martedì, Luglio 23, 2024
In EvidenzaL'OpinioneNews

L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-VERONA 2-0 / NELLA FRUSTRAZIONE DI MANDORLINI L’EVIDENTE PROVA DELLA FORZA DEI CROCIATI, ORA PIU’ CHE MAI PADRONI DEL PROPRIO DESTINO

(gmajo) – “A questo punto solo il Parma può perdere l’Europa”: parlando con  stadiotardini.it  lo ha sancito ieri il radiocronista di  Radio Rai  Emanuele Dotto che, come seconda firma di Tutto il Calcio Minuto per Minuto – alle spalle di Riccardo Cucchi che ha raccontato Inter-Torino – ieri è stato la voce narrante di Parma-Verona 2-0 (e qualche settimana addietro pure del roboante Atalanta-Parma 0-4). Il suo assioma, e cioè che solo i crociati possono a questo punto smarrire il passaporto, virtualmente timbrato ieri dopo lo spareggio con gli scaligeri, è ulteriormente rafforzato dagli altri risultati della 27^ giornata che ha visto la sconfitta a domicilio della Lazio per mano degli orobici e, nell’anticipo di sabato, il nuovo stop del Milan di Seedorf per mano dell’Udinese di Guidolin. A rallentare ulteriormente la corsa imagedel Torino di Ventura, sia pure a fatica, ci ha pensato l’Inter che in classifica mantiene il punticino di vantaggio sui nostri (i quali hanno una partita in meno), mentre, grazie alla Juventus, abbiamo accorciato le distanze sulla Fiorentina, che sembra in caduta libera con appena un punto ottenuto su dodici disponibili nelle ultime quattro gare. Come annota fiorentina.it: “Non era mai capitato finora nell’attuale torneo. Ora i viola hanno gli stessi 45 imagepunti dello scorso campionato e, dal ritorno in serie A, sono ormai indietro rispetto ai 53 del 2005/06, ai 50 del 2006/07, ai 47 del 2007/08 e ai 46 del 2008/09”. Diciamo che con questi chiari di luna – ma, attenzione bene, il traguardo è ancora lontano e con i 3 punti a gara gli scenari cambiano rapidamente, proprio come dimostrato dall’esempio dei viola di Montellail Parma potrebbe addirittura puntare al quarto posto (sempre valido per l’Europa League: insidiare qualche candidata alla Champions mi pare una mission impossible, anche se solo la Juventus corre come i crociati e di esplicita rincorsa almeno quinto posto ha parlato nel Tg di Sport imageMediaset anche il giornalista Claudio Raimondi, che è in stretta confidenza con Tommaso Ghirardi) e non accontentarsi di quel sesto posto che a questo punto, per dirla con Dotto, può buttar alle ortiche solo lui. Considerazioni queste che forse possono sembrare ovvie, ma che hanno fatto cinguettare a tale o tali “GialloParma” una corbelleria su Twitter. Costoro – che si autodefiniscono “una gang di cialtroni con tempo da perdere. Senza cervello né pudore. Patrimonio Unesco per la bellezza interiore. Regalano satira ai poveri di spirito” – iersera, dopo aver letto la mia cinguettata pubblicitaria con il link all’intervista esclusiva a Dotto (al contrario di loro preferisco socializzare dal vero e non virtualmente, dunque non twitto dopo aver defecato per comunicare ai miei followers come è andata, ma solo per segnalare la mia produzione giornalistica su www.stadiotardini.it, allo scopo di arricchirne il numero di lettori), mi hanno ritwittato così: “@gabrielemajo Majo ma te non c’hai mica un’altra squadra o un altro sport da seguire? tutta la vita a menarla sul Parma? #mobasta”. Aggiungendo subito dopo: “@gabrielemajo Il curling per esempio”. Al