lunedì, Luglio 22, 2024
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LETTERA APERTA DI ZAGNOLI A LEONARDI: “CARO PIETRO, HAI VINTO TU E HO PERSO IO: SEI IL DIRIGENTE ITALIANO CHE INCIDE DI PIU’ SUI RISULTATI”

image(Vanni Zagnoli) – Caro Pietro Leonardi,  hai vinto tu, ho perso io. E l’ammetto volentieri, al contrario di un grande collega che non sbaglia mai. Quegli disse che il Parma di Beretta con Angiolini rischiava la fine dell’Ancona (retrocesso con il minimo di punti) e invece arrivò in Europa per l’ultima volta e lui naturalmente salì sul carro. E poi raccontò di avere assistito alla telefonata del presidente Ghirardi per avvisare che era interessato ad acquistare il Parma e allora lui disse che di impuffatori ce n’erano già abbastanza. E non aggiungo un tema di attualità perché altrimenti si capisce chi è allora per eleganza mi fermo…

Ma torniamo a me.

Caro Pietro Leonardi, ho sbagliato clamorosamente, io mi vanto di sbagliare, e dunque hai vinto tu. Dopo 5 anni, su tutto: il gioco, l’allenatore – Donadoni, non Guidolin o Colomba -, tutto, tanto. Ripeterò quel che pensavo, per coerenza, e dico che ho sbagliato, che sei un lusso per Parma, che meriti la Champions.

Su Seedorf e Donadoni, sugli ultimi arrivati in panchina che sono i primi spesso ho ragione io. Considero Guidolin il miglior allenatore al mondo o almeno il più sottovalutato, mi rivedo nella sua ansia, lui la smaltisce in bicicletta, io davanti alla tastiera. Dunque, il gioco di Donadoni, il fare la partita, è da grande. E’ la mentalità da grande. A gennaio 2012 trovavo ingiustificato il licenziamento di Colomba, il suo erede non sempre ha convinto, ma a gioco lungo stravincete voi.

In una telefonata che purtroppo non ho occasione di pubblicare mi raccontavi la sfida di allenare un giocatore come Cassano, di levarti uno sfizio. Bravo. Per il coraggio. Per come hai gestito la sua voglia di Sampdoria.

Bravo per quanto hai fatto per il Parma.

Ho sentito il presidente Ghirardi – e segnalato invano alle testate nazionali – rivelare che Di Natale era già del Parma, si oppose Pozzo, naturalmente c’era la tua mano.

Bravo. Bravo quanto Conte, Mourinho, io soffro la loro personalità, la personalità di quei personaggi – che ho solo incontrato in mixed zone – e anche la tua. Ma ti dico bravo. Ho sbagliato. Ma anche su Pellè. Quando Colomba lo preferiva a Crespo, mi sembrava singolare, invece in Olanda fa sfracelli. Ricordo che il team manager Sandro Melli telefonò a Bar Sport per difenderlo, io gli ricordavo i grandi come Chiesa e altri, Pellè non ha grandi piedi ma è forte.

Come sei tu.  Perché la tua carriera parla per te, tutto.

Il lavoro quotidiano.

A parte che la tattica, la partita, non sono la mia specialità, preferisco le storie, come la tua, ma sei la rappresentazione della differenza tra uomo di calcio – del grande calcio – e giornalista. L’ultimo degli allenatori è più competente di tanti giornalisti.

Meriti il Milan o l’Inter, non c’è paragone fra te e Ausilio o fra te e Sogliano. Saresti il degno erede di Braida, da 4 anni mio amico.

Ebbene, ti auguro di arrivare al Milan con Donadoni, mi manchereste, lo meritereste.

Da Monterotondo all’Europa.

Ma ti facciano presidente della Lega, federale, ma non sto scherzando.

Sei, saresti, un patrimonio per il calcio italiano.

Siccome parto dal presupposto che tu sbagli pochissimo, ho parlato due volte molto a lungo con Marino, per capire. Lì forse potevi scegliere meglio, ma capisco lui e te quando parlavi di un’accoglienza ostile.

Dice un altro mio amico non segreto, Fulvio Pea, che il tempo è galantuomo.

Ecco, lo è per te, per Donadoni, per Ghirardi.

E’ curioso che il Milan ora cerchi Berta, che pure ha fatto bene all’Atletico Madrid, e non Leonardi.

Sostenevo che Guidolin a Parma – ma ovunque, escluso nelle grandi – meritasse carta bianca sul mercato, nel costruire la rosa. Mi hai spiegato che il mercato lo fa sempre la società, mi ha spiegato Delio Rossi in intervista per Avvenire che il progetto è sempre dei dirigenti.

Ecco, meriti il Milan e di avere carta bianca, per anni.

O l’Inter o le grandi d’Europa. Di cui peraltro non conosco i dirigenti.

