui a San Siro, quando presi lo spunto per questa nota, l’ho trovato fuori luogo. Aggiungo che gli stessi Leonardi e Marchionni, recentemente, a proposito dei “grazie lo stesso” o dei “grazie comunque” prima della partita decisiva (per la precisione alla festa del Parma Club Collecchio) avevano detto che ne facevano volentieri a meno. Indubbiamente capisco l’unicità di Parma e del suo gradevole tifo, tuttavia lo sprone a compiere una impresa sportiva non arriva con un grazie lo stesso o comunque vada grazie che si possono tranquillamente pronunziare alla fine. Vedesi la festa di s-qualificazione di un paio di decenni fa.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 22 Maggio 2014 in 16:00
        Permalink

        Le rispondo anche io. Prima un commento su Marchionni e Leonardi. Anche i tifosi del Parma avrebbero fatto a meno di vedere Marchionni correre alla Juve per poi tornare qui quando nessuno se lo filava, o di sapere che il Parma aveva i conti in ordine con il regolamento UEFA già prima di entrare nella zona calda e non solo dopo. Forse sarebbe meglio se Marchionni e Leonardi scendessero dal classico “pero” e apprezzassero il tifo in tutte le sue forme (quando sono civili) invece che discriminare sul come e quando si può dire grazie lo stesso. Insomma un grazie lo stesso Marchionni se lo è già preso per essere tornato (anche se io non vorrei mai avere in squadra uno che ha preferito la Juve al Parma), e Leonardi si beccherà un grazie lo stesso anche se il Parma non andrà in Europa League (causa sua). Io non starei tanto a criticare i tifosi, che alla fine ti pagano lo stipendio, per un coro ironico, da stadio.

        Passiamo invece dal punto di vista del tifoso. Al tifoso viene chiesto di spronare nel momento del massimo sforzo e di essere vicino nel momento della sconfitta. Ma allora in pratica gli si chiede di amare la squadra sia in un caso che nell’altro.
        Ora legga l’ultima frase, che già secondo me smonta le critiche al grazie lo stesso preventivo, e la cancelli dalla sua mente.

        Il grazie lo stesso, è ironico, tutti i tifosi del Parma che lo cantano sognano l’Europa League, la Champions League, lo scudetto. Dire il contrario è semplicemente l’affermare che quello è un sogno che all’inizio sembra irraggiungibile e quindi, magari anche per motivi scaramantici, esorcizzarlo dicendo che non si ha interesse a raggiungerlo. A chi canta questo coro interessa l’Europa semplicemente con una buona dose di autoironia fa finta che non sia vero e ci ride su.

        E ora un ultimo invito, non so se ci abbia mai provato prima. Si metta in un gruppo di una decina (ma anche in due va bene) di amici a urlare questo coro. Provi a controllare allo specchio la sua espressione alla fine. Il sorriso è assicurato se lo si prende col giusto spirito! Io ho provato e il risultato è sorprendente.

        PS: abbiamo adattato questo coro con pochi cambi alla nostra squadra di amatori, con la stessa ironia. Lì di certo non si può dire che non ci teniamo essendone oltre che i tifosi anche i giocatori!

        • 22 Maggio 2014 in 16:49
          Permalink

          Ringraziandola nuovamente Le debbo un chiarimento, anche per correttezza nei confronti del succitato Marchino (del quale attraverso un commento postato sotto un altro articolo abbiamo oggi appreso dal lettore parmaletale di un suo comportamento non proprio carino durante la visita alla Mostra del Centenario) e del Plenipotenziario: loro non si riferivano alla canzoncina in questione (che pur non condividendola mi sono spesso trovato a canticchiarla anch’io, ma non per le parole, quanto per l’ “aria”) ma al “grazie comunque vada” che aveva appena pronunziato il presidente del Parma Club Collecchio Ivo Dallabona. Per associazione di idee ho esteso il concetto al “grazie lo stesso” di fatto contenuto nella canzone. Lo specifico perché non mi pare che il Parma Calcio abbia mai avuto niente da ridire a proposito di quella hit e me ne guardo bene dal mettere loro in bocca delle frasi non dette.
          Ieri, poi, in un altro articolo (quello relativo a Ghirardi che rispondeva, tramite Radio Parma, al tifoso che si doleva per la mancata partecipazione dei calciatori ai festeggiamenti in Piazza Garibaldi) ho anzi riferito di come il Pres abbia distorto il senso di quella canzone in cui lui ha letto una sorta di gradimento alla gestione economica del Parma e un grazie perché la squadra è in serie A.
          Cordialmente
          Gmajo

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