che, indubbiamente da povero di spirito, ho replicato, mediante il medesimo social network, ma evitando gli hashtag perché ’sta moda non mi piace e perché ai lapidari 140 caratteri preferisco le mie articolate articolesse, pesanti come La Grande Bellezza, ma che hanno il pregio di spiegare e motivare ogni mio assunto a coloro che non si accontentano di nuotare in superficie: “@gialloparma Lascio il curling a te, che è meglio. Ma da quando in qua è "menarla" sul Parma intervistare un cronista di Radio Rai?” Stamani mi sono risvegliato con la risposta dei bontemponi tinti di giallo: “@gabrielemajo nella vita ci sono tante cose belle da fare, tramonti da guardare, pesci da pescare, patonza da coltivare.. #cambiavitamajo”. Conversazione che si è chiusa con la mia twittata di rimando: “@gialloparma grazie dei consigli e aggiungerei per lei anche sterili cinguettate da evitare”. La morale è: ma è mai possibile che se uno esercita la propria onestà professione intervistando un autorevole giornalista, il quale offre la propria obiettiva opinione, debba esser tacciato di “menarla contro il Parma”? Quale sarebbe la menata, di grazia? Se GialloParma avesse voglia di rispondere potrebbe farlo nello spazio commenti di stadiotardini.it rigorosamente con una articolata articolessa di 140.000 caratteri e non con i soliti stucchevoli e lapidati twit (o tweet) da 140 caratteri. Abbasso la sintesi. Abbasso i tempi televisivi. Riconquistiamo l’oratoria e con essa il dialogo costruttivo, ricco di motivazioni e argomentazioni. Abbasso i DSC03130prevenuti. A proposito: è davvero singolare che un partigiano (nel caso specifico di Prandelli), alias il buon Danfio “Bianco” Bianchessi mi debba tacciare di essere da tempo prevenuto nei confronti del CT al punto che io, nella sua mente, spererei che questi facesse male al mondiale così lo cacciano. Tale concetto, piuttosto chiaramente, me lo ha espresso ieri, nell’antistadio del Tardini, mentre stavo chiacchierando di Tacete con il giovane tifoso crociato Geremia, con il quale spesso mi ritrovo nei vari Mangia Come Scrivi. In realtà io auguro a Prandelli di vincere la Coppa del Mondo DSC03104perché sarebbe un traguardo prestigioso per l’Italia e dunque per tutti noi, tuttavia penso di aver detto una cosa ovvia (il che non significa sperarla) quando in tv o sul sito ho asserito che in caso di flop debba lasciare il suo posto. Del resto come per molto meno era successo al povero Donadoni, reo di esser stato battuto solo ai rigori dalla super-Spagna e via via tutti i commissari tecnici che lo hanno preceduto. Purtroppo quando si è partigiani si è prevenuti ed è difficile cogliere la cristallina limpidità del sottoscritto (che prevenuto non lo è affatto e con nessuno) quando muove una critica o esprime una considerazione, magari discutibile. Tra l’altro io ero arrivato alla conclusione di cui sopra (via Prandelli in caso di flop) dopo aver espresso un concetto che avrebbe meritato maggiore attenzione: e cioè l’inutilità dello stage alla Acqua Acetosa che ha preso il via oggi e che DSC03131si concluderà mercoledì, pieno zeppo di gente che ai Mondiali non andrà mai e che rischia di perdersi anche in prospettiva Europeo (giacché ci sono diversi carneadi senza presenze in serie A) con il contentino concesso al nostro Antonio Mirante che è il più vecchio della nidiata. La collega di Sport