IL COLUMNIST / MAJO HA RAGIONE QUANDO DICE CHE PRANDELLI HA SBAGLIATO A NON CONVOCARE MIRANTE, MA HA TORTO QUANDO SOSTIENE CHE IL CT DEVE LASCIARE IN CASO DI FLOP AZZURRO IN BRASILE

Luca Russo (www.ilcolumnist.net)Come era prevedibile, ieri sera la mia attenzione è stata catturata dall’esordio in azzurro dell’oriundo e ‘parmigiano’ Gabriel Paletta. Una prima da oscar, secondo il parere del sottoscritto e quello degli altri osservatori. Tanto per fare un esempio, Andrea Elefante de La Gazzetta dello Sport gli ha assegnato la palma di migliore in campo e lo ha premiato con un bel 7 in pagella: foto 1 (6)“Un pensiero affettuoso ai bisnonni crotonesi: grazie a loro la difesa ha arruolato un tipo in gamba e dotato di utile tigna, visto che  Diego Costa si aggira dalle sue parti. Il migliore è lui”.  Una promozione assolutamente meritata, anche se il voto Io considero eccessivamente basso. Io sarei stato di manica decisamente più larga, spingendomi fino al 10 (o almeno fino all’8), visto e considerato che l’argentino era appunto al debutto e se l’è dovuta vedere con gli attaccanti e i centrocampisti più forti di questo pianeta (e non solo). Esaurito il capitolo Paletta, al quale rinnovo i complimenti per la grande prestazione che ha esibito sul terreno di gioco del Vicente Calderon (un campo sul quale il Parma in passato ha raccolto numerosi dividendi ed altrettante soddisfazioni), passo ad analizzare il momento della Nazionale, apparsa in netto ed evidentissimo ritardo nei confronti dei campioni di tutto della Spagna.

Ma non parlerò della partita, di cui a quest’ora è stato già detto tutto e il suo contrario. Piuttosto lo faccio partendo da due considerazioni che ieri sera il mio Direttore Gabriele Majo si è fatto scappare durante la puntata di Calcio & Calcio.  Sulla prima non posso essere che d’accordo: “Ribadisco che la mancata convocazione di Mirante in azzurro è un errore madornale”. Come gli si può dar torto? Capiamoci: Buffon resta e resterà a lungo il numero uno tra i numeri uno. Sul gol di David Silva non è esente da colpe, ma prima dello svantaggio ha disinnescato qualsiasi colpo esploso dalle milizie, regolari e non, agli ordini del generale Vicente Del Bosque. Il posto da titolare è e dovrà essere suo. Ragioniamo sui ruoli di rincalzo. Di Sirigu, che è il vice dell’estremo juventino, so solamente che da tre anni gioca in uno dei club più forti del mondo ed in uno dei campionati meno competitivi d’Europa (meno concorrenziale anche della nostra Serie A). Facile recitare la parte della saracinesca quando si ha davanti a sé un difensore come Thiago Silva e gente che risponde ai nomi di Ibrahimovic, Cavani, Motta, Verratti, Lavezzi e via dicendo; ed è semplice vestire i panni del grande portiere nel minuto in cui si ha a che fare con squadre del calibro dell’Evian, del Nizza o dell’Ajaccio (con rispetto parlando). Ma fino a che ha indossato la casacca del Palermo, e cioè di una squadra di seconda o terza fascia, la sua media di reti subite per incontro è stata peggiore di quella del Mirante gialloblu. I numeri non mentono: nelle tre stagioni in rosanero, Sirigu ha incassato 1,46 gol a partita; da quando è al Parma (2009), il portiere di Castellammare di Stabia prende 1,29 gol per match. Una differenza non trascurabile, visto che stiamo discutendo di un ruolo delicato come quello del guardiano dei pali. Di Mattia Perin, attualmente terzo nelle gerarchie di Cesare Prandelli, va detto che al Genoa sta vendicandosi alla grande della pessima stagione vissuta al Pescara dodici mesi fa. L’anno scorso salutò il campionato e la massima serie (retrocessione col Delfino) con 66 gol subiti in 29 presenze. Con la maglia del Grifone di reti fin qui ne ha pigliate appena 32 in 26 apparizioni. Dunque, un posticino in Nazionale lo merita senza dubbio alcuno. Ma ha l’età dalla sua parte: a 22 anni può permettersi di saltare un mondiale e dirsi eleggibile per i prossimi due (2018 e 2022). Mirante, al contrario, di primavere alle spalle ne ha già 30, quasi 31. Se non trova un biglietto per il Brasile, è assai improbabile che riesca a trovarne uno per la Russia.

