L’OPINIONE DI MAJO DOPO MILAN-PARMA 2-4: “RISPETTATO IL PRONOSTICO: IN CAMPO NON CI VA IL BLASONE. C’ERA EUPALLA NEGLI SCARPINI DI AMAURI…”

(gmajo) – E’ bastato che in un pezzo giustamente celebrativo, firmato dal nostro Orazio Vasta e pubblicato al termine di Milan-Parma 2-4, facesse capolino, nella titolazione, il lessema “fortunati” (assieme a “belli” e “cinici”), per far sì che partisse la solita ridda dei perditempo fancazzisti sul web subito pronti ad accusare stadiotardini.it di sminuire i successi del Parma, come se dar del fortunato a qualcuno significasse offenderlo manco lo si prendesse a male parole. A parte che, come ricordato, l’aggettivo era accompagnato da altri due elogiativi (belli, cinici) – ma costoro che ci tacciano di essere prevenuti sono i primi che viaggiano con i paraocchi, e quindi non se ne sono accorti, o se lo sono dimenticato ad arte – però sostenere che una certa squadra gode della buona sorte non vuol dire mancarle di rispetto. Anzi, tutt’altro. Come già ricordato in precedenti occasioni – questo stucchevole refrain si ripete ciclicamente, ma mi piacerebbe che il dibattito si dipanasse su tematiche più interessanti – Napoleone preferiva i generali fortunati a quelli bravi: se, nel caso di Donadoni, le due qualità viaggiano all’unisono è meglio ancora. O no? E allora perché non riconoscere i favori di Eupalla, che ieri si era nascosta nei tacchetti di Amauri, facendo sì che indovinasse un colpo di tacco alla Crespo, meritevole di entrare come i suoi nella leggenda, ma che se la Dea non gli avesse sorriso, poteva terminare a lato come magari capitato in altre occasioni quando le cose non gli giravano per il verso giusto e la buona sorte gli voltava le spalle? Io ho sempre riconosciuto che in occasioni di alcuni momenti topici della mia carriera sono stato anche assistito dalla Fortuna, senza per questo sminuire i miei meriti: indubbiamente tra le mie qualità c’è quella di essere al posto giusto nel momento giusto, ed era stato così anche quando, prima di tutti i colleghi, a Monte Acuto Vallese, sfruttando la vista di lince della mia morosa pro tempore, a propria volta giornalista, individuai Annamaria Franzoni, arrivando prima di tutti a metterle il microfono di Radio Capital sotto il naso, finendo per fare il giro del mondo sulle prime pagine dei giornali o nei TG delle satellitari. E quindi nessuno nega che sia stata una felice intuizione quella di Donadoni di ieri di schierare Schelotto (peraltro da me suggerito – non certo a lui, che non ne ha bisogno – nel corso dell’ultima puntata di Calcio & Calcio Più, mercoledì sera) e che questi, con la sua velocità sia stato bravo a mettere in difficoltà il portiere avversario Abbiati, peraltro non parsomi estremamente lucido in quella evenienza, però non è certo usuale, normale, che ti possa capitare di passare in vantaggio a San Siro, dopo appena 9’, con un calciatore rossonero in meno. Sono situazioni che accadono in quelle stagioni particolari, in cui tutto ti sorride. E dunque, perché negarlo? L’ho già scritto in altre occasioni: quella permalosona di Eupalla si offende se non le si riconosco i meriti, quindi non facciamola stizzire. In momenti meno favorevoli, dopo aver colpevolmente subito la rimonta dei rossoneri in inferiorità numerica, capaci di infilarci due reti, per colpa di quel fenomeno che i tuttologi definiscono come “braccino del tennista”, Eupalla non si sarebbe immediatamente nascosta negli scarpini di Amauri – appena rispolverato da Re Mida Donadoni (tutto quello che tocca diventa oro) –per riportare immediatamente in vantaggio i crociati. Vantaggio ulteriormente legittimato dalla rete del 4-2 di Biabiany (confortante, come già ricordato dal nostro Luca “Carmina” Savarese, che sia al secondo sigillo in due gare, lui che non è certo noto per essere un cecchino implacabile) che punisce, giustamente, il Milan che ha avuto il torto, in quei minuti finali in cui avrebbe potuto riagguantare l’incontro chiudendolo sul 3-3, di non provarci neppure. Atteggiamento che il radiocronista di Radio Rai Riccardo Cucchi ha giustamente definito sconcertante. Non mi sono trovato d’accordo, invece, con la prima firma di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, quando questi nel primo tempo aveva ravvisato un dominio del Parma, esattamente quando il computo parziale delle occasioni fallite, in quel mentre, era appannaggio dei padroni di casa, così come la supremazia territoriale che appariva assai evidente con una pressione e chiusura nella nostra metà campo, che faceva un po’ a botte, con la presunta dominazione dei nostri, appunto un po’ troppo contagiati dalla famosa malattia del tennista. In sede di presentazione della gara il capo redattore sport del Giornale Radio Rai (che stamani ha ospitato al telefono il presidente Ghirardi e l’indimenticato Nevio Scala) aveva parlato di Parma favorito dal pronostico: un cavallo di battaglia, questo, sia del sottoscritto che del collega Michele Angella, conduttore di Calcio & Calcio (stasera, alle 21, vi aspettiamo sul canale 12 di Teleducato, anche se continua a mancarci l’infortunato Boni, ancora costretto ai box e al quale rinnovo gli auguri di una pronta guarigione): il nostro teorema verteva sul fatto che in campo non ci va il blasone o la storia, e i parametri vitali, ancor prima del match, indicavano decisamente più in salute i nostri che i malcapitati rossoneri, i quali, alla prova del nove, hanno palesato tutti, ma proprio tutti, gli attuali limiti che hanno. Senza voler smorzare gli entusiasmi – ché vincere a San Siro non è comunque roba da tutti i giorni, non a caso per il Ghiro è la prima volta dopo sette anni – l’impresa portata a termine va riletta anche al lume dell’attuale spessore del Milan che ha gli stessi punti del Genoa, e che è distante 40 punti (gli stessi di una squadra che si deve salvare) dalla capolista Juventus. Lo stesso Cucchi, sia nella intervista che ha concesso in esclusiva a stadiotardini.it, sia poco dopo quando è toccato a lui interrogare Donadoni, ha detto chiaro e tondo che ieri il vero Milan era il Parma e non i rossoneri. E il fatto di essersi fatti rimontare due gol dall’attuale derelitto Milan con l’uomo in meno (al di là che Leonardi ha sminuito la cosa parlando di due episodi, frutto di due calci piazzati) non può che suonare come un piccolo campanellino d’allarme. Piccolo, veh, perché fin che Eupalla sorride queste imperfezioni (mica si può esser perfetti e nessuno nega che il Parma stia marciando ad una velocità di crociera fin troppo elevata, favorito anche dal fatto che gli avversari si scansano e lo lascian passare) sono ampiamente superabili. Il fatto di aver trovato l’immediato vantaggio, rimediando alla pecca di essersi fatti rimontare, va ascritto tra i meriti, che non sono pochi, dei Donadoniani di ieri. E scrivere delle problematiche che a mio avviso possono essere emerse non significa ledere l’onorabilità di alcuno o cercare peli nell’uovo, quanto, al contrario, cercare di contribuire, come sempre tento di fare, all’ulteriore processo di crescita. Trovato il raddoppio con Cassano (in effetti Riccardo Cucchi, all’intervallo, sottolineava come il Parma avesse dovuto chiuder prima la pratica, e anche questa è una costante, un aspetto ulteriormente migliorabile) a mia volta avevo commesso l’imprudenza di dar già per conchiusa la tenzone, parlando apertamente di ritorno in Europa dei nostri portacolori con i miei occasionali vicini di banco – cioè gli inviati della Gazzetta di Parma Paolo Grossi e Sandro Piovani – subito corsi a toccarsi gli attributi (sporcaccioni), manco io menassi rogna. Dopo la rete del pareggio di Balotelli, su un rigore concesso in modo oltremodo generoso da Celi, o cielo, i due colleghi, uomini di poca fede, specie la prima firma, il frigido Grossi, mi hanno tirato contro una serie improperi e di coleri (spero non me ne attacchi neanche uno), poiché, come capita a una loro conoscenza, avevo parlato troppo presto rischiando di andare a condizionare l’andamento dell’incontro. Ma io non ho certi poteri, ma semmai contrari, visto che finora mi picco di aver portato bene al Parma essendo stato l’unico a fiutare il successo di Napoli – da dove era partita la serie aurea – e tutti mi davano del pazzo,  le tre vittorie in stecca post Torino, e, buon ultimo, il successo di ieri sul Milan, quando tutti, timorosi, e non consapevoli della reale forza attuale della squadra, avrebbero prima massimo massimo firmato per un pareggio. Febbredacalcio, dove sei? Ricordati che mi devi un aperitivo che dicevi di esser ben contenta di offrirmi…  Ieri, comunque, ha avuto torto chi non c’era: 500 tifosi scarsi sugli spalti rimangono un numero troppo esiguo per chi ha ambizioni d’Europa. Certo, decisamente meglio rispetto ai 50 che avevano seguito i crociati contro l’Inter, ma ancora troppo pochi visti i risultati della squadra e le stupende condizioni meteo. Lancio una provocazione (ma io lo suggerii direttamente sette anni fa, quando ancora lavoravo per il club): il Parma faccia qualcosa per coinvolgere anche i “nuovi parmigiani”, cioè gli ex extracomunitari trapiantati nella nostra città. Mi raccontava il figlio di un tifoso, al mio fianco sul pullmino del Parma Club Collecchio, mentre andavamo a Milano, che nella sua classe gli italiani sono appena il 30%, e solo appena in 3 su 27 tifano crociato, mentre tutti gli altri suoi compagni per le storiche grandi. Nella lenta erosione dello “zoccolo duro” conta anche il dettaglio che il numero dei parmigiani autoctoni sia calato rispetto a quello di 20 anni fa. e per certi versi il fenomeno è analogo a quello del calo dei lettori della Gazzetta di Parma. Va bene la nostra parmigianità, ma sarebbe bene accorgerci che non siamo più soli: se la GdP non dedica rubriche e spazi alle nuove comunità estere sono problemi suoi (un mio vecchio sogno era quello di aprire una radio per gli immigrati), ma, da Grillo Parlante, non posso che suggerire una maggiore apertura della società di calcio anche agli stranieri che ormai da anni vivono in questa città, coinvolgendoli in iniziative speciali.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