Mediaset Francesca Benvenuti ha riferito che un paio dei chiamati di oggi potrebbe avere chance in Brasile: e gli altri 28-29? E poi chi mai di questi potrebbe avere la chance? Probabilmente Perin destinato proprio per questioni anagrafiche e di prospettiva (che io non condivido, e che non avrei condiviso, caro Bianco, neppure se al posto del tuo amato Prando ci fosse stato Lippi o Trapattoni o Zoff o chi vuoi tu) a vincere il ballottaggio col nostro che sta vivendo la stagione migliore della sua carriera. Bianchessi mi ha anche aggiunto che io dovrei pensare al Parma e non alla Nazionale: io, però, da giornalista tratto tutti gli argomenti che ritengo pertinenti e quello della convocazione dei gialloblù mi pare assai in tema con l’oggetto sociale di questo quotidiano on line. Bianco ha pure aggiunto: Già vi fa il favore di chiamare Paletta… Beh, io direi che il favore se lo fa a se stesso, giacché è al momento il miglior centrale in circolazione del campionato italiano. E qui chiuderei il capitolo, senza aggiungere nulla sul tema Cassano in azzurro, ché ci porterebbe lontano. Tanto vedo che la gran cassa dei media nazionali lo sta pompando e lui lo meriterebbe al lume delle prestazioni stagionali nella sua squadra di club. Un po’ di polemica l’hanno fatta anche Luca Toni, che s’è ricordato di quella di Leonardi all’andata, ma come chiosavo già ier sera, tenere a lungo sassolini o calcoli alla vescica fa male alla salute… A proposito di salute: c’è una epidemia di infortuni al piede destro. Non solo il povero Saltimbanco, che stasera sarà costretto al primo lunedì di forfait nel salotto di Calcio & Calcio, anche Nello Mendi ieri si è presentato all’Ennio reduce dal Pronto Soccorso: in mattinata, infatti, il vulcanico presidente del Parma Club Medesano si era infortunato nella sua officina. Presentatosi in auto, con al volante la nipote, presidentessa del Parma Club in Rosa, non è stato fatto accedere poiché mancava l’apposito accredito non richiesto prima… Ma se si era fatto male in mattinata, e lo stesso non aveva voluto mancare al grande evento, non lo si poteva far entrare almeno con una operazioni di carico-scarico se proprio all’interno delle monumentali mura non poteva lasciare posteggiata l’auto, dove peraltro ce ne sono diverse altre a titolo più svariato? Va bene il rispetto delle regole, ma alle volte servirebbe un po’ di buon senso, specie con un ottuagenario che ha passato gran parte della propria vita prestandosi come volontario per la squadra del cuore. L’ultima polemica, infine. è quella che dà il titolo all’Opinione odierna, e cioè quella di Mandorlini, secondo cui il suo Verona avrebbe dominato il Parma (specie nel secondo tempo), e che solo gli episodi avrebbero sancito la sconfitta della sua squadra. Frasi che testimoniano la bontà dell’assunto di ieri del nostro Mister (quello di stadiotardini.it) per cui il Parma avrebbe vinto da grande squadra. Piagnistei del tipo di quelli di Mandorlini, durante il periodo di crescita, erano venuti fuori anche dalla bocca di dirigenti o tesserati del Parma; quando l’allenatore avversario si esprime in cotale modo c’è la consacrazione dell’avvenuto ingresso nel novero delle grandi. La frustrazione di Mandorlini è l’evidente prova della forza dei crociati, ora più che mai padroni del proprio destino. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

