IL BILANCIO DEL PARMA FC / PER OGNUNO DEI 49 PUNTI DELLA STAGIONE 2012-13 SPESI 2.06 MILIONI DI EURO. IL COMMERCIALISTA MAROTTA RILEGGE PER NOI L’INCHIESTA DELLA GAZZETTA DELLO SPORT

(Luca Marotta) – Il giudizio di sintesi dell’inchiesta della Gazzetta dello Sport sui bilanci delle società di Serie A della stagione 2012/2013, ossia che il calcio italiano è ancora prigioniero di antichi vizi e che appena arriva denaro fresco il livello della spesa sale, è condivisibile. Nella sua inchiesta la Rosea evidenzia l’evidente squilibrio economico, salvo rare eccezioni, per i club della Serie A 2012/13 e il fatto che gli stessi versino in uno stato di crisi di liquidità con un fardello di debiti notevole. Inoltre un grosso limite per la costruzione di un business sostenibile è costituito dall’eccessiva “teledipendenza” dei club.

Per quanto riguarda i ricavi, il Parma si colloca all’undicesimo posto con 60,6 milioni di Euro. Invero, la classifica non considera tra i ricavi le plusvalenze, ma considera la capitalizzazione dei costi del vivaio, che sono storni di costi sostenuti per il settore giovanile

La Gazzetta scrive che nel 2012-13 il fatturato della Serie A, pari a 1.772 milioni, è aumentato dell’8% rispetto al 2011-12. Utilizzando, lo stesso criterio della Gazzetta, nel caso del Parma il fatturato è cresciuto del 30%, anche se bisognerebbe evidenziare che l’incremento è dovuto alla cessione del contratto ci concessione pubblicitaria.

“La Gazzetta dello Sport” evidenzia la dipendenza dei ricavi dalla cessione dei diritti TV per circa il 56%. La percentuale di incidenza dei ricavi per cessione diritti TV per il Parma è del 60% circa. E’ giusto evidenziare che circa il 30% dell’importo dei diritti TV è ripartito in base al numero dei sostenitori e dei cittadini ed il Parma per entrambi i criteri si colloca al diciassettesimo posto.

Solo l’11% dei ricavi della Serie A riguarda i ricavi da Stadio. Invero, il Parma, anche per la capacità dello stadio, si pone al sedicesimo posto, essendo la capacità dello Stadio Tardini di 27.906 spettatori.

I ricavi commerciali incidono per il 19% e gli altri ricavi incidono per il 14%.

Invero, i ricavi commerciali potrebbero dipendere dai numerosi fattori, che vanno dal contesto economico generale a quello particolare, si pensi al caso MPS-Siena o al caso MAPEI-Sassuolo, che rappresentano casi di “sinergie territoriali”, come nel passato fu il caso del Parma legato alla Parmalat di Tanzi, che portò il club in Serie A. Altri fattori che influenzano i ricavi commerciali sono riscontrabili nell’appeal commerciale del club, che dipende anche dal numero dei fans. Ci sono anche casi di marketing territoriale. Ma, in Italia, forse ad eccezione del Milan, grazie alla provenienza imprenditoriale della proprietà, tutti i club fanno molta fatica sul fronte dei ricavi commerciali.

Per quanto riguarda i costi, il Parma si colloca al nono posto della classifica della Gazzetta con 100,7 milioni di Euro.

Secondo la stessa fonte i costi sono aumentati del 4%, a 2.365 milioni: nel caso del Parma l’aumento è stato del 17%, utilizzando lo stesso criterio. Invero, la classifica non considera tra i costi le minusvalenze. La Gazzetta evidenzia che il costo del personale si mangia il 68% dei ricavi, nel caso del Parma il 72,4%, utilizzando sempre il criterio della Gazzetta.

Rapportando i costi rilevati dalla  Gazzetta dello Sport  ai punti ottenuti nel campionato 2013/14, si potrebbe stilare la seguente classifica del costo a punto ottenuto in campionato.

