lunedì, Marzo 4, 2024
Carmina ParmaNews

CARMINA PARMA / CONTRO IL SASSUOLO LA SEMPLICITA’ DI UNA SQUADRA FORMATO SUBBUTEO

image(Luca Savarese) – Quando Biabiany scende in fascia, prima o poi nasce sempre qualcosa di buono. Si, quando il francese va palla al piede, somiglia un po’ a quando dentro l’ autostrada, intravvedi un autogrill, sai che qualcosa potrai metter sotto i denti e ristorarti un po’. Idem dicasi quando Parolo si porta in avanti, troppo ben mascherato per essere ancora un centrocampista, troppo esagerato per essere già una punta, piuttosto un alacre tuttocampista, alla Tardelli, che fiuta e segue lo svolgimento dell’azione, concede fiducia al cross di Biabiany e giù un destro che sbatte dentro la porta neroverde e permette al  ragazzo di Gallarate un’esultanza quasi alla Barbuti con tanto di quasi aggrappo alla rete che divide campo da pubblico, facendo letteralmente godere la stirpe gialloblù che in quel gesto del numero 16 e per di più a Reggio Emilia, rivede con tutte le debite proporzioni, la mistica psicagogica di Barbuti Massimo. Gol, Sassuolo zero Parma uno, sull’asse Biabiany-Parolo il Parma trova il suo assolo di giornata, quello che le permette di dare ulteriore linfa al suo volo, non pindarico, e nemmeno da Icaro e Dedalo, perché le ali qui appaiono ben salde, così come la volontà di volare volare ed ancora volare. Gli interpreti dell’azione vincente, Biabiany e Parolo, c’erano anche lo scorso anno, altro segno di un percorso che proprio perché fatto crescere, sta esprimendo ora le sue gemme più belle. Ed altre ne sono previste da qui alla fine dei giochi. A proposito di gioco, noi tutti siamo cresciuti dentro e sopra un tavolo verde come il prato nel quale abbiamo preparato tutti i nostri sogni di calcio e di vita: una riproposizione del manto erboso, dove al posto dei giocatori figurano gli omini con una base cilindrica, e dove al posto dei piedi si adoperano le mani, invece che l’esterno destro del piede, si preferisce la punta del dito della mano, il Subbuteo  ha formato la mente e plasmato le nostre anime, per terra o quando si giocava sui cavalletti, in quel campo verosimile abbiamo messo tutte le nostre energie creative ed una volta diventati grandi, ci siamo scoperti innamorati del calcio vero, che con quel gioco simulavamo ed immaginavamo per tanti pomeriggi, sentendoci nel contempo radiocronisti, calciatori, allenatori, tifosi ed accompagnatori… Di quella rappresentazione miniaturistica e ludica del football ci piaceva la semplicità, dopo tre tocchi toccava all’altro e via così, niente era sconclusionato o lasciato alla foga del momento, ma tutto fluiva sobrio nell’alveo di un grande copione di fresca compostezza, come il Parma formato Sassuolo, ed allora a muover l’omino di Biabiany non c’eravamo noi, ma mani precise e decise sono state le sentinelle della continuità, che abilmente , in silenzio e dietro le quinte hanno pilotato il numero 7, Parolo ed Antonio Mirante su tutti, ma anche gli altri ragazzi. Questo Parma impavido e finalmente autonomo potrebbe benissimo essere riprodotto in una squadra del Subbuteo del ventunesimo secolo, che proprio in questi giorni, viene riproposto ai calciofili nostrani nelle sue squadre vintage, con delle apposite uscite con la Gazzetta Dello Sport. Nell’anno in cui l’Udinese sembra essere un videogioco di calcio che non ha più voglia di funzionare e nel giorno che il Toro decide di prendersi una giornata da assente ingiustificato nella marcia all‘Europa, e il Verona in casa non riesce a battere il Bologna, ma anzi stava rischiando di soccombere, il Parma Subbuteo style, ruggisce al Mapei, cogliendo un altro tassello esterno, che messi insieme agli altri quattro successi precedenti, fanno un gruzzoletto di quindici punti, senza i quali avremmo ora 25 punti e tanta adrenalina d’Europa in meno. Ecco il carburante che serviva per volare, ecco la benzina di cui avevamo bisogno per passare dalle taverne dei bisbigli alle stanze dei sogni. Pochi tocchi e via, sicuri come giocare a Subbuteo. Pensando in grande, ma rimanendo piccoli. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".