23 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-VERONA 2-0 / NELLA FRUSTRAZIONE DI MANDORLINI L’EVIDENTE PROVA DELLA FORZA DEI CROCIATI, ORA PIU’ CHE MAI PADRONI DEL PROPRIO DESTINO

  • Condivido l’analisi e la soddisfazione per il momento attuale, mi sembra invece (purtroppo) esagerato affermare che ora tutto è nelle mani del Parma. Ahinoi mancano tante partite e, mentre la Fiorentina sta snobbando il campionato forte del posto uefa già certo e distratta dalla e.league, le altre non sono poi cosi lontane. Il calendario è pure difficile.
    Di sicuro ora abbiamo la bicicletta e bisogna pedalare.
    Sbaglio o ieri il pubblico era più numeroso e un po più caldo?

    • Vedendo l’andamento nel 2014 fino all’ultimo we e considerato il blasone le piu remibili concorrenti erano lazio e milan ora piuttosto staccate. Dunque piu che mai il destino e’ nelle mani del parma che ha un bel gruzzolo di vantaggio, piu caldo si piu numeroso no

  • Io che vivo il clima degli spettatori dal di dentro (i tifosi del loggione) devo dire che ieri in tribuna si sono intonati timidamente cori di sostegno anche nel secondo tempo quando il Verona ci ha provato, nonchè applausi a scena aperta a fronte di interventi difensivi ed azioni offensive. Un buon segno che dovrebbe scaldare il cuore ai giocatori in campo e all’allenatore, che sta conquistando la platea difficile del Tardini. Non è solo questione di risultati ma anche e soprattutto di gioco, perchè anche un malaugurato pareggio del Verona non avrebbe cambiato i giudizi. Per via del numero dei presenti la curva era stipata come non succedeva in molte partite dell’anno scorso in quel girone di ritorno deludente tanto nel gioco quanto nei risultati. Sicuramente le partite che “contano” aiutano a non perdere le presenze degli abbonati e dei bigliettati, quindi si auspica che da qui alla fine non si perda contatto con il “sogno Europa”, che potrebbe catalizzare gli entusiasmi e mantenere pieni gli spalti. Mandorlini non ha tutti i torti ma nemmeno tutte le ragioni, di per certo la maggiore esperienza dei gialloblù rispetto ai gialloblù ha influito sul risultato, così come succede di fronte agli entusiasmi giovanili che spesso non producono i risultati di una gestione matura del risultato. Che dire ? Col Milan ci mancherà il campione della difesa che Toni ha un po snobbato, facciamo il tifo per i rossoneri domani sera perchè Italiani e perchè vorrei trovarli appagati e non arrabbiati. Ma per certo ce la giocheremo, un risultato positivo è nelle nostre capacità, ma i quindici risultati in stecca sono Donadoniani quindi non effetto di un esaltazione da risultati ma il frutto di un lavoro che è cominciato da quando è arrivato. Mandorlini farebbe bene a non fare analisi superficiali che rimproverammo talune volte al nostro allenatore, la serenità dell’ambiente non si misura sugli episodi esterni ma sulla capacità di reazione della squadra nei momenti di difficoltà. Vero ne è che succede a tutti di attaccarsi al tram, ma vero anche che un inutile vittimismo o peggio un fatalismo scomposto non aiutano a crescere. Auspico che se ci fermiamo dopo essercela giocata saremo poi in grado di ripartire, non saran tutte rose e fiori ma credo che abbiam trovato la quadra che ci permette di andare avanti sereni.

  • Caro Majo, condivido buona parte della discussione avvenuta ieri. Ma ometti una verità, come sempre, da prevenuto che sei, nei riguardi del CT e nei miei: io non ho mai mai affermato che la convocazione di Paletta fosse un favore del CT al Parma, perché, come ben si sa, ho sempre creduto nel fatto che prima o poi sarebbe stato convocato grazie alle sue capacità. Ma non è questo il punto. Tu ti auguri che l’Italia faccia male ai mondiali per poter avvalorare la tua teoria di prevenuto (che sei ) nei riguardi di Prandelli, che risalgono ancora ai tempi in cui il CT allenava il Parma, quando già scrivevi cattiverie screditandolo in tutti i suoi operati…. Ma Continua così, perché gli porti bene.

    • Caro bianco, confermo quanto in toto riportato nel mio articolo e ribadisco quanto ti ho detto ieri e cioe’ che non sono affatto prevenuto ne’ con lui ne’ tanto meno con te. Non ho mai scritto cattiverie di nessuno ma solo espresso opinioni motivandole sempre, nel 2003 come nel 2014

  • Sono d’accordo: considerato che il Torino sta perdendo quota; visto che Milan e Lazio non ingranano; e dato che il Verona ha smarrito la continuità che ha avuto nel girone d’andata, non è un’eresia sostenere che il Parma è padrone del proprio destino. Ma attenzione al nostro calendario: domenica prossima si va a Milano, sponda rossonera. Poi c’è il Genoa, per un match teoricamente alla nostra portata. Ed infine la raffica di partite ad altissimo coefficiente di difficoltà: Juventus fuori, Lazio e Roma all’Olimpico, Napoli al Tardini.

