IL COLUMNIST / IL TONFO DEL MILAN IN CHAMPIONS DIMOSTRA CHE QUELLA DI DOMENICA PER IL PARMA NON SARA’ UNA MISSION IMPOSSIBLE. ANCHE SE MANCHERA’ PALETTA

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – Se in campo ci finissero la storia, il blasone e la bacheca, domenica prossima il Parma avrebbe ben poche speranze di uscire illeso da San Siro e dal confronto col Milan allenato (direi male, fin qui) da Clarence Seedorf. Ma, come giustamente asserito dal nostro Direttore Gabriele Majo, più dei trofei e dei successi conquistati in passato, sul rettangolo di gioco del Meazza ci andranno i parametri vitali e la salute delle due squadre chiamate a contendersi la posta in palio. Quella dei Crociati è ottima, e lo è da un bel po’ di tempo a questa parte: l’ultima squadra in grado di infliggergli una sconfitta à stata la Juventus di Antonio Conte (ripeto: la Juventus tricolore, che in Italia sta sbriciolando un record dopo l’altro), correva il mese di novembre dell’anno passato; l’Europa ce l’hanno lì a pochi passi e a pochissimi punti; e non perdono da 15 gare di fila, durante le quali hanno collezionato 8 vittorie e 7 pareggi e segnato il doppio delle reti che hanno incassato (22-11). Meglio ha saputo fare solo (e ci risiamo) la Juventus, che entro i confini nazionali sta annientando qualsiasi avversario le capiti sotto tiro. Al contrario, la salute del Milan versa in pessime condizioni come raramente è accaduto nel corso della lunga e gloriosa gestione Berlusconi: in Serie A è decimo con la miseria di 35 punti, frutto di 9 vittorie, 8 pareggi e addirittura 10 sconfitte; è molto più vicino alla zona retrocessione (da cui dista 14 punti) che a quella Champions (da cui lo separano ben 20 punti); e di cambiare passo, ritmo e marcia, proprio non vuole saperne. Anche in Champions, che tradizionalmente è il terreno di conquista, l’habitat naturale del club rossonero, le cose sono andate male. Anzi, parecchio male. E’ vero che il Diavolo è riuscito a superare la fase a gironi, a qualificarsi agli ottavi di finale e a finire tra le prime 16 del continente (risultato di incommensurabile importanza per il benessere delle casse societarie), ma solo perché ha avuto la fortuna di imbattersi in un gruppo che, escluso l’immenso ed inarrivabile Barcellona (dai superpoteri tuttavia un po’ annacquati rispetto al passato), presentava scogli non insormontabili per una formazione comunque di tutto rispetto e discretamente attrezzata come quella di Allegri prima e Seedorf poi: il Celtic, che in Scozia di fatto gioca da solo, e l’Ajax, il cui unico interesse ormai è sfornare giovani campioni pronti per le potenze del calcio europeo e non quello di ritornare ai fasti di un tempo. E in effetti al primo vero ostacolo di rilievo il Milan si è squagliato come un gelato nel fuoco. Intendiamoci: ci sta, soprattutto in una stagione tribolata come quella in cui è incappato quest’anno, di farsi eliminare dall’Atletico Madrid, che in patria è in odore di scudetto e sta tenendo testa a Barca e Real Madrid. Molto meno comprensibile e tollerabile è salutare la compagnia con 5 reti sul groppone. Ecco, prenda appunti il Parma. O meglio, prendano appunti i vari Cassano, Amauri, Biabiany e volendo anche Parolo (in arte Steven Gerrard): la coperta dei rossoneri è cortissima, e per bucarla non servono carri armati o macchine da guerra di ultima generazione, bastano un poco di fantasia ed un pizzico di lucidità mista a concretezza. Buon per i gialloblù che finora non hanno avuto particolari difficoltà ad andare in rete. Il guaio semmai è che anche la coperta dei Crociati non è sufficientemente lunga. A Milano ci andremo senza Paletta, indisponibile per squalifica. La sua assenza potrebbe influire sulle sorti dell’incontro più di quanto immaginiamo e temiamo in questo momento. Tanto per capirci: Diego Costa – e cioè colui che ha giustiziato il Diavolo a suon di reti, estromettendolo dalla Champions League – contro Gabriel, nell’amichevole tra Spagna e Italia che si è disputata sette giorni fa, praticamente non l’ha mai vista; ieri sera, invece, gli pareva d’essere al luna park nel minuto in cui si è trovato di fronte la tenera e tutt’altro che impermeabile retroguardia rossonera. Insomma, senza Paletta rischiamo di non sopravvivere al Milan, a San Siro e alla serie di 15 risultati utili consecutivi. E allora che fare? Una soluzione, anche se assai bizzarra e pittoresca, ce l’avrei: detto che mi fido delle capacità di chi lo sostituirà, in vista della trasferta milanese non sarebbe male se qualcuno facesse preparare una sagoma di cartone raffigurante l’argentino, da piantare al centro della nostra area di rigore a pochi passi da ‘saracinesca’ Mirante. Sono convinto che di questi tempi anche un Paletta in versione spaventapasseri farebbe tremare le gambe agli spuntati attaccanti del peggior Milan degli ultimi dieci anni. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

4 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IL TONFO DEL MILAN IN CHAMPIONS DIMOSTRA CHE QUELLA DI DOMENICA PER IL PARMA NON SARA’ UNA MISSION IMPOSSIBLE. ANCHE SE MANCHERA’ PALETTA

  • 12 Marzo 2014 in 11:49
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    se non si và a milano a testa alta alzando la cresta , a petto in fuori e giocando con coraggio quest anno e in questo momento…..e con un milan messo così male è meglio stare a casa allora………una vittoria contro una compagine messa in male arnese come i rossoneri attualmente non si può nemmeno catalogare come un impresa…..cominciamo a vincere intanto l impresa dobbiamo farla o con la roma la juve o napoli…….almeno 3/4 punti devono uscire da queste partite

    • 12 Marzo 2014 in 11:55
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      Tre o quattro mi sembrano pochi per coltivare ambizioni europee. E anche Roma e Lazio, al momento, non mi paiono ostacoli insormontabili.

  • 12 Marzo 2014 in 12:56
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    buongiorno majo
    va bene che siamo in un buon momento …però mi sembra un trittico molto difficile io auspico 3 punti col napoli in casa e uno con la roma nel recupero all olimpico…..con la juve la vedo cmq durissima siamo lanciati si..in un buon momento si….ma la juve è di un altro pianeta….poi con la lazio come dicevi tu direttore….sono daccordo si deve andare a vincere e basta, ma io non l avevo inserita nel ” TRITTICO TERRIBILE”…rimango fiducioso per la nostra qualificazione all e.l.

  • 12 Marzo 2014 in 15:34
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    In riferimento al Milan sono più pessimista per la partita di domenica che sul fatto di precederli in classifica a fine anno.
    Un ruggito di orgoglio dei rossoneri non è da escludere, mentre ritengo più improbabile che trovino la continuità mai avuta finora anche schierando sempre i migliori da qui a fine torneo.
    La partita di ieri non mi pare un parametro molto attendibile, e neppure quella di udine che era stata preparata in ottica Madrid.
    Alle tabelle non ci ho mai creduto, meglio affrontare una partita per volta sperando che le squadre qualitativamente superiori siano (almeno) un po appannate

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