IL COLUMNIST / LA MARCIA TRIONFALE DEL PARMA RISUONA ANCHE GRAZIE AL LIVELLAMENTO VERSO IL BASSO DEL CAMPIONATO E ALLA DISGRAZIATA STAGIONE DI ALCUNE GRANDI

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – La Marcia, per adesso, è Trionfale. Ma nessuno ci assicura che a fine maggio possa esserlo anche la stagione. A proposito di avanzamenti sfarzosi e successi di straordinario spessore: il primo a parlare di Marcia Trionfale, con riferimento all’impetuoso cammino in campionato del Parma targato Roberto Donadoni, è stato il nostro Direttore Gabriele Majo, che ieri nella sua opinione post-partita oltretutto ha paragonato il tecnico di Cisano Bergamasco al celebre e mai dimenticato Giuseppe Verdi; poi in serata Michele Angella, subito dopo il fischio d’inizio di Calcio & Calcio, ha preso in prestito (senza imagecorrispondergli i diritti d’autore) la felice espressione di Majo facendola propria e utilizzandola per abbellire i contorni della sua trasmissione; e infine questa mattina dalle colonne della Gazzetta dello Sport anche Andrea Schianchi, grande ex del talk televisivo che va in onda dagli studi di via Barilli, si è unito al coro lanciato dalla prima firma di stadiotardini.it. Per la serie: se vi servono due o tre etti di fantasia, non azzardatevi a pretenderli dai foto 1 (6)giornalisti di Parma e dintorni, perché pare che di immaginazione non ne abbiano poi così tanta... Scherzo, naturalmente. Ma non troppo, ovviamente. Dicevo: la Marcia dei Crociati, diretti in modo eccellente dal sapiente condottiero Donadoni, per adesso, è trionfale. Ma guai a pensare fin d’ora che a maggio, e cioè a giochi chiusi, possa esserlo pure la stagione. E guai, soprattutto, a sopravvalutare il bel periodo dei nostri valorosi beniamini. Ecco: quello del Parma è un momento ottimo, quasi eccezionale. Quasi, appunto. Perché se va riconosciuto senza mezzi termini che inanellare quattordici risultati utili di fila non è un affare alla portata di qualsiasi formazione, bisogna anche ammettere con altrettanta onestà che giocatori come Cassano (che io, sbagliando, avrei dato via dopo la querelle che l’ha visto protagonista tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014), Paletta, Mirante, Biabiany, Gargano (che io, sbagliando pure in questo caso, non avrei voluto per via di quel suo infelice tweet ai tempi in cui indossava la maglia del Napoli) e Parolo, le altre, quelle che possono vantare dimensioni simili alle nostre, se li sognano. Non ce li ha il Torino. E nemmeno il neo-promosso Verona, la Sampdoria, il Cagliari, l’Atalanta, l’Udinese e chi più ne ha, più ne metta. Forse il solo Genoa avrebbe potuto competere coi Crociati, ma in estate ha puntato sul fantino sbagliato, e il cavallo, pur buono che fosse, ne ha risentito. Si è inalberato. Assai. E non ha mai preso a galoppare sul serio. Dunque, non meravigliamoci troppo: il Parma ad oggi ha raccolto esattamente quanto di buono il plenipotenziario Leonardi ha seminato in sede di mercato, sia estivo che invernale. E non mi riferisco solamente ai giocatori che lo Zar è riuscito a prendere e a rivalutare (Cassano, Gargano, Molinaro), ma pure a quelli che ha saputo trattenere (Biabiany, Paletta, Parolo), allontanandoli dai canti parecchio seducenti di sirene piuttosto convincenti. Intendiamoci: questo non vuole essere un modo per sminuire la cavalcata, da 40 punti in 26 partite (in media un punto e mezzo a gara), dei gialloblu; voglio solo collocarla nella dimensione che merita. Detto ciò, capisco la gioia e la felicità della piazza, in fibrillazione come non le accadeva da parecchio tempo (del resto io stesso lo sono, sebbene alcuni dei miei pezzi mi abbiano fruttato la revoca della patente di tifoso del Parma e fatto guadagnare quella di nemico dei gialloblu). Comprendo molto meno i toni, un po’ troppo entusiastici, di certe analisi della stampa locale e nazionale. Tra queste ci metto anche quella di Andrea Schianchi, apparsa questa mattina sulla Gazzetta dello Sport. Sono due i passaggi del suo articolo coi quali mi trovo in perfetto disaccordo. Il primo: “Il Parma, disegnato, anzi praticamente scolpito da Roberto Donadoni, è alle spalle del Gotha del calcio italiano, e dietro si è messa pure un paio di grandi come il Milan e la Lazio”. Precisazione: se i Crociati – che come ho spiegato poc’anzi fin qui han fatto il loro dovere (o forse qualcosina in più) – son riusciti a mettersi dietro due grandi come il Milan e la Lazio, è proprio perché il loro dovere Milan e Lazio non lo hanno (ancora) fatto o hanno iniziato a farlo solo da poche partite. Il merito del Parma sta nell’aver saputo massimizzare i profitti derivanti dalle sventure altrui. Il secondo: “Comunque vada, qualificazione in Europa o no, sia chiaro che la stagione del Parma è un successo”. Obiezione numero uno: ci si può ritenere soddisfatti di un’annata, e definirla un successo, solo quando la stagione è finita; se i gialloblu per esempio dovessero terminarla a 50 punti, dopo aver raggiunto quota 40 in appena 26 match, ci sarebbe ben poco da festeggiare. Obiezione numero due: l’anno scorso dopo 26 apparizioni c’era la Roma a 40 punti, ed era ottava; quest’anno gli stessi punti bastano, al momento, per essere quinti/sesti, cioè in odore di Europa e di santità. Obiezione numero tre: procedendo a questo ritmo, il Parma rischia di finire il campionato con ben 58 punti in saccoccia (‘appena’ 9 in più rispetto a quelli che ha racimolato l’anno scorso); dodici mesi fa con lo stesso score si finiva all’ottavo posto, lontanucci dall’Eurozona; un anno dopo con un bottino simile è molto probabile che ci si possa recare in questura per il rinnovo del passaporto. Dove voglio arrivare? Qui: al lume di tali obiezioni e precisazioni, siete ancora convinti che il 2013/2014 dei gialloblu sia da considerarsi un successone? Oppure iniziate a credere che il felice trend del Parma sia frutto anche (sottolineo anche) del livellamento verso il basso del nostro campionato e della disgraziata stagione in cui si sono cacciate quelle squadre, Milan e Lazio in primis, che avrebbero dovuto contendergli la poltroncina per l’Europa? Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