    Per l’Euroleague son convinto che occorrano una sessantina di punti. A noi ne mancano ancora 17. Una diecina potremmo metterli insieme battendo Milan, Genoa e Lazio. Sarà più dura riuscire a farne contro Juventus, Roma e Napoli. Gli altri sette ci toccherà farli nelle ultime cinque o sei giornate di campionato. Col Livorno che potrebbe essere già aritmeticamente retrocesso e la Sampdoria che con ogni probabilità sarà già certa di salvarsi, non si tratterebbe di un’impresa fuori dal comune.

  • Ah, dimenticavo: Donadoni ci ha abituati ai finali di stagione con sette o otto vittorie di fila. Potremmo anche perdere le prossime quattro e vincere tutte quelle che restano. Donadoni sa come si fa. E in Europa ci si andrebbe lo stesso…

  • Io credo che peseranno tantissimo i 2 punti buttati con la viola x il gattone di mirante….credo, realisticamente,che per arrivare in europa league ,bisognera’ fare dai 60 ai 62 punti circa,in sintesi mancano ancora minimo 6 vittorie(su 12 match),sempre che la viola si riprenda o se no potrebbe non bastare il sesto posto,ma si dovrebbe puntare al quinto per forza.
    Il calendario è tosto vediamo dopo la partita con il napoli dove saremo,ma resto convinto che sognare e tifare non faccia male.
    grazie un cordiale saluto e complimenti per il sito.

  • GALLO DI CASTIONE

    Caro Sabo. Sostenere che fu un gattone di Mirante è come voler fermare la piena del Po con una cannuccia. Poi se il culo e la sfiga sul bilancione stanno in equilibrio guardando alla partita col Chievo abbiamo i due punti persi con la Fiorentina. A Roma se ci ha vinto l’Atalanta che ci abbiam dato 8 pappine possiamo far risultato ma anche a Milano , Felipe permettendo.

  • Il Parma a San Siro (in serie A) con il milan ha vinto una sola volta (1996) nella sua storia, realisticamente,anche se il milan è il peggiore degli ultimi 20 anni,ci và di lusso un pareggio.
    Capitolo Roma: giochiamo con Roma e Lazio in 3 giorni per cui può succedere di tutto, ma realisticamente io non credo che torneremo in emilia con un gran bottino.
    Conviene pensare partita x partita,giocarle tutte per fare risultato pieno, senza fare voli in stile Icaro ,correndo il rischio di cadere e farsi male.
    Vediamo dove saremo fra 5 partite….
    Infine ribadisco(MOLTI DANNO per SCONTATA LA QUALIFICAZIONE DIRETTA DELLA FIORENTINA) non sono sicuro che basti il sesto posto la viola ha mollato,e in europa c è in tutti i casi ,in virtù della finale di coppa nazionale, a giugno magari rimpiangeremo amaramente i due punti buttati contro di loro.

    • Un benvenuto di cuore su stadiotardini.it al giovane sabo91 che mi pare sia un nuovo lettore, ed è confortante che sia un Under 23 o giù di lì… Sperando che contribuisca alla diffusione del nostro quotidiano on line presso le sue conoscenze…

      Venendo alle sue osservazioni: sul discorso Milan rimando alla risposta già data prima a Filippo1968 e cioè, in sintesi, che le tradizioni e il blasone non contano, besì la forza attuale. Motivo per cui io giocherei un 2 fisso, o almeno x, nonostante qualche dubbio per l’assenza pesantissima di Paletta.