71 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO MILAN-PARMA 2-4: “RISPETTATO IL PRONOSTICO: IN CAMPO NON CI VA IL BLASONE. C’ERA EUPALLA NEGLI SCARPINI DI AMAURI…”

  • 17 Marzo 2014 in 19:02
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    Ieri secondo me il migliore è stato Donadoni, che ritengo abbia azzeccato tutto.
    Il primo tempo mi è piaciuto molto, nella ripresa ho visto invece un po di superficialità mischiata alla (comprensibile) stanchezza.
    Speriamo di poter schierare un centrocampo competitivo contro il Genoa (squadra in salute), con tutto il rispetto Munari mi pare più un buttafuori che un giocatore

  • 17 Marzo 2014 in 19:19
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    Ciao Majo, come tutti, o quasi, dato le assenze pesanti avrei firmato per un pareggio alla vigilia. ( come sottolineato dal Gallo, un palo merluzzo l’abbiamo comunque preso )
    Sono strafelice che i fatti, o meglio, la squadra mi abbia smentito. Il segreto di questo momento straordinario è proprio questo, il Parma è una squadra che gira a meraviglia indipendentemente dagli interpreti e grande merito va a Donadoni.
    Per l’aperitivo passa all’incasso quando vuoi , debiti di gioco, debiti d’onore.

    Febbredacalcio

    p.s. se nella cantina di Squinzi ci fossero altri scontenti come Schelotto, ieri migliore in campo, consiglierei alla società di andare a fare le pulizie e portarli via.

    • 17 Marzo 2014 in 20:22
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      Il discorso della cantina di Squinzi era una evidente pittoresca immagine giornalistica. Non ho difficoltà ad ammettere di aver sbagliato la valutazione (anche se non ero certo di quelli che attaccavano a prescindere Schelotto. E c’erano molti leoni da tastiera a farlo…). Certo, rispetto a quando l’ho formulata, Donadoni, quasi per volermi smentire, ha cambiato parecchio il suo modus operandi, coinvolgendo nel suo progetto altri calciatori senza creare scontenti, come aveva fatto prima con tutti quelli che sono andati via.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 17 Marzo 2014 in 19:47
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    Caro Majo, fancazzista sarà lei, se permette (e deve permettere, visto che l’attacco e l’insulto sono partiti da lei). Il punto è che nella vittoria di ieri la fortuna non c’entra un bel niente: nulla è stato dato in regalo al Parma, mentre qualche regaluccio il Milan ce lo ha avuto. Dare il rigore al Parma ed espellere Abbiati non è stato un regalo, ma applicare il regolamento. Dare il rigore al Milan e non espellere Mexes, invece, sono due regali CONTRO il regolamento, come mille moviole hanno dimostrato. Ci arriva a capire la differenza, Majo? E come si può dire che il tacco di Amauri è stato fortunato? E’ stato voluto e cercato, quindi è un colpo di abilità.
    Ma poi scusi, Majo, perché dovrei (io e tanti altri) sostenere che lei è prevenuto con squadra e società? Perché abbiamo la netta sensazione che lei minimizza i successi e enfatizza gli insuccessi, creando polemichette ad arte? Guardi che l’informazione “sdraiata” dà fastidio a me per primo. Il punto è che qui siamo all’estremo opposto. E siccome non sono il solo a pensarlo, forse qualche domanda lei dovrebbe farsela. E’ brutto sostenere di dire A e poi accorgersi che non pochi ci leggono B, pur non avendo alcun interesse a farlo (mica mi paga Leonardi per far parlare bene del Parma, eh).

    • 17 Marzo 2014 in 20:08
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      Egregio Gustavo,

      anche l’espressione “fancazzista”, come “fortunato” non è offensiva, specie se indirizzata a chi ha del tempo da perdere, come lei, per postare, da mesi, non da oggi, commenti inutilmente e sterilmente polemici nei confronti del sottoscritto. La ragione la saprà lei: io mi sono sempre messo a disposizione – sia in pubblico, che scrivendole in privato – per un sano confronto, al quale lei si è sempre sottratto, salvo venire qui a fare il provocatore tirando a mano argomenti anche di squisita natura personale che nulla c’entrano con la mia onorata attività di giornalista professionista serio ed onesto, stimato dalla maggior parte delle persone che mi conoscono, al di là delle poche unità dei leoni da battaglia da web tipo lei, che si permette di dire di tutto e di più nei miei confronti e poi fa la verginella offesa se la ripago con la stessa moneta (e anche meno, per la verità), ché io non la infamo per come svolge il suo lavoro, che manco so qual è, come da mesi lei continua a fare, accusandomi di malafede. E comunque stia tranquillo che di esami di coscienza ne faccio continuamente. Fancazzista, pur non essendo una offesa, non lo accetto dal momento che il mio lavoro cerco di svolgerlo , benché non sia affatto premiante dal punto di vista economico, con il massimo entusiasmo, come testimonia il record di articoli incessantemente pubblicati da ieri, a beneficio suo e di tutti coloro che gratuitamente possono leggerli.

      Detto questo: bisogna che ci si intenda sul concetto di fortunato, ché non deve per forza essere, come pensa lei, abbinato alla condotta arbitrale. Ci sono momenti nella vita in cui tutto ti gira bene e altri in cui tutto ti gira male. E vale anche per i colpi di tacco: ci sono volte in cui entrano e altre no. Ed è il bello del calcio. Adesso al Parma gira tutto bene. E non c’è niente di male dirlo, non c’è niente di male che accada. Sono momenti felici che bisogna saper accogliere col sorriso ed apprezzare.

      Che io intenda sminuire i successi del Parma o amplificarne gli insuccessi lo può sostenere solo una mente malata e faziosa. E appunto queste pagine sono qui a dimostrarlo. Basta saperle guardare senza gli occhiali scuri della prevenzione. Io non sto creando alcun tipo di polemichetta ad arte, né capisco quale sarebbe lo scopo, ché a me interessa accrescere il livello del dibattito attorno al Parma. E queste polemiche insulse, aizzate stamani da giò e proseguita oggi da lei, (agli altri 3.000 e passa che oggi ci hanno già cliccato non ne impipa nulla) sulla fortuna non mi interessano affatto e non portano a nulla.

  • 17 Marzo 2014 in 20:27
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    Parto da un presupposto. Mi sento tirato in ballo perchè l’argomento fortuna è stato da me più volte sviscerato con dotte citazioni di filosofi e argute massime di Umoristi. Intanto Majo ti ringrazio per aver ripreso alcuni concetti anche se con sfumatore diverse, vuol dire che stai attento a quello che scrivo. Poi vorrei invitare Gustavo a comprendere al meglio (ammesso che sia fra i miei 25 lettori) i concetti che esprimo. La fortuna bisogna sapersela meritare, così come la sfiga non bisogna tirarsela. Però se uno sta attaccato agli episodi è perchè si trova in grossa difficoltà. Il Parma non sta attaccato agli episodi. Peraltro si merita di segnare di tacco col brasiliano perchè il brasiliano ci prova. Bravo perchè ci riesce ma prima di quello almeno in 4 episodi per un nulla non si è segnato il raddoppio. E per un nulla poteva mancare il vantaggio. Le decisioni arbitrali sono anch’essi episodi e la malafede è meglio non ipotizzarla. Il Parma è stato più forte degli episodi ed alcuni di questi ci han permesso di vincere a San Siro. Tutto il resto che io scrissi è il condimento retorico alias delle gran cagate, ma i concetti son ben chiari. Se sapevo che 3000 persone avrebbero letto le cazzate che scrivo le avrei scritte ancora più grosse, perchè son sicuro che almeno uno l’ho fatto sorridere. E in tempi tristi di crisi gli avrei fatto un grosso regalo. Sorridi anche tu, Gustavo, e il mondo ti sorriderà. Ma guarda bene che non sia una paresi.

