CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / DAMATO MOLTO BRAVO, MA LO SAREBBE STATO DI PIU’ SE AVESSE ESPULSO CANA. IL CASO RIZZOLI-SANSONE A SASSUOLO E IL PIANTO DI CONTE…

(Matteo Agoletti) – La 31^ giornata del campionato di serie A è amara per il Parma, beffato al 93’ dalla Lazio, che ora è a soli due punti in classifica.  Dal punto di vista arbitrale analizzerò quanto accaduto all’Olimpico di Roma, per poi passare al Mapei Stadium di Reggio Emilia per soffermarmi sull’episodio che ha visto coinvolti l’arbitro Rizzoli e l’ex gialloblu Nicola Sansone ed infine un approfondimento sul rigore per il fallo di Bonucci su Paolo in Juventus-Parma di mercoledì, dopo che ieri sera Conte, a Radio Rai, come riportato da stadiotardini.it ha asserito che non lo fosse.

Partiamo da Roma. La gara tra Lazio e Parma è affidata al sig. Damato della sezione di Barletta, tra i collaboratori come addizionale d’area risulta Banti di Livorno, l’arbitro di mercoledì a Torino. Scelta molto discutibile, più che altro per evitare eventuali possibili discussioni. Tuttavia non accade nulla di particolare nell’area assegnata al fischietto toscano e a fine gara il rammarico è tutto per le occasioni sprecate e non per l’operato degli arbitri. Buona, a mio modo di vedere, la prestazione dell’arbitro Damato che dal punto di vista tecnico si dimostra preparato e applica il regolamento con intelligenza. Tuttavia per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari mi sento di portare qualche osservazione.

Diciamo subito che l’arbitro è molto bravo in un paio di occasioni.

La prima: nella seconda metà del primo tempo il centrocampo crociato lancia in avanti Schelotto in posizione di ala sinistra, il Galgo parte, però, in posizione di fuorigioco e prontamente l’assistente numero due alza la bandierina, è però bravo l’arbitro ad aspettare a fischiare, infatti un difensore della Lazio nel tentativo di arpionare la giocata, tocca il pallone volontariamente a distanza di sette-otto metri dall’attaccante del Parma. Infatti in virtù delle modifiche al regolamento introdotte proprio quest’anno, il giocatore della  Lazio  rimette in gioco il pallone sanando la posizione irregolare di  Schelotto  che può imageconcludere l’azione. Il sig. Damato infatti invita l’assistente ad abbassare la bandierina e lascia proseguire l’azione. A dire il vero doveva essere lo stesso assistente dell’arbitro ad aspettare a segnalare il fuorigioco, ma è giustificabile, in quanto essendo posizionato dalla parte opposta e vedendo il giocatore del Parma in posizione irregolare istintivamente alza la bandierina.

La seconda: quella dell’ammonizione a Onazi. Il giocatore biancoceleste si rende infatti protagonista di un brutto fallo ai danni di Acquah all’altezza della linea mediana, ma l’arbitro vedendo il pallone finire sui piedi di  Massimo Gobbi  lascia proseguire applicando la norma del vantaggio. Al termine dell’azione, però, comminerà il provvedimento disciplinare ad Onazi. Ottima scelta, che favorisce lo sviluppo del gioco e punisce il giocatore colpevole del fallo. Molto bravo l’arbitro.

In merito agli altri provvedimenti disciplinari mi sento di portare qualche considerazione: giusti quelli a Lucarelli e Felipe ed ovviamente anche quello a Candreva per essersi tolto la maglietta nell’esultanza del gol, da rivedere gli altri. In particolare il fallo di Cana su Cassano che Damato punisce col cartellino giallo merita qualche riflessione. Il giocatore della Lazio interviene da tergo con il pallone a distanza di gioco e questo credo porti l’arbitro ad estrarre il cartellino giallo. Tuttavia l’intervento è molto brutto ed anche se forse il giocatore bianco celeste cercava il pallone, il risultato è uno sgambetto da tergo quasi in sforbiciata molto pericoloso per le gambe dell’avversario. A parte il fatto che a subire il fallo è Cassano, giocatore importante per il Parma, molto tecnico, che al pari di suoi colleghi di altre squadre andrebbe tutelato da certi interventi, ritengo che nell’occasione Cana andasse espulso. Se il sig. Damato avesse estratto il cartellino rosso, sarebbe veramente stato autore di un’ottima prova.  Infine, anche Cassano viene ammonito per proteste. Decisione tecnicamente giusta, perché è palese che il talento di Bari vecchia si rivolge all’arbitro sopra le righe a gioco in svolgimento. Tuttavia non amo le ammonizioni per protesta e avrei preferito più personalità da parte del direttore di gara che poteva affrontarlo e farsi sentire solo a parole.

Questa volta il Parma ha poco da recriminare nei confronti del direttore di gara ed esce sconfitto dall’Olimpico in una partita strana dove avrebbe meritato di più e dove ha commesso diverse ingenuità sia in fase difensiva che conclusiva. Ora il cammino per l’Europa si complica e le prossime gare ci vedranno di fronte a Roma e Napoli.