      Roma e Lazio non mi paiono più temibili come qualche mese fa, specie i secondi che hanno non pochi problemi anche col proprio pubblico. Di questi tempi il Parma ha una autostima tale che potrebbe metterlo in quel posto anche alla SuperJuve di Conte. (Ovviamente fin che dura…)

      Sul fatto di pensare partita per partita concordo, così come non starei qui a stilare tabelle alla Russo (che almeno ci avesse ricavato un articolo su cui aprire dibattito…)

      Il discorso Fiorentina: secondo me non è che abbiamo mollato, ma è che è fisiologico accusare un calo nell’arco della stagione, capita anche alle più grandi. Secondo me ci sono nel pieno mezzo. Io spero che la stessa cosa non accada al Parma, ma è bene metterlo in preventivo, perché, appunto, è naturale che sia così. Speriamo in un Parma soprannaturale… Ma non credo che la Viola, volontariamente, abbia mollato gli ormeggi per via della finale conquistata di Coppa Italia. E comunque se dovessero perdere altri punti il primo a beneficiarne è il Parma che, come scrivevo nell’articolo, potrebbe puntare addirittura al quarto posto, giacché pure l’Inter non mi pare insormontabile.

      Sul discorso dei due punti da rimpiangere sono d’accordo, anzi ero stato il primo a scriverlo a botta calda, perché, per come si erano messe le cose, è stato delittuoso gettarli alle ortiche (anche se alla vigilia, e soprattutto dopo il primo tempo in cui ci avevano asfaltato, avremmo tutti quanti messo l’autografo per l’X). Però concordo con il Gallo: è ingeneroso addossare le colpe a Mirante. Io, piuttosto, me la ero presa con Gargano per la inutilità del fallo dalle parti di una mattonella pericolosa.

      Ti ringrazio di cuore per i complimenti al sito

      Cordialmente

      Gmajo

  • filippo1968

    è vero abbiamo vinto una sola volta in campionato ma abbiamo vinto a san siro anche una supercoppa europea con loro sciorinando una grandissima prestazione e una supercoppa italiana…e glie le abbiamo alzate in faccia a domicilio ..quindi il trend non è propio negativo con il milan…..certo i numeri dicono che il milan non può sempre perdere in campionato….e noi siamo a 15 utili,,….e prima o poi le cose cambiano …però questi numeri autorizzano anche un cauto ottimismo dai

    • Rispondo a Filippo, ma anche a tutti gli altri che hanno toccato l’argomento.

      Secondo me quella che è la “storia” o la “tradizione” conta fino lì, intanto perché il Parma di Donadoni ha perfezionato record inimmaginabili e poi perché il Milan di quest’anno è messo piuttosto male in arnese. Oggi come oggi – e non è da presuntuosi sostenerlo – il risultato più naturale che può uscire da San Siro è con un segno 2 sulla schedina. Massimo massimo x. Una vittoria rossonera è, a mio modo di vedere, altamente improbabile. E, come si suol dire, il chiodo va battuto fin che è caldo. La legge dei grandi numeri capisco possa suggerire prudenza, tuttavia i parametri vitali delle due squadre mi paiono nettamente differenti. E non si tratta di fare i timidi. Il Parma deve avere la consapevolezza di andare a sbancare San Siro. Senza alibi di sorta. Pretendevamo, un anno fa, con una squadra decisamente più immatura di questa o inconsapevole dei propri mezzi, di mangiar l’Inter in un sol boccone: quanto dimostrato fino ad ora aumenta e legittima le aspettative di vittoria dei crociati. E il ragionamento vale anche contro la Lazio e la Roma. Poi se finirà il magic moment ce ne faremo una ragione. Non sto qui a far tabelle come il Columnist Luca Russo (che farebbe meglio, lui che può, a scrivere articoli con i suoi ragionamenti e non usufruire dello spazio commenti perché non è un semplice lettore normale) perché è meglio vivere alla giornata. Ma in questo momento nulla è impossibile per il Parma. Certo, rimane il fatto che di solito una crisi capita a tutti, grandi incluse, in ogni campionato e proprio la Fiorentina ce lo sta dimostrando di questi tempi. Ma i ragionamenti vanno fatti sul momento e ora come ora il Parma è messo decisamente meglio del Milan. Se bastasse il blasone (o i soldi) ora il Parma non avrebbe otto punti (con una gara in meno) sui rossoneri.

      Cordialmente

      Gmajo

      • Non sono normale in assoluto. Mica solo come lettore.

