IL COLUMNIST / DOING A BRADBURY: E’ UN PARMA CHE STA ANDANDO AL MASSIMO. ANZI, ADDIRITTURA OLTRE IL LIMITE CONSENTITO…

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) –  “Doing a Bradbury”. E’ un modo di dire inventato dagli australiani per indicare un trionfo inatteso, clamoroso. L’espressione è stata coniata dopo la medaglia d’oro vinta dal pattinatore aussie Steven Bradbury nel corso delle olimpiadi invernali di Salt Lake City del 2002. Un successo a dir poco rocambolesco. Giunge terzo ai quarti di finale, ma l’estromissione per squalifica del secondo lo proietta al turno successivo. In semifinale, a seguito della caduta di ben 3 dei suoi avversari e dell’esclusione di Satoru Terao, si accomoda sulla prima piazza e si qualifica alla finale. Ed è qui che si consuma una delle gare più incredibili e strane della storia del pattinaggio e delle olimpiadi invernali: prima del giro conclusivo Steven Bradbury è parecchio indietro rispetto agli altri 4 atleti in gara; poi arriva l’ultima curva, Jiajun scivola nel tentativo di superare Ohno, che a sua volta cade e travolge il finalista coreano e quello canadese. Bradbury si ritrova inaspettatamente primo e conquista l’oro. “Doing a Bradbury”, appunto. Se fossimo in Australia, diremmo che il Parma ha fatto e sta facendo un Bradbury. Col Milan ben lontano dai quartieri nobili della classifica; con la Lazio che non ha ancora trovato la quadra; con la Fiorentina che sembra averla persa da un bel po’ di tempo (al di là dell’odierno successo sul Chievo); e l’Inter che non si toglie mai il vizio di IMG_0330inciampare nel minuto stesso in cui tutti la credono risorta, il Parma rischia di rientrare nell’Eurozona non solo per meriti propri (e sono tanti), ma anche per demeriti altrui. Di più: soprattutto per demeriti altrui. Mai vista – da quando seguo il calcio – una Serie A così avara di tecnica e di avversarie credibili. Un tempo eravamo il campionato più bello e difficile del mondo. Ora ci siamo abbassati al livello dei tornei che si disputano nei paesi dell’Europa orientale o in quelli che fino all’inizio degli anni novanta facevano parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Lo spettacolo terra terra che oggi pomeriggio ci è stato offerto da Milan e Parma, avrebbero potuto regalarcelo – pari pari – anche Steaua e Dinamo Bucureşti nella Liga I foto 1 (14)romena. Ma torniamo alla stretta attualità del campo. Intendo rivolgere un caloroso e meritatissimo applauso ai Crociati, che quest’anno stanno andando al massimo. Anzi, addirittura oltre il limite consentito. Un po’ come una simpatica tifosa crociata che oggi, sull’A1, aveva il piedino un po’ pesante, mentre raggiungeva Milano. La foto postata su FB, poi, sarebbe roba da flagranza differita. Ma la Stradale, per sua fortuna, non legge stadiotardini.it… Saccheggiare San Siro è una roba da formazione con attributi al cubo. Pardon, al quadrato (non vorrei fare pubblicità occulta ai cugini d’Oltrenza). Ma… hanno vinto giocando non esattamente bene e contro DSCF3189un avversario da oratorio. Che peraltro è rimasto in inferiorità numerica per quasi tutta la durata del match. Ecco, mi aspettavo che il Parma la archiviasse prima, la pratica rossonera. Non mi aspettavo che si facesse rimontare. E’ vero che il rigore concesso al Milan è stato un regalo (o un’invenzione) del sig. Celi di Campobasso. Ma – dobbiamo riconoscerlo – in quel momento loro meritavano di pareggiare. Ci ha pensato Amauri a rispedire il Diavolo all’inferno. E lo ha fatto con un colpo di tacco che nemmeno Crespo (spero di scampare all’accusa di lesa maestà). Cassano gli aveva DSCF3194aperto la strada, Biabiany gli ha coperto le spalle. Abbiamo raggiunto quota 16 risultati utili consecutivi. Se dovessimo vincere o pareggiare anche contro il Genoa, faremmo 17. Numero poco simpatico. Soprattutto per un napoletano come me. Preferirei perdere col Grifone e vincere tutte quelle che restano. Un po’ per scaramanzia, un po’ per avere la certezza matematica di una poltroncina in Europa League. O di una poltronissima in Champions… Luca Russo (www.ilcolumnist.net) –

