giovedì, Luglio 25, 2024
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CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / CELI TROPPO TOLLERANTE CON MEXES: EVIDENTEMENTE NON SE LA SENTIVA DI LASCIARE I ROSSONERI IN NOVE. INESISTENTE IL RIGORE A FAVORE DEL MILAN

(Matteo Agoletti) – Il Parma si dimostra in un grande momento di forma e coglie il sedicesimo risultato utile consecutivo a spese di un Milan che incassa ben quattro gol dalla squadra di Donadoni. La ventiseiesima giornata dal punto di vista arbitrale vede alcune sviste in occasione della gara tra Genoa (prossima avversaria del Parma) e Juve, ma vorrei concentrare l’analisi sulla gara di San Siro visto che gli episodi da analizzare non mancano.

Partiamo dal sesto minuto di gioco, quando Schelotto, lanciato in velocità se pur non in posizione centrale, si trova da solo in area di rigore davanti ad Abbiati che lo stende in maniera palese. Corretto quindi assegnare il calcio di rigore al Parma e giusta anche l’espulsione all’estremo difensore rossonero, infatti si tratta di chiara azione da rete e il provvedimento disciplinare da adottare in questi casi è appunto il cartellino rosso.

La gara per il sig. Celi della sezione di Campobasso è tuttavia impegnativa, infatti complice l’inferiorità numerica del Milan, vi è molto agonismo in campo. Da segnalare, nella gestione dei falli e delle ammonizioni, un’eccessiva tolleranza su Mexes. Il francese infatti – già ammonito – nel primo tempo si rende protagonista di diversi brutti falli, da tergo, in sforbiciata, spesso in ritardo sull’avversario, che denotano mancanza di lucidità. Gli interventi di Mexes accendono le proteste del Parma che Lucarelli e Marchionni, nei rispettivi ruoli di capitano e vice, prontamente reclamano al direttore di gara. Evidentemente il sig. Celi non si sente di estrarre il secondo cartellino giallo per il giocatore francese e lasciare il Milan in nove uomini.

Nel secondo tempo vi è una timida protesta rossonera per un presunto tocco di mano in area crociata di Molinaro, ma analizzando bene le immagini si nota chiaramente che non vi è alcun tocco di mano del difensore gialloblu, il quale nasconde il braccio dietro le spalle e tocca il pallone col petto. Corretta è anche l’ammonizione rifilata a Marchionni che con mestiere ferma l’azione d’attacco del Milan con un contrasto che merita il cartellino giallo.

L’episodio incriminato è invece quello del rigore per il Milan, dove Obi subentrato a Marchionni pare commettere fallo su Montolivo e l’arbitro evidentemente su consiglio dell’assistente e dell’addizionale d’area che vede perfettamente la dinamica del contrasto decide per il penalty. In questo caso i tre prendono un abbaglio e il rigore è inesistente. Il contrasto tra Obi e Montolivo inizia fuori area e una volta dentro Montolivo, andando sul fondo con molto mestiere, cerca il rigore, dapprima aspettando l’avversario e poi cadendo a terra simulando una spinta. Dal rallenty si vede chiaramente la mano sinistra di Montolivo arpionare la maglia di Obi che si allunga visibilmente. L’ingenuità di Obi è quella di stare così attaccato all’avversario, ma l’errore è degli arbitri che vedono un intervento falloso che non c’è. Arriva poi anche il cartellino giallo per Obi, che io reputo sbagliato in quanto anche se si trattasse veramente di fallo, non vi era né cattiveria né tattica tale da giustificare il cartellino giallo. In questo frangente la decisione corretta poteva essere quella di sanzionare un calcio di punizione al Milan fuori dall’area, o nel caso di sviluppo dell’azione il calcio di punizione sarebbe dovuto essere a favore del Parma per simulazione di Montolivo che per tale infrazione andava anche ammonito.

Anche i cinque minuti di recupero sono sembrati un po’ abbondanti, ma alla fine hanno giovato al Parma che ha realizzato il quarto gol.

imageIl Parma torna quindi dallo stadio Meazza dopo aver lasciato, come ha twittato Carolina Marcialis, quattro pere al Milan. Il morale e la classifica ne beneficiano. Ora gli uomini di Donadoni sono sesti in zona Uefa con cinque punti di vantaggio sulla Lazio prima inseguitrice. Ottima la visione tattica di Donandoni che indovina l’attacco leggero con Cassano centrale e due velocisti sulle fasce come Biabiany e Schelotto. Ottima la prestazione del gruppo, dove anche senza Paletta e Gargano, Cassano dimostra sempre più di meritare un posto in nazionale, Schelotto è autore di un’ottima prova e Amauri subentra dalla panchina e piazza un gol capolavoro che regala la vittoria al Parma e ricorda in tutto e per tutto Hernan Crespo. Ora però bisogna continuare a lavorare e raccogliere altri tre punti domenica col Genoa perché poi il calendario metterà a dura prova i crociati con le trasferte di Torino con la Juve, Roma con la Lazio e recupero con la Roma e poi al Tardini arriverà il Napoli. Ma questo, per individualità, guida tecnica, ambiente e spogliatoio è un grande Parma. Forza Crociati! Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / CELI TROPPO TOLLERANTE CON MEXES: EVIDENTEMENTE NON SE LA SENTIVA DI LASCIARE I ROSSONERI IN NOVE. INESISTENTE IL RIGORE A FAVORE DEL MILAN

  • GALLO DI CASTIONE

    Avrei qualcosa da dire su quei cinque minuti che avrebbero finito per avvantaggiare il Parma. Infatti come dichiarato in un precedente commento ho scommesso due euri sul 2 -3. Se la partita fosse finita un minuto prima come da regolamento avrei potuto incassare cento euri e come da promessa debolverli Al Centro Arsura Tifosi Parms. Trattasi quindi di palese ingiustizia. CELI. Ma vai a raccogliere dei cornetti

  • E’ incredibile come Mexes abbia potuto finire il primo tempo.
    Sono queste le cose che impediscono di guardare alla classe arbitrale con un certo spirito. E non mi si dica che erano già in 10 perchè mi girano ancora adi più

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