  • E per inciso: se non riuscissimo a qualificarci in Europa Leauge, sarà solo per una questione di due o tre punti, secondo i miei calcolo…ci toccherà versare lacrime amare sui quattro punti gettati alle ortiche contro Catania e Fiorentina, anche se quello coi siculi fu un punto guadagnato piuttosto che due persi…

    • Concordo su quest’ultimo punto. Con la viola sono stati due punti buttati alle ortiche, mentre col Catania guadagnato: non per il valore diametralmente opposto degli avversari, quanto per come si erano messe le cose.

      Piuttosto io non rimpiangerei i tanti smarriti ad inizio stagione, ché nel prosieguo, certe volte anche grazie ad Eupalla, sono stati recuperati. Diciamo che la fase iniziale probabilmente serviva per mettere in sesto questa gioiosa macchina da guerra… Io preferisco non analizzare il calendario e/o fare tabelle, ma vivere alla giornata. E appunto in base agli odierni parametri il Parma ha in mano il suo destino. Certo: il calcio è bello perché si vedono scudetti persi nonostante nove punti di vantaggio, ma speriamo non sia il nostro caso. E il nostro scudetto si chiama EL.

      Cordialmente

      Gmajo

      • E’ da un paio di giorni che mi chiedo quanto convenga al Parma, in termini di rapporto costi/benefici, qualificarsi all’Europa League. Se i grandi club cercano di evitarla come la peste, perché mai dovrebbe risultare conveniente per un club di dimensioni ‘modeste’ come il Parma? Capisco che le grandi abbiano un monte ingaggi che la Champions League permette di coprire meglio; capisco che quello del Parma sia decisamente più basso (se non erro siamo decimi con 29.5 milioni di euro) e che dunque non abbia bisogno della Champions per garantirsi quei proventi coi quali pagare (anche) gli stipendi del parco calciatori e di tutti gli altri dipendenti (ma è anche vero che abbiamo meno sponsorizzazioni pesanti rispetto alle grandi)…però il mio interrogativo resta: quanto converrebbe al Parma, in termini di market pool, premi vari e costi da sostenere (spesso capita di dover affrontare lunghissime trasferte nel desolante, profondo e attraente Est…attraente per ovvi motivi), partecipare all’Europa League?

        Se non vado errato, vincerla garantirebbe una diecina di milioni d’euro, market pool escluso. Accedere ai gruppi, circa 1.5 (sempre non tenendo conto del market pool). Vittoria e pareggio nei gironi valgono rispettivamente 200mila e 100mila euro. Il primo posto nel gruppo garantisce 400mila euro; il secondo ‘solo’ 200mila. Qualificarsi ai sedicisimi vale 200mila euro. Ottavi: 350 mila. Quarti: 450 mila. Semifinali: 1 milione. Finalista: 2,5 milioni. Diventare campione porta in dote 5 milioni.

        Insomma, il gioco vale la candela? Ci vorrebbe la consulenza di un commercialista…

        • E’ una questione di prestigio e di indotto. Se è per quello qualsiasi commercialista potrebbe sconsigliare di investire e/o spendere nel calcio). Piuttosto: l’eventuale ritorno del Parma in Europa dovrebbe esser vissuto come opportunità dal Comune, dalle organizzazioni economiche cittadine, etc. perché non esiste migliore strumento di marketing territoriale e a distanza di anni c’è ancora da ringraziare Calisto se è circolato il nome di Parma nel mondo. (Ovviamente il giudizio è limitato alla diffusione del marchio Parma: lasciamo perdere, ovviamente, tutto il resto della vicenda). Il sistema Parma dovrebbe far squadra davvero: io non ricordo, nelle ultime due partecipazioni, che avevo seguito direttamente al servizio per la società, che ci fossero viaggi organizzati di imprenditori per “fare rete” o business all’estero nelle località toccate dal tour dei gialloblù. In questo Parma deve crescere e parecchio. Vicine città saprebbero fare di meglio…