2 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / DOING A BRADBURY: E’ UN PARMA CHE STA ANDANDO AL MASSIMO. ANZI, ADDIRITTURA OLTRE IL LIMITE CONSENTITO…

  • 17 Marzo 2014 in 01:10
    Permalink

    Caro Luca scordatelo. Se vuoi possiamo far direttamente 18 contando il recupero con la Roma ma domenica la favola continua. O almeno ci proveremo.

    • 17 Marzo 2014 in 07:01
      Permalink

      Caro Gallo, considerando la mediocrità di questo campionato, dico, sottovoce, che possiamo arrivare dritti e tranquilli tranquilli a 26. Lo dico sottovoce sennò qualcuno pensa che io stia ‘rosicando’. Come se fosse una colpa, e non un merito, cercare di guardare le cose col necessario distacco. Non ho mai amato la propaganda. Non sono mai andato pazzo per le verità apparecchiate né apprezzo coloro che stanno sempre dalla stessa parte (e, guarda che caso, sempre dalla parte del padrone). Tifo Parma, anche se qualcuno fa fatica a crederlo. Ci sono un bel po’ di notti in treno e diverse domeniche passate da solo come un cane in una camera d’albergo nei pressi della stazione o della Pilotta a dimostrarlo. Ma quando scrivo o chiacchiero, anche del Parma, voglio sentirmi libero di affermare ciò che penso. Piaccia o non piaccia. Ah, non ce l’ho mica con te, Gallo. Tu mi hai offerto un assist, alla Cassano. E io sto cercando di buttarla dentro, alla Amauri. Ce l’ho con chi mi accusa di rosicare, di essere prevenuto. Io rosico. Uno che ieri mattina era anche sceso per recarsi alla stazione centrale e raggiungere Milano, salvo poi dover fare macchina indietro per un imprevisto dell’ultimissimo minuto, secondo qualcuno è uno che rosica. Se tifi Parma e ne scrivi sempre e solo bene, sei ok. Se ne sei altrettanto tifoso, ma lo critichi quando c’è da criticarlo, sei prevenuto, sei uno che…rosica. Funziona così da queste parti. E non solo da queste parti. Ti apprezzano poco se cerchi di ragionare con la tua testa o se cerchi almeno di farla funzionare. Un mio amico juventino mi rimprovera d’essere cattivo con la Juventus. Un mio collega tifoso del Napoli mi accusa di essere troppo severo nei riguardi della squadra di Benitez. Perché? Perché gli faccio notare che essendo diventata la serie A un campionato da oratorio, lo ripeto: campionato da oratorio, è normale che le loro squadre la facciano da padrone. Non condividono il mio pensiero. Ci sta. Anche se Galatasaray, Swansea e Porto ci hanno suggerito cose molto simili a quelle che racconto io. Perfino Fabio Capello (mica Luca Russo, che è l’ultima ruota del carro) sostiene che “la serie A è poco allenante”. Comunque, mi diverto lo stesso. Manca poco e poi sarà di nuovo Europa. Come sette anni fa. Ma scusatemi se mi scaldo poco. È che a me piace avere a che fare coi vasi di ferro. Il Parma, per colpe non sue, sta facendo la voce grossa in mezzo a tanti vasi di terracotta. Ripeto: mi diverto comunque. Anche se non come piacerebbe a me.

I commenti sono chiusi.