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Il Parma si collocherebbe al settimo posto come costo a punto. La classifica dovrebbe rispecchiare le posizioni ottenute in campionato. Il Parma in campionato ha conseguito il decimo posto, nella sostanza ha speso di più in relazione ai punti ottenuti, ma c’è chi ha fatto molto peggio. Il Genoa ha fatto molto peggio, piazzandosi al diciassettesimo posto in campionato e al quarto nella classifica costo a punto. Per non parlare del Palermo, sesto nella classifica del costo a punto, ma retrocesso in Serie B. La stessa Inter giunta nona in campionato risulta seconda nella classifica del costo a punto.

Per quanto riguarda il risultato della differenza tra plusvalenze e minusvalenze il Parma risulta undicesimo con 18,8 milioni di Euro. L’Udinese occupa il primo posto con 71,4 milioni. La classifica della Gazzetta, riporta un totale di plusvalenze al netto delle minusvalenze, pari a 409 milioni.

Vista l’abitudine consolidata instauratasi nel calcio italiano di far precedere il trasferimento a titolo definitivo anche da trasferimenti temporanei e compartecipazioni, generatrici di proventi e oneri da compartecipazione, forse la considerazione di tali elementi, avrebbe dato maggiori informazioni, per un giudizio compiuto. Secondo la Gazzetta le operazioni di calcio-mercato hanno limitato i danni portando il deficit aggregato della Serie A a 203 milioni, comunque in diminuzione rispetto al dato negativo di 292 milioni del 2011-12.

Per quanto riguarda il risultato netto, il Parma è decimo con una perdita di 3,2 milioni.

In Serie A solo sei società su venti espongono un risultato netto positivo. L’Udinese con 32 milioni di utile occupa il primo posto nella classifica dei profitti soprattutto grazie alle plusvalenze. L’Inter occupa l’ultimo posto con una perdita di 82,7 milioni.

Per quanto riguarda i debiti netti, la Gazzetta nella sua classifica fa la differenza tra il totale della voce “Debiti” e la voce “Crediti”. Non considera le disponibilità liquide e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni. Forse l’indebitamento finanziario netto o lo stesso capitale circolante netto avrebbero fornito un quadro più chiaro della situazione finanziaria. Il dato della Gazzetta considera insieme debiti e crediti di funzionamento e finanziamento sia correnti che non correnti. Detto questo, per tale classifica il Parma occupa il settimo posto con 88,7 milioni.

Per quanto riguarda il Patrimonio Netto, forse avrebbe dato maggiori informazioni l’ “equity ratio”, ossia il rapporto tra patrimonio netto e attività, che fornisce l’indicazione circa il grado di copertura degli investimenti con i mezzi propri. La Gazzetta ha invece optato per classificare il patrimonio netto in base ai valori dei bilanci. Il Parma occupa il settimo posto. Da evidenziare i valori negativi di Roma e Milan, che evidentemente necessitano di ricapitalizzazione. Luca Marotta


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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “IL BILANCIO DEL PARMA FC / PER OGNUNO DEI 49 PUNTI DELLA STAGIONE 2012-13 SPESI 2.06 MILIONI DI EURO. IL COMMERCIALISTA MAROTTA RILEGGE PER NOI L’INCHIESTA DELLA GAZZETTA DELLO SPORT

  • 12 Marzo 2014 in 09:30
    Permalink

    non sono del tutto d’accordo con questa analisi: quello che spendi in un anno non è solo per l’anno che viene, ma anche per quelli a venire. io quest’anno ho comprato casa, il mio bilancio è in negativo di 200.000 euro, ma la casa ce l’avrò tutta la vita. idem, se compri un giocatore e lo tieni 4 anni, dovresti osservare un periodo più lungo, non l’anno stesso.

    • 12 Marzo 2014 in 09:53
      Permalink

      Ciao Luca,

      il commercialista dott. Marotta, come sempre, si è limitato a commentare dei dati oggettivi, senza esprimere giudizi di sorta. Tra l’altro, nel caso specifico, si è trattato di una analisi dell’analisi, cioè egli ha commentato l’inchiesta della Gazzetta dello Sport, la quale ha utilizzato criteri differenti da quelli che avrebbe utilizzato lui, come bene si evidenzia dai distinguo che ha lasciato.

      Comunque gli “ammortamenti” valgono anche per i calciatori, ed infatti sono iscritti a bilancio.

      Cordialmente

      Gmajo

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