  • 17 Marzo 2014 in 21:18
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    Non leggo tutto l’articolo perché mi è bastato arrivare ai primi dieci righi per capire le stronzate che seguiranno. Cioè, fammi capire, il fatto che Amauri abbia segnato di tacco è dovuto alla fortuna. Allora anche il gol di Rami è dovuto alla fortuna perché Mirante non è uscito tanto bene e perché la palla è andata dentro anziché fuori. E così anche il gol di Balotelli è dovuto alla fortuna, perché Mirante si è buttato alla sua destra anziché alla sinistra. Ma ti rendi conto delle cazzate che scrivi?

  • 17 Marzo 2014 in 21:38
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    Come fai a dire che tutto ci gira bene, in riferimento a questa partita, dove avevamo Gargano infortunato prima della partita e Acquah durante, ci è stato fischiato contro un rigore inesistente (e non generoso), Mexes è stato graziato due volte dall’espulsione. Io più che di Eupalla – a cui si fa riferimento per un tacco cercato e voluto (sarebbe come a dire che anche i gol di Crespo erano solo frutto della fortuna e non di bravura) – parlerei di vittoria trovata nonostante errori arbitrali a nostro sfavore, due pedine fondamentali mancanti e un’altra importante persa a gara in corso e a Milano, dove non si vinceva da 18… Ma questo non diciamolo eh…

    • 18 Marzo 2014 in 01:36
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      Vedo che tra un suo commento e l’altro sono passati 20′: dunque la ringrazio per aver letto tutto l’articolo e non essersi limitato al solo giudizio sulle prime 10 righe.
      Il fatto che per il Parma sia l’anno buono lo testimonia proprio quanto lei stava asserendo: e cioè che il Parma, al momento, è più forte di tutto, degli errori arbitrali, degli infortuni, etc. In tempi più “sfigati” sarebbe bastato molto meno per perdere la partita anziché vincerla con due gol di scarto. Dopo il 2-2 il rischio che il cadaverico Milan venisse rianimato dagli ex crocerossini era piuttosto alto. Ma poi con bravura, ma anche con fortuna, Amauri ha siglato il gol decisivo. Fortuna, certo, perché in periodi più iellati il colpo di tacco non gli sarebbe riuscito. E non c’è nulla di male a dire di essere fortunati. Così come non mi pare di aver taciuto che Ghirardi non aveva mai vinto a San Siro. Ma questo non diciamolo, eh?…

  • 17 Marzo 2014 in 21:40
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    Mi scusi Dott. Majo, sinceramente questi ragionamenti sulla fortuna non li capisco. Da buon razionalista credo che la fortuna non esista. Altrimenti basterebbe ingaggiare il mago Silvan per vincere le partite. Ma voglio seguirla. Eupalla (lo avrà anche coniato Brera ma è una definizione di una tristezza unica, vieppiù giornalisticamente aberrante) sarebbe dalla parte del Parma? Mi faccia capire, Amauri avrebbe segnato di tacco per merito della fortuna? Mi scusi, ma perché? Non riesco a capire. Se fosse come dice lei allora non esisterebbe la bravura. Quando Messi la mette all’incrocio Eupalla si incarna nel suo sinistro? Quando Ronaldo ne scarta cinque o sei quale Dio si impossessa di lui? Ma lei conosce la carriera di Amauri? Ha sempre avuto colpi di questo tipo, nulla di incredibile. Non è il primo gol di tacco che segna, così come ci ha deliziato svariate volte con rovesciate e sforbiciate. Riguardi l’azione: il colpo di tacco è stato un gesto intelligente, l’unico possibile per anticipare De Jong. Anche parlare di Eupalla (brrr…) per l’espulsione di Abbiati…perché? Riguardi la partita, la riguardi. Cassano prova quella giocata svariate volte, sintomo evidente che è stata provata a Collecchio. Schelotto e Biabiany si muovevano “a memoria”, altra prova di qualcosa di studiato da Donadoni. Se Cassano mette un compagno davanti alla porta che cosa centra la fortuna? Anche quando lo fa Pirlo è merito di Eupalla? Xavi e Iniesta cosa sono? Eupalla in persona? E guardi che quando un calciatore è lanciato in velocità solo davanti all’estremo difensore avversario non ci sono molte soluzioni possibili: il portiere deve provare a fermarlo. O ci riesce (e quindi è fortunato!), oppure è quasi sempre rigore e rosso. Si chiama regolamento, Eupalla (brr…) può tranquillamente continuare a vedere la partita su Sky senza intervenire…

  • 17 Marzo 2014 in 23:05
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    Eppure l’italiano non dovrebbe essere una lingua oscura e misteriosa…intendo per gli italiani.

  • 17 Marzo 2014 in 23:34
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    “Un tempo eravamo il campionato più bello e difficile del mondo. Ora ci siamo abbassati al livello dei tornei che si disputano nei paesi dell’Europa orientale o in quelli che fino all’inizio degli anni novanta facevano parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Lo spettacolo terra terra che oggi pomeriggio ci è stato offerto da Milan e Parma, avrebbero potuto regalarcelo – pari pari – anche Steaua e Dinamo Bucureşti nella Liga romena”

    Ma di cosa parliamo? Facciamo folklore o parliamo seriamente? Signor Russo, la prego. Mi parla dei tratti “rumeni” di Milan-Parma? Che cosa centra il calcio italiano? Si spieghi! Nel calcio esistono dei cicli. Ha presente? Il Milan ne ha finito uno, per di più di tipo “epocale”. Parliamo del Milan del Dott. Berlusconi, uno dei cicli più belli del calcio europeo degli ultimi 50 anni. E’ finito, kaput. Devono rifondare. Capita, lo sa? Singolare poi, paragonare il calcio italiano a quello della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (ottima fantasia, complimenti. Non bastava jugoslavo, ci voleva proprio il riferimento alla Jugoslavia del blocco sovietico, ahahah) nell’anno di Higuain, Tevez, Llorrente, Borja Valero, Peppino Rossi, Gomez, Callejon, Reina, Gervinho, Strootman, etc. Mai come quest’anno le squadre italiane hanno attirato ottimi giocatori. Ci butteremo su Germania e Spagna, coi 12-0 nemmeno fosse il campionato della Repubblica Federale Sovietica delle Parrocchie Riunite. O magari su quello francese, dove Ibrahimovic potrebbe giocare da solo contro tutti. Quelli sì che sono “allenanti”.

    • 18 Marzo 2014 in 00:19
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      Higuain, scarto del Real Madrid.
      Tevez, scarto del Manchester City (anche se in parte sono d’accordo con lei).
      Llorente, scaricato dal Bilbao.
      Su Borja Valero son d’accordo con lei.
      Su Pepito Rossi, idem (anche se si trattava di un giocatore rotto, e dunque di una scommessa…che i grandi club hanno preferito lasciare nelle mani di una società non di primissimo livello).
      Mario Gomez, scarto del Bayern Monaco.
      Callejon, scarto del Real Madrid.
      Reina, scarto del Liverpool (e sarebbe stato scartato anche dal Napoli, se solo Julio Cesar avesse accettato il trasferimento in azzurro…).
      Gervinho, scarto dell’Arsenal.
      Siam d’accordo su Strootman.
      E io ci aggiungerei anche Mertens, che tutto è tranne che uno scarto.

      Quelli attirati dalle squadre italiane sono giocatori che qui da noi hanno sfondato proprio perché di concorrenza ne hanno pochina. E tenga presente che di difensori bravi qui in Italia ce ne saranno al massimo tre: Benatia, Paletta e Barzagli. Stop. Non oso immaginare cosa avrebbe combinato uno come Chiesa (o Montella) se avesse dovuto vedersela con le retroguardie dell’attuale Serie A.

      Vuole che le parli dei tratti rumeni di Milan-Parma? Ma lei l’ha vista la partita tra Milan e Parma? Se sì, l’ha mai vista una gara del campionato rumeno o, per esempio, di quello serbo? Mi sa di no. Altrimenti non si stupirebbe della mia affermazione. E poi ieri penso di essere stato già abbastanza chiaro: “Lo spettacolo terra terra che oggi pomeriggio ci è stato offerto da Milan e Parma, avrebbero potuto regalarcelo – pari pari – anche Steaua e Dinamo Bucureşti nella Liga romena”. Quali altre spiegazioni vuole? Mi faccia capire…

      Avrei potuto scrivere semplicemente Jugoslavia, è vero. Ma la prima definizione, al lume di ciò che conosco e di ciò che ho studiato a proposito di quella terra, la trovo molto più pertinente dI quella ‘abbreviata’. Mi piacerebbe motivare questa mia ultima affermazione, ma finirei evidentemente fuori tema…e allora passo.

