L’OPINIONE DI MAJO DOPO JUVENTUS-PARMA 2-1: “SE DONADONI VA A CERCARSI DEL FREDDO PER IL LETTO…”

(gmajo) – Sulla pesante influenza del fattore Banti nell’economia di Juventus-Parma 2-1 si sono già espressi molteplici degli autori di stadiotardini.it, soprattutto il qualificato Matteo Agoletti che, sia pur per diletto, si cimenta come fischietto sui campi da giuoco e dunque se lui stesso ha rimarcato, con equilibrio e onestà intellettuale, le malefatte del livornese direi che su questo capitolo potrei evitare di aggiungere altro se non che anche il veterano Gian Carlo Ceci – ieri da me convinto ad usufruire come vettore dei potenti mezzi del Centro Coordinamento Parma Club per raggiungere Torino, pure lui con un discreto passato da arbitro sui campetti della provincia – ha bollato il direttore dell’incontro come “casalingo”. E questo non tanto per quanto accaduto nel mischione finale con il contatto d’esperienza di Bonucci su Parolo rimasto impunito, ma per l’indirizzo impresso alla sua gara fin dall’inizio. Errori arbitrali che agli occhi dei tifosi crociati, che brillano per anti-juventinità, assurgono perfino al rango di torti. Non volendo credere alla malafede altrui, e senza rivangare l’antica sudditanza psicologica, preferirei pensare che si sia tratto solo di sbagli, senza la volontà di dare un aiutino a Madama, che di queste cose non dovrebbe aver bisogno se sta frantumando record su record, tra cui quello delle vittorie interne, 15 su 15, che ha arrestato quello del Parma invitto per 17 fare in stecca. Che poi potrebbero esser 18, considerando, come fa Leonardi, anche gli otto minuti dello 0-0 contro la Roma, in attesa del recupero dei rimanenti in calendario mercoledì della prossima settimana. Se sul discorso arbitrale c’è ben poco da fare se non deglutire Maalox in quantità (pare che oggi il prodotto della Sanofi-Aventis sia andato a ruba in città) e se non basta neppure quello optare – come mi ha prescritto il mio medico di fiducia Fabrizio Pallini, iersera star a Calcio & Calcio Più – per un un più potente Lucen 40, diverso è il discorso per quelli che possono esser stati gli errori dei nostri portacolori che hanno spianato la vittoria dei Gobbi, al di là della prorompente forza del collettivo e delle individualità degli avversari, una su tutte Tevez. Purtroppo hanno tradito le aspettative sia Mirante che Paletta (riscattatosi nella ripresa) e se loro due, che di solito sono una sicurezza, non sono stati impeccabili, si capisce bene come diventava difficile compiere l’impresa impossibile allo Stadium. A mio avviso, però, prima ancora degli sbagli individuali specifici dei nostri, inconsapevoli complici dei carcerati (la battuta l’ho attinta da un tifoso crociato e fa riferimento alle sbarre nere sulla casacca bianca), pesano le scelte azzardate di Roberto Donadoni che ha presentato una formazione iniziale diciamo così… piuttosto stravagante. Michele Angella, durante Calcio & Calcio Più, ha chiosato: “O Donadoni ha considerato questa partita meno importante della prossima contro la Lazio, oppure ha voluto fare il fenomeno pensando che quest’anno qualsiasi cosa faccia tanto gli va sempre bene”. Sì, ma mica sempre si può tirare la corda… Mettersi a specchio con la Juve, hanno ragionato coloro che masticano di tecnica e di tattica, significava voler competere (e quindi tentare di vincere) i duelli individuali con i candidati triplici campioni d’Italia, mossa che immagino fosse all’origine del ragionamento palliniano che lo ha portato a parlare di “presunzione”: io che notoriamente non capisco nulla di pallone – non essendo uno scienziato, ma al contrario uno che crede in Eupalla, e soprattutto non avendo mai calcato un terreno di giuoco – non penso che fosse esattamente quello il punto, quanto, forse, un eccessivo timor riverenziale o umiltà di volersi protegger più del solito al cospetto di cotanto avversario, confidando nella camaleontica ecletticità dei propri uomini che si san disimpegnare sia con il 3 5 2 che con il 4 3 3. Il fatto gli è, però, che con il 4 3 3 le cose riescono loro decisamente meglio che con il 3 5 2 (che io avevo sconsigliato in sede di vigilia, nella consueta chiacchierata con Luca Savarese per il majometro dell’Ubi Majo) come provato dal fatto che una costante della famosa serie aurea di 17 risultati senza sconfitta, era iniziata in coincidenza con la tanto attesa virata. Se secondo Riccardo Cucchi, the first-voice di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, quella mossa aveva scombussolato i piani di Conte, giacché lui, il radiocronista principe, aveva visto i bianconeri in difficoltà da subito, viceversa io penso che questo difensivo sistema di gioco abbia fatto un po’ troppo arretrare il baricentro dei nostri, saputisi distendere solo dopo la fallita occasione di Molinaro, allorquando hanno ritrovato fiducia nei propri mezzi. Ma c’è anche la serena ammissione degli stessi interessati, per voce di Felipe, che hanno candidamente sostenuto che nel primo tempo non hanno giocato come nel secondo. Sarà un caso fortuito, come direbbe il Gallo, ma il gol riuscito a Molinaro è nato da un assist di Cassani dopo che Donadoni aveva rimesso le cose a posto (ahinoi quando era già troppo tardi e un tempo abbondante alla Giuve lo si era già regalato), con l’abituale 4 3 3. La rinunzia a uomini in forma e determinanti come Acquah, Cassani e Schelotto – come ho sostenuto a caldo durante il collegamento da Torino con Calcio & Calcio Più – è stato un regalo agli avversari. Non solo: sbirciando gli SMS inviati dall’antico Ceci al sommo Maestro Michele Pertusi negli States, ho notato come anche lui – del resto come anche molti semplici altri tifosi (ad esempio il Vice Presidente CCPC Iotti, al telefono con Teleducato) – sia inorridito nel vedere dirottati a destra calciatori più avvezzi abituati a giocare sulla mancina, come Lucarelli e Parolo. Direi una aggravante. Avrà avuto indubbiamente le sue buone ragioni, ché nessun tecnico è autolesionista (anche se alle volte al comune mortale viene da dubitare), però non posso che sottoscrivere quanto osservato dal lucido Gallo di Castione nel suo scritto per stadiotardini.it (peraltro un suo cavallo di battaglia): “nessun allenatore di serie A stravolge la linea difensiva affiatata se non è costretto dalle circostanze”. E io aggiungerei pure la mediana, con il passaggio a destra di Parolo per metter – chissà poi perché – Obi a sinistra e lasciar fuori Acquah, uno dei pochi che non dovrebbe, a cagione della giovane età, aver problemi a giocare tre gare in otto giorni o cinque in quindici (anche se era rimasto contuso a San Siro).

