L’AVVOCATO MALVISI RISPONDE AD ANGIOLDO: “HA RAGIONE, MOGGI NON AVREBBE POTUTO, MA SOPRATTUTTO NON AVREBBE DOVUTO ACCEDERE ALLO JUVENTUS STADIUM”

  • image(gmajo) – Ieri, nello spazio commenti di  stadiotardini.it, il nostro lettore Angioldo aveva segnalato di aver avvistato mercoledì sera, 26 marzo 2014, Luciano Moggi allo Juventus Stadium  in occasione della gara con il Parma: “Ciao Direttore, mercoledì sera abbiamo visto Moggi (eravamo in 4) in uno SKY BOX al Juventus Stadium, a parte che avevo solo l’IPhone, ma non lo abbiamo ripreso per la sorpresa di vederlo lì (non dovrebbe essere inibito ad accedere allo stadio?), poi per la delusione del risultato e l’incazzatura con Banti. Eravamo alla fine e Lui stava annuendo davanti alla tv del salottino mentre mostravano il replay del fallo da rigore. Dico io, l’attuale dirigenza, che a parole prende le distanze dal passato perché consente l’accesso ai suoi salottini in uso ai vari sponsor? Per accedervi bisogna prenotare mandando copia dei documenti, all’ingresso almeno 6-7 hostess diverse ti vengono incontro… possibile che nessuno lo abbia intercettato prima, se veramente l’attuale dirigenza non lo vuole più tra i piedi?. Annotazione collaterale sul caso del Twitter di Palladino, effettivamente si tratta di una iniziativa di cattivo gusto tra l’altro di un giocatore che non gode di grande affetto e stima dalla tifoseria, poteva evitare… ma sai che io giudico per quel che vedo dal campo quindi, nessuna pregiudiziale futura per Palladino così come in passato per Gargano… ma non penso che la tifoseria in generale abbia gradito, e neppure il Plenipotenziario (come dici tu) , che ne pensi?? Angioldo”.

Per rispondere con cognizione di causa stadiotardini.it ha chiesto un parere legale all’avvocato Paolo Malvisi, esperto di diritto sportivo, noto per le sue partecipazioni al programma televisivo di Teleducato “Calcio & Calcio”. e di cui stadiotardini.it, mercoledì scorso, aveva ospitato una lettera sul ContinassaGate (la Juventus ha pagato quell’area appena 0,58 euro al metro quadrato)

Ecco la sua risposta:

