martedì, Aprile 23, 2024
Il Gallo di CastioneNews

IL GALLO DI CASTIONE / LE 5 DISFATTE DEL SASSUOLO DI MALESANI E LE 4 VITTORIE ESTERNE DEL PARMA DI DONADONI NON SONO EPISODICHE, MA LO SPECCHIO DELLA PERSONALITA’ DEI DUE ALLENATORI

manno baro(Il Gallo di Castione) – Sono arrivato presto al casello di Reggio Emilia e sono andato al Centro Commerciale Petali adiacente Stadio immerso nel verde. Approfittando del tempo che avevo prima della partita ho corso per qualche KM. Alla fine ho detto "Signora, si riprenda il suo portafoglio". Io non ce la faccio più. Invece per via del pallone che posso dire? Quattordici son 14, potrei dire di non aver visto la partita anche se ero al Mapei ieri pomeriggio. Perché ho incontrato vecchi amici che non vedevo da anni. Beh, allora se non ho visto la partita potrei ovviamente non dire nulla e ci riuscirei. So infatti tacere in ben 15 lingue, compreso lo Swahili. Peraltro mi sento di far due parole inutili come già feci allo stadio. Perché parlavo con loro di tutto e di niente, ma con la coda dell’occhio la seguivo la partita, ma non vedevo l’ora che il Parma facessi il secondo goal per guardarla più distrattamente, senza ansia. Allora vi dirò che quel secondo goal non è mai arrivato, anche se lo sapete già. Poi che il Don qualche sostituzione l’ha fatta ma non ci aveva mica molto da sarnire nella panchina che fosse sperimentato e quindi di per certo affidabile (restano infatti oggetti misteriosi per la prima squadra Pozzi e Rossini, Mauri e Cerri, Vergara e Obi, dimenticando Felipe . Farei, anzi farò una riflessione su quel Mesbah (autore di una gran prova oggi col Napoli) che forse potevamo tenere, perché senza Sansone che il Sassuolo ha voluto a tutti i costi (si fa per dire, l’ha voluto per un inutile costo visto che non scende in campo) forse si poteva pensare che davanti a Molinaro ci poteva stare, perché per lui no, che non ci è stato un introito. Ovviamente Acquah ed Ezechiele han fatto il loro, e alla fine abbiam vinto. Mi son molto divertito, ma non so dire se è stato per via della partita o per il bell’ambiente che si respirava su quella curva senza veri avversari, ma solo i fantasmi lontani dei cugini d’oltr’Enza. Poi quel Malesani che da eterno incompreso probabilmente non ha compreso che il genietto trascurato ci avrebbe fatto il dispetto. Vorrei, dopo tanto scherzare sul tema, onde non essere frainteso, parlar seriamente di sfiga e fortuna. I due fattori, che nel calcio sono gli episodi incastonati nella partita, son da sempre fonte di discussione nelle moviole e nelle accanite discussioni tanto del bar Sport (in uno dei quali ho passato parte dell’adolescenza e che ha fornito ispirazione al capolavoro assoluto di Stefano Benny) quanto di fumose affermazioni di allenatori in difficoltà, che li usano come scusante attaccandosi assai, e che trovo fastidiosi come quegli attaccanti che cadono troppo. Logica vuole che il velato sarcasmo e la sottile ironia dei quali vorrei essere capace riguardino i due contrapposti fattori aleatori e che quindi io li richiamo assai volentieri raffigurandoli in vesti umane e ricorrendo a citazioni no-sense (e ancora son dispiaciuto per il precoce addio di Freak Antony). In realtà le cinque disfatte Sassuolesi di fila e le quattro vittorie esterne del Parma non son legate solo agli episodi (o alle due facce della dea fortuna) ma a fattori che oltre che tecnico-tattici sono contingenti e rappresentano spesso anche le personalità dei due allenatori ieri contrapposti. Così se l’uno vorrebbe essere l’irruente impeto dell’impresa l’altro è il sereno lavoro da portare in campo alla domenica, scevro quest’ultimo da possibili rivoluzioni all’insegna della novità, ma portato a costruire uno schema, un diagramma da non modificare. Il calcio è molto legato agli episodi, però sono per l’appunto episodi che possono essere nomati sfiga o fortuna, tutto il resto è sudore, applicazione e agonismo (con acuti di inventiva e tecnica). Intendo che le parate di Mirante le ha fatte lui dopo duri allenamenti con Bucci che lo ha di certo migliorato, come riferito da Donadoni al nostro direttore Majo sabato in conferenza. E i goal sbagliati da tutti e quattro gli attaccanti del Parma (che se per il poco prolifico Biabia o lo sgobbone Amauri non son novità, invece per Cassano si e pure per Ezechiele) o annullati così come i fuorigioco e le espulsioni sono gli episodi che però nulla tolgono che abbiamo molto sprecato, ma che alla fine il risultato è giusto. Potrei leggere illusione di eternità persino negli occhi di un pupazzo di neve, ma non in quelli dell’odierno Malesani. E’ quindi struggente l’attaccamento alla panca dell’allenatore, ricordando quello per la scragna di alcuni famosi Scilipotari. Forse la sua vera carriera doveva essere quella del mago. Spesso gli chiedono infatti di sparire. Invece rassicurante il Don con una società molto più vicina alla squadra rispetto ai ceramisti con sede a Sassuolo, con Stadio a Reggio e dirigenza a Milano e che vivono quella confusione che non giova all’ambiente. Della partita che altro dire: troppi goal mancati, buona la difesa (ivi compreso quel Mirante che ha fatto ieri due punti) e un centrocampo migliore nel primo tempo (i cali di intensità nel secondo sarebbero da studiare; e da evitare). Anche i tifosi finiscono per assomigliare al loro allenatore, non si esaltano troppo, ma godono quasi in silenzio (non si canta molto al Tardini) e poi applaudono o fischiano. Quindi ci vediamo domenica e tornando alla passione sulla storia e ad una citazione ormai riutilizzabile con le assai note ed enfatiche enunciazioni  “La parola d’ordine è una sola. Essa già trasuda e accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano. Vincere e vinceremo.” O almeno, aggiungo io, ci proveremo.

Nella foto slide: Il Presidentissimo Giuliano Baroni col Conte Prugnoli (Francesco “Manno” Mannella) allo stadio Mapei

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / LE 5 DISFATTE DEL SASSUOLO DI MALESANI E LE 4 VITTORIE ESTERNE DEL PARMA DI DONADONI NON SONO EPISODICHE, MA LO SPECCHIO DELLA PERSONALITA’ DEI DUE ALLENATORI

  • La citazione finale fa rabbrividire…

  • GALLO DI CASTIONE

    Decontestualizzata forse. Così dovrebbe far sorridere. Dopo mezzo secolo che non si poteva spero che sia sdoganato ed esorcizzato anche quel periodo coi suoi chiaroscuri e che ormai sia solo storia. Prova ad immaginare quelle parole pronunciate coi toni modello “istituto Luce” svuotate da resuscitazioni politiche e pensa se il loro anacronismo impiegato per il gioco del pallone non risulta divertente. Il passato è passato. Come disse il pomodoro al sugo.

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