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

16 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO JUVENTUS-PARMA 2-1: “SE DONADONI VA A CERCARSI DEL FREDDO PER IL LETTO…”

  • 27 Marzo 2014 in 15:36
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    Beh quando sono entrati acquah schelotto e cassani si è vista la differenza.. Il turnover me lo aspettavo, in situazioni analoghe il mister ha sempre cambiato 4-5 giocatori ma stavolta si giocava a Torino. Teniamo presente che a conti fatti abbiamo figurato meglio di napoli, roma e inter. Se il turnover pagherà lo sapremo dopo la partita col napoli. Rimango dell’idea che con 5 partite in 2 settimane vada sfruttata tutta la rosa, poi chiaramente sono rimasto perplesso anche io su certe scelte: le 2 punte soprattutto. Obi era l’unica alternativa a centrocampo, Felipe l’unica in difesa (ma non mi ha convinto Lucarelli a destra).
    Non sono invece d’accordo con chi parla di presunzione perchè non mi pare ci sia stata ne da parte del tecnico nè dei giocatori che, al contrario, hanno sofferto ma dimostrato grandi attributi: gli anni scorsi dopo il 2-0 ne avremmo presi altri due o tre

  • 27 Marzo 2014 in 16:47
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    majo sempre ottima lucida e puntuale la tua analisi… ho scritto più o meno le stesse cose nella pagina facebook di teleducato ieri sera sposo in pieno la tua tesi …troppi stravolgimenti individuali e di modulo un assurdità metterli in atto propio contro la juve difesa a tre vuol dire accettare l uno contro uno e infatti i tre centrali sono andati tutti in difficoltà ….e soprattutto una diga o un rubapalloni lo si chiami come meglio si crede…..in mezzo al campo serve sempre…se manca gargano io dico che il cambio più facile è acquah !! per caratteristiche e per ruolo è il sostituto naturale contro il genoa aveva fatto bene…..perchè inventarsi obi li in mezzo,gli manca il ritmo partrita è stato fuori troppo tempo…..ha fatto male entrambe le fasi nel primo tempo privando il centrocampo di sostanza,…..