      • 18 Marzo 2014 in 12:40
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        “Scarti”, ma che discorso è? Uno scarto di Parma Reggiana, uno scarto di Brescia e Genoa, uno scarto di Pisa, Fiorentina e Pescara, uno scarto di Lecce e Fiorentina, furono titolari (4 su 11!) nella finale dei Mondiali 1994 e lo vinsero. Erano Taffarel, Branco, Dunga, Mazinho. La stessa estate, un club italiano acquistò uno dei pezzi da 90 di quel Mondiale (Marcio Santos alla Fiorentina) e fece schifo.
        Pirlo è uno scarto del Milan che aveva appena vinto uno scudetto. Ora sta vincendo il terzo di fila con la Juve da leader assoluto.
        Su Tevez, il City l’ha scartato e preferendogli Dzeko. Geniale.
        Questo per dire che tante volte il pirla è chi scarta, al di là del chiaro calo di appeal del calcio italiano, che ha motivi sostanzialmente economici e di contesto sociale, più che tecnici, a mio avviso.
        Poi Mario Gomez è uno scarto di una squadra che ha vinto tutto, mica di un Augsburg qualunque.

    • 18 Marzo 2014 in 12:55
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      campionato jugoslavo 1990-91: nella Stella Rossa c’erano zozzoni del pallone come Prosinečki, Savićević, Jugović, Mihajlović, Belodedici (e tralascio Pancev); nella Dinamo Zagabria Boban, Šuker, un ottimo Mladenović, Shala; nell’Hjduk Boksic, Stimac, Kovac e Bilic. Potrei andare avanti. Era un campionato eccelso, altro che.
      Capisco che Russo deve aver qualcosa contro il calcio del periodo comunista, ma certe cose un columnist dovrebbe saperle e non sparare nel mucchio (perdonate il black humor di quest’ultima frase, in quel contesto)

      • 18 Marzo 2014 in 15:08
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        Caro Ermete, io parlavo dei campionati di quei paesi che UN TEMPO facevano parte della Jugoslavia. Dunque, campionato sloveno, campionato serbo, campionato croato, campionato bosniaco, campionato macedone e campionato montenegrino. Non mi pare che negli ultimi quindici anno questi tornei abbiano prodotto squadre in grado di primeggiare in Europa e nel mondo. Eppure credevo che il mio italiano fosse abbastanza comprensibile.

      • 18 Marzo 2014 in 15:24
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        Per completare il ragionamento: il black humor provi a farlo lì, sul posto…se ci riesce…

  • 17 Marzo 2014 in 23:39
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    eih, TiAmoParma, è il mio articolo che non hai letto ? Potrei sentirmene lusingato.

  • 18 Marzo 2014 in 01:00
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    Niente fare, caro Russo, abbiamo un’impostazione culturale e di ragionamento del tutto differente. Dove lei (e il Direttore che, comunque sia, saluto con calore) vede Eupalla (brr..), io vedo colpi di bravura. Dove lei vede “scarti”, io vedo normale calciomercato. E’ una questione di punti di vista. Un calciatore che non rientra più nel progetto di una squadra per motivi tecnici (cambio modulo?), ambientali (cambio allenatore?) o personali (voglia di nuove sfide?) non è uno scarto. E’, appunto, un giocatore che ha concluso un percorso e che ne inizia uno nuovo. Ha ragione su Mertens, brutta dimenticanza la mia visto che è un elemento interessantissimo che apprezzo da quando purgò proprio il Napoli in coppa. Seguendo il Suo ragionamento si ritorna alla medesima “fola”: Cassani è uno scarto della Fiorentina, Molinaro uno scarto dello Stoccarda, eccetera. Possiamo andare avanti per qualche anno. Vede, Russo, nel calcio esiste una cosa semplice ma importante: le scelte. Dirigenti, allenatori e calciatori compiono delle scelte. Ancelotti a Madrid ha fatto delle scelte. Ha scelto di puntare su alcuni e non su altri. Dietro ci sono idee tattiche, valutazioni umane e tanto altro. E’ una cosa normale, giusta. Chi non era adatto al concetto di calcio di Carletto ha preso la porta. Lei li chiama scarti, io no. Soprattutto quando si parla di gente come Ozil. Altrimenti arriveremo al paradosso che Pirlo è uno scarto del Milan. Al massimo Pirlo è una scelta (!!!) idiota di Max Allegri (e di Galliani).

    Ha citato il favoloso Chicco Chiesa. Uno scarto del Parma del 1999.

    • 18 Marzo 2014 in 01:22
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      Ricambio i saluti. E sul discorso degli scarti mi trovo d’accordo con lei, Diego. Così come non condivido il giudizio così tranchant del nostro Luca Russo sulla partita di ieri e sul campionato italiano.
      In effetti, tra tifosi, c’è spesso l’abitudine di definire scarto di questo o scarto di quello eventuali nuovi arrivi. E questo tipo di ragionamento non piace neppure a me e condivido come ha esposto garbatamente la sua tesi su questo argomento.
      Sul discorso di Eupalla, che solo per il fatto che io lo abbia emulato al grande Gianni Brera dovrebbe evitare di farle venire i brividi, io le dico che non credo affatto che il calcio sia una scienza esatta. Esiste una meravigliosa casualità, che fa sì che certi colpi ti riescano e certi altri no; che qualche volta un tiro entri nell’angolino, e che altre volte finisca fuori di poco; che certi giocatori esplodano e ti facciano una stagione alla Franco Baresi, quando, magari avevi già pensato di rottamarli, e così via. D’accordo la programmazione, il lavoro, etc., ma è innegabile che tra le tante componenti ci sia anche quella legata o meno al Caso, al Fato, al Destino o, brrr. a Eupalla. Se tutto fosse scientificamente preciso, sai che noia…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 18 Marzo 2014 in 05:29
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    Parlare col senno del poi è sempre abbastanza semplice. Se i vari Higuain, Tevez, Gomez, Cassano non avessero reso come han fatto, tutti, lei compreso, avrebbero parlato di scarti, mica di ‘scelte’. Oh, poi mi ricordo di qualcuno che in estate teorizzava il principio degli scarti, a proposito di certi acquisti di certe squadre. Anche Schelotto, Molinaro e compagnia cantante son stati interpretati, lì a Parma e qui, ma non dal sottoscritto, come scarti del Sassuolo. I fatti hanno ribaltato le perplessità iniziali. È il bello del calcio. Io ero convinto che facessero bene, e ho avuto ragione.

    Circa la bontà del nostro campionato, vi racconto due episodi:

    – Zagabria 2012, volevo vedere Juventus-Inter. Non un pub che la facesse vedere. Tutti sintonizzati sulle partite della Liga. Alla fine riuscii a vederla solo perché convinsi il titolare di un bar a cambiare canale.

    – Belgrado 2013, volevo vedere la finale di Coppa Italia. Non una gara qualsiasi, la finale di Coppa Italia. Come sopra: non un bar o un pub che la trasmettesse di sua spontanea volontà. Sul fiume, poco prima che il match iniziasse, trovai un locale disposto a farmela vedere e a rinunciare alla diretta (se non erro) di un incontro del campionato o della coppa olandese.

    Non è per caso che il calcio italiano all’estero, e non solo, venga snobbato. Ci sarà un motivo. E non sono i Milan-Parma dell’altro ieri a renderlo più attraente del solito.

  • 18 Marzo 2014 in 09:17
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    Luca Russo fatti vedere da uno bravo, ma subito, perché la situazione ti sta sfuggendo di mano. La storia del calcio rumeno è da neurodeliri.

    Higuain non è stato scartato, bensì doveva essere venduto per fare cassa per pagare l’acquisto di Bale. Idem Ozil, o credi veramente che sia stato venduto all’Arsenal perché gli piace la figa?

    E a proposito di figa…a Belgrado vai per locali che ce n’è tanta, non perdere tempo a vedere la coppa Italia.

    • 18 Marzo 2014 in 10:00
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      Suggerimento inutile, l’ultimo… Credo che la passione per i paesi dell’Est di Luca Russo sia appunto dovuta al fattore f. Non credo che gli piaccia viaggiare da quelle parti per verificare l’appeal del calcio italiano…

      • 18 Marzo 2014 in 12:44
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        ah, ecco, questo spiega tutto. Allora parli di f. che magari è più addetto ai lavori

  • 18 Marzo 2014 in 10:28
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    Si potrebbe dire invece citando il titolo che in campo non ci va Eupalla e sinceramente questa storia che si enfatizzi la fortuna come principale artefice del momento straordinario del Parma è stucchevole e ne toglie tutti i meriti allo stesso.
    Nel gol di Amauri c’è tutta la sua ginta,il suo istinto e la sua tecnica,così come il Parma costruito splendidamente sta avendo una continuità incredibile non per fortuna ma per meriti propri.
    Quindi se passa la teoria di Eupalla,nei momenti meno belli della stagione in corso,che sono pochini e in quelli più difficili delle stagioni passate,da contraltare era la sfortuna a farla da padrona? Non mi sembra proprio sia passato questo messaggio.

    Saluti

  • 18 Marzo 2014 in 10:32
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    Russo esagera, il campionato italiano non è come quello romeno o serbo, però ha ragione nel sostenere che è scadente.
    Questo non significa sminuire i successi del Parma (che sono fantastici), significa essere obiettivi.
    Tevez ha deciso di venire in Italia per fare una nuova esperienza dopo una carriera spesa in Premier e dopo che al City era stato accantonato. Higuain e Gomez erano stati messi in esubero dai rispettivi club.
    A me piacerebbe assistere a un campionato più competitivo, magari a 18 o 16 squadre oppure con i play-out e i play off per stabilire l’accesso alla Champions.

