venerdì, Luglio 19, 2024
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JUVENTUS-PARMA 2-1, TEVEZ INTERROMPE LA STRISCIA POSITIVA DEI CROCIATI RIDOTTI IN 10 PER L’ESPULSIONE DI AMAURI. NON BASTA IL GOL DI MOLINARO – La cronaca di O.Vasta e il tabellino

slide orazio vasta juve parma(Orazio Vasta) – Parma corsaro a metà. Svegliatosi troppo tardi, con la Juventus doppiamente in vantaggio, dopo aver regalato tanto, troppo alla squadra più forte d’Italia, alla Juventus detentrice di record su record. Il diciassette non porta bene ai crociati, che fermano la propria marcia in casa della capolista. L’ultima sconfitta risale a quel lontano novembre, in casa contro la Juventus, quando dopo la traversa di Quagliarella, mandato in campo per spaccare il match da Conte, Pogba bruciò sul tempo l’immobile difesa crociata per battere Mirante. Come quella sera il Parma ha dato una mano ai bianconeri, regalando loro la possibilità di andare a rete e graziando più volte Buffon.

Non solo demeriti dei crociati, ma anche le decisioni del sig. Banti hanno inciso sull’evoluzione della gara. L’espulsione di Amauri può sembrare una decisione piuttosto severa: l’attaccante contende una palla area a Chiellini, salta in maniera un po’ scomposta, col gomito abbastanza largo, il fallo c’è, proprio come la manata di Tevez a Paletta, sanzionata però solo col giallo.

Il Parma recrimina però per un mancato secondo giallo ad Asamoah, brutto il fallo del ghanese, con l’arbitro che lo grazia e lascia le formazioni in equilibrio e per un rigore non concesso sul finale. Parapiglia in area, Schelotto da due passi liscia, sta per arrivare Parolo a chiudere in tap-in, ma Bonucci frana su di lui e lo mette giù. L’arbitro fa continuare. Il dubbio resta, ma se fosse stato assegnato quel penalty la partita sarebbe potuta finire in maniera diversa.

Un peccato aver perso una partita ben giocata, in cui, ancora una volta il Parma ha mostrato grande carattere e grande cuore.

Le scelte di Donadoni però sono discutibili. Va bene “sperimentare” in casa contro il Genoa, ma perché farlo anche con la Juventus, in casa dei bianconeri? Perché affidarsi ad un modulo, sì speculare a quello degli avversari, ma che può non darti quelle garanzie che speravi?

Questa sera Donadoni ha sbagliato, forse per paura o forse per presunzione. La sfida con i primi della classe doveva servire per capire di che pasta fosse fatto questo Parma e alla fine dei novanta minuti ciò che resta è un pizzico di perplessità: la partita è stata giocata al meglio dai crociati, che hanno messo sotto, sia nel primo, che nel secondo tempo, l’armata di Antonio Conte. La Juventus ha temuto, ha rischiato di non vincerla, ma ha sfruttato al meglio gli errori e una certa fragilità degli emiliani. Ma soprattutto alcune decisione discutibili del tecnico crociato. La scelta di far giocare Obi non è stata fortunata. Il nigeriano ex Inter ha sbagliato molto ed è entrato troppo tardi in partita. Stesso discorso per Felipe. Sul primo gol costringe Paletta ad andare affannosamente su Tevez, sul secondo non chiude il corridoio di destra, lasciando un giocatore bianconero libero di sfondare e concludere verso Mirante. Clamoroso però l’errore di Amauri che perde palla a metà campo, con la squadra non schierata perfettamente in difesa, dando il via al contropiede bianconero.

Non si capisce il perché della necessità di tornare alla difesa a tre e riesumare dalla panchina proprio Felipe. Perché tenere in panchina Cassani che, sulla destra, sarebbe potuto servire come cursore alto per non far salire Lichsteiner sulla sua fascia. Non si capisce perché ad abbandonare il campo sia stato uno dei migliori in campo, l’uomo ovunque, Alessandro Lucarelli. Il capitano crociato ha gettato ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo, facendosi spesso pericoloso in zona offensiva. Ha speso tanto e quindi – torno a ribadire – non sarebbe stato più utile Cassani lì, e lui in mezzo assieme a Paletta? Anche perché Molinaro, sulla fascia opposta, esterno naturale, ha fatto una grande partita. Ma anche l’esclusione di Schelotto, apparso in grande forma nelle scorse settimane resta inspiegabile… Quesiti che rimarranno irrisolti.

Emiliani bocciati, ma con riserva. Resta la buona prova della squadra, la personalità mostrata su un campo ostico per tutti. Bastava crederci un po’ di più per cercare di strappare un risultato importante anche a Torino.

Che la sconfitta con la capolista non sia però un alibi. Il Parma ha pagato per i suoi errori e contro certe squadre sbagliare può essere fatale. Per crescere e tornare grandi è necessario migliorare anche sotto questo punto di vista.

La sconfitta non mette la strada per l’Europa in salita. Tutte le pretendenti hanno perso e non hanno guadagnato punti rispetto ai crociati. La prossima sfida sarà contro una diretta antagonista per il sesto posto, la Lazio uscita malconcia da Genoa e piegata dai rossoblu di Gasperini. Da Torino il Parma torna senza più il record di imbattibilità, ma con delle ferite che sarà meglio curare durante la settimana, per tornare più forti e convinti di prima. Orazio Vasta

JUVENTUS-PARMA 2-1 / IL TABELLINO

Marcatori: 25′, 31′ Tevez, 17′ st Molinaro

JUVENTUS (3-5-2) – Buffon; Caceres, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (25′ st Isla), Vidal, Pirlo (21′ st Marchisio), Pogba, Asamoah; Llorente (28′ st Quagliarella), Tevez.
A disp.: Storari, Rubinho, Mattiello, Penna, Padoin, Vucinic, Osvaldo.
All.: Conte

PARMA (3-5-2) –  Mirante; Paletta, Lucarelli (15′ st Cassani), Felipe; Molinaro, Obi (15′ st Acquah), Marchionni (34′ st Schelotto), Parolo, Biabiany; Cassano, Amauri.
A disp.: Bajza, Pavarini, Obi, Galloppa, Gobbi, Sall, Palladino, Mauri, Cerri, Jankovic.
All.: Donadoni

Arbitro: Sig. Banti

Ammoniti: Obi, Cassani, Acquah, Asamoah, Vidal, Tevez

Espulsi: Amauri

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".