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3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LA MARCIA TRIONFALE DEL PARMA RISUONA ANCHE GRAZIE AL LIVELLAMENTO VERSO IL BASSO DEL CAMPIONATO E ALLA DISGRAZIATA STAGIONE DI ALCUNE GRANDI

  • 4 Marzo 2014 in 19:45
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    sempre splendidi i pezzi di Schianchi e la Gazzetta, in generale. anche dei due Luca

  • 5 Marzo 2014 in 14:13
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    be il successo di uno necessita sempre dell’insuccesso degli altri. certo adesso ci sta girando tutto bene, per cui è ovvio ke il nostro UMORE come i GIUDIZI siano tutti positivi. La speranza è che possano essere così anke fine campionato, quando si tirano VERAMENTE le somme. Secondo me ci aspetta un calendario piuttosto difficile e la vedo dura.

  • 5 Marzo 2014 in 15:26
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    Mi vorrà scusare ma a mio parere il quesito finale ha poco senso in quanto “le disgrazie altrui” (non so come meglio definirle) sono obiettivamente un fattore importante per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo.
    Dico ciò pensando alla quota salvezza o, ad esempio, al Milan di Zaccheroni, che oltre ad un bel po di fortuna vinse il campionato anche perchè nessuna delle concorrenti ebbe la dovuta continuità.
    Speriamo che continui cosi.. il calendario che ci attende è davvero tosto

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