  • 18 Marzo 2014 in 10:55
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    Ciao Gabriele, che al Parma giri tutto bene è vero ma io so che la fortuna arriva anche e soprattutto se te la cerchi. Eupalla è entrata negli scarpini di Amauri perchè il tacco ha provato a farlo. Sarebbe stata “semplice” fortuna se fosse stato di spalle e la palla avesse urtato il tacco entrando in rete senza che se ne accorgesse. Al Parma va tutto bene perchè si sono fatte le cose per bene, con l’aggiunta di un pò di fortuna che non guasta mai ma che non è stata fondamentale per questo exploit. Perchè, negli anni in cui eravamo in difficoltà, non hai mai parlato di Eupalla ma sempre di scelte tecniche e societarie sbagliate (Marino, l’esonero di Colomba etc.)? Non può essere che magari in quegli anni Eupalla avesse altro da fare?

  • 18 Marzo 2014 in 10:59
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    la fortuna è di mexes quando fece quel gran gol in rovesciata in champions..non amauri che fa il tacco alla roma due anni fa, la rovesciata contro la fiorentina sempre due stagioni fa…e domenica un altro tacco!…schelotto che corre come un matto e si guadagna un rigore dopo un lancio magnifico di cassano, acquah che adesso si mette a fare assist..questa è la vera fortuna del parma! avere dei giocatori che danno il massimo gestiti da un grande allenatore che gestisce calciatori scelti da un grandissimo come leonardi che a sua volta fa quello che può con il grano del buon ghiro!
    come dice Cassano…”leonardi con 2 euro ti compra la casa bianca”!!!

  • 18 Marzo 2014 in 12:50
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    Va bene, siamo alla festa del ringraziamento. Complimenti a Leonardi che ha visto giusto per Marchionni, Schelotto e Molinaro, però insieme a Schelotto è arrivato l’oggetto misterioso Rossini che mi sa non vedremo mai in campo. Forse era nel pacchetto (non il pacco, il pacchetto) con l’operazione Sassuolo che comunque è stata positiva sia in termini economici e forse anche in termini tecnici (ma altrove stan facendo bene, vedi Sansone con goal e traverse, Mendes gioca anche se la difesa è un colabrodo, Mesbah gioca ma anche lì ci son momenti bui). Il giocattolo Parma esaltava giocatori che forse avevano i loro limiti nell’impegno (il Don non si stanca di ripetere che chi si allena meglio gioca, anche se ora dice che tutti si impegnano) e per uno spogliatoio sereno forse è meglio che vadano a riflettere sulla loro professione altrove. Stupefacente , non nel senso di doping, che Amauri stia in panca e sia decisivo quando sale, incredibile che Cassano domenica sia venuto sotto la curva a salutarci dopo la sostituzione, sconvolgente Donadoni che utilizza tutti e tre i cambi inserendo Obi e Munari, togliendo chi ha la lingua fuori e agitandosi e urlando per farsi seguire dalla panchina. Le critiche c’erano quando tutto ciò non avveniva, quando Cassano sostituito si infilava sotto la doccia, quando il Don restava impassibile senza cambiar nulla con la squadra in difficoltà risparmiando due cambi a partita, quando i risultati ci sfuggivano per un nulla ,chiamatela sfiga o fortuna, chiamatela Eupalla o la Dea bendata, chiamate in causa gli arbitri ma i risultati non arrivavano. Domenicaa abbiamo sconfitto gli arbitri, i goal sbagliati, i goal da nadari (merluzzi) perchè siamo stati più forti di tutto. Quando sei così superiore allora non ti smazzarri e non ti mandorlini, semplicemente vinci perchè sei più forte.

  • 18 Marzo 2014 in 14:01
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    Schelotto sta facendo bene. Io lo pensavo in fase calante dopo le prestazioni anonime nell’ultimo anno tra Inter e Sassuolo e la maxi operazione con Squinzi mi aveva lasciato perplesso sotto il profilo tecnico. Ora sono molto contento di essermi sbagliato ed avere giudicato affrettatamente. Domenica il Parma ha vinto con merito. Insistendo per i primi mesi su 14-15 giocatori Donadoni ha dato alla squadra una fisionomia definita ed ora anche chi ha giocato meno quando entra si trova inserito in un meccanismo che funziona anche senza i titolari. Riuscire a recuperare talenti che per un motivo o l’altro si erano allontanati dalla ribalta e’ un grande merito della società . La continuità nella guida tecnica potrebbe portare davvero il Parma a frequentare la parte alta della classifica nei prossimi anni.

  • 18 Marzo 2014 in 14:01
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    tutti grandi, lo staff, i calciatori, i tifosi. Quando gira bene è facile salire sul carro dei vincitori, non si faccia l’errore di scordare chi ha dato per anni il proprio contributo magari dietro le quinte ed oggi dimenticato.
    il successo è sempre frutto di un lungo, intelligente, caparbio lavoro.
    complimenti a tutti

  • 18 Marzo 2014 in 14:18
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    bellissimo articolo di parmafanzine!..che parla di Eupalle…riferito a chi parla di “parma fortunello”…

    • 18 Marzo 2014 in 14:30
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      Sì grazie ho visto. Hanno capito una mazza, tanto come te, gio (che hai dato via allo stucchevole tormentone) e ad altri intervenuti qui. Se sapeste leggere, se non foste prevenuti e partigiani avreste capito il senso del mio articolo di ieri e degli altri autori che mi hanno preceduto. E QUINDI LO SCRIVO MAIUSCOLO: IO NON HO MAI DISCONOSCIUTO I MERITI DI AMAURI IN PARTICOLARE O DEL PARMA IN GENERALE PER LA VITTORIA DI SAN SIRO, (se sapeste leggere notereste come mi dà fastidio perdere il mio tempo in polemichette stupide tipiche da tifosi decerebrati, tipo quella del Real Sassuolo, per ricordarne un’altra) HO SOLO DETTO CHE QUANDO LE COSE TI GIRANO BENE (CIOE’ QUANDO HAI I FAVORI DI EUPALLA) TI RIESCE TUTTO, MENTRE QUANDO EUPALLA TI VOLTA LE SPALLE (provate a ripensare all’Amauri dell’intero girone di andata, che non la buttava dentro neanche a porta vuota) CERTE COSE NON TI QUAGLIANO,.
      E IL MIO TITOLO DI IERI ERA UNA PALESE PROVOCAZIONE A CHI COME TE ED ALTRI NEGA CHE AL PARMA STIA ANDANDO TUTTO BENE. E HO FATTO NELL’ARTICOLO PURE RIFERIMENTI A MIE ESPERIENZE PROFESSIONALI NELLE QUALI MI SONO RITENUTO FORTUNATO PUR SE BRAVO AD ESSERCI NEL POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO. COME AMAURI DOMENICA.
      SE LO VOLETE CAPIRE BENE, SE NON LO VOLETE CAPIRE AMEN, CHE’ TANTO NON C’E’ PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE. SIETE TUTTI BRAVI AD AFFIBBIARE PATENTI, SENZA NEANCHE AVERE UN BRICIOLO DI QUELLA ONESTA’ INTELLETTUALE CHE HO IO.
      E TUTTO IL TORMENTONE, CARO GIO, E’ PARTITO DA TE: PENSA CHE CON QUESTA STORIA SEI RIUSCITO AD OSCURARE L’IMPRESA DEL PARMA, INNESCANDO UNA POLEMICA STUPIDA DI INFIMO LIVELLO E INGIUSTIFICATA, POICHE’ NEL TITOLO CHE TANTO DI HA DATO FASTIDIO DEL PEZZO DI ORAZIO VASTA, C’ERA L’AGGETTIVO FORTUNATO UNITO A BELLO E CINICO, MA QUELLI NON LI HAI VISTI, COME NON LI HA VISTI – ED E’ PIU’ GRAVE – CHI SI DILETTA A FARE IL GIORNALISTA CHE PRIMA DI MUOVERE APPUNTI AD ALTRI ALMENO FAREBBE BENE A LEGGERNE PER INTERO I CONTENUTI ESPRESSI.

  • 18 Marzo 2014 in 15:10
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    ma perchè tutto questo astio e questo puntare il dito contro?..addirittura scrivere in STAMPATELLO?..eh vabbè..cmq speriamo che Leonardi ci dia i numeri per il superenalotto..con la “fortuna” che ha magari prendiamo!…si faccia una risata majo e diamo giusto peso al calcio..non prendiamoci troppo sul serio.

    • 18 Marzo 2014 in 15:17
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      Astio? Beh: non giriamo la frittata… Sono io che sono stato astiosamente tirato in mezzo, assieme ai miei autori, da te ed altri solo perché avevamo scritto ANCHE di fortuna. E allora, siccome poi mi fate passare per quello che non sono, mettendomi in bocca cose che non ho detto o fatto, cerco di ripristinare la verità. E se ho urlato con le maiuscole è per quello. Poi sono il primo che pensa di dare il giusto peso alle quisquilie e che si auto-prende in giro.