          Cordialmente Gmajo

  • Beh, Majo, sto giro ti devo proprio dar qualche ragione, ma non tutte perchè se no poi ti monti la testa. Niente tabelle, ogni partita ce la giochiamo con una squadra che aumenta il suo potenziale strada facendo. Alcune partite fa il Gargano di domenica ce lo sognavamo, così come non sapevamo di poter contare su Molinaro e Schelotto. La quadra della squadra c’è, credo che siano più preoccupati i nostri avversari che noi. Poi se Donadoni si mette anche a fare i cambi tattici e a guidare la squadra dalla panchina allora abbiam fatto un ulteriore passo. Io credo che faremo qualche passo falso ma anche dei risultati insperati, tali che ci permetteranno di giocarcela sino in fondo. A Milano Mazzariamente parlando ho un po paura dell’arbitro, che a San Siro è facile che si lasci condizionare. Per questo chiedo alla squadra di arrivare presto sul 3 a 0, così gli episodi li lasciamo a Mandorlini e i bruciori di culo ai lunghi centravanti un po attempati. Ma la vedremo, la vedremo, con l’unica certezza che se anche Cassano fa il pressing allora ce la giocheremo. Se l’effetto Prandelli funziona il nostro fuoriclasse ci regalerà tante gioie.

    • Il lungo centravanti un po’ attempato potrebbe regalarci qualche gioia al prossimo mondiale…io non lo tratterei così male…

    • Non so se preoccuparmi o fare salti di gioia… Da parte mia sottolineo, del tuo intervento, quello relativo ai cambi di Donadoni, che sono stati, a mio modo di vedere, uno dei talloni d’Achille della presente stagione e per certi versi continuano ad esserli, nonostante i risultati siano dalla parte del Parma e dunque sua. Ma le critiche espresse in passato, e anche nel presente, su questo specifico argomento siano fondate e motivate e non una lesa maestà. Così come le critiche mosse all’inizio, anche se adesso, con il senno di poi, si può dire che ci fossero i lavori in corso per costruire la giocosa macchina da guerra che stiamo godendo…

      Sul discorso di Cassano in Nazionale: tolti tutti i dubbi su come Panella ha motivato ieri il suo pezzo sparato ieri con la certezza del suo ritorno in azzurro (sto leggendo che Zazzaroni asserisce il contrario), ho trovato molto intelligente la seguente considerazione di Dario Ricci di Radio 24 Il Sole 24 Ore: “Un mondiale come quello brasiliano sembra perfetto per Fantantonio: ritmi lenti, clima torrido e talento al potere: difficile trovare qualcuno di meglio in giro”.

      La questione arbitrale in vista di domenica non la tirerei a mano: al momento non mi pare che il Milan sia particolarmente protetto, né credo che possa essere decisivo il fattore 12° uomo, giacché il morale dei rossoneri non mi pare al top (aspettiamo, ovviamente, il discorso Champions ma mi sa che non cambierà molto le cose). Viceversa mi pare che il Parma non si possa certo lamentare negli ultimi tempi per gli operati dei direttori di gara…

      Cordialmente

      Gmajo

  • GALLO DI CASTIONE

    Con il Verona il Don ha fatto cambi tattici già al quarto d’ora della ripresa. Mai successo prima. Poi urlava e si sbracciava come Conte. Mai visto prima. Lo promuovo appieno ma effettivamente la gestione in corso partita era il suo tallone di Apelle. Si era Achille ma a me piace di più quello che fece una palla di pelle di pollo , il pallone ufficiale del torneo di Castione

    • Più reattivo ancora a Bergamo, mi pare… In effetti la gestione delle gare, quest’anno, non è stata il massimo. Lo scorso anno, ad esempio, seppe inventare Sansone al momento giusto, nel posto giusto. Quest’anno, viceversa, specie quando ci siamo trovati in superiorità numerica, non ha arrischiato schieramenti diversi che potessero sfruttarla (vedi la Fiorentina, vedi al Mapei Stadium dove i derelitti avversari ci hanno creato maggiori difficoltà in dieci dopo la cacciata di Berardi).

      Cordialmente

      Gmajo

I commenti sono chiusi.