L’episodio arbitrale di giornata è però quello tra Sassuolo e Roma, dove l’arbitro Rizzoli prima assegna un rigore al Sassuolo e dopo 4 minuti, dopo aver ascoltato Sansone, torna sui suoi passi e riprende il gioco con una propria rimessa. Diciamo subito che si tratta dell’esempio più lampante di cattiva collaborazione tra arbitro e assistenti, in questo caso, l’addizionale di porta, che come ho più volte spiegato io non amo molto. Infatti se l’addizionale viene sistemato in quella posizione non può esimersi dall’esprimere giudizi su ciò che vede e in molti casi quindi diventa colui che decide se assegnare o meno un rigore. Detto questo, fuor di polemica legata alla moviola in campo, da una situazione difficile e anomala come questa credo che l’arbitro Rizzoli di Bologna, a mio avviso il migliore in Italia, ne sia uscito bene con buon senso, utilizzando il dialogo coi calciatori e mettendo gli stessi uomini in campo di fronte alle proprie responsabilità.

Per Rizzoli il rigore non c’era, infatti non fischia subito, ma dopo, quando il sig. Peruzzo di Schio, addizionale d’area, arbitro a tutti gli effetti, gli segnala il rigore. Tuttavia qualcosa non va ed anche l’assistente viene interpellato e pare avere lo stesso parere di Rizzoli. L’arbitro al momento del contatto in area è lontano e non vede bene quello che accade, l’azione è molto veloce. Non vi sono responsabilità di Rizzoli sul suo posizionamento in quanto si tratta di una ripartenza veloce e il direttore di gara segue la sua diagonale ma non riesce ad arrivare così vicino all’area in tempo per vedere chiaramente ciò che accade. L’arbitro è chiamato a prendere decisioni determinanti in frazioni di secondi, le stesse con cui un attaccante ha l’istinto del gol o un portiere per una parata decisiva. In quell’occasione, ho l’impressione che Rizzoli si sia reso conto di aver fatto male a fischiare, perché Peruzzo in auricolare gli ha segnalato uno sgambetto a cui nessuno dei giocatori fa riferimento. Passano 4 minuti, interminabili per il pubblico, molto più veloci per chi è in campo e deve decidere. Alla fine Rizzoli chiama Sansone, che avrebbe subito il fallo da Benatia, gli parla ed evidentemente l’ex attaccante del Parma non è sicuro che si tratti di rigore e non parla di sgambetto, ma di una mano di Benatia appoggiata sulla schiena e così Rizzoli con coraggio torna sui suoi passi e riprende il gioco con una propria rimessa. Chiaramente ci auguriamo che non accadano più questi episodi, non è un buon esempio di collaborazione tra arbitri. Però Rizzoli ha dimostrato di avere coraggio e Sansone di essere un giocatore onesto. Se non fosse andata così ora commenteremmo un rigore assegnato ingiustamente al Sassuolo. Invece stiamo parlando di un episodio anomalo, nel quale però correttezza e buon senso hanno avuto la meglio. Molti arbitri al posto di Rizzoli forse avrebbero confermato il rigore anche se dubbiosi, tanto la “colpa” sarebbe andata all’addizionale. Rizzoli si è preso le sue responsabilità e ha dimostrato di essere un arbitro di carattere.

imageIn conclusione un accenno alle parole di Conte a Radio Rai, riprese dal nostro direttore Gabriele Majo nel suo post di un’ora fa, circa l’episodio del rigore di mercoledì scorso. Conte dice che l’episodio è stato fatto passare dalla stampa come rigore, quando invece rigore non era. È indubbio che al tecnico bianconero convenga dire così, ma per onestà intellettuale ribadisco la mia analisi circa il rigore sacrosanto non assegnato al Parma. Qualcuno, anche nello spazio commenti di stadiotardini.it, ha ipotizzato che il fallo di Bonucci sia arrivato dopo altre presunte scorrettezze. Non è così. Al momento del tiro di Molinaro si è ipotizzato che Schelotto, che interviene nell’azione, fosse in fuorigioco. In realtà Schelotto è perfettamente in gioco in quanto un difensore bianconero si trova sulla linea di fondo e lo stesso Buffon funge da penultimo difendente. Ancora, si è ipotizzato un fallo di Schelotto ai danni di Marchisio. Come si vede dal rallenty  Schelotto è pronto a colpire a rete quando Marchisio nel tentativo di anticipare l’attaccante gialloblu, imagein scivolata entra sul pallone. A quel punto, Schelotto è ancora in piedi e con l’intervento di Marchisio che lo anticipa, ha la strada ostruita e cade a terra. Quindi nessun fallo di Schelotto che viene semplicemente anticipato correttamente da Marchisio. Quello che accade poi è già stato commentato. Bonucci con molto mestiere carica irregolarmente Parolo commettendo fallo. Si tratta quindi di rigore ed espulsione per il difensore bianconero che impedisce una chiara azione da rete. Matteo Agoletti

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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