  • 18 Marzo 2014 in 15:20
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    Contabile, se mi suggerisce il nome del medico che si cura di lei, lo segno…e lo metto nella lista di coloro dai quali non mi farò visitare mai. Se questi sono i risultati…….

    Detto ciò, ci tengo a precisare che non frequento la ex Jugoslavia per questioni di pucchiacca (io sono abituato a chiamarla così, perdonatemi). Se avessi intenzione di intraprendere uno gnocca travel, la Serbia – ed in genere tutti i paesi dell’ex Jugoslavia (fatta eccezione per la Slovenia che non ha dovuto fare i conti con certe brutte cose) – sarebbe l’ultimo posto a cui pensare. Anzi, nemmeno l’ultimo. Mi piacerebbe spiegarvi il perché, ma è una storia troppo lunga e altrettanto delicata. E poi, scusate…se uno è un latin lover d.o.c., non ha mica bisogno di andare all’estero per inzuppare il biscotto. Chi è bravo, si porta a letto la vicina di casa. Altro che viaggi della speranza e missioni di pace. Ma poi…veramente vanno ancora di moda certe favolette degli anni novanta e dei primi anni del nuovo millennio? Caspita, aggiornatevi!

  • 18 Marzo 2014 in 15:22
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    Salve Majo. Mi spiega cosa c’è di male se qualche collega ritiene che la fortuna non ci azzecca nulla? Anche io la penso così e non mi sento disonesto intellettualmente. Sono due punti di vista. Alcuni daranno ragione e Lei, altri ai colleghi “anti-Eupalla”.. Non capisco dove sia il problema. Volevo farle un piccolo appunto: se lei sia intellettualmente onesto lo dovrebbe stabilire il lettore, le autocelebrazioni poco hanno a che fare col professionismo. Con affetto.

    • 18 Marzo 2014 in 15:36
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      E infatti non sono pochi quelli che mi apprezzano per quello che sono realmente: ma se tiro a mano la mia onestà intellettuale non è per autocelebrarmi, quanto per difendermi da attacchi smodati che ricevo dai denigratori.

      Il problema, caro Diego, non è che ci possa essere qualcuno che possa pensare che la fortuna non ci azzecca nulla, anche perché sono io stesso il primo a sostenerlo (io e i mi miei autori abbiamo inserito ANCHE questa componente) il problema è che si è costruito un tormentone sul nulla, facendomi passare per quello che dice che il Parma è solo fortunato. E questo non è vero. E allora se si inserisce nel dibattito qualcuno gettando ulteriore benzina sul fuoco, non fa altro che danneggiare me, la mia immagine, la mia reputazione e quella di coloro che firmano articoli per me.

      Si è aperto un dibattito su una questione che ritengo davvero di basso livello e che mi sta facendo perdere tempo prezioso: però se uno come lei, che mi sembra abbia del sale in zucca, viene qui a farmi la domanda: cosa c’è di male se qualche collega ritiene che la fortuna non ci azzecca nulla” vuol dire che la sta avendo vinta il partito di chi vuole addossare la patente a Majo del rosicone che parla solo di Parma fortunato. Cosa che non è vera.

      A parte che sta divisione in pro e contro mi sta abbastanza sulle “eupalle”: io sono per il dialogo propositivo, non mi piacciono i partigiani.

      Il frutto del ragionamento, lo ripeto per l’ennesima volta, è che è innegabile che il Parma stia attraversando un periodo baciato dalla fortuna, in cui tutto gli va bene. E dire che il Parma è fortunato non è una offesa. Mi ero servito della figura retorica di Eupalla, rubata al Grande Brera, per rendere più poetico il concetto. Ma non mi va che mi si continui ad elargire la patente di quello che dice che il Parma è solo fortunato. Perché non l’ho detto io e non l’ha scritto nessuno dei miei collaboratori.

      Dunque i colleghi (che parola grossa…) che si permettono di entrare nel dibattito, dovrebbero farlo con tutta l’accortezza del caso: se no contribuiscono a rendere l’aria che respiro ancora più pesante.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 18 Marzo 2014 in 15:28
    Permalink

    mi sembra sempre piu assurdo mettere i puntini sulle i ad una squadra che fa 16 risultati utili di fila…gran perdita di tempo.

    • 18 Marzo 2014 in 16:07
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      Le celebrazioni le lascio ai siti di tifosi per tifosi. Fa parte del mio modo di essere e di come intendo il lavoro del giornalista sviscerare ed argomentare i temi che emergono da una partita. E di spunti critici, malgrado la vittoria, ne trovo anche nella partita di domenica. E parlarne non è affatto una perdita di tempo. Sarò presuntuoso, ma credo che proprio un certo spirito propositivamente critico, abbia contribuito al processo di crescita del Parma.

      E non mi parlare di perdita di tempo, tu che me ne hai fatto buttare via non so quanto, da ieri, per la menata della fortuna.

      Sarebbe stato meglio dedicare quel tempo e quello spazio al fatto che il cadaverico Milan in 10 avesse rimontato due gol al Parma, la squadra di questi tempi più forte del campionato (ex aequo con la Juve). Meno male che Eupalla ha sorriso ad Amauri…

      Saluti

      Gmajo

  • 18 Marzo 2014 in 15:28
    Permalink

    Contabile, se mi suggerisce il nome del medico che si prende cura di lei, lo segno…e lo metto nella lista di coloro dai quali non mi farò visitare mai. Se questi sono i risultati…….

    Detto ciò, ci tengo a precisare che non frequento la ex Jugoslavia per questioni di pucchiacca (io sono abituato a chiamarla così, perdonatemi). Se avessi intenzione di intraprendere uno gnocca travel, la Serbia – ed in genere tutti i paesi dell’ex Jugoslavia (fatta eccezione per la Slovenia che non ha dovuto fare i conti con certe brutte cose) – sarebbe l’ultimo posto a cui pensare. Anzi, nemmeno l’ultimo. Mi piacerebbe spiegarvi il perché, ma è una storia troppo lunga e altrettanto delicata. E poi, scusate…se uno è un latin lover d.o.c., mica ha bisogno di andare all’estero per inzuppare il biscotto. Chi è bravo, si porta a letto la vicina di casa. Altro che viaggi della speranza e missioni di pace. Ma poi…veramente vanno ancora di moda certe favolette degli anni novanta e dei primi anni del nuovo millennio? Caspita, aggiornatevi!

  • 18 Marzo 2014 in 15:46
    Permalink

    Caro Luca “latin lover” Russo, guardi che chi ha detto che lei viaggia verso est in cerca di piaceri carnali è stato il Direttore. Io mi sono limitato a consigliarle di andare per locali e di ignorare la coppa Italia, per un latin lover come lei deve essere semplice far capitolare le algide serbe dallo sguardo magnetico.

    • 18 Marzo 2014 in 16:52
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      Facciamo così: io la chiudo qui ‘sta discussione. Non si può equivocare perfino si discute di femmine. Non mi sono mai definito latin lover e il Direttore per due volte ha adoperato il termine CREDO riferendosi alla mia passione per l’ex Jugoslavia. Credo non mi pare sia sinonimo di sono certo. Ora…io peso ogni parola che viene scritta o detta dal mio interlocutore, non mi dispiacerebbe che lo facessero anche gli altri nei confronti delle cose che scrivo e dico io. Non sia prevenuto anche su questioni futili…

      La saluto

  • 18 Marzo 2014 in 15:50
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    Capisco la sua posizione e ne prendo atto. Francamente le dico che io non faccio parte di nessun partito. Se avessi dovuto scrivere un pezzo sul momento del Parma non avrei parlato di “fortuna”. Come le ho scritto sopra, non fa parte del mio bagaglio personale. Nemmeno abbinato a bravura e cinismo. Per il resto non so che dirLe, vedo che ci sono situazioni di tensione che io non conosco. Quando parla “parola grossa” riferito a “colleghi” non ho la minima idea del perché. Forse ho sbagliato a definirli tali? Magari la contestano sui forum e non dovevo parlare di “colleghi”. Scusi l’errore, ma sono piuttosto fuori da queste logiche. Io apro i siti che parlano del Parma, leggo, prendo spunto e poi mi faccio un’opinione mia. Lungi da me volerLa mettere a confronto con chi, a suo dire, non è degno d’essere chiamato “collega”. Questi sono affari Suoi e dei suoi “non-colleghi”.

    Forza Parma.

    • 18 Marzo 2014 in 15:58
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      E’ che mi piacerebbe dibattere su argomenti diversi, più profondi, che fortuna/sfortuna: lei capisce bene che se io passo per quello che spiega la vittoria del Parma sul Milan come solo merito della fortuna è un po’ dannoso, no? Specie se poi questa cosa monta, come sta accadendo.

      Il fatto è che ci sono delle menti malate secondo cui se io tiro in ballo la fortuna è per sminuire i meriti del Parma. E siccome questa, come direbbe Fantozzi, è una cagata pazzesca, cerco di far capire che non è così. Però siccome la fortuna c’è, il periodo fortunato è in corso, non vedo perché lo si debba negare o perché io non lo possa dire. Se non mi avessero rotto le scatole contestando il titolo dell’articolo di Vasta, in cui fortunato ad altri due aggettivi, ieri avrei scritto un pezzo diverso lasciando perdere di fare a mia volta il provocatore mettendo Eupalla nel titolo.

