IL GALLO DI CASTIONE / CON QUELLA FACCIA UN PO’ COSI’, QUELL’ESPRESSIONE UN PO’ COSI’ CHE ABBIAMO NOI CHE ABBIAM VISTO IL GENOA…

(Il Gallo di Castione) – Oggi iniziamo questo articolonzo parlandovi di filosofia, che lo avete capito è una mia antica passione: infatti, fin da piccolo, mi dedicai allo studio dei classici, Socrate, Platone, Clitoride e devo dire che in età adolescenziale il mio interesse si accrebbe oltremodo. Finite le solite facili facezie, dovrei parlare del pallone, che il direttore se no mi sgrida. Come ha sgridato i fotografi coi quali ha discusso. Perdonatelo, non è colpa sua, ma della sua piccola videocamera impetuosa che prende posizioni avventate, così su treppiedi. In ogni caso auguro a tutti i fotografi di raggiungere i loro obiettivi. Torniamo all’epilogo della gara contro i Genoani. Un poco di delusione, finita la partita non solo per imageme, ma la si leggeva anche sui visi degli altri spettatori, mentre andavam via con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ cosi, che abbiamo noi che abbiamo visto il Genoa. Però, come direbbe Giovanotti (che col passar del tempo assomiglia a Vecchioni), “Io penso positivo” quindi considero che abbiamo raggiunto l’Inter al 5° posto, che abbiam seminato il Verona, che dopo le 4 pappine che gli abbiam rifilato l’Atalanta sta andando a mille (4 vittorie in stecca) ed infine che anche la Lazio si è fermata al pareggio. E considero anche che il Parma è solido contro ogni avversario e che contro ogni avversario se la gioca, compreso ’sto Genoa che avrebbe battuto la vecchia Signora se la buona sorte l’avesse assistita e se i campioni dei Gobbi non avessero fatto la differenza.

Non mi soffermo all’antecedente (alla partita) articolo del  Gallo  se non per considerare che, se contro il Milan era prevedibile e successo che il Parma avrebbe segnato mucchi di goal, nell’imminenza di Parma Genoa era prevedibile che la partita sarebbe stata una battaglia con risultato incerto e così successe, ma però senza il successo . Si poteva vincere (lo dice anche il Don che si meritava, ma la palla non è entrata), sta partita, ma rifiuto di parlare di fortuna o sfiga sui goal non segnati. Oggi infatti parliamo di buona sorte. Di un pallone sbagliato da Gobbi, su un tiro di Amauri che non passa in mezzo alle gambe del portiere, della mira sbagliata di Gianni Munari (che se Gianni ci ricorda un cantante, Munari invece un grande disegnatore, grafico e scultore), ed infine di un Parolo che cicca il pallone a due passi dalla porta avversaria. La buona sorte di un colpo di testa a fil di palo, sulle parate decisive di un portierino che ieri (sotto gli occhi di Prandelli) si è fatto preferire a Mirante, peraltro quasi inattivo.

Episodi. Se sommassimo tutti gli episodi di tutte le 18 partite (ne aggiungo una che è ferma sul pareggio per evidente scaramanzia) di seguito che il Parma non ha perso, allora scopriremmo che su alcuni c’è stata buena suerte e in altri cattiva suerte, nel senso di esiti positivi o negativi, in molti casi sono i centimetri e le frazioni di secondo che han fatto la differenza. Però lo voglio dire, che lo san già, ma ce lo ripeto. Se sulla fascia sinistra gioca un attaccante che copre poco, poi Parolo e Gobbi finisce che perdono in lucidità perché devon correre di più per coprirlo, così uno sbaglia i goal e l’altro una chiusura (sul goal subito). Mi sembra evidente che per far giocare Amauri e Cassano si squilibria tutta la squadra, meglio Cassano al centro che si muove solo dalla lunetta al limite dell’area e che da via dei bei palloni. Il leone brasiliano è stato utilissimo alla squadra sfiorando anche due volte il goal, ma Cassano sulla fascia dopo mezz’ora aveva già la lingua fuori. Gasperini devo dire che ci ha anche provato a vincere, inserendo il Gila al posto di un centrocampista, ma quei due minacciosi stoccafissi nella nostra area son rimasti senza rifornimenti e Perin si è dovuto superare almeno in un paio di occasioni per evitare il tracollo. Ma se gli insegnamenti a sfondo etico-morale dei nostri giochi infantili ci hanno un senso, ovverosia che “non si può vincere sempre” hanno un senso, nel frattempo allunghiamo il ciclo (un tandem?) dei risultati utili consecutivi. Finita presto la partita ho avuto modo di dedicarmi al mio vero hobby, il bricolage (pensa un po’ tutte ste parole straniere per spendere più soldi che a comprare le cose già pronte), così sono andato per negozi del fai da te a zonzo. Lì ho conosciuto una commessa dell’Ikea molto carina. L’ho portata casa mia e poi l’ho montata senza istruzioni, è venuta anche bene, a regola. E poi per una volta non ho avanzato dei pezzi…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.