CAM00020Sulla seconda considerazione esternata a Calcio & Calcio Più dalla prima firma di stadiotardini.it, invece, non sono affatto d’accordo: “Se Prandelli non supera il primo turno in Brasile, si deve dimettere”. Alt, caro Direttore. In primo luogo bisogna riconoscere che di alternative al buon Cesare ce ne sono pochine. Allegri, per fare un nome, non mi convince del tutto. Guidolin, per farne un altro, se la cava bene coi club, ma in Nazionale? E’ un ipotesi che non mi stuzzica più di tanto. Poi c’è da considerare che non più tardi di una settimana fa Prandelli avrebbe fatto capire alla Federazione di essere disposto ad allungare la sua permanenza in azzurro, però ad una condizione: e cioè che gli venga affidato l’incarico di Commissario Unico. Vuole avere il controllo non solo della Nazionale maggiore, ma anche di quelle giovanili. L’idea è interessante. Il gruppo degli Azzurri va svecchiato. E subito. Se non in vista del mondiale, almeno per Francia 2016. Al prossimo Europeo si qualificheranno ben 24 squadre. Praticamente le più forti ed un bel po’ di nazionali di secondo piano. Quale migliore occasione per rinverdire la rosa e mettere alla prova i numerosi talenti, Cerri compreso, che gravitano nell’orbita dell’Under 21 di Di Biagio? Infine, sebbene sia convinto che l’Italia abbia buone possibilità di piazzare il quinto titolo in bacheca (quando il gioco si fa duro, la Nazionale tira fuori gli attributi e si produce in imprese quasi fuori dal comune), ti voglio ricordare che nel suo girone ci sono due delle otto squadre che sono state capaci di vincere un Mondiale; e che al momento godono di una forma se non eccezionale, per lo meno discreta. Gli Azzurri dovranno incrociare l’Uruguay di Suarez, Forlan, Cavani, Muslera, Hernandez (che in B sta spopolando), Ramirez, Gargano, Godin e Lugano: mica gente alle prime armi; e l’Inghilterra di Roy Hodgson. Che sarà anche una nobile incapace di far centro ai grossi appuntamenti; ma che resta foto 2 (5)comunque un’avversaria temibile e di tutto rispetto (agli ultimi Europei ci sbarazzammo di loro solamente ai calci di rigore). L’Italia si presenterà al mondiale con Cerci, che gioca nel Torino; con Candreva, che indossa la maglia della malconcia Lazio; con Osvaldo, che fa la riserva alla Juventus; con Bonucci, che non è la perfezione e la puntualità fatte persona; con Montolivo, che ha perso lo smalto dei suoi tempi migliori; e con un Maggio ormai a fine carriera. Nel 2010 non sopravvivemmo ad un girone con dentro Nuova Zelanda, Slovacchia e Paraguay: l’incredulità di allora risulta comprensibile anche quattro anni dopo. Se dovessimo farci eliminare da Inghilterra ed Uruguay, al contrario, io non mi stupirei più di tanto. La rosa degli Azzurri è avara di talento e giocatori di primo piano. Tolti Buffon, Pirlo…e, naturalmente, Paletta. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