      Amauri sarà anche stato bravo e nessuno lo nega: ma abbiamo davanti agliocchi una miriade di tentativi tra tacchi e rovesciate non andati a buon fine: ora, che tutto gira bene, non ha avuto difficoltà a metterla dentro.

      Mi fa piacere che Lei prenda spunto da quanto trova anche sul nostro sito, ma spero, la prossima occasione, di non dover star ancora qui a dover parlare di quisquilie come queste, ma di confrontarci su altri temi.

      Grazie e Forza Parma

      Gmajo

    • 18 Marzo 2014 in 16:12
      Permalink

      Visto che il termine che ha creato tanto scalpore è partito da un mio pezzo, letto il commento di Diego, mi sento ovviamente chiamato in causa.
      Lei ha scritto che se avesse scritto Lei un pezzo sul momento del Parma non avrebbe parlato di fortuna.
      Premesso che, per fortuna siamo in un Paese libero, ognuno può esprimere al meglio il proprio pensiero, Le dico che il compito di chi fa questo mestiere è quello di essere il più possibile oggettivo. L’essere fazioso non fa giornalismo e soprattutto informazione. Però qui mi sembra che ci sia fin troppa gente che ha la memoria troppo corta. Quando mi capitò di “difendere” la squadra dopo lo 0-0 interno contro il Catania, definendolo un “passo falso fisiologico” e quindi esagerati i fischi, ho ricevuto tanti di quei commenti negativi perché era impensabile fare un ragionamento del genere. Oggi invece, il Parma è imbattibile, indistruttibile e non è possibile nemmeno affermare che in alcune circostanze è stato fortunato. Così come ha detto il direttore, molte volte Amauri è stato preso di mira dagli stessi tifosi, in una circostanza (mi pare la Juve in casa, ma non ricordo di preciso…) provò lo stesso gesto, un colpo di tacco che però non ebbe la stessa “fortuna” di Milano.
      Concordo sul fatto che il calcio non sia una scienza esatta, che ci siano degli episodi che vadano oltre la tattica e la tecnica. Le partite possono cambiare per una decisione arbitrale, per un gesto tecnico-tattico o per un episodio fortunato (o sfortunato, che nel calcio viene chiamato in gergo “infortunio).

  • 18 Marzo 2014 in 16:34
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    quindi majo lei può criticare ma non le vanno coloro che a sua volta criticano i suoi pezzi o quello dei suoi autori?…mamma mia che fatica che si fa nel far discussioni costruttive con lei..provi a volte a far pezzi piu tecnico tattici come l’esclusione di amauri e l’inserimento di schelotto titolare, oppure l ottima prova di felipe,la crescita di acquah ecc..invece che soffermarsi sulla ridicola fortuna di amauri o altre cose del genere….chissà se il parma avesse perso a milano..immagino gia i titoloni..

    • 18 Marzo 2014 in 16:44
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      A parte che ero stato io a proporre Schelotto per la gara col Milan (vatti a rivedere la puntata di mercoledì scorso di Calcio & Calcio), i miei pezzi si possono criticare adducendo motivazioni e non attaccandomi per partito preso come fai tu e qualcun altro. E i pezzi dei miei collaboratori, quando lo ritengo giusto, sono il primo a criticarlo. Al contrario di altri cui le critiche fanno male, io le accolgo volentieri. Viceversa le sterili e stupide provocazioni mi fanno girare i maroni.
      Per il resto del suo processo alle intenzioni non so che dirti, perché non ci sono elementi di giudizio.

      Con me non si fa affatto fatica a fare discussioni costruttive, basta avere lo spirito giusto: tu, piuttosto, non perdi occasione per lanciare sterili e stupide provocazioni che certo non facilitano il dialogo, che lo stesso non ti sto negando.

  • 18 Marzo 2014 in 16:45
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    Di nuovo una bella arrampicata sugli specchi del direttore. Qui non viene contestato il fatto che il Parma sia SOLO fortunato, è ovvio che nè Majo nè Russo nè nessun altro ha sostenuto una simile sciocchezza, insostenibile persino per costoro. Si contesta l’affermazione, che viene invece pervicacemente rivendicata dal padrone di questo sito, che la fortuna abbia avuto un ruolo rilevante domenica. Ma dove il Parma sarebbe stato fortunato? Se Amauri ha voluto fare e ha effettuato un gran colpo di tacco, è bravura, non fortuna. Nelle decisioni arbitrali addirittura il Parma non è stato avvantaggiato ma svantaggiato! E allora, diciamolo: questo tirare in ballo la fortuna dopo la partita di domenica e sedici risultati utili consecutivi, è una scelta che non ha logica. A meno che… una delle ragioni di questi dibattiti basati sul niente sia fare polemica a tutti i costi. Magari per qualche visualizzazione in più. Niente di male, eh, si tratta di una tecnica di marketing. Anche perché, senza perle come queste, certe articolesse chi se le leggerebbe?

    PS: Solidarietà a parmafanzine e a coloro che “si dilettano” a scriverlo pur non essendo grandi direttori e grandi columnist.

    • 18 Marzo 2014 in 17:09
      Permalink

      Grazie per il grande. Ma non lo merito. Per guadagnarsi una qualifica del genere, bisogna essere molto bravi (e io, nel confronto con chi esercita il mestiere di giornalista, non lo sono per niente) e altrettanto democristiani. Il talento mi manca, ed è evidente anche al sottoscritto senza che nessuno venga a raccontarglielo. In seconda battuta mi manca anche la capacità di scrivere pezzi trasversali, che mettano tutti d’accordo. Le ripeto qualcosa che ho già scritto in un commento di due giorni fa: ho un amico juventino che mi rimprovera di essere severo con la Juve; ho un collega tifoso del Napoli che mi accusa di essere fin troppo cattivo nei riguardi degli azzurri; e a Parma non mi sembra di riscuotere grandi consensi. Se desiderassi mietere un successo dopo l’altro, in mancanza di talento, cercherei di essere almeno democristiano, di fare il bravo, di conquistarmi le simpatie di questi E di quelli…laddove non arriva la bravura, può farlo la ‘simpatia’, lo ammetto. Ma in un principio del genere io proprio non riesco a riconoscermi.

      Per chiudere, mi permetto di darle un consiglio: prima di sparare a zero, cerchi di rileggere, con più attenzione, i pezzi che intende commentare. Così evita di prendere abbagli. E’ solo un consiglio: niente di personale.

    • 18 Marzo 2014 in 17:16
      Permalink

      Anche lei Gustavo a voltare la fritta è un maestro.

      Allora: ricapitoliamo. C’è un tale Gio che viene qui a provocare (come spesso fa) attaccandosi al titolo di un articolo (peraltro piuttosto celebrativo) di Orazio Vasta, che nel suo pezzo aveva definito i crociati bravi, fortunati e cinici.

      Dimenticandosi degli altri due aggettivi Gio focalizza l’attenzione solo su “fortunati”.

      E così parte il solito tam tam sul web dei fancazzisti tipo lei che, siccome secondo la vostra mente malata io starei rosicando per la vittoria del Parma, ad arte amplificate il discorso della fortuna, lasciando perdere tutto il resto. Incluse le decine di pezzi celebrativi che regolarmente appaiono su queste colonne e pubblicati anche dopo il successo sul Milan. (Ad esempio a lei sarà sicuramente sfuggita la mia analisi post Atalanta-Parma, dove, ho fatto un elogio alla programmazione del Parma. Che poi sulla programmazione si potrebbe anche ragionare, dal momento che il progetto tecnico, prima di essere indovinato, ha visto molteplici variazioni sul tema, ma non mi pare, adesso, il caso di aprire altri fronti di discussione. Poi quando tutti davate dei balordi o dei calciatori da oratorio a quelli del Parma e io li difendevo quello non vale…).

      Adesso, dopo 48 ore sputtanate a sparare cazzate su fortuna/sfortuna lei viene qui a dire che mi arrampico sugli specchi e che nessuno, a suo dire, ha mai sostenuto che io e Russo avessimo scritto che il Parma è solo fortunato.

      Allora: lei può avere la sua idea e io rivendico la mia. e la scrivo grande così capisce bene: IL PARMA E’ FORTUNATO, PERCHE’ AL MOMENTO GLI GIRA TUTTO BENE. E questo credo sia innegabile e io sono liberissimo di scriverlo.

      DOPO DI CHE, LEI, CHE E’ UN MISTIFICATORE, scrive che io rivendicherei che la fortuna ha avuto un ruolo determinante domenica. MA IO QUESTO NON L’HO MAI SCRITTO, NE’ LO RIVENDICO. Io non ho detto che la fortuna ha avuto un ruolo determinante. Questo è quanto ha voluto leggere lei, facendo cadere nel tranello anche qualcun altro. Perché di ruolo determinante della fortuna non ne ho mai parlato. Certo, la fortuna, entrata nei piedi di Amauri, ha fatto sì che questi si equilibrasse bene (così sono contenti anche gli insegnanti di educazione fisica e di raffinata tecnica calcistica di Parma Fanzine) nel colpire il pallone di tacco, facendo entrare la sfera cuoiata in rete per l’immediato vantaggio dopo che in dieci ci eravamo fatti rimontare, nonostante tutto questo predominio e tutto questo bel calcio prodotto. Certo una squadra sfigata non avrebbe rimesso a posto le cose dopo appena 60 secondi, ma il Parma ha avuto la fortuna, nell’occasione, di misurarsi con una squadra che non era nelle condizioni fisiche, mentali etc. etc, per avere la lucidità di non prenderlo.