  • 27 Marzo 2014 in 17:08
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    Trovo davvero tropop facile, oggi dopo aver perso a Torino (dove hanno preso tre goal NAPOLI, ROMA e INTER) parlare di presunzione. Siamo diventati una grande squadra e questo lo dimostrano i risultati, possiamo cambiare i giocatori e spesso i risultati sono simili, poi si puo’ incorrere in una serata storta, dove Paletta sbaglia un paio di interventi e Mirante fa altrettanto, dove Schelotto non arriva per un niente sul pallone del 2 a 2 e Parolo viene anticipato a porta vuota (o spintonato). Morale a Torino abbiamo giocato come dovevamo, non è giusto perchè abbiamo perso parlare di seconde scelte. Queste hanno giocato anche in altre partite di questa lunga serie e nessuno a mai fatto determinate osservazioni. I sto col Mister e con i giocatori, quest aè la mentalità giusta e se qualcuno pensava che adesso il Parma fosse diventato invincibile, e dovesse di diritto vincere a Torino adesso tornerà alla reltà. Ci abbiamo provato, abbiamo lottato e lo abbiamo fatto bene….
    FORZA PARMA e FORZA CROCIATI

  • 27 Marzo 2014 in 17:46
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    Commentare la partita senza contare la mancata seconda ammonizione ad Ashamoa al 47°, il mancato Rosso a Tevez, e il rigore non concesso al 90°è inattendibile. La squadra è stata competitiva sino al 95°. Una mia testimonianza diretta: ieri sera ho visto Moggi in un o SKY BOX del Juventus Stadium nononstante le ufficiali prese di distanza dell’attuale dirigenza bianconera ed ho capito che certi contatti aperti tempo fa sono ancora attivi …no?

    • 27 Marzo 2014 in 19:38
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      Angioldo sempre il migliore

    • 27 Marzo 2014 in 20:46
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      Non capisco, Angioldo, chi sarebbe quell’ “inattendibile” che avrebbe commentato “la partita la partita senza contare la mancata seconda ammonizione ad Ashamoa al 47°, il mancato Rosso a Tevez, e il rigore non concesso al 90°”.

      Su Moggi negli Sky Box debbo sgridarti; tu che viaggi armato di macchina fotografica (tra l’altro non amatoriali come le mie) avresti potuto immortalarlo e metterlo a disposizione della comunità di stadiotardini.it fornendoci lo scatto…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 28 Marzo 2014 in 10:20
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        Ciao Direttore,

        Mercoledì sera abbiamo visto Moggi (eravamo in 4) in uno SKY BOX al Juventus Stadium, a parte che avevo solo l’IPhone, ma non lo abbiamo ripreso per la sorpresa di vederlo lì (non dovrebbe essere inibito ad accedere allo stadio?), poi per la delusione del risultato e l’incazzatura con Banti. Eravamo alla fine e Lui stava annuendo davanti alla tv del salottino mentre mostravano il replay del fallo da rigore.
        Dico io , l’attuale dirigenza, che a parole prende le distanze dal passato perchè consente l’accesso ai suoi salottini in uso ai vari sponsor? Per accedervi bisogna prenotare mandando copia dei documenti, all’ingresso almeno 6-7 hostess diverse ti vengono incontro…possibile che nessuno lo abbia intercettato prima, se veramente l’attuale dirigenza non lo vuole più tra i piedi?.
        Annotazione collaterale sul caso del Twitter di Palladino, effettivamente si tratta di una iniziativa di cattivo gusto tra l’altro di un giocatore che non gode di grande affetto e stima dalla tifoseria, poteva evitare….ma sai che io giudico per quel che vedo dal campo quindi, nessuna pregiudiziale futura per Palladino così come in passato per Gargano…ma non penso che la tifoseria in generale abbia gradito, e neppure il plenipotenziario ( come dici tu) , che ne pensi??
        Angioldo

  • 27 Marzo 2014 in 18:04
    Permalink

    marco ma si parla solo della partita di ieri sera…si fà un analisi e si cercano gli errori ,nessuno mette alla gogna donadoni e i giocatori per aver perso ieri……ci mancherebbe altro!! infatti ieri si è perso per determinati motivi ma è confortante il fatto che la squadra è viva e può riprendere a correre…..però si dibatte in modo più approfondito andando oltre all arbitraggio che non è stato idoneo,per analizzare errori tecnico tattitici che nella percentuale del 50 % ( perchè 45 minuti iniziali troppo passivi …sono la metà di 90 …)hanno inciso sul risultato

  • 27 Marzo 2014 in 18:08
    Permalink

    In questo momento della stagione la condizione fisica e le motivazioni dei giocatori hanno piu’ importanza delle alchimie tattiche. Ieri la partita e’ girata male su un paio di imprecisioni individuali sui due contropiedi della Juve. A complicare le cose e’ arrivato il raptus di Amauri. Se si restava a ranghi completi con ogni probabilita’ non si sarebbe perso. Il Parma giocava contro una squadra con un monte ingaggi 4 volte superiore, non scordiamocelo. Dell’arbitro e’ meglio non discutere, mi sarei meravigliato che avesse la personalita’ per prendere decisioni sgradite ai pardoni di casa…