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10 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / MAJO HA RAGIONE QUANDO DICE CHE PRANDELLI HA SBAGLIATO A NON CONVOCARE MIRANTE, MA HA TORTO QUANDO SOSTIENE CHE IL CT DEVE LASCIARE IN CASO DI FLOP AZZURRO IN BRASILE

  • 6 Marzo 2014 in 15:00
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    Caro Luca, sono una notizia. bravo a contraddire il direttore, così si fa. Significa libertà di pensiero, rispetto, una bella lezione di giornalismo. Non esiste che il direttore abbia sempre ragione, da nessuna parte. E questo resta un grande direttore

  • 6 Marzo 2014 in 15:10
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    Mirante ci stava tranquillamente,però io credo che la scelta di Perin sia per dare continuità al gruppo visto che Prandelli andrà verso la riconferma.Ricominciare da Perin è cosa lecita e sensata e più volte il 3° portiere al Mondiale è stato un ragazzo giovane (vedi Amelia nel 2006 e Marchetti nel 2010 che in realtà era il 2°)

    • 6 Marzo 2014 in 17:59
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      Se proprio non si può fare a meno di Perin, che come ho scritto il posto in Nazionale comunque se lo merita, allora si convochi Mirante in luogo di Sirigu, che in fondo non mi sembra tanto più forte e preparato del portierone Crociato.

  • 6 Marzo 2014 in 15:32
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    Non sono per i processi a priori e stimo Prandelli anche per il lavoro che sta svolgendo con l’Italia, ma nella malaugurata ipotesi credo abbia ragione Majo, anche perchè di giocatori in grado di fare bella figura ce ne sono diversi. Lasciamo stare la partita di ieri perchè ora pensano al club e non all’azzurro, è sbagliato ma è sempre stato così. Poi vabbè .. in italia non si dimette mai nessuno

    • 6 Marzo 2014 in 18:03
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      Io al contrario credo che non ci sia gente tanto migliore rispetto a quelli che ho citato nel pezzo. Prandelli non ha tante alternative a disposizione. Per quanto mi riguarda, tolti un paio di elementi che dovrebbero fare spazio a giocatori decisamente più in forma, sta puntando sui migliori. Inoltre, in virtù del fatto che al prossimo Europeo ci andranno praticamente tutte le nazionali più in vista, io me lo terrei ancora un altro po’ Prandelli…e gli darei la possibilità di svecchiare l’attuale gruppo mettendo alla prova i tanti bei prospetti che gravitano nell’orbita dell’Under 21. E’ un’occasione di quelle d’oro: non approfittarne sarebbe una topica clamorosa, senza precedenti. L’Italia può rifarsi il look, Prandelli è l’uomo giusto per questa missione. Checcé ne dicano coloro che lo vorrebbero sulla graticola qualora dovesse fallire l’appuntamento mondiale.

  • 6 Marzo 2014 in 17:47
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    Da una parte dobbiamo ricordare che fino al 2 giugno tutti hanno, almeno, la speranza di giocare in nazionale.
    Capitolo portieri. Per ora i posti sono:
    1) Buffon
    2) Sirigu
    3) Da decidere
    Buffon è il numero uno dei numeri uno della nazionale, perché a suo possibile errore verrebbe attaccato meno dalla stampa (e con lui Prandelli).
    Il secondo è Sirigu perché in Francia si sta facendo una bella esperienza internazionale (lui e Abbiati sono gli unici portieri italiani ancora in Champions) e quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente (non si può dire lo stesso di Marchetti).
    Il terzo è da decidere. Tutti ci possono aspirare: Mirante, Agazzi, Perin, Bardi, Scuffet, Consigli ecc… Bisogna solo capire il criterio che Prandelli userà. Terzo posto per chi dimostra di meritarselo? O posto in ottica futura? Se fa il primo tipo di ragionamento Mirante è due spanne sopra tutti, se usa il secondo giudizio, Perin è avvantaggiato (ma attenzione a Scuffet!).
    Io sarei nel portare ai Mondiali i giocatori più forti in ogni reparto, compreso anche quello del portiere, non serve a nulla chiamare un giovane. Amelia terzo portiere al mondiale 2006 perché era giovane….adesso cosa fa, “da grande”? Il secondo/terzo portiere al Milan e, quando chiamato in causa, ha evidenziato notevoli lacune