“Caro Gabriele,
ha ragione il lettore: Moggi non avrebbe potuto, ma soprattutto non avrebbe dovuto accedere allo Juventus Stadium.
Tale considerazione deve necessariamente essere spiegata rammentando, brevemente, la cronologia degli accadimenti che hanno visto come imputato, avanti gli Organi di Giustizia Sportiva, il sig. Luciano Moggi.
Il 14 luglio 2006 la Caf, presieduta da Cesare Ruperto, emette le sentenze di primo grado del processo sportivo: la Juventus, in particolare, viene retrocessa in serie B con 30 punti di penalizzazione per il campionato 2006/07.
Il 25 luglio 2006 vengono emesse le sentenze di secondo grado della Corte Federale presieduta da Piero Sandulli: in particolare, la Juventus retrocessa in serie B con 17 punti di penalizzazione; revoca dello scudetto del Campionato 2004/05 e non assegnazione del titolo del Campionato 2005/06.
imageIl 13 aprile 2007 si apre un altro filone di inchiesta sulle schede telefoniche straniere che alcuni arbitri avrebbero ricevuto da Moggi.
Il 15 giugno 2011 la Commissione Disciplinare della Figc radia Moggi e Giraudo.
Il 1 luglio 2011 la Procura Federale della Figc dispone l’archiviazione per prescrizione della vicenda legata allo scudetto del 2006.
Il 9 luglio 2011 la Corte Federale conferma la radiazione per Moggi e Giraudo.
Il 27 ottobre 2011 l’Alta Corte del Coni, a cui Moggi ha proposto
ricorso contro la radiazione confermata anche in secondo imagegrado, deve acquisire nuove prove. Slitta dunque la sentenza.
Il 4 aprile 2012 l’Alta Corte di Giustizia del Coni conferma la sentenza di radiazione per Moggi, Giraudo e Mazzini.
Questo per quel che concerne la giustizia sportiva.
Mi preme sottolineare che il termine radiazione è, sotto un profilo strettamente tecnico, utilizzato impropriamente.
La norma del Codice di Giustizia Sportiva richiamato dagli organi sopra citati è l’art. 14, comma 2, vigente fino al 30 giugno 2007, che prevedeva che qualora l’organo di giustizia avesse valutato di particolare gravità l’infrazione, irrogando nei confronti dei tesserati la sanzione nella durata massima di 5 anni, avrebbe potuto proporre al Presidente Federale la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della F.I.G.C.
Il successivo codice di giustizia sportiva, emanato il 21 giugno 2007, dovendo adeguarsi all’art.18 dei principi fondamentali degli statuti federali del C.O.N.I., che prevede la netta separazione tra gli organi di gestione sportiva e gli organi di giustizia sportiva, ha modificato la precedente disposizione, attribuendo a questi ultimi il potere di disporre la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della F.I.G.C. (cfr. art. 19, comma 3, C.G.S.) (volgarmente detta appunto radiazione).
Vi sono state alcune decisioni assunte dagli organi di giustizia sportiva prima dell’entrata in vigore del nuovo codice, con le quali i medesimi organi hanno proposto al Presidente Federale di adottare il provvedimento di preclusione. Gli organi federali che si sono susseguiti nel tempo, anche in periodo commissariale, non hanno assunto decisioni su dette proposte che pertanto sono rimaste ancora pendenti. È vero peraltro che, alla luce del nuovo codice di giustizia sportiva, il Presidente federale è privato di tale potere e l’esercizio dello stesso, seppure riferito a proposte preclusive intervenute prima dell’entrata in vigore del nuovo codice, apparirebbe in contrasto con lo stesso codice, ma soprattutto con i principi fondamentali degli Statuti del C.O.N.I. che escludono interferenze nell’attività disciplinare da parte degli organi gestionali.
Ad ogni buon conto, il sig. Luciano Moggi è stato colpito dalla “mannaia” (mi si passi il termine) previsto proprio dal novellato art. 14, comma 2, ora art. 19, comma 3, C.G.S.); per quel che concerne la presenza allo Juventus Stadium del medesimo, ferma restando ogni valutazione in punto di opportunità sul consentire all’ex direttore generale ora “radiato” di accedere con tanto di onori al campo di gioco, deve necessariamente essere richiamato quanto stabilito dallo stesso art. 19, comma 2, lett. c. che prevede “il divieto di accesso agli impianti sportivi, compresi gli spogliatoi e i locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della FIGC, dell’UEFA e della FIFA”.
Va precisato che l’art. 19, comma 2, elenca ciò che comporta anche l’inibizione temporanea prevista dalla lettera h) del comma 1 dello stesso articolo; ne discende che, atteso come nel caso dell’ex direttore generale della Juventus sia stata applicata la sanzione più grave prevista dal richiamato art. 19, comma 3 (radiazione o inibizione perpetua) il medesimo dovrebbe (ed il condizionale è d’obbligo vista la sua presenza allo Juventus Stadium, soggiacere anche alla previsione di cui all’art. 19, comma 2, lettera c (appunto il divieto di accesso agli impianti sportivi ….).
Tra l’altro, lo stesso art. 19, comma 2, ma questa volta alla lettera d), prevede il divieto di rilasciare dichiarazioni alla stampa o mezzi di comunicazione concernenti l’attività sportiva; sono certo, a mia memoria, che il sig. Moggi abbia violato anche tale divieto.
Con l’auspicio di essere stato sufficientemente chiaro.
Con i saluti più cordiali.

PAOLO MALVISI
AVVOCATO

Patrocinante avanti le Magistrature Superiori
43121 PARMA – P. LE SANTAFIORA, 1 – TEL. 0521.233131 – FAX 0521.522209

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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