    • 27 Marzo 2014 in 20:43
      Permalink

      Ciao Siberian,

      di solito apprezzo i tuoi interventi (tanto che potrei quasi quasi proporti di scrivere non solo nello spazio commenti) però non mi trovo d’accordo con il tuo assunto allorquando sminuisci l’importanza delle alchimie tattiche. Ieri le imprecisioni individuali possono anche esser stato il frutto dei compiti tattici diversi rispetto a quelli abituali e, come saggiamente canta il Gallo (di Castione), se non si è obbligati è meglio non andare a cambiare l’assetto difensivo. Aggiungiamoci, poi, il centrocampo… Lucarelli a destra? Parolo a destra? Il tutto per tener fuori Cassani e Acquah che sono tra i più in forma…

      Poi: se dici che la partita “è girata male” da subito debbo iscriverti d’ufficio tra i seguaci di Eupalla… Certo è inusuale che sbagli Gabriel Paletta (e pure il Mirante di questa benedetta stagione).

      Tu definisci “raptus” quello di Amauri: onestamente mi pare un colpevolizzarlo un po’ troppo, dal momento che si è trattato di uno scontro di gioco in cui c’è stato indubbiamente un eccesso di foga punito probabilmente in modo esagerato e certo non nel rispetto di una equanime uniformità di giudizio. Poi è chiaro che da un calciatore dell’esperienza di Amauri sarebbe lecito aspettarsi che non si trovasse in circostanze del genere,

      Cordialmente
      Gmajo

  • 27 Marzo 2014 in 18:39
    Permalink

    Scelte iniziali che non hanno pagato.Questo e’ indiscutibile.

  • 27 Marzo 2014 in 19:43
    Permalink

    Buongiorno a tutti, le scelte iniziali di Donadoni erano quasi obbligate dalle precarie condizioni fisiche di alcuni giocatori, Cassani su tutti. A dire ciò è lo stesso mister nel post partita e in effetti se fai giocare sempre gli stessi va a finire che si rompono e i giocatori è meglio averli tutti sani. Probabilmente contro la Lazio, vera partita dell’anno per l’europa league, la formazione sarà : Mirante; Cassani,Paletta,Lucarelli,Gobbi;Acquah,Marchionni,Parolo;Schelotto,Cassano,Biabiany

    • 27 Marzo 2014 in 20:08
      Permalink

      Cassani in precarie condizioni? Beh: quando è entrato in campo ha dimostrato quanto fossero precarie. E’ evidente che il tecnico giustifichi alla bene meglio le sue scelte piuttosto originali… Certo si evidenzia una lacuna apertasi dopo il mercato invernale: come rimarcato da tempo dal Gallo di Castione, manca una sua naturale alternativa dopo che sono partiti Rosi e Benalouane. E’ arrivato Schelotto, è vero, ma rispetto ai due andati via si fa preferire per le sue caratteristiche offensive.
      E’ vero che le rose ampie servono anche per avere alternative: ma mettersi a fare esperimenti nella madre di tutte le partite non mi pare il massimo.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 27 Marzo 2014 in 20:23
    Permalink

    eupalla stavolta non ha fatto i conti con eubanti,tutto sommato dopo aver letto la formazione pensavo peggio di quel che e’ stato.
    di sicuro far esordire dal primo minuto un calciatore che sara’ 2 anni che non fa una partita intera (obi) ed un altro che ti garantisce una cappella per tempo lo posso affermare col senno di..prima che e’ quello con cui ci si scavan le fosse quello di poi lo si usa per riempirle

  • 28 Marzo 2014 in 14:28
    Permalink

    Ti ringrazio per la stima, che ricambio, Gabriele e preciso il mio pensiero. Secondo me la tattica e’ fondamentale solo quando una squadra non e’ coesa. Bearzot nella finale di Madrid schiero’ un terzino destro al posto del regista titolare e le cose andarono come sappiamo. Il Parma di Donadoni e’ ormai una squadra nel vero senso del termine e l’aspetto mentale prevale sugli schemi. Solo un vero team ben motivato puo’ mettere alle corde una Juventus in superiorita’ numerica e con i consueti santi in paradiso con la giacchetta nera. Per questo sono stato severo con Amauri. Intervenire in modo esageratamente scomposto a gomito alto contro la Juve significa andarsela a cercare. Parliamo di un giocatore molto esperto che sa come vanno le cose quando si affrontano i suoi ex compagni. Dopo che Molinaro aveva accorciato le distanze la Juve era da conteggio in piedi e tutto poteva accadere.

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