      Infine: a me della quantità delle visualizzazioni non importa nulla. Mi interessa la qualità delle medesime. Di questi 50 commenti non me ne faccio nulla: preferirei averli sotto altri argomenti importanti che credo di tirar fuori ma che non stimolano la scrittura come queste banali cavolate.

      Speriamo di poter tirare giù finalmente la saracinesca su sto argomento perché c’ho il mal di testa a furia di ripetere sempre le stesse cose.

      Saluti

      Gmajo

  • 18 Marzo 2014 in 16:49
    Permalink

    ..mi sono annoiato.saluti.

  • 18 Marzo 2014 in 18:24
    Permalink

    Alla gentile attenzione del Dott. Vasta.

    Contro la Juventus Amauri tentò un colpo di tacco assurdo: la cosa migliore, in quel preciso momento, era stoppare la palla e calciare. Ricordo che Gigi Buffon era già andato giù. Non fu sfortuna, fu un gesto tecnico sbagliato e scellerato in un momento di scarsa forma e lucidità del nostro attaccante.

    Contro il Milan Amauri tenta il colpo di tacco perché è l’unico gesto tecnico possibile per evitare che il proprio colpo a rete sia intercettato da un De Jong in scivolata a coprire il primo palo. Lucidamente Amauri fa scorrere il pallone, De Jong per inerzia esce dalla traiettoria ed ecco che usando il tacco lo specchio della porta è libero.

    Quindi, per come la vedo io, contro la Juventus ha sbagliato, contro il Milan ha scelto ed eseguito bene un colpo. Punto.

    Salve.

    • 18 Marzo 2014 in 18:37
      Permalink

      Diego, ha pagato i diritti a Parma Fanzine per la spiegazione scientifica che gli ha spigolato? 🙂

      Comunque nei periodi fortunati, quando tutto ti gira bene, i gesti tecnici ti riescono meglio; viceversa nei periodi neri, in cui non sei al top dell’autostima, ti vanno male. Scusatemi, ma per me il calcio non è una scienza esatta. Per fortuna. Poi ci sono gli scienziati che possono offrire spiegazioni scientifiche…

      Signori, sarò banale, ma la palla è rotonda, indipendentemente dalla concentrazione, dalla testa, dall’allenamento e dalla distribuzione del peso al momento dii una conclusione. Perché è chiaro che la tua autostima cresce e ti fa rendere al meglio nel minuto in cui le cose ti vanno bene. Esiste una componente psicologica che non può essere dimenticata.

      • 18 Marzo 2014 in 19:03
        Permalink

        Come quando uno segna da quaranta metri e qualche professorone si affretta a dire che ‘il gol lo ha cercato’…come se uno da quaranta metri potesse decidere di mandare la palla proprio lì, in quel punto esatto della porta…ecco, se avesse questa facoltà, dovrebbe far gol almeno 7 volte su 10 tiri nello specchio…o no?

    • 18 Marzo 2014 in 19:41
      Permalink

      Diego,
      finalmente, dopo tanti commenti inuti, un commento argomentato. Se tutti avessero seguito il suo esempio prima di Lei si sarebbe anche potuta evitare tanta inutile polemica.
      Il suo commento a me piace, dice il vero, con la Juventus Amauri ha sbagliato ed è stato “linciato” dai tifosi. Col Milan ha trovato un gran gol, non è la prima volta che delizia la platea con un gesto del genere, e come ben detto da Lei ha fatto tutto bene, ma non dimentichiamo che la palla passa tra le gambe del portiere. Qui un pizzico di buona sorte c’è.
      Solo che gli occhi del tifoso non la vede o non vuole vederla.
      Buona serata.

      • 18 Marzo 2014 in 23:35
        Permalink

        Ciao Orazio, l ultima tua frase esprime un concetto molto sottile, interessante.
        Secondo me, e parlo in generale e non in riferimento a Milan – Parma, hai ragione. Poi chiaramente non è semplice essere sempre “glaciali”, soprattutto ad eventi in corso.

  • 18 Marzo 2014 in 18:52
    Permalink

    Non avevo letto il pezzo di Parmafanzine, sono sincero. Sarà che è così logica la cosa che anche altri la pensano come me!

    Saluti.

    • 18 Marzo 2014 in 19:00
      Permalink

      Saranno mica stati quei ragazzacci a copiare lei, eh ? 🙂

  • 18 Marzo 2014 in 19:03
    Permalink

    Spero per loro siano più ferrati di me! 😀

  • 19 Marzo 2014 in 00:51
    Permalink

    Oppa, addirittura mistificatore. Vedo che oggi ha l’insulto facile. Allora mi ri-spiego: la fortuna domenica non c’entrava per nulla. Non è che non abbia avuto un ruolo rilevante, non ha avuto proprio alcun ruolo! Amauri è stato bravissimo, dove è la fortuna? O per lei la fortuna consiste nell’eseguire bene un gesto? Ma guarda un po’, quando ho passato l’esame non sono stato bravo, ma fortunato. Messi fa dei gol fantastici? E’ fortunato. La mia dichiarazione dei redditi è corretta? Ho un commercialista fortunato. Ma che ragionamenti sono, Majo? Anzi, a ben vedere il Parma domenica è stato vittima di due decisioni arbitrali sfavorevoli. Quindi, tirare a mano la fortuna (e insistere con le consuete arrampicate sugli specchi per difendere l’indifendibile) non ha altro senso che quello di cercare la polemica a tutti i costi. Del resto, che a lei stiano sulle balle squadra e società, ieri lo ha fatto capire in tv anche Tullo Baroni. Peccato, perché senza questo difettuccio lei sarebbe anche un simpaticone…

    • 19 Marzo 2014 in 09:48
      Permalink

      Grazie per il simpaticone. Ma le assicuro che il difettuccio che continua ad attribuirmi (e cioè di avercela con società e men che meno i giocatori) non sono tra i tanti che ho. Se se ne convincesse, forse, gran parte delle sua considerazioni verrebbero a cadere. Magari ci provi, si sforzi…

      Sull’argomento fortuna/sfortuna basta: non aggiungo altro. Penso di aver esposto più volte il mio pensiero, anche se lei continua a stravolgerlo, facendo esempi che non c’entrano nulla. Ma pazienza. Mi arrendo.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 19 Marzo 2014 in 01:14
    Permalink

    Qualcuno dovrebbe andare a ripassare il primo minuto di Atalanta-Parma. A proposito di favori e sfavori arbitrali…

  • 19 Marzo 2014 in 09:44
    Permalink

    La fortuna , il fato , il destino. Nella tragedia greca si combatte il destino per sconfiggerlo. La divina provvidenza ci è nella religione cristiana. Astrologia oroscopo vorrebbero leggere una storia futura già scritta. Ora in una forma estrema di razionalismo possiamo sostenere che non esiste il destino, non esiste la fortuna e non esiste nemmeno Dio. Siamo padroni del nostro destino e siamo solo noi che lo decidiamo. Una visione possibile ma non condivisa dalla stragrande maggioranza che credono nel fato e, Gustavo a parte, nella fortuna

  • 19 Marzo 2014 in 10:04
    Permalink

    dopo il cul de sac il cul del dunadun,battute a parte ricordiamoci che anche Eupalla e’ eurotonda,a proposito grandi intenditori ci scommetto che nessuno sa dirmi ,cosi’,di botto ,le dimensioni ed il peso di un pallone da calcio 🙂

    • 19 Marzo 2014 in 12:47
      Permalink

      È vero, ma tutti (o quasi) sanno utilizzare google…:D

  • 19 Marzo 2014 in 19:57
    Permalink

    infatti ho detto di botto,con gugle e’ capace anche mia nonna,resta il fatto che si fanno tanti bla bla sul football e poi il 99% non sa neanche che cosa si deve calciare 😉

  • 19 Marzo 2014 in 20:17
    Permalink

    Certo che sapere quanto pesa il pallone è fondamentale per sapergli dare una “carcagneda” e sbatterlo in porta. Ma dailà Assioma…. Mo co dit dabò???
    Luca

  • 19 Marzo 2014 in 21:30
    Permalink

    Si certo, Luca Russo, il Parma ha avuto dei clamorosi favori arbitrali. Ci credi solo tu…

    • 20 Marzo 2014 in 01:04
      Permalink

      Gustavo, il fallo da rigore commesso al 1′ di Atalanta-Parma da Lucarelli e non punito dall’arbitro non è una invenzione di Luca Russo, ma un dato di fatto. Essere sportivi significa anche essere obiettivi.
      Cordialmente
      Gmajo

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