Chissà quanto incide Antonello Preiti o che contributo ti ha dato in questi anni Imborgia.

Meriti la presidenza del Parma, come Boniperti alla Juve.

Quando nelle nostre prime conversazioni private mi raccontavi che il Parma per te è una grande, io sorridevo. Avevi ragione, ne hai rifatto una grande.

Non si vince per caso a San Siro, c’eri andato vicino con l’Inter. Siete passati a Napoli, avete fermato due volte la Fiorentina sul pari, con la Juve c’eravate andati vicino. Sedici risultati utili in fila. Mi fa ripensare al grande Parma, a Nevio Scala e a quei grandi che mi hanno commosso al teatro Regio.

Negli ultimi anni mi sono affezionato al Sassuolo, con mia moglie Silvia. Siamo più vicini, l’ambiente è più familiare, mi auguro che si salvi ma al posto di Squinzi ti offrirei il doppio di quanto ti dà il Parma per fare grande il Sassuolo, a prescindere.

Ti farò sorridere, ma in fondo sei stato alla Cisco Roma in C2, avevi lasciato l’Udinese e a 50 anni non avresti problemi a rimetterti in gioco.

A te le chiavi, caro Pietro, del calcio italiano.

Non mi concedi interviste ai campioni del Parma, ma non importa.

Servirebbe un premio al miglior ds d’Italia, quest’anno non ci sarebbe gara.

Un tuo ex allenatore mi confessava che vuoi incidere su tutto, ma non è una brutta cosa.

Sei il dirigente italiano che incide di più sui risultati. Vanni Zagnoli

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

14 pensieri riguardo “LETTERA APERTA DI ZAGNOLI A LEONARDI: “CARO PIETRO, HAI VINTO TU E HO PERSO IO: SEI IL DIRIGENTE ITALIANO CHE INCIDE DI PIU’ SUI RISULTATI”

  • vanni zagnoli

    Ecco, Gabriele, aggiungo due dettagli. Che ho conosciuto Leonardi alla Reggiana, che una volta mi telefonò perchè su Tuttosport avevo stigmatizzato un momento della conferenza stampa.
    Sul passaggio di Monterotondo, ho dimenticato di scrivere che aveva rivitalizzato Marchionni, del suo stesso paese. Ma come ha fatto? O come faceva a restare fuori, alla Fiorentina

  • Bella Gioia & Co.

    ma cos’è? un outing di VZ? 🙂

  • ildiavoloincorpo

    “Caro Pietro Leonardi, hai vinto tu, ho perso io. E l’ammetto volentieri, al contrario di un grande collega che non sbaglia mai. Quegli disse che il Parma di Beretta con Angiolini rischiava la fine dell’Ancona (retrocesso con il minimo di punti) e invece arrivò in Europa per l’ultima volta e lui naturalmente salì sul carro”…

    Zagnoli sono curioso, mi dica di chi si tratta!

  • AS forse?!?!? O GG?!?!

  • O I. Z. da Bologna? O forse M. A. ? Bho…..

    • Acqua. E non Acquah… Comunque è uno che è molto simpatico anche a te, Manno… Direi che Alfredo sia vicino al fuoco…

  • vanni zagnoli

    Non dico nulla perchè non c’entra con il pezzo. anzi ho sbagliato a piazzarlo lì. Recito volentieri il mea culpa,

  • Ildiavoloincorpo

    Eh no Zagnoli adesso lo deve dire o comunque dare qualche indizio. Azzardo, chi è Schianchi?

    • Si dice il peccato, ma non il peccatore, Diavolo… Se no lo porti all’inferno con te… In effetti, però, il buon Wanny dovrebbe avere più attributi e andare fino in fondo e non dire e non dire. Anche se si è già pentito, come ho letto poco fa, di quel che ha detto…

  • vanni zagnoli

    Non è questione di attributi, io ho sempre fatto nomi e cognomi, ovunque, tanti colleghi usano questa strategia e stavolta la uso anch’io. Ci sono registrazioni, ma la storia è vecchia di 8 anni e allora magari le registrazioni neanche esistono più. Non sono pentito, Gabriele, semplicemente c’entrava relativamente con questo discorso su Leonardi, ecco

    • L’hai scritto tu e nessuno ti ha puntato la pistola alla gola contro. E giustamente la curiosità dei lettori cresce: siccome non è che ci siano in ballo dei reati una volta che hai tirato a mano l’argomento avresti fatto meglio a concluderlo. Se no non dovevi inserirlo, giacché, come giustamente scrivi tu, con l’argomento Leonardi c’entra fino lì…

  • vanni zagnoli

    benissimo, se vuoi puoi ritoccare il pezzo e levarlo. Non si tratta di reati, ma di cadute di stile. Esistono colleghi – anche un altro – che sparano volentieri in assenza degli interlocutori, io preferisco autoaccusarmi, appunto fare outing. Si sbaglia tutti, io per primo.

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