  • 6 Marzo 2014 in 20:59
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    Sirigu gioca in Champions e ha un’esperienza che Mirante non avrà mai. La frase “Facile recitare la parte della saracinesca quando si ha davanti a sé un difensore come Thiago Silva e gente che risponde ai nomi di Ibrahimovic, Cavani, Motta, Verratti, Lavezzi” è discutibilissima: è più facile fare i fenomeni quando gli avversari tirano 50 volte in porta piuttosto che parare 1 o 2 tiri difficili in una partita. Se li sbagli, sei morto in quel caso. Altrimenti il discorso dovrebbe valere anche per Buffon, intendendo che Mirante è meglio. Allora anche il cremonese Rampulla avrebbe dovuto andare in Nazionale al posto di Pagliuca, e magari anche i vari Turci, Taglialatela in un Napoli scarsissimo, Boranga al posto di Zoff: facile fare i fenomeni con Gentile e Scirea… ecc ecc.
    Perin mi sembra una scelta giusta: è giovane, è il futuro, tanto vale che respiri l’aria di un Mondiale che prima o poi farà. Perché tanto il terzo non gioca mai.
    Non amo affatto Prandelli, ma secondo me ha fatto bene in questo caso.

    • 7 Marzo 2014 in 12:12
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      Siamo d’accordo. Però può esser buono anche il ragionamento inverso. Cerco di spiegarmi con una metafora: in tempo di guerra, se uno attraversa un ponte esposto al tiro dei cecchini, gli può andar bene la prima volta, la seconda, forse anche la terza…ma alla quarta ci resta secco. Voglio dire che Mirante nonostante sia continuamente esposto al fuoco nemico (si prendano ad esempio le gare di Reggio Emilia e Bergamo), fin qui ha preso appena 29 reti. Al contrario, Sirigu, pur essendo protetto da una linea difensiva di spessore mondiale, di gol ne ha incassati già 18. E la Ligue 1 è addirittura meno ‘concorrenziale’ della nostra massima serie. Mirante meritava la convocazione, ma diverso tempo prima dello stage di cui è stata data notizia nelle ultime ore.

      Un saluto e, Nazionale o no, forza Parma!

      Luca Russo

      • 7 Marzo 2014 in 14:06
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        Che Mirante meritasse una convocazione ne siamo convinti tutti, anche non tifosi del Parma, avrebbe potuto esser chiamato lo scorso anno per il ritiro pre-Confederation al posto di Agazzi o in occasione di qualche amichevole come 2° o 3°. Per il mondiale è più complicato, i posti sono solo 3 e i primi due sono sicuri. Non puoi mettere in dubbio l’unico portiere italiano (con Abbiati) ancora in Champions, per non dire uno dei 3 portieri Italiani ancora nelle coppe europee (insieme ad Abbiati e Buffon).

  • 7 Marzo 2014 in 14:57
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    Sirigu non mi fa impazzire ma va riconosciuto il fatto che l’esperienza internazionale e quindi l’abitudine di giocare in campo internazionale conta…poi Prandelli l’ha sempre convocato nella sua gestione.Sinceramente Marchetti lo reputo il più forte dopo Buffon anche ultimamente non ha brillato e credo abbia anche problemi fisici e con il club.Mirante come ho già detto ci può stare benissimo,se devi chiamare Agazzi o Consigli meglio Mirante.
    Con Perin è un discorso diverso,in questo campionato non sta facendo peggio di Mirante (guardatevi anche le classifiche di rendimento) e siccome al 99% il 3° portiere non giocherà , secondo me ci sta portare un ragazzo giovane che si fa cosi esperienza e con cui puoi ripartire con il prossimo ciclo

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